UDINE, 29 marzo - E' stato ritrovato il corpo dell'escursionista, Flavio Molinaro, 63 anni, di Cervignano del Friuli, disperso da sabato sera. L'uomo è morto sul monte San Simeone, sulle Prealpi carniche, dopo essere precipitato in un dirupo per oltre 150 metri. Le operazioni di recupero della salma da parte dei tecnici del Soccorso alpino sono durate oltre due ore per le difficoltà della zona. Si indaga per accertare la dinamica dell'incidente.
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domenica 29 marzo 2015
UDINE, trovato in un dirupo sul monte San Simone il corpo dell'escursionista disperso
UDINE, 29 marzo - E' stato ritrovato il corpo dell'escursionista, Flavio Molinaro, 63 anni, di Cervignano del Friuli, disperso da sabato sera. L'uomo è morto sul monte San Simeone, sulle Prealpi carniche, dopo essere precipitato in un dirupo per oltre 150 metri. Le operazioni di recupero della salma da parte dei tecnici del Soccorso alpino sono durate oltre due ore per le difficoltà della zona. Si indaga per accertare la dinamica dell'incidente.
giovedì 8 gennaio 2015
UDINE, va a casa di un finanziere, gli spara e lo uccide e poi si suicida
UDINE, 8 gennaio - Un omicidio-suicidio è avvenuto questa mattina a Palazzolo dello Stella, in provincia di Udine. Un uomo residente in zona si sarebbe recato nella frazione di Piancada, bussando alla porta di un finanziere. L'omicida ha aperto il fuoco contro la vittima, Franco Johnny Pavan, uccidendola, prima di togliersi la vita. Pavan era un agente in servizio alla compagnia della Guardia di finanza di San Giorgio di Nogaro (Udine). Il killer, che avrebbe esploso due colpi di pistola, sarebbe un uomo di Pocenia, piccolo centro della Bassa Friulana, a pochi km da Piancada. Sul posto i carabinieri.
giovedì 16 ottobre 2014
SAN GIORGIO DI NOGARO (Udine): 7 operai ustionati (2 gravi) in una acciaieria
UDINE - Sette operai sono rimasti ustionati, di cui due in maniera più grave, a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto in una acciaieria a San Giorgio di Nogaro (Udine). Secondo la prima ricostruzione, gli operai stavano lavorando a una colata quando, probabilmente a causa della rottura del sistema di raffreddamento, c'è stata un'esplosione e sono stati colpiti da residui incandescenti e vapore. Sono stati ricoverati negli ospedali di Palmanova e Latisana (Udine). In corso accertamenti sulla dinamica dell'incidente.
martedì 26 novembre 2013
Udine: moldavo torna all'alba dalla sala giochi, uccide il figlio 19enne e ferisce la moglie
| REMANZACCO Udine - La polizia davanti alla casa della tragedia |
Il corpo del ragazzo è stato trovato sul pavimento della camera da letto con tre ferite al torace. La madre, anche lei raggiunta da diversi fendenti all'addome e alle mani, è riuscita a fuggire dalla casa: nonostante le gravi ferite, ha superato il passaggio a livello e dopo circa 150 metri è stata raggiunta dal marito ancora armato di coltello. Solo il pronto intervento di un caporal maggiore dell'Esercito che abita in una casa a fianco le ha salvato la vita. L'uomo è quindi tornato verso casa e qui ha incontrato una guardia giurata a cui ha detto: "Ho ucciso mio figlio, è tutta colpa di mia moglie".
Stando a una prima ricostruzione tutto sarebbe nato da un litigio tra moglie e marito avvenuto intorno alle 4 del mattino, al rientro a casa dell'uomo da Udine, dove era starto controllato dalle forze dell'ordine, alle 2.30, in una sala giochi. Sulla dinamica del delitto stanno indagando gli uomini della Squadra mobile con il supporto dei colleghi delle Volanti che hanno effettuato il primo intervento. Sul posto anche i carabinieri. Al momento si ipotizza che Talpis abbia agito sotto l'effetto dell'alcol.
Nel settembre del 2012 Andrei Talpis era stato denunciato dalla polizia di Udine per porto abusivo di armi. Gli agenti erano intervenuti per sedare una lite tre lui e la moglie, nell'appartamento che allora condivideva a Udine con la moglie. Al loro arrivo i poliziotti avevano trovato l'uomo con un coltello in mano, in strada.Nel mese successivo la donna aveva denunciato il marito per violenze, poi aveva chiesto l'aiuto a un centro anti-violenza, dove era stata ospitata per alcuni mesi.
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sabato 21 settembre 2013
Udine: la giovane avvocatessa colpita da 12 coltellate, una mortale
UDINE - E' stata raggiunta da almeno 12 coltellate, ma solo una è stata quella letale. Così è morta Silvia Gobbato, secondo quanto rivelato dall'autopsia: il colpo fatale è stato inferto alla gola e le ha reciso la vena giugulare, mentre altri colpi sarebbero finiti su altre ferite. A eseguire l'esame sul corpo è stato il medico legale Carlo Moreschi, che ha riscontrato lesioni mortali da punta e da taglio. Non risulterebbero segni di violenza sessuale.
Si apprende intanto che alcune ciocche di capelli sono state rinvenute nella camera di Nicola Garbino, arrestato per l'omicidio della donna. I carabinieri lo hanno rilevato dopo un primo sopralluogo nella sua abitazione di Zugliano. Il materiale, posto sotto sequestro, dovrà ora essere analizzato per capire se si tratti di capelli veri o finti.
I carabinieri del Nucleo investigativo, diretti dal capitano Fabio Pasquariello, hanno apposto i sigilli anche alla camera dell'indagato. Probabilmente lunedì o martedì torneranno sul posto per nuove analisi più approfondite. Dalla stanza i militari dell'arma hanno portato via anche un computer che dovrà essere analizzato.
giovedì 19 settembre 2013
Udine, l’omicidio di Silvia, arrestato un uomo, ha confessato. "Volevo rapirla"
| Silvia Gobbato |
UDINE - Un uomo con problemi psichici è stato fermato dai Carabinieri nell'ambito delle indagini sull'omicidio a Udine della giovane avvocato Silvia Gobbato. L'uomo ha confessato di essere l'omicida di Silvia Gobbato. Sarebbe stato trovato in possesso di un coltello da cucina sporco da sangue. L'uomo si era avvicinato a un gruppo di poliziotti, autoaccusandosi del delitto
Si tratterebbe di un uomo di 36 anni residente a Pozzuolo del Friuli (Udine), senza precedenti penali. La confessione piena è stata fatta agli inquirenti nel tardo pomeriggio e ha risvolti allucinanti.
L'uomo, che non ha problemi mentali e non era in cura, come in un primo momento era emerso da ambienti investigativi, aveva solo un forte disagio provocato dal fatto di non aver mai lavorato (è studente fuori corso in Ingegneria all'Università di Udine) e viveva ancora con i genitori. Secondo quando ha raccontato agli investigatori, Garbino aveva in mente di rapire una donna. L'unica colpa di Silvia Gobbato è stata quella di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Lui non la conosceva, la sua vittima l'ha scelta a caso, secondo criteri tutti suoi. Silvia - ha detto - era da sola, correva piano, quindi era facilmente "catturabile" e soprattutto aveva con sè un telefonino. Tutto questo a Garbino è bastato per cercare di mettere in atto il suo folle progetto. L'ha avvicinata in modo fulmineo e minacciata col coltello. Voleva immobilizzarla e poi usare il telefonino dell'avvocatessa per denunciare il rapimento e reclamare un riscatto. Ma non aveva messo in conto la reazione di Silvia, che si è difesa. L'agguato è presto degenerato e così l'ha uccisa.
Secondo quanto si è appreso da ambienti investigativi, l'uomo avrebbe sulle braccia graffi e segni compatibili con l'aggressione alla ragazza. L'uomo si chiama Nicola Garbino ed è di Zugliano, una frazione di Pozzuolo del Friuli.
mercoledì 18 settembre 2013
Udine, la giovane uccisa: indagato l’amico con cui faceva jogging
| Silvia Gobbato |
UDINE - I Carabinieri del Ris di Parma e del Nucleo investigativo di Udine hanno intensificato questa mattina i rilievi nell'area lungo l'ippovia del Cormor, nella periferia udinese, dove ieri è stata uccisa a coltellate Silvia Gobbato, legale di 28 anni, mentre faceva jogging con un amico. Proprio l'amico, figlio dell'avvocato nel cui studio la ragazza svolgeva il praticantato, è stato iscritto nel registro degli indagati "come atto dovuto", secondo quanto precisato dagli inquirenti. Gli investigatori stanno intanto tentando di ritrovare il coltello con il quale la ragazza è stata uccisa. Per questo l'area del Cormor è setacciata anche con l'utilizzo di metal detector.
martedì 17 settembre 2013
Udine: giovane avvocatessa uccisa a coltellate mentre fa jogging
| Silvia Gobbato, uccisa |
UDINE - Il corpo di una donna è stato trovato a Udine, lungo una via di campagna frequentata dagli amanti di jogging nelle vicinanze del parco del fiume Cormor. La giovane sarebbe stata accoltellata. La vittima, Silvia Gobbato, sarebbe una 28enne, originaria di San Vito al Tagliamento (Pordenone), laureata in giurisprudenza e praticante in un noto studio legale.
| UDINE - Il luogo del delitto |
Secondo quanto accertato finora, l'omicidio della ragazza sarebbe avvenuto tra le ore 13 e le 14. La giovane donna stava facendo jogging con un amico che, con il passo più lungo, l'aveva distanziata di oltre 400 metri, aspettandola poi a un incrocio. Lì sarebbe stato raggiunto da un'altra persona che stava facendo jogging a sua volta e che aveva scoperto il corpo della ragazza dopo aver visto il telefonino a terra e tracce di sangue.
La giovane sarebbe stata colpita da numerose coltellate in più parti e il corpo sarebbe stato poi trascinato per 7-8 metri in un lato della strada. I carabinieri stanno interrogando l'amico e la persona che ha trovato il corpo. L'arma del delitto non è stata trovata.
martedì 3 settembre 2013
Condannato a Cuba a 20 anni Reiver Rico, che uccise i coniugi udinesi
UDINE - Reiver Laborde Rico, il cubano di 24 anni accusato insieme alla sorella Lisandra dell'omicidio dei coniugi Paolo Burgato e Rosetta Sostero, è stato condannato per il delitto a 20 anni di reclusione da parte delle autorità giudiziarie cubane. La notizia, non ancora ufficiale, è stata comunicata via mail alla Procura di Udine dal Consolato italiano a L'Avana, che rimanda poi a una comunicazione ufficiale tra i ministeri di Giustizia e degli Affari esteri dei due Paesi.
mercoledì 12 giugno 2013
Udine: omicidio Sacher, il pensionato ucciso per soffocamento
| UDINE - Il luogo dell'omicidio |
UDINE - Mirco Sacher, il pensionato di 66 anni che sarebbe stato ucciso il 7 aprile scorso dalle due quindicenni con cui si accompagnava, e' morto per soffocamento.
La conferma ufficiale arriva dalla perizia medico-legale che il consulente Carlo Moreschi ha depositato in Procura dei minori a Trieste. “La relazione - ha detto il procuratore capo, Dario Grohmann, dopo una prima veloce analisi del documento - conferma la presenza di tre micro-fratture alla trachea e di fratture alle costole. Sicuramente si è trattato di una morte violenta, per mano altrui. Si presume delle due quindicenni”. Nelle pagine della relazione anche l'esito degli esami tossicologici, con valori molto bassi. A questo punto, l’inchiesta si avvia verso la chiusura. A quanto appreso, l’esito della perizia rafforzerebbe l’ipotesi dell’omicidio volontario, già contestata alle due quindicenni in alternativa a quello preterintenzionale.
mercoledì 10 aprile 2013
Il giallo di Udine, l’uomo morto “non per cause naturali”. Uno strano prelievo dal suo bancomat
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| UDINE - Gli investigatori sul luogo del delitto |
UDINE - Nuovi elementi emergono nel giallo di Udine. Secondo fonti investigative le due 15enni accusate dell'omicidio di Mirco Sacher, durante la fuga, hanno fatto un prelievo con il bancomat della vittima. E' possibile che la carta, custodita nel portafogli che l'uomo teneva in auto, gli sia stata sottratta con la forza dalle due minorenni. Negli ultimi tempi sarebbero stati numerosi i prelievi effettuati.
Mirco Sacher ''sicuramente non è morto di morte naturale'' quindi ''ci troviamo davanti ad un decesso che sicuramente è avvenuto per cause estranee e quindi dovuto a terzi'', ma ''per sapere di più dobbiamo attendere la relazione completa''. Lo ha detto il procuratore dei Minori a Trieste, Dario Grohmann, commentando l'autopsia.
Intanto accertamenti saranno compiuti nell'ambito delle indagini per verificare dai filmati delle telecamere degli istituti di credito dove sono stati compiuti prelevamenti con il bancomat di Sacher, prima della sua morte, se ad effettuare l'operazione sia stato l'uomo stesso o altre persone. Lo ha anticipato il procuratore capo della Procura dei minori a Trieste, Dario Grohmann, confermando che "dopo la morte di Sacher è stato fatto un prelievo con la sua carta".
L'uomo aveva una certa disponibilità economica, elemento che, insieme con altri aspetti della persona e del suo rapporto con le adolescenti, sposta l'asse delle indagini dal movente sessuale ad altri di natura diversi, tra i quali quello della pista economica. "Fin da subito non ci siamo limitati all'ipotesi dell'aggressione sessuale", ha specificato il procuratore Grohmann ribadendo che, al momento, "non ci sono elementi per sostenere che ci sono altri soggetti coinvolti".
Intanto sono state poste sotto sequestro dagli investigatori le pagine Facebook delle due 15enni. Gli investigatori ritengono che le due adolescenti possano aver affidato al loro diario on-line pensieri e confidenze utili alle indagini.
IL RACCONTO DI UN TESTE: NONO PARLAVANO DI VIOLENZA SESSUALE
"Sono scettico sulla possibilità che le ragazze siano state vittima di una tentata violenza sessuale", nel viaggio "fatto insieme, in treno, domenica notte, da Venezia a Pordenone, non hanno mai parlato apertamente di questa presunta aggressione, che le avrebbe dipinte, anche ai nostri occhi, come vittime e per la quale avrebbero avuto tutta la nostra comprensione". A parlare è Sonny Rizzetto, il 21enne di Pordenone che con un amico di 18 anni, ha convinto le minorenni a costituirsi ai carabinieri di Pordenone.
"Le due studentesse sono state vaghe: ci hanno riferito di un insieme di cose che le hanno portate a consumare l'insano gesto - ricorda Sonny - all'interno di una ricostruzione così incredibile da sembrare soltanto fantasiosa. A cominciare dalla fuga in auto: per accendere l'utilitaria dell'anziano hanno unito i cavi, che presuppone una conoscenza della materia, ma che appare problematica per due quindicenni in preda ai fumi dell'alcool". Alcol che, per Rizzetto, potrebbe aver giocato un ruolo determinante: "Prima di andare in quel luogo appartato - ha fatto sapere il ragazzo, riferendo le frasi delle ragazzine - assieme all'anziano erano andate in un supermercato per comprare dei super-alcolici, che intendevano consumare proprio in una località lontana da occhi indiscreti. Un pomeriggio di sballo: questo era l'obiettivo che stavano perseguendo".
martedì 9 aprile 2013
Udine: le due minorenni accusate di omicidio
UDINE - Alle due minorenni di Udine, costituitesi lunedì per la morte di Mirco Sacher, è stata contestata l'accusa di omicidio, volontario o preterintenzionale. Per trovare riscontri sulle dichiarazioni delle giovani, gli investigatori potrebbero compiere una ricognizione dei luoghi insieme con le due indagate e effettuare una "prova di guida" per verificare se effettivamente una delle due minorenni possa aver guidato la Fiat Punto fino a Limenella.
Si effettueranno inoltre accertamenti sui cellulari delle ragazze e della vittima: le due adolescenti erano in possesso infatti anche del portatile dell'uomo. Una delle due ha detto di aver inserito la sua scheda nel telefono dell'uomo in quanto il suo era scarico. Saranno verificati poi pure i tabulati per capire se vi siano state chiamate anche verso i due ragazzi di Pordenone.
Sembra che nel pomeriggio di domenica le ragazze abbiano chiamato a casa i genitori riferendo che sarebbero tornate la sera. Poi però, non sapendo come giustificare il ritardo, avrebbero spento il telefono. A quel punto i genitori sono andati dai carabinieri a presentare denuncia di scomparsa.
Udine: le due quindicenni ancora in stato di fermo. Gli elementi oscuri della vicenda
| Mirco Sacher |
UDINE - Le due ragazzine di Udine che si sono costituite a Pordenone, accusandosi di aver ucciso il 61enne Mirco Sacher per sfuggire a uno stupro, sono ancora in stato di fermo in una struttura protetta per i minori a Trieste. Al momento la Procura dei minori non ha però chiesto alcuna misura nei loro confronti: si attende la fissazione dell'udienza di convalida del fermo disposto dai carabinieri di Pordenone.
"La vicenda - si limita ad affermare l'avvocato Dario Miani, nominato difensore d'ufficio di una delle due minorenni - è delicata. C'è un riserbo assoluto. Si tratta di due ragazzine, poco più che bambine: non possiamo dire nulla".
Le adolescenti hanno intanto risposto alle domande dei magistrati, anche se tanti sarebbero ancora gli elementi oscuri della vicenda. "Ritengo che ci siano ancora molti punti da chiarire - conferma l'avvocato Miani -. Tutto è ancora in fase embrionale, aspettiamo gli esiti dell'autopsia". Poi, una volta sentiti anche i genitori delle due indagate, le difese decideranno se svolgere indagini difensive o no.
Secondo la primissima ricostruzione, sabato una delle due quindicenni - abitano entrambe in un quartiere periferico di Udine nord - ha dormito a casa dell’altra. Il giorno dopo, domenica, le adolescenti hanno incontrato Sacher (il quale, secondo quanto si è potuto accertare, è amico della famiglia di una delle due ragazze) e trascorso alcune ore con lui. Dapprima a Remanzacco, dove hanno fatto colazione e poi a casa dell’uomo, dove hanno anche mangiato una pastasciutta, (come ha detto una delle ragazze, mentre secondo l’altra non hanno mangiato nulla). Successivamente, i tre sono saliti in auto. Le adolescenti hanno chiesto di essere accompagnate verso il centro cittadino, visto che già in altre occasioni l’uomo aveva dato loro un passaggio.
Secondo quanto le ragazze hanno riferito, Sacher ha però improvvisamente cambiato direzione, per condurle in una zona campestre. In via Buttrio, appunto. E qui è successo qualcosa che gli investigatori ancora non sanno.
I tre si sono messi a litigare per motivi che non sono stati ancora chiariti. Le due amiche hanno detto di aver reagito a molestie di tipo sessuale e di averlo soffocato insieme «per legittima difesa». Una delle ragazze ha detto di essere stata spinta dall’uomo contro un palo. Ci sarebbe stata, dunque, una colluttazione come dimostrerebbe il fatto che una delle ragazze ha delle lievi ferite e anche Sacher aveva un graffio sulla guancia sinistra.
Stupore e dispiacere nelle parole di chi conosceva Mirco Sacher. Chi lo vedeva in tabaccheria oppure al bar non crede che fosse uno stupratore, Sacher è infatti descritto, anche dai vicini di casa, come un uomo silenzioso e riservato. Il ritratto di Mirco Sacher tratteggiato dalla gente del quartiere dove viveva è quello di un uomo comune, magari un po' silenzioso. «Sacher non aveva giri strani né di donne né di uomini», ha detto una vicina che lo incrociava quasi quotidianamente nel cortile della palazzina dove abitava, alla periferia di Udine. «Era molto silenzioso - ha aggiunto - salutava di rado».
lunedì 8 aprile 2013
Udine, le due ragazzine raccontano: abbiamo strangolato l’aggressore. Ma restano molti dubbi
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| UDINE - La polizia compie rilievi sul corpo dell'uomo che sarebbe stato ucciso dalle due quindicenni |
UDINE - "L'abbiamo strangolato", hanno detto le due ragazzine di 15 anni che si sono presentate ai carabinieri accusandosi dell’uccisione di un sessantenne, amico di famiglia, spiegando di aver reagito così a un tentativo di violenza sessuale. Le ragazze si sarebbero allontanate poi a bordo dell'automobile dell'uomo, che avrebbero abbandonata per andare a costituirsi. Secondo il loro racconto, le due giovani avevano contattato l'uomo, Mirco Sacher, 66 anni, celibe, residente a Udine in via Strassoldo, ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, per chiedergli un passaggio per andare in centro città; a un certo momento pero' ci sarebbe stato il tentativo di violenza da cui la loro reazione culminata con l'omicidio per strangolamento. Poi, le due ragazze, spaventate, si sarebbero allontanate a bordo dell'auto della vittima, una Fiat Punto bianca, guidando in autostrada fino a una stazione di servizio nei pressi di Padova, dove si sarebbero fatte venire a prendere da alcuni amici di Pordenone. Gli inquirenti stanno cercando di capire dalla telecamere dell'autostrada se al volante ci fosse una delle due o, se per caso, non fossero assieme ad altre persone maggiorenni. Ma per gli investigatori la ricostruzione dei fatti ha bisogno di molti altri accertamenti. A cominciare dal fatto che sul corpo dell'uomo non sono stati trovati al momento segni di violenza. La morte per Mirco Sacher, trovato con i pantaloni abbassati e con addosso solo la camicia, potrebbe anche essere stata non provocata: o cioè per una improvvisa caduta o anche per un arresto cardiocircolatorio.
Il procuratore Capo di Udine, Antonio Biancardi, ha annunciato che sulla morte di Mirco Sacher verrà aperto un fascicolo a carico di ignoti e non ha escluso la presenza di altre persone. "Bisogna valutare ancora tutti gli elementi della vicenda. Nulla esclude che vi siano coinvolgimenti di maggiorenni, quindi prima di spogliarci degli atti faremo ulteriori accertamenti". Biancardi ha aggiunto: "Non credo nella morte naturale, ma di fronte a un'aggressione può' essere che abbia accusato un malore", ha aggiunto il magistrato, spiegando che le ragazze, nelle loro spontanee dichiarazioni, hanno parlato di "legittima difesa".
Udine: 2 ragazzine 15enni dai CC: un uomo ci voleva violentare, l’abbiamo ucciso
UDINE - Due ragazze di 15 anni si sono costituite la scorsa notte, ai carabinieri di Pordenone, per la morte del 61enne trovato domenica, in un campo alla periferia di Udine. Secondo le due giovani la morte dell'uomo sarebbe stata causata da una loro reazione a un tentativo di violenza sessuale. Poi le due ragazzine si sarebbero allontanate dal luogo a bordo dell'automobile dell'uomo, quindi l'avrebbero abbandonata per andare a costituirsi ai militari.
Le due ragazzine sono state condotte in questura a Udine, dove è giunto il magistrato di turno della Procura presso il tribunale dei minorenni di Trieste. Gli accertamenti sono svolti dalla squadra mobile della questura friulana. La vittima è stata identificata, anche se finora non ne è stato reso noto il nome: si tratta di un uomo di 61 anni, anch'egli residente a Udine.
Domenica un testimone aveva riferito alla polizia di aver visto tre persone - un uomo e due donne - nello stesso campo dove, più tardi, ha trovato egli stesso il cadavere riverso a terra, aveva i pantaloni abbassati. Secondo quanto si è appreso, il testimone intorno alle 14:30 era passato nella zona notando i tre che stazionavano nel campo, vicino a un'auto di piccola cilindrata.
L'uomo si era poi allontanato per ritornare, insieme con il suo cane, nello stesso posto, circa un'ora più tardi. Ha detto che proprio il cane gli ha indicato la presenza di qualcosa di strano, lui si è avvicinato e ha notato il corpo. Probabilmente, si tratta della stessa persona che aveva notato in precedenza. Sul posto non c'erano invece più le due ragazze né l'auto. La vittima non aveva addosso né soldi né documenti. La polizia ha reso noto che sul suo corpo non ci sono tracce di violenza.
mercoledì 20 marzo 2013
Udine: un carabiniere si uccide in caserma con un colpo di pistola
UDINE. Un carabiniere di 50 anni, in servizio al comando provinciale dei carabinieri di Udine si è ucciso questa mattina all’interno della caserma.
Stando a una prima sommaria ricostruzione dell’accaduto, il militare avrebbe puntato la pistola d’ordinanza cotro di sè e fatto fuoco in un ufficio della struttura militare udinese.
L’uomo è morto sul colpo. Il militare si chiamava Bruno Luraghi, 57 anni, originario di Milano, ed era luogotenente comandante del Nucleo informativo. Secondo una prima ricostruzione, Luraghi è entrato in caserma stamani, intorno alle ore 8.00 ed è andato nel suo ufficio, dove si è sparato con la pistola di ordinanza. Nessuno dei commilitoni ha sentito il rumore dello sparo. Il militare ha lasciato alcuni fogli scritti in cui chiederebbe scusa per il gesto, senza spiegare i motivi del gesto, chiedendo anche di venire cremato.
domenica 17 marzo 2013
Udine: 40 “sistemisti” vincono 53 milioni al Superenalotto
UDINE - A Palazzolo dello Stella, in provincia di Udine, con una schedina del Superenalotto è stato centrato un sei da 53 milioni 250.221 euro. Questa era la combinazione vincente: 19 - 41 - 43 - 48 - 73 - 81. Numero Jolly: 1; numero SuperStar: 57.
La giocata è stata fatta al punto vendita Sisal Edicola Centro di Palazzolo dello Stella, con una schedina gioco di gruppo. Il montepremi disponibile per gli eventuali 6 del prossimo concorso scende ora a 16.500.000 euro. Si tratta di una delle maggiori vincite al Superenalotto degli ultimi 15 anni.
Sono circa una quarantina i giocatori del sistema. Lo ha riferito Rocco Cogoi, il titolare dell'edicola "Centro" dove da anni si gioca il sistema che oggi ha portato alla supervincita. "All'inizio erano un centinaio - ha riferito - quelli che giocavano le quote di questa giocata, poi sono scesi e adesso sono 40. Non ci sono io, purtroppo, ma sono contento per questa 'cascata' di denaro che farà bene a tutto il paese". Il sistema è composto di 16 numeri con una "fissa". Oltre al "6" - dai primi calcoli di Cogoi - ha fruttato due "5" e numerosi "4" e "3".
martedì 1 gennaio 2013
Udine: due coniugi uccisi dal monossido di carbonio in un’abitazione di montagna
UDINE - Una coppia è stata trovata morta in un'abitazione rurale, uno stavolo, tipica costruzione di montagna, dove si era recata per trascorrere il Capodanno a Dior di Dierico, in Friuli. A causare la morte di marito e moglie sarebbero state esalazioni di monossido di carbonio. I corpi di Walter Silverio e di sua moglie Norma Dereani, entrambi di 63 anni, sono stati trovati dal figlio. Questi ha trovato lo stavolo invaso dal fumo e i genitori soffocati dal gas.
Secondo i vigili del fuoco, a causare la morte potrebbero essere state esalazioni sprigionatesi dal gruppo elettrogeno che la coppia avrebbe azionato all'arrivo nello stabile.
Dior di Dierico è una piccolissima località di poche centinaia di abitanti, frazione di Paularo, in provincia di Udine.
sabato 8 dicembre 2012
Un altro femminicidio: uccide la ex a coltellate a Udine
UDINE - Una 22enne, Lisa Puzzoli, è stata uccisa a coltellate dall'ex convivente, Vincenzo Manduca, 27 anni, durante una lite. E' accaduto in un'abitazione di una frazione di Basiliano, in provincia di Udine. L'omicida, subito dopo l'assassinio, ha telefonato alle forze dell'ordine e ha confessato il gesto. L'uomo era stato già denunciato tre volte per stalking.
L'uomo nel tardo pomeriggio è andato a casa della giovane e, indifferente alla presenza del fratello, l'ha uccisa con un coltello. Da tempo i due non vivevano più insieme. Alla base della rottura la nascita di una bimba che oggi ha due anni e che l'omicida non ha mai riconosciuto, convinto di non esserne il padre. Cosa smentita dall'esame del Dna, che ha invece sancito che la piccola è figlia della ex coppia.
Manduca, partito come spesso faceva da Forlì, avrebbe raggiunto la ex convivente nella sua casa di Villaorba di Basiliano, dove la giovane viveva con la bimba, a pochi metri dall'abitazione dei genitori e del fratello. Verso le 17 si è presentato davanti alla casa di via Indipendenza, al numero civico 5, e ha chiesto all’ex convivente di scendere. Lisa era in casa con il fratello ventenne Luca e con la figlioletta, che stava tranquillamente dormendo sul divano. La ragazza non aveva la minima voglia di scendere al freddo a parlare con il padre della figlia, dal quale aveva imparato ormai ad attendersi soltanto atteggiamenti aggressivi o addirittura violenti. Ma lui le ha fatto presente che c’erano dei problemi legati A un assegno e allora la 22enne ha accettato di raggiungerlo al cancello d’ingresso del giardino.
A questo punto i due hanno parlato per non più di un minuto finchè, a un tratto, Vincenzo ha estratto il coltello e ha colpito Lisa. Almeno cinque i fendenti inferti, che hanno colpito la ragazza frontalmente e poi sulla schiena a indicare il fatto che dopo le prime coltellate lei ha cercato di fuggire dando le spalle al suo assassino. Che però non si è fermato. Ancora due-tre colpi e Lisa è crollata a terra in un lago di sangue.
Nel frattempo, attirato dall’urlo della sorella, è sceso in cortile Luca che si è precipitato verso l’aggressore e ne è nata una breve colluttazione durante la quale Vincenzo avrebbe colpito il giovane con alcuni pugni. Poi, lasciando là il coltello, l’omicida è fuggito a bordo della sua auto mentre Lisa agonizzava a terra.
A quel punto Manduca ha cominciato a guidare senza meta attraverso la campagna finchè ha chiamato il 112. «Ho ucciso la mia ex fidanzata, ditemi dov’è la caserma che vengo a costituirmi». L’operatore ha subito capito la delicatezza della situazione e ha dimostrato molto sangue freddo nel tranquillizzare l’interlocutore continuando a parlargli con calma e convincendolo a fermarsi. Tramite la centrale operativa è stata allertata una pattuglia dei carabinieri di Campoformido che ha raggiunto Manduca, il quale nel frattempo si era fermato nella piazza di Villaorba. Infine, il 27enne, che non ha opposto resistenza all’arresto, è stato portato nella caserma di Campoformido dove è subito scattato l’interrogatorio.
martedì 4 dicembre 2012
Udine: commercialista si dichiara “incapiente”. Sequestrati beni per 8 milioni
UDINE - La guardia di finanza di Udine ha sequestrato beni immobili e terreni per un valore di circa otto milioni di euro a un commercialista indagato per violazioni fiscali. Il professionista aveva intestato il proprio patrimonio a una società di capitali riconducibile alla sua convivente, divenendo "incapiente". Gli è stata inoltre contestata l'emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre sette milioni di euro.
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