MILANO - Azzera il calo Piazza Affari, con il Ftse Mib (-0,02% a 16.125 punti) in parità, spinto da Unicredit (+4,23%), Telecom (+4,55%) e Intesa Sanpaolo (+2,03%). Ancora deboli invece Pirelli (-5,3%) e Lottomatica (-5,23%), mentre Fiat Industrial (-4,8%) ed Exor (-4,71%) risultano sospese per eccesso di ribasso. Positiva Fiat (+1,67%).
Si allenta cosi' la tensione sulle principali borse europee, con i future su Wall Street in ribasso e in attesa di una serie di dati macroeconomici dagli Usa. Risale la china Parigi (-1%), dopo uno scivolone iniziale, mentre restano deboli Francoforte e Londra (-1,8% entrambe) e Milano (-0,6%) risente del miglioramento del differenziale tra Btp e Bund tedeschi sotto i 400 punti base. Positiva Madrid (+0,6%).
Il tasso del Btp decennale supera quello dei Bonos spagnoli per la prima volta da aprile 2010. Il rendimento del decennale italiano è al 6,23%, mentre quello dei titoli spagnoli è calato al 6,18%. Si conferma il sorpasso dello spread dell'Italia rispetto alla Spagna: il differenziale Btp-Bund è a 391,7 punti, ampliando ancora la distanza da quello della Spagna con il Bund che si è ridotto a 386,8 punti.
La tempesta che ha investito ieri i mercati occidentali si è trasferita anche in Asia, con Tokyo (-3,7%), Hong Kong (-5%), Seul (-3,6%) e Sidney (-4%) in fibrillazione. Sul listino giapponese ha pesato anche il nuovo recupero dello yen sul dollaro, dopo il riassestamento di ieri generato dall'intervento del governo del Sol Levante, che aveva ordinato alla banca centrale di acquistare dollari e vendere yen per un totale di 36 miliardi di euro, proprio per rallentare la corsa della divisa nazionale.
La tempesta che ha investito ieri i mercati occidentali si è trasferita anche in Asia, con Tokyo (-3,7%), Hong Kong (-5%), Seul (-3,6%) e Sidney (-4%) in fibrillazione. Sul listino giapponese ha pesato anche il nuovo recupero dello yen sul dollaro, dopo il riassestamento di ieri generato dall'intervento del governo del Sol Levante, che aveva ordinato alla banca centrale di acquistare dollari e vendere yen per un totale di 36 miliardi di euro, proprio per rallentare la corsa della divisa nazionale.
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