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giovedì 23 ottobre 2014

FEDE indagato a Milano per alcune foto (false) a luci rosse. Voleva una scandalo a Mediaset?


MILANO - Emilio Fede indagato a Milano per alcune foto scottanti dalla Procura di Milano secondo cui l'ex direttore del Tg4 "voleva uno scandalo a luci rosse". Lo riporta, stamani, il quotidiano La Stampa.

Nell'inchiesta, aperta da circa tre mesi, sarebbero indagati oltre a Fede con l'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione e il suo personal trainer, Gaetano Ferri, ex pugile con precedenti, accusato invece di tentata estorsione ai danni di Fede. Una vicenda complessa, che avrebbe al centro delle immagini (false) pornografiche realizzate con fotomontaggi e che coinvolgerebbero alcuni vertici Mediaset. Le foto sarebbero saltate fuori il 28 marzo 2010, nel giorno del rocambolesco licenziamento di Fede, e poi sarebbero di nuovo sparite fino a quando non sarebbero saltate fuori durante una perquisizione a casa di Ferri, nel frattempo invischiato in una vicenda di file audio che riguardavano i rapporti tra Ruby e Berlusconi finita nel mirino della Procura di Monza e forse inquadrabili in un tentativo di ricatto.

mercoledì 11 giugno 2014

Il Csm "processerà" per una intervista inupportuna il giudice che ha condannato Berlusconi per frode fiscale

Antonio Esposito
ROMA - Con l'accusa di violazione dei doveri di riserbo e correttezza la sezione disciplinare del Csm giudicherà il 20 giugno il giudice Antonio Esposito, presidente del collegio che in Cassazione ha condannato Silvio Berlusconi per frode fiscale. L' "imputazione" si riferisce all'intervista data da Esposito al "Mattino", prima del deposito delle motivazioni della sentenza.

martedì 18 marzo 2014

La Cassazione conferma l'interdizione di Berlusconi

ROMA - La Cassazione ha confermato i 2 anni di interdizione ai pubblici uffici di Silvio Berlusconi in conseguenza della condanna a 4 anni (3 condonati) nel processo Mediaset per frode fescale. Accolta così la richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione, Aldo Policastro. In particolare i Supremi giudici hanno dichiarato "irrilevanti" le questioni di incostituzionalità delle norme tributarie sollevate dalla difesa di Silvio Berlusconi e hanno "rigettato" nel resto il ricorso contro la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Milano il 19 ottobre 2013. Quel verdetto aveva ridotto a 2 anni l'originaria interdizione dai pubblici uffici pari a 5 anni. 

giovedì 28 novembre 2013

La Borsa apre invariata, debole Mediaset

MILANO - Piazza Affari apre poco mossa. Il Ftse Mib è invariato (-0,01%) a 18.921 punti. Bene Mps (+1,58%) e Ferragamo (+1,04%), debole Mediaset (-0,59%).

martedì 17 settembre 2013

Processo Mediaset: Berlusconi chiede alla Cassazione l’annullamento dell'ultima sentenza per un difetto di composizione del collegio giudicante


ROMA - E' stato presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza nei confronti di Silvio Berlusconi per evasione fiscale nel processo Mediaset. La richiesta di annullamento della condanna è arrivata questa mattina e motivata con un difetto di composizione del Collegio giudicante. Gli avvocati Maurizio Benedettini e Daniele Morelli hanno depositato nel pomeriggio il documento alla Giunta per le immunità del Senato, chiedendo lo stop dei lavori per la dichiarazione di decadenza da senatore di Berlusconi, il cui primo voto dovrebbe avvenire domani.

venerdì 2 agosto 2013

Positiva la Borsa (+0,17%), crolla Mediaset (-4,33%)

MILANO- Avvio pesante per Mediaset in Piazza Affari dopo la sentenza della Cassazione e i conti semestrali diffusi ieri. Il titolo, partito subito con un calo del 3%, cede nei primi minuti di contrattazioni il 4,33% a 3,23 euro. Nel primo semestre dell'anno il Biscione ha registrato un utile di 30,1 milioni contro i 42,8 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso.

 Apertura positiva per Piazza Affari, dove il Ftse Mib segna un rialzo dello 0,17% a 16.848 punti.

giovedì 1 agosto 2013

Oggi pomeriggio la sentenza su Berlusconi e il processo Mediaset

ROMA -  Si concluderà oggi pomeriggio in Cassazione il processo Mediaset che tiene in fibrillazione il clima politico. Poche ore ancora d'attesa per sapere le sorti giudiziarie di Silvio Berlusconi che rischia la conferma della condanna a quattro anni di reclusione (tre condonati) e a cinque di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale ai danni dello Stato. I suoi legali, Franco Coppi e Niccolò Ghedini, hanno cercato di smontare le accuse.
Tra queste quella di aver organizzato un sistema truffaldino che gonfiava i costi dei film acquistati da Mediaset con un giro fittizio di intermediazioni che finivano negli ammortamenti delle dichiarazioni dei redditi. Hanno chiesto l'assoluzione del leader del Pdl e hanno contestato l'esistenza stessa del reato, cercando comunque di smontare il filone della continuità che finora ha contribuito a bloccare la prescrizione.

Secondo Coppi quel che eventualmente ha commesso l'ex premier sarebbe "penalmente irrilevante" e mancherebbe una specifica "norma antielusiva" per sanzionarlo. "Berlusconi, come tutti sanno, - ha proseguito il penalista - dal 1994 si dedica interamente alla politica e non si occupa più di gestione societaria. Figuriamoci se si interessava delle quote di ammortamento del 2002 e del 2003 quando ormai da 10 anni aveva accantonato queste preoccupazioni, se mai si fosse occupato di cose del genere!". 

Sempre battendo il tasto della discesa in politica del leader del Pdl che lo avrebbe allontanato dagli affari, Coppi ha ricordato che Franco Tatò, il manager al quale Berlusconi diede le redini delle sue società, ha testimoniato che con lui "era difficile addirittura avere un contatto fisico: si poteva discutere per telefono solo di qualche strategia di carattere generale". E Tatò - ha proseguito Coppi - "non rese una testimonianza compiacente: infatti non è stato accusato di falsa testimonianza". Insomma, Berlusconi - ha concluso il legale - "non era il 'dominus' di nessuna catena truffaldina e mi rammarico che, invece, questa tesi sia stata condivisa anche dalla Procura della Cassazione".


Ghedini, che ha rinunciato a svolgere un'arringa che minacciava di durare quattro ore, ha confessato che per lui il processo Mediaset "è un incubo notturno" nel quale alla difesa "è stato impedito di sentire anche uno solo dei 171 testi chiamati a deporre". "Sono sedici anni - ha detto l'avvocato Ghedini - che difendo Berlusconi. Sicuramente troppi. E sento dire che dobbiamo difenderci nel processo e non dal processo. Ma come facciamo a difenderci con un tribunale che mi dice: concordate con il pm le domande per i testi?"

Oggi pomeriggio la sentenza su Berlusconi e il processo Mediaset

ROMA -  Si concluderà oggi pomeriggio in Cassazione il processo Mediaset che tiene in fibrillazione il clima politico. Poche ore ancora d'attesa per sapere le sorti giudiziarie di Silvio Berlusconi che rischia la conferma della condanna a quattro anni di reclusione (tre condonati) e a cinque di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale ai danni dello Stato. I suoi legali, Franco Coppi e Niccolò Ghedini, hanno cercato di smontare le accuse.
Tra queste quella di aver organizzato un sistema truffaldino che gonfiava i costi dei film acquistati da Mediaset con un giro fittizio di intermediazioni che finivano negli ammortamenti delle dichiarazioni dei redditi. Hanno chiesto l'assoluzione del leader del Pdl e hanno contestato l'esistenza stessa del reato, cercando comunque di smontare il filone della continuità che finora ha contribuito a bloccare la prescrizione.

Secondo Coppi quel che eventualmente ha commesso l'ex premier sarebbe "penalmente irrilevante" e mancherebbe una specifica "norma antielusiva" per sanzionarlo. "Berlusconi, come tutti sanno, - ha proseguito il penalista - dal 1994 si dedica interamente alla politica e non si occupa più di gestione societaria. Figuriamoci se si interessava delle quote di ammortamento del 2002 e del 2003 quando ormai da 10 anni aveva accantonato queste preoccupazioni, se mai si fosse occupato di cose del genere!". 

Sempre battendo il tasto della discesa in politica del leader del Pdl che lo avrebbe allontanato dagli affari, Coppi ha ricordato che Franco Tatò, il manager al quale Berlusconi diede le redini delle sue società, ha testimoniato che con lui "era difficile addirittura avere un contatto fisico: si poteva discutere per telefono solo di qualche strategia di carattere generale". E Tatò - ha proseguito Coppi - "non rese una testimonianza compiacente: infatti non è stato accusato di falsa testimonianza". Insomma, Berlusconi - ha concluso il legale - "non era il 'dominus' di nessuna catena truffaldina e mi rammarico che, invece, questa tesi sia stata condivisa anche dalla Procura della Cassazione".


Ghedini, che ha rinunciato a svolgere un'arringa che minacciava di durare quattro ore, ha confessato che per lui il processo Mediaset "è un incubo notturno" nel quale alla difesa "è stato impedito di sentire anche uno solo dei 171 testi chiamati a deporre". "Sono sedici anni - ha detto l'avvocato Ghedini - che difendo Berlusconi. Sicuramente troppi. E sento dire che dobbiamo difenderci nel processo e non dal processo. Ma come facciamo a difenderci con un tribunale che mi dice: concordate con il pm le domande per i testi?"

mercoledì 31 luglio 2013

Processo Mediaset: per la sentenza probabile slittamento a domani

ROMA - Grande attesa per la decisione della Cassazione sul processo Mediaset: sembra ormai probabile che la sentenza slitterà a domani, come ha fatto intendere anche il presidente della Corte Antonio Esposito. Davanti alla sede della Cassazione stessa e a Palazzo Grazioli sono schierati dalle prime ore della mattina i servizi di sicurezza, con blindati e agenti in campo, in vista di possibili sit-in o assembramenti.

''Ci vorranno cinque ore, per lo meno''. E' la stima dei tempi per le arringhe dei due difensori di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Franco Coppi, secondo lo stesso professor Coppi, che si è fermato con i giornalisti nella pausa dell'udienza. "La requisitoria non mi pare abbia preso di petto i nostri motivi di ricorso, ha più che altro ripercorso il processo" ha aggiunto e, sui tempi della sua arringa, ha precisato: "Non credo di parlare due ore, parlerò circa un'ora e mezza".

mercoledì 8 maggio 2013

Confermata in Appello la condanna a 4 anni di Berlusconi per i diritti Mediaset

MILANO - Il Tribunale d’Appello di Milano ha confermato la sentenza che condannava Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici ne processo  per frode fiscale per i diritti gonfiati di Mediaset. La sentenza alle 19.30, dopo 6 ore di camera di consiglio. Confermata  l’assoluzione di Fedele Confalonieri. Condannati i cinque altri coimputati. 

lunedì 6 maggio 2013

Corte di cassazione: i processi Mediaset e Ruby a Berlusconi restano a Milano


ROMA - La Sesta sezione Penale della Cassazione, decidendo sull'istanza di rimessione per legittimo sospetto, avanzata dai legali di Silvio Berlusconi, ha stabilito che i processi Mediaset e Ruby restino a Milano. La decisione è stata presa al termine della Camera di Consiglio.
La sesta sezione penale della suprema corte era chiamata a decidere sul trasferimento da Milano a Brescia dei due procedimenti che vedono imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile (Ruby) e per reati fiscali (diritto tv Mediaset).
La difesa di Silvio Berlusconi mercoledi prossimo alla ripresa dell'udienza davanti alla Corte d'Appello chiederà un rinvio in attesa del verdetto della Consulta sul conflitto di attribuzione sollevato nel 2011 dalla Presidenza del Consiglio in relazione al rigetto da parte del Tribunale di un legittimo impedimento dell'ex premier. Lo hanno fatto sapere i legali del leader del Pd

venerdì 22 marzo 2013

Processi a Berlusconi sospesi: si deve attendere la decisione della Cassazione


ROMA - La decisione del primo presidente della Cassazione di assegnare la sesta sezione della Suprema Corte l'istanza di spostare da Milano a Brescia i processi Ruby e Mediaset a carico di Silvio Berlusconi impone ai giudici del Tribunale e della corte d'appello del capoluogo lombardo di sospendere i procedimenti in attesa della decisione nel merito da parte della stessa Cassazion
Dunque l'istanza di Berlusconi e dei suoi legali ha superato il vaglio dell'ammissibilità e adesso bisognerà aspettare che la sesta sezione fissi un'udienza con la partecipazione delle parti, il pg della Suprema Corte e gli avvocati dell'ex premier. All'esito del contraddittorio i giudici decideranno se i processi restano a Milano o se nel capoluogo lombardo non ci sono le condizioni per procedere e bisognerà mandare tutti gli atti a Brescia.
Di fatto è superata la richiesta di rinviare l'udienza di domani del processo d'appello Mediaset per il legittimo impedimento avanzato da Berlusconi e dai suoi avvocati parlamentari Niccolò Ghedini e Piero Longo, tutti impegnati nella riunione del comitato di presidenza del Pdl.

sabato 16 marzo 2013

Processo Mediaset: accolto il legittimo impedimento di Berlusconi (seduta al Senato)


MILANO - I giudici del processo d'appello Mediaset hanno accolto il legittimo impedimento di Silvio Berlusconi perche' impegnato ''per la seduta al Senato'' e hanno rinviato il processo al prossimo 23 marzo, sospendendo per una settimana i termini di prescrizione. Il leader del Pdl, ha confermato che sarà oggi in Senato per partecipare alle votazioni.
Il pg aveva invece sostenuto che l'impedimento presentato oggi dall'ex premier non era chiaro e aveva chiesto come ipotesi anche una visita fiscale. Il 23 marzo si sarebbe dovuta emettere la sentenza, che con ogni probabilita' slittera'.

venerdì 1 marzo 2013

Caso Mediaset: il pg chiede la conferma della condanna a 4 anni per Berlusconi


MILANO - L'avvocato generale di Milano Laura Bertole' Viale, che svolge le funzioni di sostituto procuratore generale, ha chiesto la conferma della condanna a 4 anni di reclusione per Silvio Berlusconi nel processo in appello sul caso Mediaset. L'ex premier, presente in aula, ha detto di credere che ''quella sentenza sia stata una grande cantonata''.

Caso Mediaset, Berlusconi in tribunale: sono completamente estraneo


MILANO - "Trasecolai davanti alla notizia della condanna in primo grado a quattro anni di reclusione e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici perché io mai ho partecipato a trattative sui diritti Tv, mai ho visto un documento d'acquisto, mai ho partecipato a dichiarazioni fiscali della società e ricordo che negli anni dei fatti 2002 e 2003 ero presidente del Consiglio a tempo pieno". Lo ha detto in aula Silvio Berlusconi facendo dichiarazioni spontanee davanti ai giudici del processo d’appello per il caso Mediaset prima della requisitoria del pg. E ha aggiunto: "Io sono totalmente estraneo alla situazione che mi viene contestata. “Invece di avere avuto la medaglia d'oro dalla stato per avere dato lavoro a 56mila persone sono stato condannato a 4 anni di carcere e a interdizione dei pubblici uffici'', ha poi detto, ricordando che nel '94 quando ha lasciato le cariche per scendere in politica ''il mio gruppo ha versato quasi 6 miliardi di tasse''.

mercoledì 16 gennaio 2013

Avvio negativo della Borsa (-0,23%)


MILANO - Avvio negativo per Piazza Affari: il primo indice Ftse Mib segna una perdita dello 0,23%, l'Ftse It All-Share un calo dello 0,18%. Tra i titoli principali, il peggiore è Fiat (-1,7%) dopo i dati del mercato dell'auto, seguita da Mediaset (-1,6%). Bene in apertura Tod's, che sale di due punti percentuali.

venerdì 26 ottobre 2012

Diritti Mediaset: 4 anni (tre condonati) a Berlusconi, 3 anni di interdizione dai pubblici uffici. Assolto Confalonieri

Il presidente della prima sezione del tribunale di Milano legge la sentenza

MILANO - Condannato a 4 anni per frode fiscale dal tribunale di Milano Berlusconi nel processo per le irregolarità nella compravendita  dei diritti Mediaset: tre sono stati condonati sulla scorta dalla legge sull'indulto, la Legge 241 del 2006. E’ stato anche interdetto ai pubblici uffici per tre anni, ma la misura non è immediatamente esecutiva, ma solo se la sentenza passerà così in giudicato.. La condanna è più alta della richiesta avanzata dai pm.  Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, è stato invece assolto.
I giudici del processo Mediaset hanno disposto un versamento a titolo di provvisionale di 10 milioni di euro. Il presunto "socio occulto" di Berlusconi, l'imprenditore Frank Agrama, e' stato condannato a 3 anni di carcere per la vendita di diritti televisivi e cinematografici.
Il pm Fabio De Pasquale aveva chiesto una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione per Berlusconi e a 3 anni e 4 mesi per Confalonieri.
Nel leggere il dispositivo della prima sezione del tribunale di Milano, il giudice ha anche dato lettura delle motivazioni redatte contestualmente. Con il sistema dei costi gonfiati nella compravendita di diritti tv, scrivono i giudici, è stata realizzata "una evasione notevolissima": 17,5 miliardi di lire nel 2000, 6,6 milioni di euro nel 2001, circa 4 milioni nel 2002 e circa 2 milioni nel 2003. I giudici richiamano anche una testimonianza, nella quale si parla di un sistema "per evidenti fini di evasione fiscale". Sistema che, secondo i giudici, anche altri testi hanno confermato.
Il meccanismo di compravendita dei diritti tv Mediaset fu dunqueun sistema "fraudolento", che non aveva "una logica commerciale" e attraverso il quale "i prezzi hanno subito dei rincari non giustificati", affermano i giudici della Prima sezione Penale di Milano nelle motivazioni. Il "sistema" dei diritti tv aveva un "duplice fine": una "imponente evasione fiscale" e la "fuoriuscita" di denaro "a suo favore ". Silvio Berlusconi "rimane al vertice della gestione dei diritti" e del meccanismo fraudolento anche "dopo la discesa in campo", perché "non c'era un altro soggetto" a gestire il sistema di frode. E Mediaset peggiora in Borsa dopo la sentenza . Il titolo cede l'1,81% a 1,35 euro
Il processo, iniziato nel 2006, aveva per oggetto la compravendita dei diritti televisivi e cinematografici con società Usa per 470 milioni di euro che sarebbe stata effettuata da Fininvest - società di proprietà della famiglia dell'ex-premier - attraverso due società off-shore. Per la procura, le major americane avrebbero venduto i diritti alle due società off-shore, le quali a loro volta li avrebbero poi rivenduti con una forte maggiorazione di prezzo a Mediaset allo scopo di aggirare il fisco italiano e creare fondi neri a disposizione di Berlusconi. Tutti gli imputati hanno sempre negato ogni addebito.

Berlusconi: questo è un Paese barbaro e incivile


"Ero certo di essere assolto questa accusa è fuori dalla realtà, una condanna politica e intollerabile". Così Silvio Berlusconi risponde alle domande di Giovanni Toti, direttore di Studio Aperto, che per primo ha raccolto la reazione dell'ex premier dopo la condanna del tribunale di Milano.
Questo, dice ancora Berlusconi, è una "conferma dell'accanimento giudiziario nei miei confronti". Secondo il leader del Pdl, il tribunale di Milano lo associa a dei personaggi che "in almeno un caso non ho mai conosciuto. Se fossi stato loro socio sarei venuto a conoscenza della tangente da 15 milioni di euro che si erano intascati i manager dell'ufficio acquisti e li avrei licenziati".
"Sono politici i tanti processi inventati contro di me", aggiunge Berlusconi che fa poi i conti degli ultimi 18 anni: "Mille magistrati contro di me, 188 perquisizioni, 2666 udienze in 18 anni con più 400 milioni di euro di parcelle per avvocati".
I maligni, ha domandato il direttore Toti, potrebbero fare una connessione col suo passo indietro. "Nessuna connessione - ha replicato Berlusconi -, io e miei avvocati ritenevamo impossibile la condanna. Le motivazioni sono fuori dalla realtà. Non si può andare avanti così, siamo un paese incivile se non si possono avere giudici imparziali". "Dobbiamo fare qualcosa: quando non si può contare sull'imparzialità dei giudici in un Paese questo Paese diventa incivile, barbaro e invivibile e cessa anche di essere una democrazia. E' triste ma oggi il nostro Paese è così", ha concluso Berlusconi.


Le reazioni


"E' l'ennesima prova di un accanimento giudiziario nei confronti di Silvio Berlusconi. Una condanna inaspettata e incomprensibile con sanzioni principali e accessorie iperboliche. Siamo certi che i prossimi gradi di giudizio gli daranno ragione e speriamo che questi giudizi giungano in fretta". CosìAngelino Alfano in una nota.
"Il fatto che contro Silvio Berlusconi sia giunta una condanna addirittura superiore alle richieste dell'accusa dice molto...E' una sentenza sconcertante, sulla quale anche gli avversari di Berlusconi farebbero bene a riflettere, a meno di avere riflessi e reazioni meccaniche e dipietriste", dice il portavoce del Pdl Daniele Capezzone.
"Tutti i nodi vengono al pettine. Nonostante tutte le leggi ad personam che Berlusconi si è fatto e nonostante la continua delegittimazione e denigrazione dei magistrati, la verità è venuta a galla", così in una nota il leader dell'IdV Antonio Di Pietro. "Da oggi gli italiani - prosegue - possono prendere atto che una sentenza di primo grado considera Berlusconi un delinquente, colpevole di frode fiscale e con l'interdizione dai pubblici uffici per i prossimi tre anni".

"Non si tratta di una sentenza ma di un tentativo di omicidio politico, visti non solo la condanna penale ma anche l'interdizione di tre anni dai pubblici uffici". E' questo il commento di Fabrizio Cicchitto,capogruppo Pdl alla Camera, sulla sentenza del processo per la compravendita del diritti tv Mediaset. I legali di Silvio Berlusconi hanno affermato: "Si tratta di una sentenza assolutamente incredibile che va contro le risultanze processuali".

sabato 15 settembre 2012

Anche Mediaset in corsa per comprare La7


MILANO . Anche il gruppo Mediaset potrebbe scendere in campo nella gara per la vendita di La7, il canale televisivo controllato da Telecom Italia Media. Il gruppo di Cologno Monzese avrebbe  intenzione di presentare una proposta entro il 24 settembre, data in cui scadono i termini per la consegna delle cosiddette "proposte non vincolanti". Nessuna offerta economica al momento, ma semplicemente una manifestazione di interesse.
Di fatto, in questa fase dell'asta, i 'concorrenti' si limitano a dirsi interessati per poter accedere ai dati delle aziende messe in vendita da Telecom, per poi decidere in una seconda fase se presentare una proposta concreta.
Da Cologno infatti tengono a precisare che si tratta di una manifestazione d'interesse volta a conoscere meglio l'oggetto della vendita: una mossa quasi obbligata visto che la società è quotata in Borsa. Insomma, che La7 sia un bocconcino appetibile lo si sapeva già. Del resto i soggetti che stanno guardando al canale e alle sue frequenze sono oltre dieci con tre potenziali acquirenti sui canali televisivi: il gruppo Cairo, Discovery Channel e, appunto, Mediaset.
Per i multiplex sono in corsa Ei Towers (la società che per Mediaset gestisce i ripetitori) e gli spagnoli di Abertis oltre ad alcuni fondi infrastrutturali o focalizzati sui media. Clessidra, il fondo di private equity guidato da Claudio Sposito, avrebbe presentato invece una manifestazione di interesse per Ti Media nel suo complesso.

lunedì 18 giugno 2012

Processo fondi neri Mediaset: il pm chiede 3 anni e 8 mesi per Berlusconi (frode fiscale)

MILANO - Il pm del tribunale di Milano, Fabio De Pasquale, ha chiesto la condanna a 3 anni e 8 mesi per Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo sui presunti fondi neri per i diritti tv di Mediaset. Stessa pena per l'uomo d'affari Frank Agrama. Tre anni e 4 mesi, invece, sono stati chiesti per il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri.

"E' come si fossero le impronte digitali di Berlusconi sui soldi - ha spiegato il pubblico ministero durante la requisitoria - perchè la frode fiscale fu organizzata da Fininvest di proprietà della famiglia Berlusconi, le società delle operazioni erano di Berlusconi, riconducibili a lui i conti bancari e i conti svizzeri e di Bahamas erano gestiti nel suo interesse"

mercoledì 18 aprile 2012

Mediaset: ricorso contro la sospensione del “beauty contest” gratuito delle frequenze digitalif


Fedele Confalonieri

COLOGNO MONZESE. - Mediaset presenta ricorso contro la sospensione del beauty contest. Lo ha affermato il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, parlando della vicenda delle frequenze tv durante l'assemblea degli azionisti.
  "La formula del beauty contest gratuito e' quella utilizzata in gran parte degli altri paesi europei - ha detto ancora - era una procedura legale e condivisa dall'Europa". "Mediaset le sue frequenze le ha pagate tutte - ricorda - anche quella Dvbh oggi all'onore delle cronache come ennesimo regalo. Contro la sospensione del beauty contest abbiamo fatto ricorso". Mediaset non e' "di per se', neanche lontanamente, un'azienda in crisi", ha poi ha affermato Fedele Confalonieri. "La crisi che viviamo non dipende da scelte nostre - ha spiegato - e' il capitalismo europeo in crisi; la crisi soffoca le imprese e deprime i consumi, tutte cose che sono ancora piu' difficili da gestire in un'azienda come la nostra che vive in gran parte di consumi e quindi di ricavi pubblicitari". Il mercato televisivo "vede crescere sia il numero dei telespettatori sia il tempo medio passato davanti alla tv - aggiunge - la frammentazione, che esiste, la stiamo governando con successo. Il nostro problema e' ridisegnare una Mediaset adatta a muoversi in un mondo diverso da quello che ci ha visto nascere e prosperare. Stiamo facendo sacrifici, continueremo a farli anche per il 2012, alla fine Mediaset sara' molto piu' leggera e notevolmente piu' efficiente".
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