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giovedì 28 maggio 2015

CASSAZIONE: Berlusconi non sapeva che Ruby era minorenne


ROMA, 28 maggio - Sono state depositate le motivazioni della sentenza della Cassazione che conferma il proscioglimetno di Silvio Berlusconi dall'accusa di prostituzione minorile e concussione aggravata nel processo Ruby. Sono "affidabili", si legge, gli "elementi probatori" che escludono che Berlusconi fosse consapevole che Ruby era minorenne. Per la Cassazione, inoltre, i rapporti di Fede e Mora con Berlusconi erano "motivati da opportunità di ritorno economico". Ad avviso dei Supremi giudici, correttamente, la Corte di Appello ha ritenuto, tra gli elementi "esclusivi della consapevolezza da parte dell'imputato della minore età" di Ruby, "l'aspetto fisico" della ragazza marocchina e il suo "modo di comportarsi" che "non tradivano minimamente la sua età effettiva". Inoltre, Ruby aveva "l'abitudine a fornire false generalità" e ad attribuirsi una età "di volta in volta diversa, dai 19 ai 27 anni". Agli amici aveva detto di "avere sempre taciuto" la sua minore età a Berlusconi.

"Accertato l'interesse personale e utilitaristico di Emilio Fede ad alimentare e preservare il sistema delle disinvolte serate di Arcore", con "motivazione immune da vizi", la Corte di Appello - afferma la Cassazione - ha ritenuto che "nulla accreditava l'ipotesi accusatori secondo cui Fede, in contrasto con i propri interessi, avrebbe rivelato a Berlusconi la minore età" di Ruby. Farlo avrebbe "messo a rischio, almeno in astratto, la partecipazione di Ruby alle serate che Fede tramite Mora promuoveva e incentivava".

La Cassazione ricorda poi che dalle intercettazione tra Fede e Lele Mora "entrambi sovente presenti alle serate di Arcore e direttamente interessati alle stesse", era emerso che "i due, allegando le gravi difficoltà economiche in cui versava Mora eagendo in sinergia tra loro, avevano convinto il facoltoso amico ad erogare al predetto una notevole somma di denaro; parte non trascurabile di questa era stata, però, girata, a beneficio proprio di Fede che l'aveva pretesa quale prezzo della sua mediazione".

Ad avviso della Suprema Corte la consapevolezza di Berlusconi della minore età di Ruby, e dunque la fondatezza dell'accusa di prostituzione minorile, non può essere provata dalla "massima di comune esperienza" in base alla quale gli "stretti rapporti anche di ammirazione che intercorrevano tra Fede e l'imputato, secondo la normale logica che presiede alle vicende umane, avrebbero certamente indotto Fede a informare l'amico Berlusconi" della minore età di Ruby, "un dato di indubbia importanza e delicatezza". 

Il "concetto di normale logica che presiede il corso delle vicende umane" è "totalmente privo della benché minima consistenza" nel caso del rapporto tra Fede e Berlusconi - affermano gli ermellini - dal momento che è "erroneo il presupposto della stretta e disinteressata amicizia che legava Fede a Berlusconi".

giovedì 16 ottobre 2014

L’assoluzione di BERLUSCONI: non sapeva che Ruby era minorenne e non ha minacciato la polizia

MILANO - "La conoscenza della minore età di Ruby da parte di Silvio Berlusconi è circostanza non assistita da adeguato supporto probatorio". Lo scrive la Corte d'Appello di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui a luglio ha assolto il leader di Fi dalle accuse di concussione e prostituzione minorile. E' stata però "acquisita prova certa dell'esercizio di attività prostitutiva ad Arcore in occasione delle serate in cui partecipò Karima El Mahroug".
"Nessuna minaccia alla polizia" - I giudici scrivono poi che, "in ordine al delitto di concussione non vi è prova dell'ascrivibilità a Silvio Berlusconi di una intimidazione costrittiva nei confronti" del capo di Gabinetto della Questura di Milano Pietro Ostuni. E ancora, "deve escludersi che la costrizione mediante minaccia fosse l'unico strumento per riuscire a ottenere l'affidamento di Karima El Marough a Nicole Minetti". 

"Berlusconi non sapeva la sua età" - Secondo i magistrati, poi, nel condannare Berlusconi a 7 anni di carcere anche per il reato di prostituzione minorile (oltre alla concussione) il Tribunale "perviene alla dimostrazione del dolo dell'imputato attraverso una doppia presunzione: che Emilio Fede fosse consapevole della minore età di Ruby nel momento in cui la rivide ad Arcore", dopo il primo incontro al concorso di bellezza in Sicilia, e "che Fede ne abbia informato Berlusconi". 
Tra l'altro, si legge ancora nel documento, la giovane "non aveva alcun interesse a confessare la sua minore età" e poi dalla "consapevolezza della minore età in capo a Emilio Fede non può comunque trarsi la prova certa di analoga consapevolezza in Berlusconi". Secondo la Corte, infatti, la "'logica che presiede il corso delle vicende umane' non è regola di esperienza idonea a reggere la conclusione cui perviene il Tribunale".
E ancora, secondo i giudici, la consapevolezza da parte del leader di Forza Italia che Ruby fosse minorenne "quand'anche fosse ritenuta pienamente dimostrata" non sarebbe "sufficiente a dare prova certa del dolo dell'imputato", assolto dall'accusa di prostituzione minorile con la formula "perché il fatto non costituisce reato".

"Prove della sua prostituzione ad Arcore" - La Corte d'Appello scrive poi che è stata "acquisita prova certa dell'esercizio di attività prostitutiva ad Arcore in occasione delle serate in cui partecipò Karima El Mahroug" che si "fermà a dormire almeno due volte" a Villa San Martino. 


Il testo continua: "Senza qui dilungarsi oltre sui riscontri che le intercettazioni, gli esiti delle perquisizioni e i successivi accertamenti di pg hanno fornito anche in ordine ad altri dettagli narrati da Karima El Mahroug, a proposito delle ingenti somme di denaro in contante e dei gioielli consegnati da Berlusconi alle ragazze partecipanti alle serate, dell'assenza di controlli sugli invitati ad Arcore, delle spese che l'imputato si accollava per la conduzione degli immobili occupati da molte frequentatrici delle serate, deve in conclusione convenirsi con il Tribunale sul fatto che sia stata acquisita prova certa dell'esercizio di attività prostituitva ad Arcore". E anche nelle serate in cui "partecipò" Ruby, "otto serate in tutto" nelle quali "la giovane marocchina si fermò a dormire almeno due volte presso la residenza del Presidente del Consiglio".

venerdì 11 luglio 2014

Processo Ruby, il pg chiede la conferma dei 7 anni a Berlusconi

MILANO - Il sostituto procuratore generale, Piero De Petris, ha chiesto la conferma dei 7 anni di carcere per Silvio Berlusconi, imputato a Milano nel processo in Appello sul caso Ruby. Il leader di Forza Italia è accusato di concussione e prostituzione minorile. Nel chiedere la conferma dei 7 anni di carcere , De Petris ha spiegato che non c'è ''ragione alcuna'' per concedere all'ex premier le attenuanti generiche, sia ''per i fatti di reato contestati, sia per il complessivo comportamento tenuto dall'imputato'', sia per il precedente penale della condanna per il caso Mediaset. Secondo il sostituto pg, la ''severità'' della pena inflitta in primo grado ''è innegabile'', ma è corretta.
"La severità del trattamento sanzionatorio - ha chiarito De Petris - è innegabile, per parte mia però faccio rilevare che la sentenza di primo grado ha dato conto delle complessive ragioni riguardo al fatto che il trattamento sanzionatorio non si poteva attestare sul minimo edittale della pena . E' certa infatti l'attività di prostituzione della minorenne presso la residenza dell'allora presidente del Consiglio'', ha affermato, nella parte finale della sua requisitoria, il sostituto pg di Milano. 

Escort, chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi a Bari

La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, accusato di induzione a mentire. Per il tramite del faccendiere napoletano ed ex direttore de L'Avanti Valter Lavitola avrebbe pagato l'imprenditore Gianpaolo Tarantini perché mentisse sulle escort portate nelle sue residenze estive tra il 2008 e il 2009.

martedì 10 giugno 2014

Csm: il procuratore Bruti Liberati "doveva motivare" l'affidamento del processo Ruby alla Boccassini

Ilda Bocassini e Edmondo Bruti Liberati
MILANO - Il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati doveva motivare le ragioni per cui assegnò il coordinamento dell'inchiesta Ruby a Ilda Boccassini. E questo anche per "scongiurare qualunque possibilità di rischio di esporre l'ufficio al pur semplice sospetto di una gestione personalistica di indagini delicate" su Silvio Berlusconi. Lo scrive la Settima Commissione del Csm.
Ci voleva un "formale coinvolgimento" di Alfredo Robledo nel Ruby bis e nel Ruby ter. La prassi per cui furono assegnati al pm Pietro Forno, che già si era occupato del processo principale, "pur condivisibile, non si pone in linea" con i criteri organizzativi della procura. Per questo la Settima Commissione del Csm sollecita il vaglio dei titolari dell'azione disciplinare.

lunedì 27 gennaio 2014

Ministro tunisino: Ruby era maggiorenne ai tempi delle “cene eleganti” di Arcore

TUNISI - Clamorosa novità nella vicenda Ruby. Per il ministro della Funzione pubblica del Marocco, Mohamed Mobdii, la ragazza sarebbe stata maggiorenne nel febbraio 2010, all'epoca delle frequentazioni con Silvio Berlusconi. In un'intervista a un quotidiano locale, Mobdii, riporta Il Giorno, ha sostenuto di essere stato lui a firmare l'atto di nascita della ragazza. Mobdii è stato deputato nella zona in cui risiedeva la famiglia di Karima El Mahroug, nota come Ruby, nata quindi nel 1992. Il ministro ha spiegato di aver conservato "il file della nascita", oltre ad aver avuto una richiesta del consolato marocchino a Milano di spedire tutti "i documenti in una valigia diplomatica", in modo da evitare falsificazioni.

Per questa vicenda, i giudici di Milano hanno condannato a sette anni il leader di Fi, colpevole dei reati di concussione per costrizione e prostituzione minorile.

sabato 29 giugno 2013

Berlusconi: torna Forza Italia e temo che dovrò essere ancora il numero 1

ROMA - "Il Pdl resterà come coalizione dei partiti di centrodestra:Forza Italia ne farà parte e temo che sarò ancora chiamato ad essere il numero 1". Lo ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, confermando un imminente ritorno a Forza Italia. "Il sostegno nostro e di tutto il movimento al governo - ha aggiunto - è pieno, convinto e leale. Le critiche di qualche esponente devono essere intese solo come uno stimolo a fare di più".
"La sentenza sul processo Ruby è davvero grottesca", ha aggiunto in un'intervista al Tg1. "Si parla di concussione è non c'è il concusso, di induzione e non c'è indotto". Ruby, la compravendita di sentori, il Lodo Mondadori? "Si cerca di portare a conclusione la guerra dei vent'anni contro Berlusconi cercando di colpirlo nel suo patrimonio, nell'immagine, nei diritti politici e ora anche nella libertà", ribadisce.

"Se c'è un settore da riformare in Italia è la giustizia", dice il leader del Pdl, ricordando tra l'altro la vicenda Mondadori. "Praticamente fui costretto a vendere giornali, riviste e perfino una cartiera". "Noi siamo stati penalizzati e poi costretti a pagare 565 milioni a fronte di un valore delle azioni Mondadori di 100 milioni. Cinque volte e mezzo il valore complessivo del gruppo De Benedetti che infatti si alzò da quel tavolo molto soddisfatto, come testimonia una intervista dell'epoca".

lunedì 24 giugno 2013

Oggi la sentenza sul caso Ruby: tv da tutto il mondo


MILANO - Conto alla rovescia per la sentenza del processo sul caso Ruby in cui Silvio Berlusconi risponde di concussione e prostituzione minorile. Oggi, dopo una cinquantina di udienze e 27 mesi di dibattimento, i giudici del Tribunale di Milano, salvo colpi di scena, entreranno in Camera di consiglio per uscire, forse nel pomeriggio, con la sentenza che farà il giro del mondo conquistando le prime pagine dei siti web, delle tv e dei quotidiani. Previste tantissime televisioni anche dall'estero.

venerdì 17 maggio 2013

Ruby raccconta le serate ad Arcore, sexy ma senza “contatti fisici”. Lo show della Minetti


MILANO - "Le ragazze si avvicinavano in modo sensuale mentre facevano i balletti, ma non ho mai visto contatti fisici". Lo ha detto Ruby al giudice di Milano che le ha chiesto se avesse mai visto "contatti fisici tra Silvio Berlusconi e le ragazze". Il presidente "mi diede una busta con 2/3mila euro", ha aggiunto la testimone al processo a carico di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. "Berlusconi mi aveva chiesto se mi faceva piacere il suo aiuto".
Ruby ripercorre quanto successo nel dopo-cena della serata passata ad Arcore. "Ho visto Nicole Minetti vestita da suora, che a un certo punto, mentre ballava, si è tolta i vestiti ed è rimasta in biancheria intima", ha spiegato ricordando gli attimi passati nella sala che le ragazze "chiamavano del Bunga-Bunga, nome nato da una barzelletta raccontata da Berlusconi". 
Travestimenti anche per la show-girl Marystelle Polanco che si vestì da "Obama e da Ilda Boccassini, con una parrucca rossa e con la toga". Altre giovani si vestivano "da infermierine sexy e da dottoresse" e si esibivano poi ballando su un "palo della lap-dance".
Al termine della seconda festa ad Arcore, Ruby si trattenne a dormire a casa di Silvio Berlusconi e le fu stata data una stanza solo per lei. La giovane ha spiegato che l'allora presidente del Consiglio "mi aveva detto che potevo rimanere a dormire lì. Sono così rimasta da sola in una stanza". La ragazza ha inoltre raccontato di aver lasciato villa San Martino solo nel pomeriggio del giorno successivo dopo aver pranzato. Per essere invitata alle serate "avevo il contatto con il presidente Berlusconi, e quindi mi invitava lui, ogni tanto telefonavo io per sapere se c'era la cena". 
Silvio Berlusconi "mi ha sempre dato una busta con dei soldi" con dentro 2mila euro "e sempre in banconote da 500", ha detto ancora Ruby. La giovane nel raccontare ciò ha spiegato di essere andata a villa San Martino "cinque, sei o sette volte. L'ultima sera doveva essere il Primo maggio, ma le date non me le ricordo". La giovane ha confermato di aver ricevuto anche 30mila euro da Giuseppe Spinelli, il collaboratore di Berlusconi, per aprire un centro estetico in via della Spiga, a Milano. "Per me quei soldi erano tantissimi".
Ruby torna anche all'ormai famosa notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 in questura a Milano. C'erano "Nicole Minetti, Michelle Conceicao e Miriam Loddo. Non so se ero affidata a Nicole o a Michelle - ha proseguito Ruby - in questura io avevo detto che avevo 17 anni e non mi ricordo che generalità ho lasciato, se il nome di Karima o quello di Ruby". Appena uscita dalla questura. Ruby parlò al telefono con Silvio Berlusconi. La giovane ha raccontato che l'ex premier "era arrabbiato" e che le chiese "perché avevo detto tutte quelle cavolate".

lunedì 13 maggio 2013

Il Pm Bocassini: non c’è dubbio che Ruby si prostituisse. E Berlusconi sapeva che era minorenne


MILANO - Silvio Berlusconi è finito imputato al processo Ruby anche per una legge introdotta dal suo Governo. E' in sintesi quanto ha sostenuto il procuratore aggiunto Ilda Boccassini nelle premesse della sua requisitoria che si concluderà oggi con la richiesta di condanna del Cavaliere accusato di concussione e prostituzione minorile. "Prima di entrare nel merito delle imputazioni ascritte a Berlusconi - ha detto Ilda Boccassini - volevo ribadire l'importanza della tutela del minore al punto che sono intervenute due leggi importanti, una nel febbraio 2006, la numero 38, e l'altra nel marzo del 2008, volute dal governo Berlusconi", con lo scopo di combattere lo sfruttamento sessuale del minore.
"Non abbiamo dubbi che Ruby si prostituisse", ha detto Boccassini in un passaggio della requisitoria al processo a carico di Silvio Berlusconi. "Possiamo credere che una persona che ha dedicato la sua vita e il suo credo a Berlusconi come Emilio Fede, non gli abbia detto che Ruby era minorenne?". Con questa domanda retorica il pm Ilda Boccassini ha chiarito che l'ex premier era a conoscenza della minore età di Ruby.
Ruby, così come le altre ragazze che avrebbero preso parte ai presunti festini a luci rosse ad Arcore, era alla ricerca del "sogno negativo italiano" e "avvicinò Berlusconi per ottenere denaro facile e possibilità di lavoro nel mondo dello spettacolo, così come le altre giovani", ha spiegato Boccassini.
Ruby "aveva da Berlusconi direttamente quello che le serviva per vivere in cambio delle serate ad Arcore". Il pm ha sostenuto inoltre che ad Arcore c'era un "sistema prostitutivo".

venerdì 10 maggio 2013

Censura del Csm alla pm Fiorillo, di turno la notte del fermo di Ruby, per violazione del riserbo


MILANO - Il pm dei minori di Milano, Annamaria Fiorillo, di turno la notte in cui Ruby venne portata in questura e poi affidata a Nicole Minetti, è stata condannata per violazione del riserbo alla sanzione della censura. Lo ha deciso la sezione disciplinare del Csm. L'accusa riguarda alcune dichiarazioni che il magistrato rilasciò ai giornalisti.

lunedì 6 maggio 2013

Corte di cassazione: i processi Mediaset e Ruby a Berlusconi restano a Milano


ROMA - La Sesta sezione Penale della Cassazione, decidendo sull'istanza di rimessione per legittimo sospetto, avanzata dai legali di Silvio Berlusconi, ha stabilito che i processi Mediaset e Ruby restino a Milano. La decisione è stata presa al termine della Camera di Consiglio.
La sesta sezione penale della suprema corte era chiamata a decidere sul trasferimento da Milano a Brescia dei due procedimenti che vedono imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile (Ruby) e per reati fiscali (diritto tv Mediaset).
La difesa di Silvio Berlusconi mercoledi prossimo alla ripresa dell'udienza davanti alla Corte d'Appello chiederà un rinvio in attesa del verdetto della Consulta sul conflitto di attribuzione sollevato nel 2011 dalla Presidenza del Consiglio in relazione al rigetto da parte del Tribunale di un legittimo impedimento dell'ex premier. Lo hanno fatto sapere i legali del leader del Pd

giovedì 4 aprile 2013

Ruby protesta davanti al tribunale: non sono una prostituta, i giudici mi ascoltino. Fatto del male a me per danneggiare Berlusconi

MILANO - Ruby davanti al tribunale
MILANO - Ruby El Marough, la ragazza marocchina al centro della vicenda dei ''festini di Arcore'' ha manifestato sui gradini del palazzo di giustizia di Milano dove ha chiesto di esser ascoltata dai magistrati. ''Non sono una prostituta, devono ascoltarmi. Per colpire Berlusconi la stampa ha fatto del male a me. Oggi ho capito che è in corso una guerra contro Berlusconi e io ne sono rimasta coinvolta, ma non voglio che la mia vita venga distrutta. Voglio essere ascoltata dai magistrati per dire la verità ha aggiunto ricordando di essere la "parte lesa in questa vicenda". La ragazza ha spiegato di aver subito una "violenza psicologica" da parte dei magistrati.
"Non ho mai avuto rapporti sessuali a pagamento e non li ho mai avuti con Silvio Berlusconi" ha detto. Ruby si è anche commossa e sul suo viso è spuntata qualche lacrima quando ha spiegato di essere stata insultata durante la Messa a Pasqua. "Ho subito un ennesimo episodio di intolleranza - ha chiarito la ragazza davanti a una ressa di telecamere e fotografi, leggendo un testo scritto ma senza rispondere alle domande dei cronisti - quando la domenica di Pasqua una persona guardando mia figlia ha detto 'spero che non diventi come sua madre'". La giovane marocchina si è presentata sulla scalinata davanti all'ingresso del tribunale di Milano in corso di Porta Vittoria con un cartellone 'a due facce' con su scritto 'Caso Ruby: la verita' non vi interessa più?' e 'Voglio difendermi dalle bugie e dai pregiudizi'. Cartellone che ha lasciato all'esterno della cancellata del tribunale prima di andarsene,

venerdì 22 marzo 2013

Processi a Berlusconi sospesi: si deve attendere la decisione della Cassazione


ROMA - La decisione del primo presidente della Cassazione di assegnare la sesta sezione della Suprema Corte l'istanza di spostare da Milano a Brescia i processi Ruby e Mediaset a carico di Silvio Berlusconi impone ai giudici del Tribunale e della corte d'appello del capoluogo lombardo di sospendere i procedimenti in attesa della decisione nel merito da parte della stessa Cassazion
Dunque l'istanza di Berlusconi e dei suoi legali ha superato il vaglio dell'ammissibilità e adesso bisognerà aspettare che la sesta sezione fissi un'udienza con la partecipazione delle parti, il pg della Suprema Corte e gli avvocati dell'ex premier. All'esito del contraddittorio i giudici decideranno se i processi restano a Milano o se nel capoluogo lombardo non ci sono le condizioni per procedere e bisognerà mandare tutti gli atti a Brescia.
Di fatto è superata la richiesta di rinviare l'udienza di domani del processo d'appello Mediaset per il legittimo impedimento avanzato da Berlusconi e dai suoi avvocati parlamentari Niccolò Ghedini e Piero Longo, tutti impegnati nella riunione del comitato di presidenza del Pdl.

giovedì 7 marzo 2013

Berlsuconi, “grave” disturbo alla vista. Non va da Monti e neanche al processo Ruby


MILANO - Niente incontro con Mario Monti e niente udienza per il processo Ruby. Silvio Berlusconi, tramite il suo legale, Piero Longo, chiede il legittimo impedimento per un grave disturbo alla vista. E per la stessa ragione il Cavaliere domani non sarà a Roma, dove era atteso sia per incontrare il premier in vista del Summit Ue sia per l'Ufficio di presidenza del partito.

lunedì 4 marzo 2013

Il pm del processo Ruby: ad Arcore un “sistema prostitutivo”


MILANO - Al processo Ruby, chiusa l’istruttoria, Il pm Antonio Sangermano durante la sua requisitoria ha detto: ad Arcore era stato organizzato un vero e proprio "sistema prostitutivo" di cui Ruby era "parte integrante".
"E' falso che le cene ad Arcore fossero incontri conviviali arricchiti da qualche scenetta di burlesque", ha aggiunto il pm Antonio Sangermano. E ancora: "Non si può non sottolineare la macroscopica anomalia per la quale l'imputato ha preso a remunerare con 2.500 euro al mese" le giovani poi chiamate a testimoniare in dibattimento.
 Lele Mora ed Emilio Fede sarebbero stati "disponibili a trafficare sesso a pagamento con Silvio Berlusconi per lucrare vantaggi economici". E' un altro passaggio della requisitoria di Sangermano. Per il pm Mora e Fede, con Nicole Minetti, avevano organizzato quello che lui ha definito più volte "il sistema prostitutivo", un sistema "collaudato per il soddisfacimento personale" di Berlusconi.

Processo Ruby: chiusa l’istruttoria dibattimentale, tocca ai pm


MILANO -E' stata chiusa l'istruttoria dibattimentale del processo Ruby. La decisione è stata annunciata dai giudici del tribunale di Milano, che hanno respinto la richiesta di prove aggiuntive avanzate dalla difesa di Silvio Berlusconi. Alle 14 dovrebbe dunque cominciare la requisitoria, salvo imprevisti.
La difesa di Silvio Berlusconi aveva chiesto al tribunale un confronto tra il pm minorile Annamaria Fiorillo e l'allora commissario di polizia Giorgia Iafrate su quanto accaduto nella notte in cui la giovane Ruby venne condotta in questura per essere identificata, e inoltre di sentire alcuni testimoni tra cui la madre della ragazza marocchina e il calciatore Ronaldo. Richieste respinte che aprono quindi la fase della requisitoria dei pm, Ilda Boccassini e Antonio Sangermano. I due magistrati si sono detti pronti mentre la difesa di Silvio Berlusconi ha chiesto un rinvio ad una delle prossime udienze e i giudici hanno chiesto che accusa e difesa si accordino sui tempi dei loro interventi 
In mattinata è stato sentito come testimone il pm minorile Annamaria Fiorillo. Quest'ultima ha dichiarato che quando l'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni "andò in Parlamento a dire che la polizia aveva affidato" a Nicole Minetti la minorenne Ruby "secondo le mie disposizioni" riferì "cose non vere". "E' stato un attacco ala mia onorabilità - ha spiegato il pm, che per quella vicenda è stata sottoposta anche a un procedimento davanti al Csm - perché in una situazione simile nessun magistrato avrebbe preso una decisione diversa dalla mia", cioé la comunità.

lunedì 17 dicembre 2012

Milano: multa a Ruby che non si presenta al processo Berlusconi, ma è in Messico


MILANO - Ruby dovrà pagare una multa di 500 euro alla Cassa delle ammende per la sua "assenza ingiustificata". Lo ha deciso il giudice di Milano, Giulia Turri, dopo aver preso atto dall'avvocato che la giovane marocchina è pronta a testimoniare appena rientrerà dalla sua vacanza in Messico il 12 gennaio.
Il giudice ha inoltre stabilito che Ruby verrà ascoltata il prossimo 14 gennaio nel processo che vede imputato l'ex premier Silvio Berlusconi.
Una testimonianza che chiuderà probabilmente la lunga lista di teste prima di dare spazio a requisitoria e arringhe. Il calendario, deciso oggi in aula, prevede le date del 21 e 28 gennaio e del 4 febbraio. Proprio a febbraio, salvo sorprese, arriverà la sentenza.
"Mi sembra evidente che Ruby non ha intenzione di farsi sentire" e che quella della difesa "sia solo un'attività dilatoria". Ilda Boccassini è tornata a scagliarsi contro la difesa di Berlusconi. E in aula, davanti ai giudici di Milano della quarta penale, ricostruisce una sorta di crono-storia delle tappe che hanno portato ad oggi ricordando come, dal 5 ottobre scorso, i legali hanno sottolineato di non voler rinunciare alla teste Ruby e come "nell'udienza del 19 novembre l'avvocato Ghedini ha annunciato che Ruby avrebbe testimoniato il 10 o il 17 dicembre". Date riportate dalla stampa e che Ruby "ha letto poiché ancora in Italia".
Quello di Ruby, per l'accusa sembra un viaggio "improvvisato" di cui "la giovane non informa i genitori, sebbene si sarebbe allontanata dal territorio italiano per circa un mese".
Per questo, secondo la Boccassini "è evidente che Ruby non ha intenzione di farsi sentire", mentre la difesa che "avrebbe avuto e ha tante possibilità per ascoltarla" non si è mossa con una "precisa strategia processuale", se non quella di "un'attività dilatoria: abbiamo perso già tante udienze".

lunedì 10 dicembre 2012

Processo Berlusconi: Ruby non si presenta in aula. Il Tribunale: cercarla in tutta Italia


MILANO - Ruby non si presenta come teste citato dalla tifesa al processo contro Silvio Berlusconi e il tribunale ordina di cercarla in tutta Italia "Questa è una strategia per dilatare i tempi del processo per arrivare alla campagna elettorale" ha affermato il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, commentando l'assenza immotivata della marocchina. "Ho cercato di mettermi in contatto con la ragazza - ha spiegato il legale di Ruby, che oggi non si è presentata a testimoniare - ma il suo cellulare è staccato". L'avvocato di Ruby ha spiegato che la giovane è all'estero e non si sa quando potrà essere disponibile a testimoniare. 
Ruby non si è presentata a testimoniare senza documentare il motivo dell'assenza e così, all'inizio dell'udienza, c'è stato un duro scontro tra la Boccassini e i legali di Berlusconi, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. La Boccassini ha chiesto la "decadenza" del teste, spiegando di non credere ai motivi presentati dai legali della donna (va ricordato che l’accusa aveva rinunciato alla sua testimonianza). "Questa assenza non è documentata - ha detto -. Io non credo a quello che ci viene prospettato in udienza, questa è una strategia per dilatare i tempi del processo e arrivare in campagna elettorale". 
Di fronte alle dichiarazioni del pm, Ghedini è intervenuto dicendo: "Questo è intollerabile, questa è una aggressione alla difesa". E la Boccassini, che più volte durante il processo si era lamentata per le assenze dei testimoni citati dalla difesa, ha aggiunto: "Conosco le strategie della difesa dell'imputato Berlusconi da tempo". I giudici si sono poi ritirati in camera di consiglio per decidere come proseguire in relazione alla testimonianza di Ruby. E alla fine il Tribunale ha deciso, ordinando di “cercarla in tutta Italia”.

lunedì 3 dicembre 2012

Fede in tribunale: “Ruby? Era brutta e aveva un cattivo odore”


MILANO - "Io l'ho rivista solo ad Arcore il 14 febbraio 2010. Non è venuta con me, ma è stata portata da Lele Mora". Lo ha detto Emilio Fede citato dalla difesa di Silvio Berlusconi al processo milanese sul caso Ruby in cui l'ex premier è imputato. Fede rispondendo alle domande dell'avvocato Ghedini ha spiegato che dopo il concorso di bellezza in Sicilia, al quale partecipò la giovane marocchina, di non aver avuto "contatti con lei" e "nessuno scambio di numeri telefonici". "Quando l'ho rivista ad Arcore non sapevo chi fosse".
"Non ho mai visto nulla di trasgressivo, nessuna scena a sfondo sessuale", ha detto Fede eha spiegato di aver partecipato a moltissime serate in tutte le ville dell'ex capo del governo, ma di non aver mai assistito ad alcun 'toccamento' e mai visto baciare "Berlusconi sulla bocca" le sue ospiti, e di "non ricordare alcun atteggiamento con connotazioni sessuali". E ancora, nel suo racconto dettagliato sulle cene ad Arcore ha precisato che non ci sono "mai state nudità in mia presenza" e che Nicole Minetti "non si è mai assolutamente denudata". In un'occasione, racconta il giornalista, a una ragazza ballando è scivolato il reggiseno e allora "Berlusconi ha chiamato qualcuno perché la coprisse". 
Quelle di Arcore per Fede sono cene in cui si parlava di politica, si leggevano le agenzie di stampa, si commentavano i fatti di politica oppure si guardavano le partite del Milan. "Si ascoltava la musica, qualcuno ballava e basta".
L'ex direttore del Tg4 ha ricordato invece di conoscere Berlusconi da 24 anni e di avere con lui "un rapporto di vera amicizia" ma, dallo scorso 28 marzo quando è stato licenziato, di "averlo visto o di aver parlato con lui due o tre volte".
Per quanto riguarda Ruby “era brutta e aveva un cattivo odore e non ho mai saputo che era minorenne". Ha ricordato che la giovane marocchina,  "non mi interessava perché la trovavo inadeguata e non era gradevole". Su di lei ha anche detto che "mentre ballava la danza del ventre, faceva le bollicine masticando la gomma. Lei diceva di avere 24 anni e di essere egiziana. Io comunque ero incuriosito in senso negativo. Mi procurava un fastidio visivo".

lunedì 23 aprile 2012

Ruby Rubacuori: “Silvio mi ha detto di farmi passare per pazza e mi darà tutti i soldi che voglio”


La ragazza marocchina minorenne Ruby "Rubacuori"

MILANO - "Mi ha detto di passare per pazza, ha detto che mi da' quanti soldi voglio". E' quanto ha sostenuto Ruby, riferendosi a Silvio Berlusconi, parlando con il padre e con gli amici. Telefonate registrate dalla polizia giudiziaria del Tribunale di Milano, su ordine del Gip. Intercettazioni depositate e pubblicate da Repubblica.it. In un'altra conversazione si sente la ragazza che dice, sempre riferendosi a Silvio Berlusconi, che "e' pazzo di me. Il problema di questo processo e' che sono minorenne". In una telefonata a un'amica, il 26 ottobre 2010, Ruby racconta: "successo un casino" e prosegue dicendo, "mi ha chiamato lui", che si evince essere Berlusconi, "la sua segretario due volte, il mio avvocato.
“Il mio avvocato e' venuto da me e mi ha detto: Ruby dobbiamo trovare una soluzione. E' un caso che supera quello della D'Addario e della Letizia, perche' eri proprio minorenne. Adesso siamo tutti preoccupatissimi". L'amica cerca di rassicurarla dicendole che il 1 novembre compie gli anni e diventa maggiorenne. Ruby risponde: "Il primo novembre faccio il compleanno ma non c'entra niente. Quando sei minorenne sei minorenne". In una telefonata con il padre, sempre il 26 ottobre, Ruby racconta di essere con l'avvocato, "stiamo parlando di queste cose e dobbiamo trovare una soluzione..., Silvio gli ha detto 'dille che la paghero' il prezzo che lei vuole l'importante e' che lei chiuda la bocca, che neghi tutto, e che dica pure di essere pazza ma l'importante e' che mi tiri fuori da tutte queste questioni, che io non ho mai visto una ragazza che ha 17 anni, o che non e' mai venuta a casa mia'...Stiamo parlando di queste cose adesso, dopo ti richiamo, quando avro' finito con lui ti chiamero'".