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venerdì 29 novembre 2013

Grandina su Berlusconi: "corruzione giudiziaria" delle testi del Ruby 2

MILANO - Corruzione in atti giudiziari: è questo il reato ipotizzato nei confronti di Silvio Berlusconi e dei suoi legali Ghedini e Longo, oltre che di alcune ragazze ospiti ad Arcore, dai giudici di Milano nelle motivazione del cosiddetto processo Ruby 2.
Silvio Berlusconi è ''gravemente'' indiziato del reato ''di corruzioni in atti giudiziari'' in qualità ''di soggetto che elargiva il denaro e le altre utilità'' alle ragazze-testimoni .I giudici della Quinta sezione penale del tribunale di Milano, presieduti da Annamaria Gatto, hanno depositato con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza dei termini le motivazioni della sentenza con cui lo scorso luglio Lele Mora ed Emilio Fede sono stati condannati a 7 anni e Nicole Minetti a 5 anni per il caso Ruby. Nelle motivazioni si sapranno anche le ragioni per cui il tribunale ha disposto la trasmissione degli atti al Pm per, tra gli altri, Silvio Berlusconi, i suoi legali e Ruby.
I giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Milano  hanno ritenuto che i pagamenti regolari effettuati alle testimoni del procedimento siano "un inquinamento probatorio" e pertanto hanno disposto il trasferimento degli atti alla procura.

I giudici, oltre a Berlusconi "in qualità di soggetto che elargiva il denaro e le altre utilità", individuano come soggetti da indagare per corruzione giudiziaria "tutte le ragazze... che poi rendevano false testimonianze, in qualità di testimoni e, quindi, pubblici ufficiali, ricevevano denaro e altre utilità", gli avvocati (Niccolò) Ghedini e (Piero) Longo "in qualità di concorrenti, per aver partecipato, nella loro qualità di difensori di Berlusconi, alla riunione del 15 gennaio 2011", riunione dopo la quale "tutte le ragazze, testimoni del nostro processo, iniziavano a percepire almeno la somma di 2.500 euro al mese ciascuna, a tempo indeterminato".
I giudici hanno ipotizzato il reato di corruzione in atti giudiziari anche per la giovane marocchina e il suo ex legale l'avvocato Luca Giuliante. Il legale si sarebbe interessato ''ai vari pagamenti in contanti e bonifici'' che Karima avrebbe ricevuto ''periodicamente''.

lunedì 3 dicembre 2012

Fede in tribunale: “Ruby? Era brutta e aveva un cattivo odore”


MILANO - "Io l'ho rivista solo ad Arcore il 14 febbraio 2010. Non è venuta con me, ma è stata portata da Lele Mora". Lo ha detto Emilio Fede citato dalla difesa di Silvio Berlusconi al processo milanese sul caso Ruby in cui l'ex premier è imputato. Fede rispondendo alle domande dell'avvocato Ghedini ha spiegato che dopo il concorso di bellezza in Sicilia, al quale partecipò la giovane marocchina, di non aver avuto "contatti con lei" e "nessuno scambio di numeri telefonici". "Quando l'ho rivista ad Arcore non sapevo chi fosse".
"Non ho mai visto nulla di trasgressivo, nessuna scena a sfondo sessuale", ha detto Fede eha spiegato di aver partecipato a moltissime serate in tutte le ville dell'ex capo del governo, ma di non aver mai assistito ad alcun 'toccamento' e mai visto baciare "Berlusconi sulla bocca" le sue ospiti, e di "non ricordare alcun atteggiamento con connotazioni sessuali". E ancora, nel suo racconto dettagliato sulle cene ad Arcore ha precisato che non ci sono "mai state nudità in mia presenza" e che Nicole Minetti "non si è mai assolutamente denudata". In un'occasione, racconta il giornalista, a una ragazza ballando è scivolato il reggiseno e allora "Berlusconi ha chiamato qualcuno perché la coprisse". 
Quelle di Arcore per Fede sono cene in cui si parlava di politica, si leggevano le agenzie di stampa, si commentavano i fatti di politica oppure si guardavano le partite del Milan. "Si ascoltava la musica, qualcuno ballava e basta".
L'ex direttore del Tg4 ha ricordato invece di conoscere Berlusconi da 24 anni e di avere con lui "un rapporto di vera amicizia" ma, dallo scorso 28 marzo quando è stato licenziato, di "averlo visto o di aver parlato con lui due o tre volte".
Per quanto riguarda Ruby “era brutta e aveva un cattivo odore e non ho mai saputo che era minorenne". Ha ricordato che la giovane marocchina,  "non mi interessava perché la trovavo inadeguata e non era gradevole". Su di lei ha anche detto che "mentre ballava la danza del ventre, faceva le bollicine masticando la gomma. Lei diceva di avere 24 anni e di essere egiziana. Io comunque ero incuriosito in senso negativo. Mi procurava un fastidio visivo".

venerdì 15 giugno 2012

Una testa in tribunale: "Vi racconto il bunga bunga. C'era la Minetti nuda con le scarpe di diamanti..."


Nicole Minetti

MILANO - Nicole Minetti "nuda con le scarpe coi diamantini argentati". L'immagine viene evocata da Ambra Battilana, una delle ragazze che si e' costituita parte civile al processo a carico della stessa consigliera regionale, di Emilio Fede e di Lele Mora. Rispondendo alla domande del pm Antonio Sangermano, la giovane ex miss piemontese ha raccontato cosa vide quella sera dell'agosto 2010 in cui partecipo' a una cena ad Arcore, nella residenza di Silvio Berlusconi.
"A un certo punto Berlusconi ci chiese se eravamo pronte a fare il bunga-bunga - ricorda - Chiara (Danese, l'amica di Ambra, anch'essa parte civile, ndr) si era sentita male poco prima e Fede le aveva preparato un te' ed era rimasto solo con lei. Il suo malessere nasceva dal fatto che non era stata una cena 'normale'. Con Berlusconi facemmo un giretto delle sale, c'era questa sala molto grande, coi palloncini con la scritta 'viva Silvio'. Mentre facevamo il giro della villa, Berlusconi ci dava dei colpi sul sedere per farci andare piu' veloci'". "Ebbi la percezione che fosse come un palpeggiamento - spiega Ambra - l'ho solo guardato e lui e' passato avanti, come se avesse capito che non doveva farlo".
Ambra Battilana
La ragazza racconta di avere rifiutato dei regali offerti dall'ex premier e poi spiega cosa accadde nella saletta del 'bunga - bunga'. "A un certo punto, le ragazze cominciarono a ballare, io e Chiara eravamo sedute sui divanetti. Alcune di loro, tra cui la Bonasia, erano vestite da infermiere, col cappellino e lo stetoscopio. La Bonasia giocava con un frustino. Le ragazze hanno fatto una gara di ballo e Maristelle (Polanco, ndr) ha alzato la gonna.
  Fede allora ha detto 'Che bel sedere che ha, le ho messo la fascia a un concorso'". Erano tutte abbastanza nude, alcune completamente. A un certo punto, la Minetti ha fatto la lap dance e poi e' rimasta nuda con le scarpe coi diamantini argentati". "Ci sono stati contatti tra Berlusconi e le ragazze?", domanda il pm e la Battilana risponde: "Si', ho visto toccamenti sia da parte di Berlusconi che di Fede e da parte delle ragazze verso di loro, cercavano di sedurli".
La sua avvocatessa, Patrizia Bugnano, le chiede come le sia cambiata la vita dopo la partecipazione a quella serata e l'eco mediatica che ne e' seguita: "Lavoravo come modella e avevo dei contatti di lavoro che non si sono fatti più sentire. Su google sono persino piùfamosa di Ambra Angiolini. Adesso cerco di lavorare col cognome di mia madre. Quando usci' il mio nome, i giornalisti venivano a fermarmi all'uscita della scuola per geometri dov'ero iscritta all'ultimo anno - e qui Ambra si emoziona e versa qualche lacrima, asciugata con un fazzoletto che le porge il pm - i miei compagni di classe mi si rivolgevano e mi guardavano in un altro modo". Un altro momento di tensione Ambra lo vive quando uno dei legali della Minetti, l'avvocato Gaetano Pecorella, le chiede se abbia mai avuto rapporti sessuali a pagamento con uomo, riferendosi a una denuncia per violenza sessuale presentata dalla ragazza anni fa nei confronti di un "uomo molto piu' grande di lei". "Era il mio fidanzato - precisa Ambra, che poi nega di avere mai scritto nella denuncia, diversamente da quanto sostiene Pecorella, di avere avuto rapporti a pagamento con quest'uomo".

giovedì 29 marzo 2012

Fede nel suo ufficio: la vigilanza lo prega di andarsene

MILANO - L'ex direttore del Tg4, Emilio Fede si è presentato oggi, in mattinata, nella redazione di Milano Due e si è seduto nel suo ufficio a piano terra del Palazzo dei Cigni. Questo nonostante ieri Mediaset, con un comunicato, avesse annunciato l'interruzione del rapporto di lavoro dopo 23 anni.

Il giornalista è rimasto alcune ore nella redazione dicendo di non voler parlare dato il momento delicato. Attraverso una collaboratrice ha annunciato l'intenzione di rimanere al suo posto.

Fede ha infine deciso di lasciare la sede dopo che il servizio di vigilanza gli ha chiesto gentilmente di allontanarsi.

Fede: lascio il Tg4? sì. Lascio Mediaset? Credo di no


ROMA - "Non ho nulla da dire: lascio la direzione anticipatamente? si'. Lascio Mediaset? Credo di no. Mi era stato chiesto di lasciare il primo luglio, ma io chiedevo una proroga. Mi ero intestardito più del necessario e loro si sono seccati. Allora vai via adesso mi hanno risposto. E' una loro decisione di fronte alla mia eccessiva testardaggine". Lo afferma Emilio Fede a Sky Tg24 sul fatto che non sara' piu' lui il direttore del Tg4. "Arriva un ragazzo per bene come Giovanni Toti" aggiunge Fede. E' infatti Giovanni Toti il successore di Emilio Fede.
"C'è la mano di Confalonieri, è lui che l'ha architettato e portato a segno", aveva commentato a caldo Fede intervistato da La Repubblica sottolineando che il 'golpe' è stato fatto mentre Berlusconi era allo stadio. "Non ne so nulla, ora voglio sentire Berlusconi per avere una spiegazione", aveva detto il giornalista.

Emilio Fede licenziato da Mediaset

 MILANO - Emilio Fede non è più il direttore del TG4. Sarà Giovanni Toti, direttore responsabile di 'Studio aperto', il nuovo direttore, almeno temporaneamente. Lo rende noto un comuniacto di Mediaset. "In una logica di rinnovamento editoriale della testata, cambia la direzione del tg4. Dopo una trattativa per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non approdata a buon fine, Emilio Fede lascia l'azienda", spiega Mediaset. L'azienda - si legge - "lo ringrazia per il lavoro svolto in tanti anni di collaborazione e per il contributo assicurato alla nascita dell'informazione del gruppo". 
Giovanni Toti
Un divorzio clamoroso per il giornalista approdato a Mediaset quando già era uno dei volti noti del telegionale Rai e che ha creato l'informazione delle tv di Berlusconi oltre che promuovere e accompagnare l'ascesa politica del suo amico Silvio. Accompagnando anche la vita privata del premier, onnipresente negli scandali fino all'"affare" Ruby e al caso Lele Mora.

Ma è difficile non immaginare che a pesare sulla svolta di queste ore non siano state le ultime vicende, con il fascicolo aperto dalla procura di Roma sui due milioni e mezzo di euro che Fede avrebbe cercato di depositare in Svizzera, a Lugano, circostanza seccamente smentita come "balla colossale" dall'interessato. Ed è difficile non notare la coincidenza tra il clamoroso annuncio di questa sera e le dichiarazioni rilasciate da Fede nelle ultime ore, in particolare nell'intervista al Corriere della Sera di oggi in cui il direttore del Tg4, oltre a parlare di "complotto" ai suoi danni, lascia chiaramente trapelare la convinzione di dare fastidio "anche" dentro l'azienda. Da tempo, Fede aveva annunciato l'intenzione di lasciare Mediaset a giugno (in vista delle 81 primavere), o comunque entro il 2012, ipotizzando anche la possibilità di scendere in politica, naturalmente nel Pdl che non ha mai fatto mistero di sostenere. Aveva però a più riprese smentito di aver raggiunto un accordo con l'azienda, mentre circolavano indiscrezioni mai confermate su una buonuscita milionaria, con cifre oscillanti tra i 5 e i 10 milioni. Nella trattativa di questi mesi si è discusso di soluzioni consensuali, come la possibilità per Fede di continuare a condurre un programma di prima o seconda serata, di restare in azienda come consulente, di diventare - come ha spiegato lui stesso - direttore editoriale dell'informazione.

martedì 27 marzo 2012

La valigetta dei milioni, Fede reagisce: notizia “totalmente falsa” per farmi lasciare il Tg4. “Un gesto che ha un nome e un cognome”


MILANO - "E' totalmente falsa, inventata di sana pianta. Qualcuno ha inventato tutto questo, mi fa orrore e anche paura che si possa arrivare a inventare una cosa del genere". Emilio Fede commenta così, all'Adnkronos, la notizia comparsa oggi su alcuni quotidiani nazionali secondo la quale lo stesso Fede, alla fine dello scorso dicembre, avrebbe tentato di depositare 2,5 milioni di euro in contanti, custoditi in una valigetta, in una banca svizzera, che non avrebbe accettato il deposito ed avrebbe avvertito le autorità italiane innescando un'indagine, che sarebbe in corso, da parte dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza.
"Sono di fronte a qualcuno che ha inventato la notizia con uno scopo, a me molto evidente. Non è possibile che io, avendo già i problemi che avevo, mi sarei presentato in giro per la Svizzera con una valigetta piena di contanti. E' un falso organizzato. Qualcuno ha agito contro di me, per conto di qualche altro, si torna alla carica per mettermi in difficoltà e convicermi a lasciare la direzione del Tg4. E' un falso che per me ha nome e cognome", aggiunge Fede che non vuole esplicitare a chi si riferisca.
"Denunceremo tutto quel che c'è da denunciare: è ridicolo che si possa credere che nel mese di dicembre io me ne andassi in giro tentando di piazzare una valigetta con due milioni e mezzo di euro, una cosa che non ho mai fatto, che non corrisponde a nulla di vero, un falso che arriva in un momento particolare. Mi stupisce che dei quotidiani abbiamo potuto fare questo, ne risponderanno tutti. E poi è drammatico e insieme vergognoso che dovendo scrivere una vicenda come questa nessuno abbia sentito il dovere di farmi una telefonata e chiedermi se avevo qualcosa da dire", conclude i direttore del Tg4.




Emilio Fede in una banca svizzera con due milioni in una valigetta: rifiutato. Adesso indaga la GdF


Emilio Fede
ROMA - L'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno avviato una serie di verifiche su una vicenda che vede protagonista Emilio Fede: il direttore del Tg4, circa tre mesi fa, si sarebbe presentato, insieme ad un'altra persona, presso la filiale di un istituto di credito di Lugano con una valigetta contenente 2,5 milioni di euro in contanti che la banca non avrebbero però accettato.
La notizia, che è stata pubblicata oggi su alcuni quotidiani, parla di una segnalazione che è arrivata in Italia alla fine dello scorso gennaio: a chiedere l'intervento delle autorità di controllo è stato un dipendente della banca elvetica.
E' probabile che l'istituto non abbia voluto accettare la somma a causa del clamore suscitato dalle vicende che, nei mesi scorsi, hanno coinvolto Fede, già indagato per favoreggiamento della prostituzione per le feste organizzate nelle residenze dell'ex capo del governo Silvio Berlusconi e per concorso in bancarotta fraudolenta dalla magistratura milanese con l'agente dello spettacolo Lele Mora. Ora gli investigatori delle Fiamme Gialle dovranno indagare su questi soldi comparsi in Svizzera. I possibili reati vanno dall'evasione fiscale alla tentata esportazione di capitali all'estero.

venerdì 17 febbraio 2012

Il processo Ruby resta a Milano


MILANO - Il processo sul caso Ruby che vede imputati Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora, resta a Milano. Oggi, infatti, i giudici della quinta sezione penale, hanno respinto tutte le eccezioni delle difese, tra cui quella che indicava come competenti o il tribunale di Messina, citta' dove si e' svolto l'ormai noto concorso di bellezza del settembre 2009 a cui partecipo' la minorenne marocchina, o in via subordinata il tribunale di Monza, perche' ad Arcore sarebbero avvenuti i presunti festini.

venerdì 11 novembre 2011

Emilio Fede: "Il 24 giugno 2012 lascio il Tg4"



ROMA - Emilio Fede annuncia: lascio la direzione del Tg4 e faccio un programma. Il direttore di uno dei Tg delle reti Mediaset lo ha detto a La Zanzara, su Radio 24.

"Lascio la direzione del Tg4 il 24 giugno del 2012. Mi prendo un mese di aspettativa e poi deciderò cosa fare", ha detto Fede, aggiungendo: "Farò un settimanale".

Ieri, in un'intervista radiofonica lo storico giornalista Mediaset aveva detto di essere "incazzato nero" per la situazione di governo e di essere pronto a lasciare il suo Tg se Berlusconi lasciasse la politica. "Se lui lasciasse la politica, gli chiederei di ospitarmi nella sua villa ad Antigua". 

Niente più Tg4, quindi, "perché mi dovrei confrontare con un paese diverso". "Chiederei di fare un'altra trasmissione, un settimanale, non è che lascerei la televisione. Ma mi piacerebbe fare un bel rotocalco, come è stato Tv Sette, di cui fui protagonista".

lunedì 27 giugno 2011

Caso Ruby: i pm chiedono il rinvio a giudizio per Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti e parlano di un "bordello" ad Arcore

Emiolio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora
MILANO - Al termine di una breve discussione, i pubblici ministeri, Antonio Sangermano e Piero Forno, hanno chiesto il rinvio a giudizio di Lele Mora, Emilio Fede Nicole Minetti, nell'udienza preliminare sul 'caso Ruby'. L'agente dello spettacolo, il giornalista e la consigliera regionale del Pdl, sono accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. Il gup Maria Grazia Domanico ha respinto la richiesta delle difese di poter svolgere in questa fase dell'udienza le questioni preliminari che invece verranno sollevate quando i legali faranno la discussione. 
Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora avrebbero dato vita a "un sistema ben strutturato per fornire prostitute al premier".
 Secondo i rappresentanti della pubblica accusa esiste una "
convergenza di vari elementi" tale da giustificare la richiesta di processare i tre. I pm hanno distinto i ruoli ricoperti dal giornalista, dalla consigliera regionale e dall'agente dello spettacolo, nella loro ricostruzione: Fede avrebbe svolto il ruolo del "fidelizzatore", Minetti avrebbe garantito l'organizzazione logistica, mentre Mora si sarebbe occupato di arruolare le prostitute
I due pm hanno utilizzato anche la parola ''bordello'' per descrivere il sistema dei presunti festini hard nella villa del premier. Secondo i pm, era Nicole Minetti ad amministrare il ''bordello''.