Visualizzazione post con etichetta abolizione province. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta abolizione province. Mostra tutti i post

mercoledì 20 marzo 2013

La Sicilia ha abolito le province


PALERMO - Regge all'Assemblea regionale siciliana la maggioranza Crocetta e tiene l'asse tra il presidente della Regione e il Movimento cinque stelle: in questo modo il ddl governativo sull'abolizione delle province vola verso l'approvazione finale attesa per oggi. La svolta con il via libera al maxiemendamento concordato lunedi' dalla coalizione, che prevede che entro il prossimo 31 dicembre sia approvata una legge che definisca il modello di Consorzi di comuni in sostituzione delle Province, con elezioni di secondo livello. "Questo passaggio storico e' il frutto del lavoro del Movimento cinque stelle", rivendica il capogruppo grillino Giancarlo Cancelleri. Per il governatore Rosario Crocetta, "la prima tappa di una rivoluzione importante e sulla quale la maggioranza si e' ritrovata compatta più che mai con un sostegno concreto sulle riforme". "Una svolta per la Sicilia e per il Paese", insiste il segretario del Pd Giuseppe Lupo.

mercoledì 6 marzo 2013

La Sicilia ha abolito le Province


PALERMO - La Sicilia dice addio alle Province. Questi enti non saranno rinnovati alla naturale scadenza e a maggio, quando si sarebbero dovute tenere le elezioni, saranno commissariati. Entro sei mesi saranno aboliti e sostituiti con i liberi consorzi tra comuni. Lo stabilisce un ddl del governo Crocetta, cui ha aderito la conferenza dei capigruppo all'Ars, con il sostegno anche del Movimento 5 Stelle. Il voto definitivo in aula è atteso martedì.
Apertamente soddisfatto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta: "Siamo in primi in Italia ad abolire le Province. E' un risultato storico, la maggioranza è unita e spero che anche il Pdl e il centrodestra votino la norma", afferma Crocetta. 

giovedì 8 settembre 2011

Consiglio dei ministri: primo via libera all'abolizione delle province. Polemiche sulla sfobiciata ai tagli delle indennità dei parlamentari con doppio reddito

ROMA - Primo via libera all'abolizione delle province ed all'obbligo costituzionale di rispettare il vincolo di bilancio a partire dal 2014. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge costituzionale per abrogare tutte le province, obiettivo per il quale però servirà un lungo iter parlamentare. Nel Cdm di questa mattina è stato varato anche il progetto di inserimento del vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione."Non sarà solo un criterio contabile ma un principio ad altissima intensità politica e civile", ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. "Il principio del pareggio di bilancio - ha aggiunto - sarà introdotto nella Costituzione della Repubblica italiana. In particolare, sarà introdotto nella Parte Prima della Costituzione su Diritti e Doveri dei cittadini".
Passa ora alla Camera la manovra da 54,2 miliardi di euro entro il 2013. Dopo il voto di ieri al Senato, su cui il governo ha posto la 49sima fiducia della legislatura. E' polemica intanto sulla sforbiciata data nelle ore prima del via libera al maxiemendamento sui tagli alle indennità dei parlamentari, ridotti corposamente nell'ultima versione della manovra e che resteranno in vigore solo per due anni.
Deputati e senatori che hanno un secondo reddito vedranno ridotto lo stipendio da parlamentari del 10% (se l'indennità supera i 90mila euro) e non più del 50%. Il taglio sale al 40% per le indennità che superano i 150mila euro.

lunedì 29 agosto 2011

Accordo nella maggioranza: via le province, niente contributo di solidarietà, calcolo delle pensioni sugli effettivi anni di lavoro, dimezzamento dei parlamentari


Villa San Martino ad Arcore
MILANO - La riunione fiume Pdl-Lega ad Arcore si è conclusa nel tardo pomeriggio:uscendo i vari partecipanti non hanno rilasciato dichiarazioni. Ma le notizie sulle decisioni sono immediatamente filtrate. E’ stato raggiunto un accordo per la soppressione di tutte le province per via costituzionale, così come, sempre per via costituzionae il dimezzamento del numero dei parlamentari. Due miliardi di euro in meno sono stati decisi per i tagli agli enti locali. Le risorse sono state  recuperate per "diminuire le sofferenze per gli enti locali" e sarebbero reperite da una rimodulazione dei vantaggi fiscali e da un intervento sulle pensioni. Sempre attraverso un intervento sulle pensioni è stato  possibile abolire il contributo di solidarietà che tante perplessità aveva suscitato. Capitolo pensioni: il calcolo delle pensioni sarà effettuato in base agli "effettivi anni di lavoro" e non dovrebbe più tener conto degli anni di servizi militare prestato e degli anni universitari. "Verranno scorporati", mantenendo immutato l'attuale regime previdenziale. Gli anni in questione, però, verranno computati per il calcolo della pensione. Nessuna modifica, invece,  all'Iva. "Al momento non è previsto un intervento in tal senso", spiega una fonte di maggioranza.


Ad ulteriori chiarimenti è poi arrivata una nota uffiviale del governo che elenca le decisioni prese alle quali si è giunto con le seguenti "unanimi determinazioni":

1)Interventi di natura costituzionale:
- dimezzamento del numero dei parlamentari;
- soppressione delle province quali enti statali e conferimento
alle regioni delle relative competenze ordinamentali.
 
2) Il decreto dovra' essere approvato nei tempi previsti e a
saldi invariati con le seguenti principali modifiche:
- sostituzione dell'articolo della manovra relativo ai piccoli
comuni
con un nuovo testo che preveda l'obbligo dello
svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni
fondamentali
a partire dall'anno 2013 nonche' il mantenimento
dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza
indennita' o gettone alcuno per i loro membri;
- riduzione dell'impatto della manovra per comuni, province,
regioni e regioni a statuto speciale.
Attribuzione agli enti territoriali di maggiori poteri e responsabilita' nel contrasto
all'evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi
del ricavato delle conseguenti maggiori entrate;
- sostituzione del contributo di solidarieta' con nuove misure
fiscali finalizzate a eliminare l'abuso di intestazioni e
interposizioni patrimoniali elusive
nonche' riduzione delle
misure di vantaggio fiscale alle societa' cooperative
;
- contributo di solidarieta' a carico dei membri del parlamento;
- mantenimento dell'attuale regime previdenziale gia' previsto
per coloro che abbiano maturato quarant'anni di contributi con
esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al
servizio militare
che rimangono comunque utili ai fini del
calcolo della pensione;
Il governo e il relatore, conclude la nota, presenteranno le relative proposte emendative, aperti al confronto con l'opposizione nelle sedi parlamentari.