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lunedì 24 giugno 2013

Attesa per la sentenza sul caso Ruby e Berlusconi. Polemica su Bruti Liberati

MILANO - Il collegio giudicante del processo a Berlusconi
MILANO - I giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano da oltre 5 ore sono in camera di consiglio per la sentenza nei confronti di Silvio Berlusconi imputato per il caso Ruby. Il collegio non ha dato alcuna indicazione sull'orario della sentenza. Il tribunale, senza indicare un orario di massima in cui uscirà dalla camera di consiglio, ha invitato le parti a lasciare i loro recapiti telefonici in cancelleria per essere avvertiti poco tempo prima della lettura del verdetto.
Questa mattina inoltre la difesa di Berlusconi ha presentato un paio di memorie, una delle quali di commento sulla testimonianza resa in aula da Ruby al processo gemello, e documentazione giurisprudenziale. Il collegio ha anche vietato ulteriori riprese con smartphone e tablet a giornalisti e operatori in quanto la Rai, in qualità di servizio pubblico, al momento della sentenza trasmetterà via satellite il segnale in modo tale che le emittenti che ne hanno fatto richiesta possano collegarsi con l'aula.
Infine dopo che il pm Sangermano, in aula a fianco del procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, su domanda del presidente del tribunale Giulia Torri, ha spiegato che l'accusa non ha nulla da osservare e "questo ufficio non intende replicare", è stata dichiarata chiusa la discussione dibattimentale e i giudici si sono ritirati per decidere. 
"Qual è il significato della presenza del Procuratore Capo Bruti Liberati nell'aula del tribunale di Milano? E' infatti inusuale e molto singolare quanto sta accadendo: lo dobbiamo interpretare come un 'segnale' al collegio giudicante? Se così fosse, sarebbe preoccupante. Finora il procuratore Bruti Liberati non ha partecipato alle udienze dibattimentali e solo oggi sceglie di essere in aula. Non crediamo alle coincidenze". Lo afferma il capogruppo del Pdl in Commissione Giustizia alla Camera, Enrico Costa.

"Ci sono fatti che hanno una forte valenza simbolica, nei confronti dei cittadini, dei media, e soprattutto di chi si prepara a giudicare. Come mai, oggi e proprio oggi, il procuratore capo Bruti Liberati, nell'imminenza della sentenza, ha ritenuto di essere presente in Aula?". Lo afferma Daniele Capezzone, Presidente della Commissione Finanze della Camera e Coordinatore dei dipartimenti Pdl.

lunedì 13 maggio 2013

Durissima richiesta della Bocassini: 6 anni a Berlusconi e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Sentenza il 24 giugno


MILANO - Sei anni di carcere e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. E' la richiesta di condanna per Silvio Berlusconi della pm di Milano Boccassini, al termine della requisitoria nel processo Ruby. Il presidente del Pdl è imputato per prostituzione minorile e concussione. Nel formulare la richiesta la Boccassini ha fatto una gaffe dicendo: "Lo condanno", per poi correggersi: "Chiedo la condanna". Ghedini: "Richiesta alta rispetto al fatto contestato".
Il procuratore aggiunto di Milano ha dichiarato di non aver alcun dubbio "che Ruby si prostituisse". Secondo il magistrato fra l'altro il presidente del Popolo della libertà "fece sesso con Karima El Maroud". 
Come dimostrano le intercettazioni telefoniche Berlusconi, secondo Ilda Boccassini, avrebbe versato oltre 4,5 milioni di euro alla giovane marocchina. Il fatto è provato anche da un biglietto sequestrato alla ragazza e dai prelievi fatti dall'ex premier su uno dei suoi conti. 
La sentenza è attesa per il 24 giugno.

venerdì 15 marzo 2013

I legali chiedono il trasferimento a Brescia dei processi Ruby e Mediaset per legittima suspicione


MILANO - I difensori di Silvio Berlusconi hanno presentato al tribunale di Milano un'istanza di "legittima suspicione" per trasferite i processi Ruby e Mediaset a Brescia. Nell'istanza si parla di "gravi situazioni locali tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili" che possono pregiudicare "la libera determinazione delle persone che partecipano al processo o determinano motivi di legittimo sospetto".

lunedì 11 marzo 2013

I parlamentari Pdl manifestano davanti all’aula del processo Ruby a Milano


MILANO - Dall'Unione del Commercio (dove avevano svolto una riunione), i parlamentari del Pdl sono andati a piedi al Palazzo di giustizia di Milano e, dopo aver intonato l'inno d'Italia, sono arrivati davanti all'aula del processo Ruby. In testa il segretario Angelino Alfano che ha motivato la manifestazione con ''tre fatti gravissimi'': il mancato riconoscimento del legittimo impedimento ai parlamentari avvocati Ghedini e Longo, la visita fiscale a Berlusconi e la richiesta di giudizio immediato da parte della Procura di Napoli. "Abbiamo un interlocutore di cui ci fidiamo che è il presidente della Repubblica, anche presidente del Csm, e a lui affideremo la nostra preoccupazione per l'emergenza democratica", ha poi detto Angelino Alfano. L'ex ministro Mariastella Gelmini ha spiegato che dalla riunione di oggi era emersa la volontà di "andare a manifestare davanti al tribunale di Milano". "Per una volta - ha detto - disobbediamo al presidente, la linea emersa dall'intervento di molti parlamentari è quella di andare comunque davanti al tribunale a manifestare". Tra i primi ad arrivare gli ex ministri Nitto Palma, Gianfranco Rotondi e  e le parlamentari Laura Ravetto e Nunzia Di Girolamo. 
"Valutiamo l'opportunità di non partecipare ai lavori parlamentari finché le nostre istanze non saranno prese in esame", si legge in un tweet del segretario del partito. Ma non tutti nel Pdl sono d'accordo. L'ex ministro del Welfare Maurizio Sacconi, sempre sul social network, si dice "contrario ad abbandonare il Parlamento, perché lì si difende la democrazia".

giovedì 7 marzo 2013

Intercettazione Bnl-Unipol: Berlusconi condannato a un anno, 80mil euro a Fassino


MILANO - Il Tribunale ha condannato Silvio Berlusconi a un anno per il caso Bnl-UnipolCondanna a 2 anni e 3 mesi per il fratello Paolo. Il processo riguardava l'intercettazione telefonica pubblicata dal quotidiano Il Giornale sulla tentata scalata di Unipol a Bnl, che vedeva imputati l'ex premier Silvio Berlusconi e il fratello Paolo. I fratelli Berlusconi - che hanno sempre respinto ogni addebito - erano imputati per la pubblicazione della telefonata, non depositata agli atti, tra l'ex segretario dei Ds Piero Fassino e l'allora presidente di Unipol Giovanni Consorte, in cui il politico pronunciava la famosa frase "abbiamo una banca"I giudici hanno poi disposto un risarcimento a carico di Silvio e Paolo Berlusconi di 80 mila euro a favore dell'ex segretario dei Ds Piero Fassino, parte civile al processo. Il risarcimento è stato disposto a titolo di provvisionale.

A dicembre, il pm aveva chiesto la condanna a un anno di reclusione per concorso in rivelazione di segreto ufficio per l'ex premier e a tre anni e tre mesi per il fratello Paolo, per le accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, chiedendone invece l'assoluzione dall'accusa di millantato credito.

"Credo che sia la prima volta che si condanna per la violazione del segreto istruttorio". Lo ha detto l'avvocato Piero Longo, difensore di Silvio Berlusconi. "ìNon sono sorpreso, perché siamo a Milano e data la pratica forense nei processi a Silvio Berlusconi". "Mi piacerebbe difendere imputati con altri nomi e non a Milano", ha aggiunto l'avvocato con lieve ironia. "Con il massimo rispetto per i giudici, io dico che non credo che i magistrati non abbiano un sentimento o un sentire". Per Longo non c'erano elementi o prove per condannare l'ex premier. Il legale poi ha ricordato ai cronisti che pende ancora in cassazione l'istanza di ricusazione di uno dei giudici del collegio che oggi ha condannato il leader del Pdl. "Se venisse accolta - ha spiegato - questa sentenza sarebbe annullata".
"E' sempre più chiaro che vi è un tentativo di eliminazione di Silvio Berlusconi per via giudiziaria, essendo fallito quello per via elettorale e democratica. Il Pdl reagirà con tutta la forza di cui dispone per difendere la democrazia italiana". Lo afferma Il segretario del Pdl Angelino Alfano. "E' sempre più chiaro che vi è un tentativo di eliminazione di Silvio Berlusconi per via giudiziaria, essendo fallito quello per via elettorale e democratica. Il Pdl reagirà con tutta la forza di cui dispone per difendere la democrazia italiana". 

lunedì 14 gennaio 2013

Processo Ruby: respinta la richiesta dei legali di Berlusconi, si va avanti. "I giudici entrano a gamba tesa nella campagna elettorale"



MILANO - I giudici del tribunale di Milano, dopop la riuione in Camera di Consiglio, hanno respinto la richiesta di sospensione per legittimo impedimento di Berlusconi nel processo sul caso Ruby, in cui l'ex premier è imputato per concussione e prostituzione minorile. L'istanza era stata avanzata dalle difese per motivi elettorali in quanto l'ex capo del governo ora è capo della coalizione del Pdl. Con la richiesta di bloccare i processi, la difesa aveva chiesto anche la sospensione dei termini di prescrizione e aveva ricordato che, in un'analoga situazione, in passato vennero fermati i processi Ariosto e Mills.
Furioso Ghedini che ha deciso di non ascoltare più la deposizione di Ruby e di "congedarla". Da parte della difesa si ritiene che i giudici vogliano arrivare a processo prima delle elezioni (con una condanna già scritta...)
E le polemiche sono subito divampate. "Con questa decisione il Tribunale é intervenuto pesantemente nella campagna elettorale" ha detto Niccolò Ghedini. Il legale ha aggiunto che 'una cosa del genere va a incidere sulla serenità della campagna elettorale".
"Avremmo preferito sentire Ruby, però in campagna elettorale è impensabile. La nostra è stata una amara rinuncia, decisa per evitare che un ulteriore sviluppo del processo vada a turbare la competizione politica: noi stiamo facendo il possibile per fare ciò, il tribunale invece no", ha aggiunto Ghedinii.
Per l’avvocato, Ruby, i cui verbali delle dichiarazioni rese nel 2010 agli inquirenti sono stati acquisiti dal tribunale, aveva “già rilasciato amplissime dichiarazioni che scagionavano l'onorevole Berlusconi”. I verbali acquisiti agli atti del tribunale sono quelli datati 2, 6 e 22 luglio, 3 e 20 agosto, e 3 novembre 2010.
"Certamente in questo processo ad ogni udienza presenteremo istanza di legittimo impedimento. Se respingeranno ricorreremo ai gradi successivi e alla Corte Costituzionale", ha aggiungo il legale, il quale si è detto sicuro che "si arriva a sentenza prima dell'esito delle elezioni. Darà fastidio ai cittadini, perché turba la campagna elettorale". 
"La decisione del tribunale di Milano contrasta con ogni principio di ragionevolezza. Solo un pronunciamento del Presidente della Repubblica può garantire uno svolgimento regolare e democratico della campagna elettorale". E' quanto chiede il coordinatore del Pdl Sandro Bondi
"La Procura di Milano e i giudici di Milano, accomunati dallo stesso strumentale e gravissimo intento, ritengono che l'attività del presidente Silvio Berlusconi, in qualità di capo della coalizione, sia meno importante di partecipare a un'udienza. In questo modo, appare chiara la volontà di entrare a gamba tesa nella campagna elettorale, condizionandone fortemente gli esiti, per arrivare persino a una sentenza definitiva prima della competizione. E' inammissibile quanto si delinea all'orizzonte. Come è inammissibile che la giustizia sia utilizzata a fini politici". E' quanto afferma il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano.

mercoledì 9 gennaio 2013

“Comuniste” le giudici della separazione di Berlusconi? Reagiscono i capi del tribunale


ROMA - "Il presidente della corte d'appello e il presidente del tribunale di Milano intendono respingere con fermezza ogni insinuazione sulla non terzietà delle giudici del tribunale, componenti del collegio giudicante nella causa Bartolini-Berlusconi". Lo si legge in una nota dove si chiede di evitare "ogni espressione di dileggio".
Il comunicato, firmato dal presidente del tribunale di Milano Livia Pomodoro e dal presidente della corte d'appello milanese Giovanni Canzio, segue le affermazioni rilasciate ieri in un'intervista televisiva dall'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha definito "comuniste" e "femministe" le componenti del collegio, tra cui il giudice Gloria Servetti, che nei giorni scorsi hanno depositato la sentenza di separazione tra l'ex premier e Veronica Lario, stabilendo che il leader del Pdl dovrà versare circa 3 milioni di euro al mese all'ex moglie. "Il presidente della corte d'appello e il presidente del tribunale di Milano - si legge nella nota - intendono respingere con fermezza ogni insinuazione sulla non terzietà delle giudici del tribunale, componenti del collegio giudicante nella causa Bartolini-Berlusconi, essendo a tutti nota la diligenza e la capacità professionale delle stesse, quotidianamente impegnate nella fatica della giurisdizione nella delicata materia del diritto di famiglia".
Nella nota infine viene sottolineato che "le norme del codice di rito civile consentono agli interessati di impugnare provvedimenti giudiziari e sulla relativa impugnazione la corte d'appello eserciterà, come di consueto, il puntuale controllo critico della decisione di primo grado per i profili della legittimità e del merito".

lunedì 10 dicembre 2012

Processo Berlusconi: Ruby non si presenta in aula. Il Tribunale: cercarla in tutta Italia


MILANO - Ruby non si presenta come teste citato dalla tifesa al processo contro Silvio Berlusconi e il tribunale ordina di cercarla in tutta Italia "Questa è una strategia per dilatare i tempi del processo per arrivare alla campagna elettorale" ha affermato il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, commentando l'assenza immotivata della marocchina. "Ho cercato di mettermi in contatto con la ragazza - ha spiegato il legale di Ruby, che oggi non si è presentata a testimoniare - ma il suo cellulare è staccato". L'avvocato di Ruby ha spiegato che la giovane è all'estero e non si sa quando potrà essere disponibile a testimoniare. 
Ruby non si è presentata a testimoniare senza documentare il motivo dell'assenza e così, all'inizio dell'udienza, c'è stato un duro scontro tra la Boccassini e i legali di Berlusconi, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. La Boccassini ha chiesto la "decadenza" del teste, spiegando di non credere ai motivi presentati dai legali della donna (va ricordato che l’accusa aveva rinunciato alla sua testimonianza). "Questa assenza non è documentata - ha detto -. Io non credo a quello che ci viene prospettato in udienza, questa è una strategia per dilatare i tempi del processo e arrivare in campagna elettorale". 
Di fronte alle dichiarazioni del pm, Ghedini è intervenuto dicendo: "Questo è intollerabile, questa è una aggressione alla difesa". E la Boccassini, che più volte durante il processo si era lamentata per le assenze dei testimoni citati dalla difesa, ha aggiunto: "Conosco le strategie della difesa dell'imputato Berlusconi da tempo". I giudici si sono poi ritirati in camera di consiglio per decidere come proseguire in relazione alla testimonianza di Ruby. E alla fine il Tribunale ha deciso, ordinando di “cercarla in tutta Italia”.

venerdì 6 luglio 2012

Fabrizio Corona non potrà uscire di notte: lo ha deciso il TRibunale

Fabrizio Corona
MIANO - Il Tribunale di Milano ha disposto la sorveglianza speciale per un anno e mezzo al fotografo dei vip Fabrizio Corona. A richiederla era stata la procura di Milano. Per i giudici Corona "è una persona pericolosa per la sicurezza e per la pubblica moralità". D'ora in poi non potrà lasciare la propria abitazione dalle 21 alle 7. Inoltre, ammoniscono sempre i giudici, "dovrà lavorare con regolarità e vivere onestamente".

venerdì 17 febbraio 2012

Il processo Ruby resta a Milano


MILANO - Il processo sul caso Ruby che vede imputati Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora, resta a Milano. Oggi, infatti, i giudici della quinta sezione penale, hanno respinto tutte le eccezioni delle difese, tra cui quella che indicava come competenti o il tribunale di Messina, citta' dove si e' svolto l'ormai noto concorso di bellezza del settembre 2009 a cui partecipo' la minorenne marocchina, o in via subordinata il tribunale di Monza, perche' ad Arcore sarebbero avvenuti i presunti festini.

mercoledì 15 febbraio 2012

Caso Mills: il pm ha chiesto 5 anni per Berlusconi


MILANO - Cinque anni di carcere per Silvio Berlusconi sono stati chiesti oggi al processo Mills dal pm di Milano Fabio De Pasquale.mLa richiesta del pm di condannare Berlusconi a 5 anni è arrivata al termine della sua requisitoria, iniziata sabato scorso e ripresa questa mattina. De Pasquale ha ribadito che "c'è certezza, al di là dimogni ragionevole dubbio, della colpevolezza dell'imputato".
Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari per aver versato 600 mila dollari all'avvocato inglese David Mills in cambio di dichiarazioni reticenti nei processi per la Guardia di finanza e All Iberian.
De Pasquale nella sua requisitoria al processo Mills a carico di Silvio Berlusconi, ha parlato di "difesa falsificata".  Il pm ha detto ai giudici che è stata creata "una fittizia sequenza di carte per sostenere la tesi" che i 600 mila dollari, ritenuti il 'prezzo della corruzione', provenivano dall'armatore Diego Attanasio. 

sabato 11 febbraio 2012

Caso Mills: il pm chiede la condanna di Berlusconi

Il pm Fabio De Pasquale
MILANO - "C'è la prova della responsabilità di Silvio Berlusconi e sta nella sentenza con cui la cassazione, prosciogliendo per prescrizione David Mills, ne affermava la responsabilità". Con queste parole il pm Fabio De Pasquale ha iniziato la requisitoria alla fine della quale chiederà la condanna dell'ex presidente del Consiglio per corruzione in atti giudiziari, cioè per aver comparato con 600mila dollari due false testimonianze di Mills in altrettanti processi. "Per noi - ha concluso il pm - quella sentenza è un punto di riferimento probatorio, perchè la sentenza della Suprema corte richiama le due condanne di Milano in primo e in secondo grado".

venerdì 28 ottobre 2011

Il procuratore aggiunto di Milano Robledo vuole 500mila euro da Berlusconi. "Mi ha diffamato"

Il procuratore Alfredo Robledo
MILANO - Il procuratore aggiuntomilanese Alfredo Robledo ha intentato una causa civile da cinquecentomila euro a Brescia contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che aveva parlato in diverse occasioni di "inerzia della Procura milanese", di "pervicace volontà accusatoria", di "uso politico della giustizia" ed in particolare per le dichiarazioni che fece nel 2006 in riferimento all'inchiesta Mills. Robledo era contitolare del fascicolo penale a carico di Berlusconi per corruzione in atti d'ufficio. 
Gli avvocati del premier hanno sollevato l'eccezione, fondata sull'articolo 68 della Costituzione, sul diritto dei parlamentari a non essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse nell'esercizio delle proprie funzioni.