Visualizzazione post con etichetta maggioranza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maggioranza. Mostra tutti i post

giovedì 14 maggio 2015

MAGGIORANZA, accordo raggiunto sulla prescrizione


ROMA, 14 maggio - Accordo raggiunto nella maggioranza sulla prescrizione. Le modifiche al ddl, attualmente in Senato, saranno decise in un tavolo tecnico che avrà il compito di armonizzare le norme con quelle del provvedimento anti-corruzione che oggi inizia il cammino finale alla Camera e attende il via libera la prossima settimana. E' il risultato di un nuovo vertice che si è tenuto stamattina al ministero della Giustizia, presenti il Guardasigilli Andrea Orlando, il viceministro Enrico Costa, il responsabile Giustizia del Pd David Ermini, il presidente dei senatori di Ap Renato Schifani e il capogruppo in commissione Senato Nico D'Aspola. Area popolare ha assicurato che i tempi di approvazione del ddl anti-corruzione saranno rispettati e le norme saranno legge entro la prossima settimana. "Non ci sono intoppi - ha assicurato Schifani al termine del vertice -. Si va verso l'approvazione del testo uscito dal Senato. In Aula illustreremo i nostri emendamenti sul falso in bilancio per aprire un dibattito. Siamo pronti al confronto ma non ci sono elementi di contrasto". Il vertice di oggi, ha assicurato ancora il presidente dei senatori di Ap, "porterà al giusto compromesso": c'è stato "un passo avanti per la rivisitazione delle anomalie presenti nel testo sulla prescrizione, che portavano a un'eccessiva dilatazione dei termini violando il principio della ragionevole durata dei processi". "Il tavolo tecnico - ha spiegato il responsabile giustizia del Pd David Ermini - inizierà a lavorare nelle prossime settimane, ma l'impianto delle norme rimane integro e il lavoro partirà dalla considerazione che i reati contro la pubblica amministrazione, ai fini del calcolo della prescrizione, non sono considerati come reati ordinari, abbiamo chiesto che siano inclusi tutti, anche l'induzione"

lunedì 26 gennaio 2015

GRECIA, trionfa Tsipras, ma sfiora maggioranza assoluta (-2 seggi)


ATENE, 26 gennaio - Quando mancano ormai poche schede per completare lo spoglio nelle elezioni politiche greche (19.466 sezioni scrutinate su 19.509) appare chiaro che il trionfatore Alexis Tsipras e il suo partito Syriza non hanno ottenuto la maggioranza assoluta. Secondo i dati diffusi dal Ministero degli Interni ellenico, Tsipras conquista finora il 36,34% e 149 seggi. Al secondo posto Nea Dimokratia del premier uscente Antonis Samaras col 27,81% e 76 seggi. Sette sono i partiti che entrano in Parlamento superando la soglia di sbarramento del 3%. Il partito filo-nazista Alba Dorata conquista il terzo posto nel paese con una percentuale del 6,28% e 17 seggi. Ottiene 17 seggi anche Potami (centro-sinistra), il partito accreditato come uno dei possibili alleati di Syriza per la formazione del nuovo Governo, con il 6,04% dei consensi. Segue il Partito comunista di Grecia col 5,47% e 15 seggi. Appaiati infine con 13 seggi i Greci Indipendenti (4,75%) e il Pasok (4,68%). Sono stati finora 6.324.963 i cittadini greci che hanno partecipato alla consultazione su 9.902.915 aventi diritto, facendo registrare un'astensione del 36,14%.

venerdì 21 febbraio 2014

Renzi con maggioranza in bilico al Senato?


ROMA - Il gruppo Popolari per l'Italia è convinto che al Senato Renzi non abbia la maggioranza, mentre il senatore Pd Corradino Mineo, alla domanda se sia vero che Civati non sarebbe per scontata la fiducia del suo gruppo a Renzi, replica: "Uscire dal Pd è solo un'ipotesi. Ma potrebbe esserci la possibilità a Palazzo Madama di creare il Nuovo centrosinistra con noi civatiani, Sel e alcuni M5s. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, ma l'ipotesi sarebbe una novità molto positiva perché rappresenterebbe un contraltare all'Ncd e al freno inserito".

Cuperlo: "Bene Padoan. Fiducia? Civati ci pensi" - "In un governo nato con queste caratteristiche il ministro dell'Economia è un ruolo fondamentale - dice Gianni Cuperlo -. Renzi ha parlato di discontinuità rispetto al passato. Bene. Certo, potrebbe servire un profilo più politico di quello che c'è stato finora. Ma è indubbio che quella di Pier Carlo Padoan è una figura di assoluta competenza". E sul dibattito sulla fiducia osserva: "Nessun problema sul voto di fiducia. Mi auguro che anche l'area di Civati rifletta sul fatto che non votare un governo guidato dal segretario Pd sarebbe una decisione molto gravosa".

Biancofiore: "Renzi apra a Forza Italia" - Micaela Biancofiore (Fi) commenta così la notizia che Renzi non avrebbe la maggioranza al Senato: "Il premier incaricato ha due possibilità: rovesciare il piatto e varare una Grosse Koalition alla tedesca tra Pd e Forza Italia oppure andare al voto".

mercoledì 5 febbraio 2014

La maggioranza chiede a Letta una verifica di governo

ROMA - La maggioranza chiede a Enrico Letta una verifica sulla tenuta del governo. E' quanto emerge al termine dell'incontro tra i capigruppo e il premier tenutosi a Palazzo Chigi. "Si è evocata, mi pare da parte di tutti, la necessità che rapidamente il presidente del Consiglio chiuda una verifica politica di governo", ha spiegato Lorenzo Dellai, capogruppo alla Camera dei Popolari per l'Italia.

martedì 26 novembre 2013

Forza Italia esce dalla maggioranza

ROMA -  "Non ci sono più le condizioni" perché Forza Italia "stia in maggioranza". Lo ha detto il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani, durante una conferenza stampa assieme al collega della Camera, Renato Brunetta. Della decisione sono stati messi al corrente sia Napolitano che Letta. "Oggi è finito il governo delle larghe intese, si chiude una fase e si apre un nuovo capitolo nella politica italiana", hanno detto. "Abbiamo deciso di uscire da questo governo, ma prima di annunciarlo in conferenza stampa abbiamo avvertito il presidente della Repubblica che ci ha concesso un'attenzione di cui lo ringraziamo e il premier Letta, che ci ha risposto invece dopo l'incontro con Putin", hanno spiegato i due capigruppo.
 Romani ha spiegato anche il motivo che ha portato FI a non sostenere più Letta: "Tutto nasce anche dal fatto che c'è stata questa determinazione nel far sì che il voto sulla decadenza di Berlusconi avvenisse il 27 novembre". 
 "Sulla legge elettorale noi attendiamo la pronuncia della Consulta il 3 dicembre. Ma se il premio verrà dichiarato incostituzionale - è l'allarme dei due parlamentari - 200 deputati rischiano di venire ridistribuiti tra i vari gruppi perché non c'è stata ancora la loro convalida". 
La pronuncia della Consulta potrebbe quindi avere effetti "devastanti" sui numeri e sul peso dei diversi partiti, con un indebolimento, in primis, del Pd. Si arriverebbe così a un diverso equilibrio all'interno della Camera. 
 L'uscita dalla maggioranza comporta anche lo stop alle riforme. "Visto che è finito il governo delle larghe intese con il passaggio di Forza Italia all'opposizione, anche il cammino delle riforme costituzionali può considerarsi interrotto".
"Avevamo detto e ripetiamo che è sbagliato sabotare il governo e portare il Paese al voto, per di più con questa legge elettorale, a seguito della decadenza di Berlusconi". Lo ha detto il leader del Nuovo Centrodestra, Angelino Alfano. "La legge di Stabilità è una scusa che non regge di fronte alle difficoltà del Paese", ha aggiunto. E sulla decisione di Fi di uscire dalla maggioranza commenta: "Avevamo visto giusto. Sapevamo che sarebbe finita così".

giovedì 4 luglio 2013

Vertice di maggioranza, Letta: tutto ok

ROMA - E' andata bene; il governo va avanti e ho ribadito l'impegno ad un maggior coinvolgimento dei partiti della maggioranza anche nell'approfondimento tecnico dei singoli dossier. E' il commento che il premier Enrico Letta, al termine del vertice di maggioranza, ha affidato ai suoi collaboratori.
Il Governo ha confermato l'intenzione di sciogliere entro ferragosto il nodo dell'Imu e della riforma complessiva e per questo ha deciso che la prossima riunione della cabina di regia Governo-maggioranza si svolgerà il 18 luglio. Il premier, anche alla luce del pronunciamento della Consulta, durante il vertice di maggioranza, ha confermato l'intenzione del governo di presentare un ddl costituzionale per l'abolizione delle Province, come annunciato in Parlamento. E' quanto riferiscono fonti di governo.

Durante il vertice di maggioranza a palazzo Chigi il premier ha preso l'impegno ad accelerare in autunno il pagamento dei crediti che le imprese vantano nei confronti della Pubblica Amministrazione. Sono sette i provvedimenti che arriveranno a luglio alle Camere e per una approvazione rapida. Il Governo ha chiesto ai partiti di maggioranza di "farsi carico dei provvedimenti e di costruire un percorso per l'approvazione". 
Letta poi è andato in Vaticano per la visita privata con il Papa.

giovedì 6 giugno 2013

Accordo di maggioranza: vigilanza Rai al M5S, Copasir alla Lega, giunta Senato a Se

ROMA - La maggioranza ha raggiunto in un incontro tra i capigruppo Pd-Pdl, l'intesa sulle presidenze delle bicamerali e della giunta per le elezioni e autorizzazioni del Senato: il leghista Giacomo Stucchi al Copasir, Roberto Fico alla Vigilanza Rai e Dario Stefano (Sel) alla giunta di Palazzo Madama.

Delle presidenze di Copasir, Vigilanza Rai e giunta per le Elezioni e autorizzazioni del Senato si è parlato nel corso di una riunione tra i capigruppo di Pd e Pdl che si è svolta ieri pomeriggio alla Camera. Luigi Zanda e Roberto Speranza per il Pd, Renato Schifani e Renato Brunetta, accompagnati da Maria Stella Gelmini, per il Pdl, si sono incontrati per circa un'ora in un ufficio nella galleria dei presidenti a Montecitorio. "Rispetteremo quanto prevede la legge per il Copasir e la prassi per Vigilanza e giunta, votando alla presidenza di questi organi esponenti dell'opposizione", si è limitato a dire Schifani a chi lo ha interpellato al termine della riunione. Voto oggi pomeriggio, alle 13.30 è convocato il Copasir, alle 14 la Vigilanza Rai, alle 15.30 la giunta del Senato: elezione di un parlamentare della Lega, Giacomo Stucchi, per il Copasir, di un deputato del Movimento 5 Stelle, Roberto Fico, per la commissione di vigilanza sulla Rai e di un senatore di Sel, Dario Stefano, alla guida della giunta che a Palazzo Madama si troverà ad affrontare il tema delicato dell'ineleggibilità di Silvio Berlusconi.

mercoledì 22 maggio 2013

Vertice governo-maggioranza: modifiche al “Porcellum” entro l’estate


ROMA - Via libera dal vertice tra governo e maggioranza ad una 'correzione' del “porcellum” entro l'estate in parallelo all'avvio del percorso costituzionale per le riforme. Lo riferisce il capogruppo Cd Pino Pisicchio al termine della riunione.

Sul successo delle riforme costituzionali si gioca la vita del governo e della legislatura. E' quanto ha detto Enrico Letta, secondo quanto riferiscono fonti di P.Chigi, al vertice dei capigruppo di maggioranza con il governo. Era la seconda riunione dalla nascita del governo e la volta precedente si erano prefissi di vedersi una volta a settimana, se possibile. Il tutto con una parola d'ordine: "sminare per impostare". Stamattina ci si è concentrati, riferiscono le fonti governative, sul tema delle riforme. Erano presenti, per il governo, oltre a Letta e Alfano, il sottosegretario Patroni Griffi e i ministri Franceschini e Quagliariello. Letta, aprendo la riunione si è concentrato su alcuni punti. Il primo, metodologico, di prospettiva: dal successo delle riforme, ha detto, dipende la vita, la sopravvivenza del governo. E quindi della stessa legislatura. Il secondo, la legge elettorale: va subito messa in sicurezza la legge elettorale, entro l'estate, per evitare che si possa andare a votare con il l'attuale porcellum. Letta non è entrato nel merito di come debba essere riformato, né sullo strumento legislativo da utilizzare, anche se probabilmente sarà un disegno di legge governativo. La riunione è servita per mettere a punto una road map delle riforme: si parte il 29 maggio, quando in Parlamento si discuteranno le mozioni; il giorno dopo il governo nominerà il comitato di esperti e lo stesso giorno partirà l'iter del progetto di legge costituzionale che farà nascere l'organismo che si occuperà delle riforme. Un organismo tutto interno al Parlamento, una sorta di 'commissione costituente' formata da senatori e deputati. Sull'iter c'é, riferiscono le fonti, l'impegno ad approvare la legge al più presto, anche entro l'anno. Letta, in apertura ha ringraziato Renato Schifani per aver chiesto il ritiro del ddl Compagna sul dimezzamento della pena per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ribadendo che questo è l'atteggiamento giusto, perché va nella direzione dello sminamento del lavoro del governo.

lunedì 7 novembre 2011

Maroni: la maggioranza non c'è più

Roberto Maroni
ROMA - Quanto dura il governo? "Questa è una domanda seria a cui non ho risposta, può durare una settimana o di più. Con quello che si legge in questi giorni non credo possa durare a lungo in questa situazione". 
Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervistato a 'Che tempo che fa'. Però eventualmente l'unica soluzione democratica è tornare alle urne. Così in occasione del voto di fiducia "se ci sarà maggioranza bene, altrimenti ne prendiamo atto e a quel punto è meglio andare a elezioni" ha detto il dirigente leghista.

"Ho sentito Berlusconi e non mi pare abbia nessuna intenzione di dimettersi, ma questa è una sua scelta. Noi siamo preoccupati che la maggioranza ci sia. Le notizie mi fanno pensare che la maggioranza non c'è più, e in questo caso è inutile accanirsi" ha aggiunto poi Maroni.

Quanto alla frase del presidente del Consiglio sull'Italia che non dà la sensazione di essere in crisi perché i ristoranti sono pieni, Maroni ha detto "ho pensato... Che poteva anche risparmiarsela. Perché la crisi - ha aggiunto - c'è e c'è grande sofferenza. Io giro continuamente, incontro imprenditori che sono in difficoltà. E' il sistema che è in crisi, non solo in Italia. E' giusto non autoflagellarsi, e in questo Berlsuconi è stato bravissimo, ma non si può nascondere la verità".

mercoledì 12 ottobre 2011

Nota di Napolitano: ma questa maggioranza è in grado di andare avanti? Venerdì il voto di fiducia

ROMA - "La questione che si pone è se la maggioranza di governo ricompostasi nel giugno scorso con l'apporto di un nuovo gruppo sia in grado di operare con la costante coesione necessaria per garantire adempimenti imprescindibili come l'insieme delle decisioni di bilancio e soluzioni adeguate per i problemi piu' urgenti del paese, anche in rapporto agli impegni e obblighi europei". E' quanto afferma Giorgio Napolitano in una nota diffusa dal Quirinale. "E' ai soggetti che ne sono costituzionalmente responsabili, Presidente del Consiglio e Parlamento - sottolinea il Presidente della Repubblica - che spetta una risposta credibile" 
E Silvio Berlusconi chiederà la fiducia alla Camera giovedì alle 11, subito dopo aver concluso un consiglio dei ministri. La verifica verrà votata venerdì. La Giunta per il regolamento della Camera si è già espressa per quel che riguarda il provvedimento presentato martedì. «L'iter è concluso». 
La palla è passata ai capogruppo che, dopo una riunione con il presidente della Camera Gianfranco Fini, hanno deciso di far parlare Berlusconi giovedì e non oggi. Anc he se la maggioranz aavrebbe preferito il contrario.