BARI . Saranno eseguite martedì le autopsie sui corpi di Michele Piccolo, 55 anni, sua moglie Maria Chimienti, anche lei 55 anni, e i loro figli Letizia, 19 anni (che proprio ieri doveva festeggiare i 29 anni con un ricevimento nella villa e Claudio 24, l'intera famiglia coinvolta nella strage di Sannicandro di Bari in quello che per gli investigatori è un omicidio-suicidio. Dalla ricostruzione dei fatti l'uomo potrebbe aver ucciso moglie e figlia nel primo pomeriggio, sorprendendole nel sonno con un colpo di pistola alla testa. Avrebbe poi aspettato il figlio di ritorno da lavoro alle 21, sparandogli un colpo di pistola alla fronte e si sarebbe poi suicidato lasciandosi annegare nella piscina della loro villa, probabilmente dopo aver assunto sedativi. TI coniugi Piccolo l'altro ieri pomeriggio erano stati insieme a Bari per una visita specialistica da un noto neurochirurgo barese. La circostanza, riferita dal medico ai carabinieri che indagano sulla strage di Sannicandro, sarebbe confermata da un testimone che dice di avere visto la coppia, Michele Piccolo e Maria Chimienti verso le 17.30 mentre in automobile rientravano a Sannicandro.
Se questi orari dovessero essere confermati dalle indagini, si dovrebbe posticipare il primo atto della strage, quello in cui Piccolo ha ucciso la moglie e la figlia Letizia mentre erano nelle loro rispettive camere da letto. Sarebbe avvenuto non nel primo pomeriggio (come un primo esame medico legale aveva ipotizzato) ma qualche ora più tardi, visto che alle 17.30 Maria Chimienti era ancora in vita insieme con il marito.
Sono riprese stamattina le ricerche dei carabinieri della pistola calibro 3.80 con la quale, secondo gli investigatori, il farmacista di Sannicandro di Bari, Michele Piccolo avrebbe sterminato la propria famiglia venerdì scorso. I militari, con l’aiuto di unità cinofile, stanno eseguendo verifiche sia nella villa in contrada San Giovanni dove si è consumata la tragedia, sia nelle campagne limitrofe, dove il farmacista potrebbe averla gettata dopo aver ucciso la mogliee i due figli, Claudio e Letizia, 24 e 20 anni, prima di suicidarsi. Il ritrovamento della pistola è fondamentale per gli inquirenti perché è il tassello mancante dell’inchiesta. Si tratta della prova che manca per sostenere e rendere molto più solida la tesi dell’omicidio-suicidio.
Il lasso di tempo intercorso tra l’omicidio di sua moglie Maria Chimienti e di sua figlia Letizia Piccolo colpite a bruciapelo e l’assassinio di suo figlio Claudio Piccolo; la consegna di una busta con i farmaci a un paziente avvenuta tra le 21 e le 22 di ieri; l’arma del delitto non ancora ritrovata; l’assenza di energia elettrica nell’abitazione; la festa in villa in programma ieri sera in occasione del ventesimo compleanno di sua figlia, nessun segno di effrazione all'interno della villa; i mille euro che Claudio avrebbe avuto in tasca al suo rientro in casa e che non sono stati ritrovati. Allo stato sono troppe le incongruenze che devono essere approfondite prima di classificare definitivamente la strage come un caso di omicidio-suicidio
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