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giovedì 3 aprile 2014

La Camera abolisce definitivamente le Province

Il sottosegretario Delrio
ROMA - Rush finale in Aula alla Camera per il ddl Delrio sulle province. L'assemblea di Montecitorio ha dato il sì definitivo al provvedimento che le abolisce. Il testo è stato approvato con 260 sì, 158 no e 7 astenuti. Contro il ddl Delrio hanno votato Fi, M5S, lega, Sel e Fdi. Durante la votazione più volte il capogruppo di Fi Renato Brunetta ha urlato "Golpe! Questo è un golpe! Votiamo compatti no". Dopo il voto, dai banchi del Pd si è levato un applauso.

Con il via libera al provvedimento le Province non vengono cancellate (serve un ddl di riforma costituzionale che ha già ottenuto la procedura d'urgenza per essere esaminato dal Senato) ma riordina le competenze degli enti locali in attesa che le Province vengano appunto soppresse. Arrivano intanto le città metropolitane e le unioni tra Comuni.

mercoledì 26 marzo 2014

Sì del Senato alla fiducia al Governo sul ddl Province

ROMA - Il Senato ha votato la fiducia al governo sul ddl Provincie con 160 sì e 133 no: gli amministratori restano in carica fino a fine anno. Il provvedimento torna ora alla Camera. "Il ddl Delrio semplifica la macchina burocratica, aumenta l'efficienza, riduce le spese, i costi e i posti della politica". Lo dice il senatore del Pd e relatore Francesco Russo. ''Il superamento delle province - continua - va incontro a quanto ci chiedono quotidianamente i cittadini, porterà un risparmio iniziale di oltre 150 milioni di euro e prevede un taglio di oltre 3.000 indennità. E' un segnale forte di una politica diversa, tenace, coraggiosa, che lavora per portare avanti quei cambiamenti profondi di cui il nostro Paese ha urgente bisogno".

Il governo pone la fiducia sul ddl Province

ROMA - Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha annunciato nell'aula del Senato l'intenzione di mettere il voto di fiducia sul ddl Delrio sulle Province.

Renzi twitta: “oggi giornata importante” (però anche difficile)

ROMA - Giornata importante per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che con un tweet di prima mattina riassume l'agenda degli impegni. "Oggi giornata importante per le Province", con il ddl Delrio al voto in Aula al Senato, "e riunione chiave stasera su Senato e Regioni. Stamani nelle scuole, destinazione Calabria, Scalea". Cruciale, in serata, l'appuntamento con l'assemblea dei gruppi del Partito democratico sulle riforme del Senato e del Titolo V. "Se passa la nostra proposta sulle province 3000 politici smetteranno di ricevere una indennità dagli italiani. La volta buona". Così Matteo Renzi su twitter in vista dell'approvazione al senato del disegno di legge costituzionale sulle province
Il cammino del provvedimento, almeno a Palazzo Madama, però non si presenta agevole, se da martedì sera gira voce che il governo starebbe per chiedere la fiducia: pare insomma che sul via libera del Senato non ci sia nessuna certezza. D'altra parte, in Senato la maggioranza ha perso due partite in commissione Affari costituzionali: è passata la proposta di riaffidare alle Province l'edilizia scolastica ed è stato bocciato un emendamento che stabiliva per il presidente della Provincia uno stipendio non superiore a quello del sindaco del capoluogo.
Maggioranza ed opposizione, a quanto si apprende da fonti parlamentari, avrebbero raggiunto un accordo per chiedere la calendarizzazione urgente di un nuovo ddl costituzionale per l'abolizione delle province. Il nuovo ddl, secondo quanto riferiscono fonti del M5S, prevede la soppressione "tout court" della parola "provincia" dalla Costituzione. Il testo farebbe riferimento a quello depositato dai parlamentari cinque stelle Vito Crimi al Senato e Danilo Toninelli alla Camera.

La pregiudiziale di costituzionalità presentata dal M5S contro il ddl Delrio taglia-province viene respinta con soli 4 voti di scarto: i "sì" sono stati 112, i "no" 115 e una sola astensione (al Senato vale voto contrario). Davvero un "soffio" anche se si pensa che la maggioranza che diede fiducia al governo Renzi fu di 169 senatori.

mercoledì 12 marzo 2014

Sicilia, abolite le province

Il presidente Crocetta
PALERMO - L'abolizione delle Province siciliane è legge. L'Assemblea siciliana questa sera ha approvato con voto finale (62 favorevoli, 14 contrari e 2 astenuti) la soppressione delle nove Province regionali che vengono sostituite da altrettanti Liberi consorzi dei comuni con la possibilità di crearne di nuovi entro sei mesi, purché i comuni raggruppino almeno una popolazione di 180 mila abitanti e quelli coincidenti con gli enti soppressi non abbiano una popolazione inferiore a 150 abitanti. L'elemento cardine della legge è la soppressione del voto diretto, gli organismi dei Liberi consorzi, infatti, saranno di secondo livello, eletti non dal popolo ma dalle assemblee dei consorzi. Altra novità è la creazione delle tre aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina, la cui elezione degli organismi, sempre di secondo livello, sarà disciplinata con una successiva legge che il governo Crocetta porterà in aula il prossimo autunno. Rinviati alla prossima legge anche i compiti e le funzioni dei Liberi Consorzi. Il disegno di legge è stato approvato dalla maggioranza e dal gruppo parlamentare dei 5stelle. Contrari i gruppi di opposizione.

domenica 22 dicembre 2013

La Camera approva nella notte l’abolizione delle province (che passa al Senato)

ROMA - L'assemblea di Montecitorio ha approvato il disegno di legge sulle Province e le città metropolitane con 277 voti favorevoli 11 contrari (Sel). Non hanno partecipato alla votazione in segno di protesta la Lega Nord, Forza Italia e il Movimento 5 Stelle. Il ddl del ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, ora va al Senato: se diventerà legge, trasformerà i consigli provinciali in assemblee di sindaci (eliminando stipendi a giunte e consiglieri), istituirà 9 città metropolitane e regolerà la fusione dei comuni.
Via libera della commissione Bilancio della Camera, in nottata, anche al decreto salva-Roma. Cancellate le norme riguardanti i tagli per i Comuni "no-slot" e lo stop alla possibilità di recesso dagli affitti per i palazzi istituzionali. Soppressi i contestati articoli riguardanti le slot e gli affitti e soppresso anche l'articolo che consentiva la deroga al patto di stabilità per le province e quello che finanziava una bonifica di Brindisi per 25 milioni appena finanziata con la legge di stabilità.

Via alcuni commi su Roma riguardanti ipotesi di liberalizzazione della gestione dei rifiuti. Resta invece il comma che prevede la possibilità connessa alla vendita delle aziende. Oggi alle 12 il testo sarà in Aula e dovrà poi tornare al Senato.

venerdì 26 luglio 2013

Approvato dal CdM lo “svuotamento di poteri” delle Province, primo passo dell'abolizione

ROMA - E' stato approvato dal Consiglio dei ministri il Disegno di legge che riguarda Città metropolitane, Province, Unioni e fusioni di Comuni e che ne rivede e ne 'svuota' in parte i poteri in vista dell'abolizione dalla Carta Costituzionale. E' quanto si apprende mentre il Consiglio dei ministri è ancora in corso.

Il ddl che 'svuota' i poteri delle Province e che prevede la nascita delle città metropolitane e la riorganizzazione delle unioni e delle fusioni dei comuni, dopo l'odierno passaggio in Consiglio dei ministri, passerà all'esame della Conferenza Unificata e, dopo quel vaglio, tornerà nuovamente al Consiglio dei ministri per il varo definitivo. 

venerdì 5 luglio 2013

Il Cdm presenta il ddl costituzionale che abroga le province

ROMA - "Auspico che il Parlamento approvi il più rapidamente possibile il ddl costituzionale che abroga le province". Lo ha detto il premier, Enrico Letta, al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al disegno di legge ad hoc. "Il governo intende salvaguardare i lavoratori delle province e le funzioni di questi enti abrogati con il ddl costituzionale, ha aggiunto Letta.
 Il governo, ha precisato Letta, intende "salvaguardare i lavoratori" delle province e "le funzioni" di questi enti abrogati con il ddl costituzionale, ha aggiunto ancora il premier nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Ha poi detto che il ddl costituzionale per l'abolizione "rimanda a una legge che ovviamente, nell'ambito delle competenze" degli altri enti locali, "ripartirà le funzioni che oggi sono in capo alle province". 

Il ministro Gaetano Quagliariello ha poi precisato che "quando saranno note le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiatrato incostituzionale il precedente decreto, il collega Graziano Delrio proporrà una legge che dia applicazione al ddl costituzionale". Il testo, ha detto ancora Letta, "abroga il termine province da tutti gli articoli della Costituzione che menzionano la parola". 

giovedì 4 luglio 2013

Vertice di maggioranza, Letta: tutto ok

ROMA - E' andata bene; il governo va avanti e ho ribadito l'impegno ad un maggior coinvolgimento dei partiti della maggioranza anche nell'approfondimento tecnico dei singoli dossier. E' il commento che il premier Enrico Letta, al termine del vertice di maggioranza, ha affidato ai suoi collaboratori.
Il Governo ha confermato l'intenzione di sciogliere entro ferragosto il nodo dell'Imu e della riforma complessiva e per questo ha deciso che la prossima riunione della cabina di regia Governo-maggioranza si svolgerà il 18 luglio. Il premier, anche alla luce del pronunciamento della Consulta, durante il vertice di maggioranza, ha confermato l'intenzione del governo di presentare un ddl costituzionale per l'abolizione delle Province, come annunciato in Parlamento. E' quanto riferiscono fonti di governo.

Durante il vertice di maggioranza a palazzo Chigi il premier ha preso l'impegno ad accelerare in autunno il pagamento dei crediti che le imprese vantano nei confronti della Pubblica Amministrazione. Sono sette i provvedimenti che arriveranno a luglio alle Camere e per una approvazione rapida. Il Governo ha chiesto ai partiti di maggioranza di "farsi carico dei provvedimenti e di costruire un percorso per l'approvazione". 
Letta poi è andato in Vaticano per la visita privata con il Papa.

mercoledì 3 luglio 2013

Illegittima (e bocciata) la riforma delle Province


ROMA - La Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della riforma delle Province contenuta nel decreto Salva Italia e il loro riordino, che ne prevede la riduzione in base ai criteri di estensione e popolazione. Non e' materia da disciplinare con decreto legge, hanno stabilito i giudici costituzionali. Regge invece al vaglio della Consulta la riforma della geografia giudiziaria: sono state infatti giudicate infondate le questioni sollevate dai tribunali di Pinerolo, Alba, Sala Consilina, Montepulciano e Sulmona contro la loro soppressione; inammissibile quella del Friuli Venezia Giulia. Solo Urbino si salva.

mercoledì 20 marzo 2013

La Sicilia ha abolito le province


PALERMO - Regge all'Assemblea regionale siciliana la maggioranza Crocetta e tiene l'asse tra il presidente della Regione e il Movimento cinque stelle: in questo modo il ddl governativo sull'abolizione delle province vola verso l'approvazione finale attesa per oggi. La svolta con il via libera al maxiemendamento concordato lunedi' dalla coalizione, che prevede che entro il prossimo 31 dicembre sia approvata una legge che definisca il modello di Consorzi di comuni in sostituzione delle Province, con elezioni di secondo livello. "Questo passaggio storico e' il frutto del lavoro del Movimento cinque stelle", rivendica il capogruppo grillino Giancarlo Cancelleri. Per il governatore Rosario Crocetta, "la prima tappa di una rivoluzione importante e sulla quale la maggioranza si e' ritrovata compatta più che mai con un sostegno concreto sulle riforme". "Una svolta per la Sicilia e per il Paese", insiste il segretario del Pd Giuseppe Lupo.

mercoledì 6 marzo 2013

La Sicilia ha abolito le Province


PALERMO - La Sicilia dice addio alle Province. Questi enti non saranno rinnovati alla naturale scadenza e a maggio, quando si sarebbero dovute tenere le elezioni, saranno commissariati. Entro sei mesi saranno aboliti e sostituiti con i liberi consorzi tra comuni. Lo stabilisce un ddl del governo Crocetta, cui ha aderito la conferenza dei capigruppo all'Ars, con il sostegno anche del Movimento 5 Stelle. Il voto definitivo in aula è atteso martedì.
Apertamente soddisfatto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta: "Siamo in primi in Italia ad abolire le Province. E' un risultato storico, la maggioranza è unita e spero che anche il Pdl e il centrodestra votino la norma", afferma Crocetta. 

domenica 9 dicembre 2012

Se salta la conversione del dl sulle Province, sarà “caos amministrativo”


ROMA - La mancata probabile conversione del dl sulle Province comporterà "un periodo di incertezza per l'esercizio di funzioni fondamentali per i cittadini (manutenzione di scuole superiori e strade, gestione rifiuti, tutela idrogeologica e ambientale)". E' quanto si legge in uno studio del governo. Inoltre ci sarebbe "una situazione di caos istituzionale con la lievitazione dei costi per Comuni e Regioni e il blocco della riorganizzazione periferica dello Stato".
In assenza dell'approvazione del dl sulle Province si torna al decreto Salva Italia, sottolinea poi lo studio, realizzato dal dipartimento delle Riforme del ministero della Funzione pubblica, inviato ad alcuni senatori. Di conseguenza, sono diversi i problemi con i quali ci si troverebbe a confrontarsi. 
Senza più il riordino, si rischia di fatto un labirinto normativo, insieme con un innalzamento dei costi per gestire le funzioni tipiche delle Province. I territori resteranno quelli attuali e saranno quindi le Regioni a gestire le loro funzioni, dalle strade alle scuole, ai rifiuti. E questo processo comporterà un aumento dei costi, dal momento che il personale regionale ha stipendi più alti di quello provinciale. 
"I perimetri e le dimensioni delle Province - sottolinea il documento - resterebbero quelli attuali ('rinascono' 35 province) e verrebbe meno l'individuazione delle funzioni 'di area vasta' come funzioni fondamentali delle Province, sicchè le province restano titolari di sole funzioni di indirizzo e coordinamento". 
Di conseguenza, si evidenzia nello studio, "le Regioni dovranno emanare entro la fine di quest'anno leggi per riallocare le funzioni tra Comuni e Regioni medesime. Non potendo allocare le attuali funzioni provinciali a livello comunale, trattandosi per l'appunto di funzioni di area vasta e quindi di livello sovracomunale, ciò comporterà - dicono gli esperti - tendenzialmente la devoluzione delle funzioni alle Regioni con conseguente lievitazione dei costi per il personale (il personale regionale costa più di quello provinciale e comunale) e la probabile costituzione di costose agenzie e società strumentali per l'esercizio delle funzioni".

mercoledì 31 ottobre 2012

Il Cdm approva le nuove 51 province (Monza finisce con Milano)



ROMA - Il decreto legge di riforma delle Province e' stato approvato dal Consiglio dei Ministri.  Il decreto sulle Province prevede "51 province comprese le città metropolitane". E Monza, ad esempio, rientrerà nella città metropolitana di Milano, perdendo la qualifica di provincia conquistata due anni fa. Lo ha annunciato il ministro Filippo Patroni Griffi illustrando il decreto sulle Province
Il decreto sul riordino delle Province "è di tipo ordinamentale e strutturale, nella logica avviata con la spending review", ha riferito il ministro. La riforma delle Province sarà attiva a partire dal 2014; a novembre del 2013 si terranno invece le elezioni per decidere i nuovi vertici, ha aggiunto Patroni Griffi. La riduzione è "un processo irreversibile e da gennaio verranno meno le giunte provinciali". Così il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi spiega il decreto sul riordino delle Province, aggiungendo che il governo "si è mosso tra spinte opposte, tra spinte al mantenimento dello status quo e spinte alla cancellazione totale".Sul riordino delle Province delle Regioni a statuto speciale "ci occuperemo in seguito, visto che la legge sulla spending concedeva a queste realtà 6 mesi di tempo in più", ha detto  Patroni Griffi, aggiungendo che "la Sardegna ha già provveduto mentre la Sicilia ora è impegnata su altro".
Ecco le nuove province:

- PIEMONTE: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli; 
- LIGURIA: Imperia-Savona, Genova, La Spezia; 
- LOMBARDIA: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia; 
- VENETO: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia; 
- EMILIA ROMAGNA: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini. 
- TOSCANA: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno. - MARCHE: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno. 
- UMBRIA: Perugia-Terni. 
- LAZIO: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone. 
- ABRUZZO: L'Aquila-Teramo, Pescara-Chieti. 
- MOLISE: Campobasso-Isernia. 
- CAMPANIA: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno. 
- PUGLIA: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce. 
- BASILICATA: Potenza-Matera. 
- CALABRIA: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria
   Rimangono fuori le regioni a statuto speciale, per le quali il governo ha ancora 6 mesi di tempo. .

lunedì 22 ottobre 2012

Deciso: le province scendono da 86 a 50. Eccole


ROMA - Saranno 50 le Province italiane nelle Regioni a statuto ordinario. Lo riporta il ''Corriere della Sera'' anticipando gli ultimi ritocchi del governo al decreto legge che riforma le Province italiane e che arriverà con un decreto legge all'esame del primo Consiglio dei ministri di novembre.

Le Province con meno di 350 mila abitanti o un'estensione inferiore ai 2.500 chilometri quadrati dovranno essere accorpate con quelle vicine e, considerando solo le Regioni a Statuto ordinario, gli enti scenderanno da 86 a 50, comprese le dieci Città metropolitane. Secondo il decreto dalla fine di giugno 2013 tutte le province saranno guidate da un commissario.

Ecco le Province previste dal piano allo studio dell'esecutivo:.

PIEMONTE. Torino (Citta' metropolitana); Cuneo; Alessandria e Asti; Vercelli si unisce con Biella e Verbano/Cusio e Novara (4).

LOMBARDIA. Milano (Citta' metropolitana); Brescia; Bergamo; Pavia; Como, Varese, Monza Brianza; Lodi, Mantovano e Cremona; Sondrio e Lecco (7).

VENETO. Venezia (Citta' metropolitana); Vicenza; Verona; Rovigo e Padova; Belluno e Treviso (5).

LIGURIA. Genova (Citta' metropolitana); La Spezia; Savona e Imperia (3).

EMILIA ROMAGNA. Bologna (Citta' metropolitana); Modena e Reggio Emilia; Parma e Piacenza; Ferrara; Ravenna, Forli'/Cesena e Rimini (5).

TOSCANA. Firenze (Citta' metropolitana); Grosseto, Siena e Arezzo; Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato; Pisa e Livorno (4).

UMBRIA. Perugia e Terni (1).

MARCHE. Ancona; Pesaro e Urbino; Ascoli Piceno, Macerata e Fermo (3).

LAZIO. Roma (Citta' metropolitana); Frosinone e Latina; Rieti e Viterbo (3).

ABRUZZO. L'Aquila e Teramo; Pescara e Chieti (2). 

MOLISE. Campobasso e Isernia (1).

CAMPANIA. Napoli (Citta' metropolitana); Salerno; Caserta; Avellino e Benevento (4).

BASILICATA. Potenza e Matera (1).

PUGLIA. Bari (Citta' metropolitana); Lecce; Foggia, Barletta/Andria/Trani; Taranto e Brindisi (4).

CALABRIA. Cosenza, Crotone; Reggio Calabria (Citta' metropolitana); Catanzaro e Vibo Valentia (3).

Per quanto riguarda le regioni a Statuto speciale, la Sardegna ha deciso, con un referendum, di dimezzare le Province, passando da 8 a 4 (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano); in Friuli Venezia Giulia dovrebbero rimanere quelle attuali, ma con compiti consultivi mentre nessuna modifica e' prevista per Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Sicilia.

lunedì 1 ottobre 2012

Non solo Regioni. Province, quanto costate (11 miliardi complessivi)…


ROMA - Dizionari, tablet, spazi televisivi.Tutto rimborsato in quanto "attività istituzionale". Non solo le Regioni: quando si tratta di sperperare il denaro pubblico anche le Province sanno darsi da fare.Oltre venti milioni di euro di soli trasferimenti ai gruppi che stanno dando vita a nuovi scandali. Il personale politico delle Province, che soltanto di stipendi ci fa spendere 111 milioni di euro, impegna una spesa complessiva di gestione per 11 miliardi.
In Abruzzo si è gridato allo scandalo quando "il Centro" ha svelato i rimborsi viaggi dei consiglieri: 8.425 euro ad aprile. A Treviso la giunta Muraro ha messo insieme 177 mila euro di rimborsi viaggi in un anno. Le cifre rimborsate variano da una provincia all'altra: ad Agrigento 13 mila euro al mese, a Frosinone 8 mila.
Ma come dimenticare sprechi tentati o perpetrati come l'acquisto da parte della Provincia di Reggio Calabria di un pianoforte a coda da 120 mila euro? Duemila chilometri più a Nord, un finanziamento da 2.400 euro per un torneo di beach volley, a Bolzano
A Milano è pronto il bando della giunta provinciale per la realizzazione di una nuova lussuosa sede, con tanto di torre di 12 piani, dal costo di 43 milioni. E ciò malgrado, per effetto della spending review, la Provincia di Milano fra poco più di 400 giorni dovrebbe scomparire a favore della città metropolitana. Stessa sorte che tocca alla Provincia di Roma, che pure fra le polemiche - e un'inchiesta della Corte dei conti - si appresta a trasferirsi nei nuovi uffici dell'Eur costati non proprio una bazzecola: 263 milioni.

venerdì 6 luglio 2012

Via libera del cdm alla spending review: vale 4,5 miliardi


Province da dimezzare. Restano i miniospedali. Bloccato l'aumento dell'Iva nel 2012. Tagli del personale e della dirigenza della Pubblica Amministrazione, soldi per altri 55mila esodati



ROMA - Via libera ieri sera del Consiglio dei ministri al decreto legge sulla spending review.  Niente taglio ai mini-ospedali, sì al taglio delle province, 26 miliardi di risparmi in tre anni e rinviato l'aumento dell'Iva di due punti al 2013. Ecco il risultato del Consiglio dei ministri, iniziato ieri alle 18 e concluso oltre 7 ore dopo, che ha approvato il decreto sui taglia alla spesa, la "spending review".
"Prevediamo nelle prossime settimane un terzo provvedimento sulle agevolazioni fiscali - ha detto il premier Monti in conferenza stampa - la revisione strutturale della spesa e i contributi pubblici sulla base delle analisi effettuate da Amato e Giavazzi"
L'intervento previsto dal decreto della Spending Review vale circa 4,5 miliardi nel 2012. Le misure varrebbero oltre 10 miliardi nel 2013 e 11 miliardi nel 2014.

Province da dimezzare
Le province saranno dimezzate, passando dalle attuali 110 a circa 50. Sarebbero due i criteri attraverso i quali verranno decisi i tagli: il primo è relativo alla popolazione e il secondo all'estensione. Entro 20 giorni il governo dovrà fissarli con una delibera del Consiglio dei ministri. Calano, intanto, i trasferimenti per Regioni, Province e Comuni.
Entro il primo gennaio 2014 vengono istituite le Città metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente, verranno soppresse le relative province.  

Non si paga l’aumento dell’Iva nel 2013
Grazie ai provvedimenti presi con la spending reviex ''è possibile evitare l'aumento di due punti percentuali di Iva che sarebbe scattato ad ottobre e si potra' evitare l'aumento dei due punti sia nell' ultimo scorcio del 2012 e per il primo semestre del 2013''. Questo l'annuncio del premier al termine della riunione. Ha poi detto Monti: “ Il governo ha deciso di scartare la via piu' semplice dei tagli lineari per accingersi su quella piu' complessa, ma strutturalmente piu' proficua, dell'analisi della struttura della spesa. Tutti i ministri hanno dato prova di un grandissimo senso di responsabilita' nel dare il loro contributo a questa missione collettiva che punta a una maggiore razionalizzazione e efficenza", ha aggiunto.

Sanità e pubblico impiego
Il lavoro della spending review ''riguarda tutti i settori ma vede nel comparto della spesa sanitaria componente centrale come il pubblico impiego e l'articolazione periferica'' dello Stato. Lo ha detto il premier Mario Monti.
E' stato escluso il taglio automatico delle strutture ospedaliere con meno di 80 posti letto presente nella bozza del provvedimento e contro il quale si era espresso il ministro della Sanità Renato Balduzzi. Ci sarà un'analisi legata alle necessità del territorio. In ogni caso tra le chiusure, il taglio dei posti letto, il taglio alle spese farmaceutiche e per l'acquisto di beni e servizi sono attesi 5 miliardi.

I tagli nella PA
Si procederà al taglio del 10% del personale e del 20% della dirigenza nella P.A.. "E' stato esteso l'approccio già introdotto per la Presidenza del Consiglio e per il ministero delle Finanze di riduzione delle piante organiche", ha detto il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli. Gli impiegati avranno inoltre meno spazio per lavorare, i buoni pasto si ridurranno a 7 euro e le ferie non potranno essere monetizzate. Arriva anche la "valutazione individuale", una sorta di pagella del ministeriale.

Due miliardi per il terremoto in Emilia
"Per il terremoto sono gia' stati stanziati 500 milioni", ha aggiunto il premier. "Ora la spending review garantira' 1 miliardo nel 2013 e 1 miliardo nel 2014", ha spiegato.

Soldi per altri 55mila esodati
Il decreto legge ''estende la clausola di salvaguardia ad altri 55 mila soggetti che hanno maturato i requisiti successivamente al dicembre 2011. L'importo complessivo e' di 1,2 miliardi a partire dal 2014''. Lo ha spiegato Mario Monti nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm che ha approvato il provvedimento.

Auto blu, spese ridotte del 50%
''Abbiamo introdotto un'importante riduzione dell'uso delle auto blu: le spese dovranno essere ridotte del 50% rispetto all' anno scorso''. Lo ha confermato il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli, dopo il Cdm.

P.A., niente consulenze per dipendenti in pensione
Stop alle consulenze per i dipendenti pubblici che andranno in pensione, con lo spending review. Lo annuncia il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli che parla di una ''clausola di impedimento a dare consulenze al personale in quiescenza''.

No ai tagli alle università
Nella versione finale del decreto sono saltati i tagli di circa 200 milioni di euro alle università e agli enti di ricerca che in un primo momento, dopo le voci dei giorni scorsi, sembravano confermati.

Niente fondi alle scuole paritarie
Saltano i fondi (200 milioni) previsti inizialmente per le scuole paritarie. Restano invece i 10 milioni previsti per le università non statali.

Novanta milioni in più per il diritto allo studio
 90 milioni in più per il diritto allo studio. In questo modo si riporta lo stanziamento al valore storico. Infine, si destinano 103 milioni per la gratuita dei libri di testo nella scuola secondaria di primo grado ( per le primarie i libri di testo sono assicurati gratuitamente dai Comuni). In questo caso lo stanziamento rimane invariato rispetto a quello degli scorsi anni. 

Tagli ai ministeri, soppressi Isvap-Covip
Per i Ministeri e gli enti sono stati eliminati eccessi di spesa per 1,5 miliardi nel 2012 e 3 miliardi a partire dal 2013. Tra gli interventi la soppressione dell'Isvap e della Covip. Saranno accorpate nell'Irvap.

Caleranno i militari
Il numero dei militari in servizio dovrà calare in misura non inferiore al 10% del totale degli organici delle forze armate. Ma anche gli alloggi della Difesa saranno ceduti con maggior facilità. Si taglia il fondo per le missioni di pace (-8,9 milioni), il Fondo per gli armamenti (100 milioni) e quello per le vittime dell'uranio impoverito (-10 milioni). E ne fa le spese anche il progetto della mini-naja voluto dal precedente governo (-5,6 milioni).

Tagli ai tribunali, arriva la superprefettura
Finora le ipotesi circolate sui tagli prevedono la chiusura di una trentina di tribunali, di 37 procure e di 220 sedi distaccate.  Arrivano  le superprefetture. Gli uffici territoriali dello Stato del Comune capoluogo di Regione assorbiranno le funzioni di tutte le amministrazioni periferiche che hanno sede nella stessa Regione.

"Colpiti" anche i sindacati
Saranno tagliati i permessi retribuiti per assentarsi dal lavoro per attività sindacali (taglio del 10%). E un taglio sempre del 10% ai trasferimenti dei Patronati. Infine i compensi ai Caf: scende da 14 a 13 euro per dichiarazione.
"Nuovo decreto nelle prossime settimane"
Nelle prossime settimane sara' emanato un ulteriore decreto sulla spending review che riguardera' ''le agevolazioni fiscali e la revisione strutturale della spesa e dei contributi pubblici, sulla base delle relazioni fatte da Amato e Giavazzi''. 

martedì 13 dicembre 2011

Manovra: maxi emendamamento in arrivo su pensioni, casa e Province

ROMA - Novità sulle pensioni e sulle tasse sulla casa, liberalizzazioni verso lo slittamento al 2013. Sono alcune delle novità previste tra gli emendamenti del relatore alla manovra. Questa mattina, arrivano alla Camera i nuovi emendamenti, che contengono le modifiche sulla perequazione delle pensioni, l'Imu "ammorbidita" in relazione a redditi e carichi familiari, le Province e i tagli ai parlamentari. Il presidente del Consiglio e ministro dell'Economia, Mario Monti, parteciperà questo pomeriggio alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sulla manovra. Lo ha riferito il presidente della commissione Finanze di Montecitorio, Gianfranco Conte, durante la seduta delle commissioni, ieri.

Saranno le Camere a provvedere al taglio delle indennità di deputati e senatori e non un decreto del governo come prevedeva la manovra. Lo stabilisce un emendamento del governo presentato alle commissioni Bilancio e Finanze, che "sana" così una norma che sarebbe stata illegittima. La manovra stabilisce che il governo interverrà con un decreto se la commissione guidata da Enrico Giovannini non concluderà entro il 31 dicembre il suo lavoro, che consiste nel parametrare gli stipendi dei parlamentari e dei dirigenti a quelli degli altri Paesi europei. "Il Parlamento e il governo - si legge nell'emendamento - ciascuno nell'ambito delle proprie attribuzioni, assumono immediate iniziative idonee a conseguire gli obiettivi di risparmio".

Il governo esclude i taxi dal pacchetto liberalizzazioni
. "Il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea viene escluso dall'ambito di applicazione dalle misure di liberalizzazione delle attività economiche previste dall'articolo 34 della manovra", si legge in un emendamento del governo presentato alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

Gli organi in carica delle province decadranno il 31 marzo 2013 e slitta dal 30 aprile al 31 dicembre 2012 il termine entro il quale le funzioni delle province dovranno essere trasferite ai Comuni o alle Regioni.
Lo prevede un altro emendamento del governo alla manovra che stabilisce una disciplina transitoria per gli enti in scadenza anticipata, facendo doverosa salvezza delle prerogative delle province autonome. La manovra rinviava a legge statale, senza riferimenti temporali, la determinazione del termine decorso il quale gli organi in carica delle Province decadono.

venerdì 2 dicembre 2011

Per Monti un week end senza respiro. E martedì serà andrà a "Porta a Porta" a spiegare la stangata agli italiani


ROMA - Girandola di incontri tra domani e domenica per il premier Mario Monti. I leader del Terzo Polo Pier Ferdinando Casini (Udc) e Francesco Rutelli (Api) ed il capogruppo dei deputati Fli Benedetto Della Vedova lo vedranno domani alle 10,30.

Poi alle 12 Monti incontra il Pdl, con Alfano, Gasparri e Cicchitto. Andrò con grande apertura di spirito - sottolinea Alfano - perché avendo votato la fiducia al governo poco tempo fa non possiamo porre in dubbio la manovra". Ma la manovra, prosegue, "non è però un provvedimento economico insapore e incolore come l'acqua. Quindi vogliamo sapere quale sarà il suo colore e il suo sapore". 
Infine il premier incontrerà il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, domani sera alle 21. 
Domenica Monti ascoltera' le parti sociali. Poi andranno a palazzo Chigi  i rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha convocato per lo stesso giorno, alle ore 9.30, una riunione straordinaria della Conferenza. All'incontro con il governo parteciperanno anche Comuni e Province. 



Mario Monti spieghera' la manovra che sarà varata lunedì 5 dicembre agli italiani direttamente dal "salotto" televisivo di Porta a Porta.
''Siamo lieti e onorati che il presidente del Consiglio accompagnato dagli autorevoli ministri Corrado Passera e Elsa Fornero abbia accettato l'invito di Porta a Porta di illustrare nella nostra trasmissione di martedi' i provvedimenti sulla crisi che saranno adottati lunedi' dal governo'', dichiara Bruno Vespa all'ANSA.
L'idea di andare nella trasmissione di Bruno Vespa, secondo quanto si apprende in ambienti di governo, sarebbe maturata ieri sera.


martedì 5 luglio 2011

Bocciata alla Camera la proposta di soppressione delle province

ROMA - L'Aula della Camera ha bocciato la proposta dell'Italia dei valori di abolire le Province. I voti contrari sono stati 225, quelli a favore 83. Gli astenuti sono stati 240. Contro la richiesta si è espressa la maggioranza. In favore, oltre all'Idv, si è schierato il Terzo polo. Il Pd si è astenuto.