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martedì 23 giugno 2015

REGGIO CALABRIA, uccide a coltellate la moglie e la suocera

REGGIO CALABRIA, 23 giugno -  Tragedia familiare a Reggio Calabria: un uomo di 55 anni,Pasquale Laurendi, ha ucciso la scorsa notte a coltellate, al culmine di una lite, la moglie Antonia Labella, di 53 anni, e la suocera Antonia Cicciù, di 83. Laurendi è stato arrestato dalla polizia poco dopo l'omicidio mentre tentava di fuggire.
Il duplice omicidio è accaduto in un'abitazione popolare nella zona sud di Reggio Calabria. Laurendi, dopo essere stato fermato, è stato portato in questura e interrogato dai funzionari della squadra mobile. Al momento non è stato reso noto il movente della lite, al culmine della quale Laurendi ha ucciso la moglie e la suocera, con le quali, a quanto pare, c'erano da tempo dissapori. 
I due figli della coppia, al momento del duplice omicidio, non erano in casa. A chiamare la polizia sono stati alcuni vicini, allarmati dalle grida provenienti dall'abitazione di Laurendi e della moglie.

giovedì 7 maggio 2015

BLITZ ANTI-'NDRANGHETA tra Reggio Calabria e New York

REGGIO CALABRIA, 7 maggio - Blitz della Polizia e dell'Fbi nei confronti di presunti appartenenti alla 'ndrangheta operanti in Calabria e negli Usa, ritenuti leader di un'organizzazione che controllava il traffico internazionale di droga tra Italia, Stati Uniti e Sud America. L'inchiesta ha consentito di ricostruire vecchie e nuove alleanze tra le famiglie mafiose americane e quelle calabresi, confermando il ruolo di leadership della 'ndrangheta nel traffico di droga.

Una quindicina di fermi, 30 indagati - Sono una quindicina le persone fermate e arrestate tra la Calabria e New York. Una trentina, invece, gli indagati. Sono in corso nei due paesi perquisizioni e sequestri. I provvedimenti sono stati emessi dalla Dda di Reggio Calabria e dalla magistratura americana ed eseguiti dal Servizio centrale operativo (Sco) e dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, dall'Fbi e dall'Homeland security. 

Inchiesta partita da Reggio Calabria - L'indagine, coordinata dalla procura antimafia di Reggio Calabria, è durata diversi mesi ed è stata condotta dagli uomini del Servizio centrale operativo e della squadra mobile di Reggio Calabria, in stretto contatto con gli agenti del Federal bureau of Investigation.
Alleanze tra le famiglie mafiose italiane e americane erano già emerse nell'ambito dell'inchiesta "New Brige": in quell'occasione gli investigatori avevano infatti dimostrato l'esistenza di un 'ponte' tra New York e la Calabria, costruito attraverso l'alleanza delle famiglie mafiose americane con le cosche dell'area ionico e reggina.

La base in un ristorante a New York - Un ristorante nel Queens, a New York, gestito da un calabrese incensurato assieme alla moglie e al figlio: era questa, secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso intercettazioni audio e video, la base dell'organizzazione. L'uomo, assieme ai familiari, è stato arrestato nelle settimane scorse: nel corso della perquisizione nel ristorante sono stati sequestrati oltre 100mila dollari, sei pistole, un fucile, cocaina e marijuana.

giovedì 16 aprile 2015

REGGIO CALABRIA, uccide il rivale in amore e rischia il linciaggio

REGGIO CALABRIA, 16 aprILE. - Francesco Passalacqua, 24 anni è stato ucciso questo pomeriggio a Reggio Calabria, nel rione Arghilla', alla periferia nord della citta'. Il presunto omicida e' Domenico Lucisano ed e' stato già' arrestato dalla Polizia di Stato. Si tratterebbe di un vicino di casa della vittima che, secondo le prime notizie, avrebbe ucciso per dissidi personali. Un gruppo di persone inferocite per quanto e' accaduto ha danneggiato una delle auto di servizio in uso agli agenti intervenuti. I poliziotti, a fatica, sono riusciti a riportare la calma. Lucisano ha sparato contro la vittima almeno due colpi di pistola calibro 9x21. Passalacqua e' stato colpito al petto e al fianco. Il delitto sarebbe scaturito da motivi passionali.
L'omicidio e' avvenuto nel cortile di una palazzina popolare nel comparto 6 di Arghilla' nord. Una folla di persone residenti in zona ha tentato di linciare l'omicida e a farne le spese e' stata la vettura degli agenti intervenuti.

domenica 29 marzo 2015

Rudimentale BOMBA esplode davanti a una scuola di S.Eufemia di Aspromonte (RC)

Sant'Eufemia d'Aspromonte
REGGIO CALABRIA, 29 marzo - Un rudimentale ordigno è esploso davanti alla porta laterale dell'ex scuola materna a Sant'Eufemia d'Aspromonte, in Calabria. L'edificio è stato ceduto dalla Provincia di Reggio Calabria per ospitare una succursale del liceo scientifico "Fermi" che aprirà a settembre. La deflagrazione ha provocato solo lievi danni alla porta e sul posto sono accorsi i carabinieri, che hanno avviato le indagini.

domenica 22 febbraio 2015

"Se l'ISIS sbarcherà in Italia, troverà l'appoggio della 'nrangheta"


REGGIO CALABRIA, 22 febbraio - Qualora l'Isis volesse infiltrarsi sul territorio italiano, in Calabria potrebbe trovare appoggi logistici dalla 'ndrangheta in cambio di armi e droga. A formulare quella che al momento è solo un'ipotesi è il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho che sottolinea come "sia una ipotesi da percorre, su cui vale la pena lavorare e su cui tenere un'attenzione molto alta. Tenere un'attenzione alta su questi aspetti almeno per quanto riguarda la nostra Dda è fondamentale".

domenica 16 novembre 2014

SCONTRO FRONTALE ad alta velocità sulla Statale Jonica, 6 morti

Il luogo dell'incidente
La Mini Cooper finita nel burrone
CINQUEFRONDI (Reggio Calabria) - E' di sei morti il bilancio di uno scontro frontale tra due automobili avvenuto sulla strada statale Jonio-Tirreno, nei pressi di Cinquefrondi. Una Yaris ed una Mini Cooper, per cause ancora in corso di accertamento, si sono scontrate su un viadotto della statale. La Mini Cooper è rimasta sulla carreggiata mentre la Yaris è caduto in un burrone profondo una quarantina di metri.
A bordo della Yaris c'erano due persone mentre le altre quattro erano sulla Mini Cooper. Tutti morti all’istante. Lo scontro tra le due automobili è stato molto violento. I mezzi sono andati completamente distrutti, tanto che è stato difficile riuscire ad accertare il tipo di automobili. La polizia stradale cerca di accertare la velocità delle due auto coinvolte. Secondo quanto si è appreso il contachilometri della Mini Cooper si sarebbe bloccato ad una velocità elevata. Difficile procedere con l'identificazione dei corpi, anche perché non sono stati trovati i documenti, ma dai primi accertamenti sembra che le due automobili sarebbero intestate a persone residenti in due comuni della fascia Jonica reggina.

Drammatiche le testimonianze di chi ha visto il luogo dell'incidente: «E' una scena drammatica. Sembra l'inferno - ha detto un automobilista - ci sono pezzi di auto ovunque e poi ci sono buste della spesa e latte per bambini. Speriamo solo che tra le vittime non ci siano bambini. E’ una scena indescrivibile».

martedì 19 agosto 2014

MONASTERACE (Reggio Calabria): uccide la miglie, madre di 4 figli, e scompare

Mary Cirillo
Giuseppe Pilato
REGGIO CALABRIA - Ancora una donna uccisa da un uomo. Una 31enne, madre di 4 figli, è ammazzata dal marito con un colpo dipistola a Monasterace (Reggio Calabria). Dopo l'omicidio, Giuseppe Pilato, 30 anni, è scappato. Il delitto è stato compiuto al culmine di una lite, l'ennesima, nella casa dove la vittima, Mary Cirillo, viveva con il marito e i figli. E' stata la figlia di 10 anni, la più grande, a trovare il corpo. La coppia ha altri tre figli di 8, 5 e 2 anni.
Sembra che i rapporti tra marito e moglie negli ultimi tempi si fossero incrinati, tanto che Pilato se ne sarebbe andato dall'appartamento della famiglia. Lunedì sera è però tornato a casa, probabilmente per incontrare la moglie. Qui l'ennesima discussione: alcuni vicini, sentendo gridare, hanno chiamato i carabinieri, ma prima che i militari potessero arrivare nella palazzina in viale della Libertà, Pilato ha esploso un colpo d'arma da fuoco contro la moglie ed è fuggito. Quando sul posto è arrivata l'ambulanza del 118, per la donna non c'era più niente da fare. La bambina non era in casa al momento del delitto, ma rientrando è stata la prima a scoprire il corpo.
Immediatamente sono scattate le ricerche dell'uomo, con posti di blocco e pattugliamenti, a cui partecipano anche le altre forze dell'ordine, e l'ausilio di un elicottero dell'Arma. Nella notte l'auto dell'uomo è stata trovata vicino a una stazione ferroviaria a Guardavalle Marina, nel Catanzarese, a circa sette chilometri da Monasterace. Nella vettura gli investigatori hanno trovato le chiavi inserite nel quadro e un portafogli contenente bancomat e carte di credito.

Marito e moglie lavoravano entrambi in un negozio di giocattoli di proprietà della coppia, il Megatoys. Il primo gennaio del 2013 l'esercizio fu gravemente danneggiato da un incendio divampato per cause accidentali, ma dopo pochi mesi l'attività era ripartita. Mary Cirillo, come il marito, aveva un profilo facebook. La donna era iscritta al gruppo "Solo donne", pagina su cui sono visibili, tra gli altri, alcuni post contro la violenza sulle donne.Sulla pagina del marito, invece, si può vedere una foto con quattro bambini davanti ad una torta di compleanno, probabilmente i figli.

lunedì 11 agosto 2014

Arrivati a REGGIO CALABRIA 1699 migranti

REGGIO CALABRIA - Sono giunti questa mattina al Porto di Reggio Calabria a bordo della nave San Giusto della Marina Militare italiana, 1699 migranti di varie nazionalità.
La prima assistenza ai migranti e' stata garantita grazie al piano coordinato dalla prefettura, che ha visto impegnate la protezione civile e le associazioni di volontariato sul territorio. Intanto sono 2.053 gli immigrati soccorsi nel fine settimana dalle navi della Marina mMilitare impegnate nell'operazione "Mare nostrum". Alle operazioni hanno preso parte anche motovedette e la nave "Dattilo" della Guardia costiera. Il pattugliatore "Borsini" ha sbarcato ieri nel porto di Pozzallo (Ragusa) 166 persone, tra cui 14 donne e 34 minori.

La fregata "Fasan" ha invece trasferito nel porto di Augusta (Augusta) 198 profughi tra cui 24 donne e 61 minori.

domenica 6 luglio 2014

Oppido Mamertina: processione fa l'inchino davanti all'abitazione di un boss della 'ndrangheta

OPPIDO MAMERTINA - La processione attraversa il paese
OPPIDO MAMERTINA (Reggio Calabria) - L’anatema del Papa non è stato sufficiente. Il fatto che Bergoglio, senza troppi giri di parole abbia scomunicato ‘ndranghetisti e malaffare non più di 15 giorni fa, non ha impedito ad una comunità, già tanto martoriata dalla criminalità organizzata, come Oppido Mamertina (Reggio Calabria), di “omaggiare religiosamente”  il presunto boss 82enne del luogo, Giuseppe Mazzagatti, già condannato all’ergastolo per omicidio e associazione a delinquere di stampo mafioso, oggi ai domiciliari per motivi di salute. Mazzagatti vive all’incrocio tra Corso Aspromonte e via Ugo Foscolo: qui la processione della Madonna delle Grazie della frazione Tresilico di Oppido Mamertina si è fermata davanti all'abitazione. Un uomo potente secondo gli inquirenti, tanto potente, che persino la Madonna è stata fatta fermare per rendergli omaggio.
Nel momento in cui la processione - secondo quanto riporta il Quotidiano della Calabria - ha fatto la sosta il comandante della stazione dei carabinieri di Oppido Mamertina Marino si è allontanato in segno di dissenso da quanto stava accadendo. Altri due carabinieri, invece, hanno documentato quanto stava accadendo e gli esiti dei loro appunti sicuramente confluiranno in una relazione di servizio che sarà inviata alle autorità di ordine pubblico."Deplorevoli e ributtanti rituali cerimoniosi". Così il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha definito l'omaggio della processione Il ministro si è inoltre complimentato con i Carabinieri che hanno preso le distanze da quelli che Alfano giudica "atti incommentabili". La processione si è fermata per circa trenta secondi. La statua della Madonna delle Grazie, portata da numerose persone, era preceduta da alcuni sacerdoti e da un gruppo di amministratori locali. Gesti come quello verificatosi ad Oppido Mamertina, tra l’altro sede vescovile, fanno riflettere e molto sulle inaccettabili consuetudini che si svolgono in alcuni centri calabresi devastati dalla ‘ndrangheta. sembra che prima della processione il maresciallo Marino aveva incontrato personalmente i componenti della commissione della festa avvertendoli di non effettuare gesti particolari o inchini durante il tragitto della processione.  Ed aveva avuto rassicurazioni (false) dalla commissione. Ma c’è un altro aspetto da sottolineare in questa brutta vicenda: quando il maresciallo ed i suoi uomini hanno abbandonato la processione, nessuno tra le autorità civili e religiose presenti, sembra lo abbia seguito, nonostante avesse spiegato le ragioni del suo gestoDavanti al clamore mediatico che ne è conseguito, il vescovo della Diocesi di Oppido-Palmi, monsignore Francesco Milito ha spiegato: «Il fatto è grave e prenderemo dei provvedimenti. Abbiamo appreso stamane - ha aggiunto - di quanto è accaduto. In tempi brevi prenderemo tutte le informazioni in modo da avere un quadro completo, sia sui fatti che sulle persone, di quanto è accaduto. La cosa certa è che prenderemo dei provvedimenti». 

mercoledì 21 maggio 2014

Chiara Rizzo in carcere a Reggio Calabria

Chiara Rizzo, a sinistra, al suo arrivo a Reggio Calabria
REGGIO CALABRIA - Chiara Rizzo, la moglie dell'ex parlamentare Amedeo Matacena, coinvolta nel caso Scajola estradata da Nizza, è arrivata poco prima delle 23 di ieri all'aeroporto di Reggio Calabria. Ad attenderla anche il capo centro della Dia, Gianfranco Ardizzone. La donna è stata portata in questura per le operazioni di fotosegnalamento e poi trasferita nel carcere nel quartiere Arghillà.

sabato 15 febbraio 2014

Tiene il cadavere della madre nel congelatore per incassare la pensione


DELIANUOVA (Reggio Calabria) - Il cadavere di una donna, Maria Musitano, di 94 anni, è stato trovato nel congelatore della sua abitazione a Delianuova, nel reggino. I carabinieri hanno ritrovato il cadavere nel corso di una perquisizione disposta dopo una segnalazione anonima. La donna era morta per cause naturali ed il figlio di 51 anni, artigiano, avrebbe nascosto il cadavere per continuare ad incassare la pensione. E' quanto emerso dal suo interrogatorio. Altri due figli vivono uno al Nord e l'altro sempre in provincia di Reggio Calabria. I vicini di casa sostengono di non vedere la donna da circa un anno. l figlio non aveva mai fornito spiegazioni sul fatto che la madre non usciva di casa. Nell'abitazione, secondo quanto si è appreso, c'è un forte cattivo odore.

venerdì 14 febbraio 2014

Reggio Calabra, 7 arresti nella cosca Bellocco, anche un magistrato

REGGIO CALABRIA - La polizia sta eseguendo 7 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti ritenuti contigui alla cosca di 'ndrangheta Bellocco, che opera nella Piana di Gioia Tauro. Tra loro c'è un magistrato, già sospeso dalle funzioni perché coinvolto in una precedente vicenda giudiziaria. I destinatari dei provvedimenti restrittivi sono accusati, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari aggravata dall'art.7 e di concorso esterno in associazione mafiosa.

giovedì 9 gennaio 2014

Galatro (RC): pensionato ucciso in un agguato nel giardino di casa

GIOIA TAURO - Un netturbino in pensione, incensurato, è stato ucciso in un agguato a Galatro, nella piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria). La vittima, Michele Franzé, 66 anni, era nel giardino davanti alla sua abitazione quando è stato raggiunto alla testa da alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni: è morto all'istante. L'uomo era separato dalla moglie e aveva qualche denuncia per liti in famiglia, legati al rapporto con la ex. Sul caso indagano i carabinieri.

giovedì 12 dicembre 2013

‘Ndrangheta, arrestato ex sindaco di San Luca e Rosy Canale, impegnata nella lotta antimafia

Rosy Canale
REGGIO CALABRIA - Sei persone, tra cui due boss, l'ex sindaco e un ex assessore di San Luca, sono state arrestate dai carabinieri di Reggio Calabria per associazione a delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e reati contro la pubblica amministrazione: avrebbero agevolato la 'ndrangheta nella sua articolazione territoriale. Fermata anche Rosy Canale, nota nella zona per il suo impegno antimafia.
Rosy Canale,di Reggio Calabria, 40 anni, aveva in gestione una discoteca, Malaluna per cui ha ha combattuto contro la ‘ndrangheta. Riceve minacce, subisce un violento pestaggio (le rompono denti, un braccio, una mano, tre costole, il femore) per aver impedito di spacciare droga al Malaluna.I fatti risalgono al 2004. E’ obbligata a anni di riabilitazione, prima di trasferirsi a Roma e poi a New York. Nel 2007, dopo la strage di Duisburg in Germania – sei morti per una faida tra due cosche di San Luca – Rosy Canale decide di tornare in Calabria: lavora come volontaria nella scuola, “capisco che è da lì che le cose devono cambiare, dai bambini già vittime dell’ignoranza, dalle insegnanti remissive, dalla madri educate all’obbedienza”. Rosy Canale fonda il Movimento delle Donne di San Luca, per creare possibilità lavorative e culturali per le donne ma anche per i loro figli.
L’esperienza si chiude per mancanza di sotegno economico da parte delle istituzioni che avevano promesso aiuti. Nel 2008 Rosy Canale vince il Premio per la Legalità del Comune di Locri e decide di raccontare la sua storia. Ad ottobre il Progetto contro le Mafie organizzato da Andrée Ruth Shammah al Franco Parenti di Milano ospita il debutto del suo spettacolo teatrale Malaluna Storie di ordinaria resistenza nella terra di nessuno .Dentro Rosy Canale ha messo tutto: l’infanzia, ma sorprattutto le morti della locride, le violenze, le minacce di quanto gestiva il Malaluna, la ribellione…
Secondo gli inquirenti, era tutto un bluff. Per lei l'accusa è di truffa aggravata e peculato (non aggravate dalla condotta mafiosa).
I due boss in manette sono Antonio Nirta, 57 anni, e Francesco Strangio, 59. Agli arresti è finito anche Francesco Murdaca, assessore comunale della Giunta che aveva come sindaco Sebastiano Giorgi, anch'egli raggiunto dal provvedimento di custodia cautelare. Il reato contestato è associazione mafiosa.
Le ordinanze di arresto, cinque in carcere e una ai domiciliari, sono state emesse dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) coordinata dal procuratore Federico Cafiero de Raho.

martedì 10 dicembre 2013

Giovane ucciso in un agguato a Platì


PLATÌ (Reggio Calabria) - Un giovane, Pasquale Criaco, 27 anni, è stato ucciso in un agguato la scorsa notte a Platì, uno dei centri della Locride ad alta densità mafiosa. Criaco, nel momento dell'agguato, stava rincasando alla guida della propria automobile. Gli hanno sparato con un fucile caricato a pallettoni. La vittima, pur essendo nota alle forze dell'ordine, non aveva precedenti penali. Si sospetta che il delitto possa essere legato ad ambienti della criminalità organizzata.

giovedì 21 novembre 2013

Il Tar conferma lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria per contiguità mafiose (deciso nel 2012 dal ministro Cancellieri)

REGGIO CALABRIA - Il Tar del Lazio ha confermato lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria per contiguità mafiose. Lo ha deciso la I sezione presieduta da Calogero Piscitello che ha respinto il ricorso proposto dall'ex amministrazione comunale. La decisione era stata presa a ottobre 2012 dal Consiglio di ministri. All'epoca il Comune era amministrato dal centrodestra. Il ricorso respinto dal Tar del Lazio vedeva come primo firmatario l’ex sindaco di Reggio Calabria, Demetrio Arena. Si contestava il provvedimento del 10 ottobre 2012 che disponeva lo scioglimento del Consiglio comunale per 18 mesi e la nomina di una Commissione straordinaria per la gestione provvisoria dell’Ente. All’atto, spiegò il ministro dell’Interno dell’epoca, Annamaria Cancellieri, per episodi che riguardano gli amministratori come mancati "controlli per gli appalti e la gestione dei beni confiscati alla mafia".
Il ricorso era stato voluto dal Popolo della Libertà "con il chiaro e naturale intento - era detto in una nota di presentazione - non solo di rendere giustizia a un sindaco, a una classe dirigente e a una parte politica defraudata del consenso popolare ricevuto in maniera netta meno di due anni fa, ma anche e soprattutto di salvaguardare e tutelare la grande maggioranza dei reggini, che si sono sentiti ingiustamente accostati alla criminalità organizzata senza averne alcuna responsabilità". 
Gli esponenti del centrodestra reggino avevano parlato ancora di "un ricorso prodotto contro una decisione che generalizza un problema senza affrontarlo, colpendo un’intera comunità, marchiando in maniera indelebile Reggio quale città mafiosa, una decisione adottata da un apparato statale incapace di dare segnali concreti alla gente sul fronte del reale contrasto alla criminalità e dell’amministrazione della cosa pubblica, specie in una città importante per storia, dimensione, tessuto socio-economico e dinamiche imprenditoriali"

martedì 12 novembre 2013

Reggio Calabria: beni per 150 milioni sequestrati a padre e figlio "contigui" alla cosca di Gallico

REGGIO CALABRIA - Beni per 150 milioni di euro sono stati sequestrati nel corso di una operazione della Dia di Roma e Reggio Calabria e della polizia di Stato nei confronti di Giuseppe Mattiani e del figlio Pasquale. Il provvedimento è il risultato di due attività di indagine che hanno consentito di acquisire gli elementi necessari a dimostrare la contiguità di padre e figlio con la cosca della 'ndrangheta dei Gallico.

giovedì 7 novembre 2013

Reggio Calabria: sequestrati 325 milioni di beni a imprenditore oleario (truffe)

REGGIO CALABRIA - La Dia di Reggio Calabria ha sequestrato beni per un valore di 325 milioni di euro ad un imprenditore del settore oleario, Vincenzo Oliveri, di 59 anni. L'uomo ha interessi nel settore alberghiero e della ristorazione anche in Abruzzo ed Emilia Romagna. Oliveri è stato coinvolto in passato in una serie di truffe all'Unione europea. Il sequestro dei beni è stato fatto in esecuzione di un decreto emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria in accoglimento di una proposta del direttore della Dia, Arturo De Felice. 

I beni sequestrati consistono, tra l'altro, in 18 societa', 39 immobili, disponibilità finanziarie in 52 banche ed in titoli Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, concernenti nel diritto alla percezione degli aiuti comunitari per un valore di oltre 16 milioni di euro.

mercoledì 6 novembre 2013

La GdF arresta 47 imprenditori e professionisti affiliati alla 'ndrangheta

REGGIO CALABRIA - È in corso un'operazione del Comando provinciale di Reggio Calabria e dello Scico di Roma della Guardia di finanza per l'esecuzione di 47 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti imprenditori e professionisti affiliati, riferiscono gli investigatori, alla 'ndrangheta. Perquisizioni in Calabria, Piemonte, Veneto, Lombardia e Puglia. I provvedimenti restrittivi che sono in esecuzione sono stati emessi dal gip su richiesta della Dda di Reggio Calabria. L'inchiesta che ha portato alle misure cautelari è stata coordinata dal Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho. Le perquisizioni in corso sono 90 e riguardano altrettante persone indagate nell'inchiesta.
La Guardia di finanza ha anche sequestrato 14 società ed un consistente quantitativo di beni per un valore di oltre 90 milioni di euro. Le società ed i beni sequestrati appartengono agli imprenditori ed ai professionisti arrestati, ai quali viene contestata l'associazione per delinquere di tipo mafioso ed i reati di trasferimento fraudolento di valori, abusiva attività finanziaria, utilizzo ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, favoreggiamento, peculato, corruzione, illecita concorrenza ed estorsione, tutti aggravati dalle ''modalità mafiose''. Le indagini, riferiscono gli investigatori, hanno accertato l’esistenza di un vero e proprio cartello criminale di tipo mafioso, operante nel territorio di Reggio Calabria, in grado di condizionare la realizzazione di complessi residenziali privati e di eseguire tutti i relativi e connessi lavori di completamento, con la conseguente, illecita percezione di profitti.

venerdì 11 ottobre 2013

Reggio Calabria, ai domiciliari il giornalista Gangemi

REGGIO CALABRIA - Ha ottenuto gli arresti domiciliari il direttore de "Il dibattito", Francesco Gangemi, di 79 anni, arrestato nei giorni scorsi perché deve scontare una condanna a 2 anni per diffamazione aggravata a mezzo stampa. I giudici del tribunale di sorveglianza di Reggio Calabria hanno accolto l'istanza dei difensori, gli avvocati Lorenzo Gatto e Giuseppe Lupis. L'arresto era stato eseguito su disposizione della Procura generale di Catania.