| Il centro pediatrico di Emergency a Nyala nel sud Darfur |
Il rapimento - riferisce Emergency - é avvenuto ieri alle 17 ore locali. L'operatore è stato prelevato a Nyala, capitale del sud Darfur, mentre si trovava in auto diretto verso l'aeroporto della città. Il rapito, Francesco Azzarà, è alla sua seconda missione a Nyala come logista del Centro pediatrico aperto in città nel luglio del 2010.
Francesco Azzarà fa parte da tempo dell'organizzazione di Emergency nell'ambito della quale si occupa di amministrazione. I genitori di Azzarà vivono a Motta San Giovanni, un centro a circa trenta chilometri da Reggio Calabria, e sono pensionati dopo avere gestito per molti anni un bar. Ad avvertirli del rapimento del figlio è stata stata la scorsa notte la Farnesina tramite i carabinieri.
Emergency "ha immediatamente attivato in Darfur e a Khartoum tutti i contatti a sua disposizione ed ha altresì informato il Ministero degli Affari Esteri italiano". Un team di Emergency, inoltre, sta seguendo gli sviluppi della situazione ed è in costante contatto con la famiglia, le autorità sudanesi e quelle italiane. Emergency chiede la liberazione immediata di Francesco Azzarà ed auspica piena collaborazione di tutti coloro che possano aiutare ad arrivare a un esito positivo di questa vicenda.
La Farnesina conferma il rapimento dell'operatore di Emergency Francesco Azzarà, "prelevato a Nyala, nel Sud Darfur, da un gruppo di uomini armati", chiede il silenzio stampa e assicura che il ministro degli Esteri Franco Frattini "sta seguendo personalmente gli sviluppi della vicenda". Lo riferisce una nota della Farnesina assicurando che sono stati attivati "tutti i canali disponibili presso le autorità locali per una soluzione della vicenda". La Farnesina, si legge nella nota, è attiva dal 14 agosto sulla vicenda dell'operatore di Emergency Francesco Azzarà. L'Unità di Crisi della Farnesina, in stretto contatto con Emergency e la missione Onu in Darfur (Unamid) e in pieno coordinamento con l'Ambasciata a Khartoum, ha attivato tutti i canali disponibili presso le Autorità locali per una soluzione della vicenda. D'accordo con Emergency, con cui si mantiene un collegamento continuo, la Farnesina chiede inoltre il silenzio stampa per facilitare la liberazione del connazionale. L'Unità di Crisi, di concerto con Emergency, ha già provveduto ad informare tempestivamente i familiari di Francesco Azzarà dell'accaduto. Il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, immediatamente informato del sequestro, segue personalmente gli sviluppi e ha disposto il rientro a Khartoum dell'Ambasciatore, momentaneamente in Italia.
''Ci sono delle piste'' ma ''il riserbo e' necessario'' per poter lavorare, ''capire le dinamiche, chi sono i responsabili del rapimento e ottenere la rapidissima liberazione del nostro connazionale''. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Franco Frattini, intervenendo alla trasmissione radiofonica ''Baobab'' sul rapimento dell'operatore di Emergency in Darfur. Ricordando che quello nel quale lavorava Francesco Azzara' e' l'unico ospedale pediatrico specialistico e che, dunque, chi vi lavora ''e' molto amato dalla gente'', Frattini ha parlato di ''cauto ottimismo'' per una ''soluzione in tempi brevi''.
Il rapimento a Nyala di Francesco Azzarà, operatore di Emergency, era del tutto inatteso, "non ce l'aspettavamo. Stiamo cercando di capire il perché di questo fatto ma non c'é un motivo razionale". Lo ha dettoafferma all'ANSA Gino Strada, fondatore di Emergency che ora si trova a Khartoum, sul sequestro dell'operatore italiano. Azzarà - secondo quanto riferisce Strada - "era in macchina con altri due colleghi. Lui era l'unico internazionale. L'auto é stata circondata da gente armata che l'ha fatto scendere. Al momento non abbiamo avuto alcun contatto con i sequestratori". l rapimento di Azzarà è davvero inatteso, ribadisce Strada, "perché il team di Emergency a Nyala è stato sempre visto con tanto affetto, gestisce l'unico centro pediatrico che fornisce cure gratuite". "Nella zona di Nyala - osserva ancora - ci sono molti casi di rapimenti, episodi di violenza, anche di delinquenza comune come normalmente avviene in ogni guerra". Ora la cosa più importante è concludere positivamente la vicenda. "Abbiamo aperto - sottolinea Strada - i contatti con tutti qui a Khartoum come anche a Nyala, sia con le autorità sia con i gruppi di opposizione al governo. Stiamo aspettando notizie".
Francesco Azzarà si è laureato a Pisa in Economia aziendale. Si è specializzato in commercio estero ed ha avuto molte esperienze professionali fuori dall’Italia. Collabora ad Emergency, secondo quanto ha riferito il cognato Vincenzo Catalano, da circa un anno ed era in Sudan da circa un mese e mezzo dopo essere stato in altri Paesi sempre per Emergency. "Un esperienza - ha detto Vincenzo Catalano - che lo sta appassionando molto. La nostra speranza è che Francesco venga liberato il più presto possibile e che questa vicenda si concluda nel modo migliore". A questa speranza ci uniamo con forza tutti.
| Francesco Azzarà |
Il centro pediatrico di Nyala, provincia attanagliata dalla guerra civile nel Sud del Darfur, presso cui era in seconda missione Francesco prima del rapimento, nasce lo scorso anno ad opera dell’’organizzazione medico-umanitaria fondata da Gino Strada e attiva in Sudan dal 2004, anche attraverso gli ospedali di Mellit e al Fashir. Il centro, che presta cure mediche ai bambini fino a 14 anni e svolge attività di educazione igienico-sanitaria rivolte alle famiglie, rientra nel Programma regionale di pediatria e cardiochirurgia. Gli interventi di Emergency in quell’area tormentata dell’Africa si sono concretizzati anche nella costruzione nel 2007, nell’ambito della campagna ‘Diritto al Cuore’ del centro di cardiochirurgia Salam, a Soba, ad una ventina di chilometri da Khartoum, la capitale. Si tratta dell’unica struttura specializzata e gratuita in un’area abitata da oltre 300 milioni di persone.
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