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domenica 17 maggio 2015

RENZI, ai pensionati fino a 3000 euro, una tantum di 500 euro il 1° agosto

ROMA, 17 maggio - "Nessun pensionato perderà un centesimo". La promessa arriva da Matteo Renzi che anticipa così la decisione del governo dopo la sentenza della Consulta. "Noi - spiega il premier - scriveremo una nuova norma rispetto al blocco dell'indicizzazione che il primo agosto rimetterà in tasca a quattro milioni di italiani 500 euro a testa". Nessun rimborso totale, aggiunge, "ma ci sono 2 miliardi che mi ero tenuto per le misure contro la povertà"Renzi ha spiegato che avrebbe preferito usare i 2 miliardi per chi ha la pensione minima, ma il governo ha deciso di intervenire così. L'1 agosto 4 milioni di pensionati si troveranno in tasca 500 euro che sono un'una tantum, una misura dalla quale "saranno tagliate fuori le pensioni oltre 3mila euro".
Il premier ha quindi parlato di argomenti a 360 gradi, dalla lotta alla mafia alla scuola, dalla crisi ai lavori pubblici. Sulla criminalità organizzata, tornando sulla questione delle liste di impresentabili, ha spiegato che "io non mi preoccupo di Matteo Salvini, mi preoccupo di Matteo Messina Denaro. Saviano mi ha colpito, ha fatto polemica su alcune liste collegate in Campania e Puglia. Rispondo che molte delle cose che aveva detto su autoriciclaggio, falso in bilancio, corruzione le abbiamo fatte. Poi ha ragione sul fatto che non si parli abbastanza di criminalità, ma per sconfiggerla bisogna anche creare occasioni di benessere e sviluppo".
Sull'immigrazione, invece, ha sottolineato come in passato si sia pensato "che potevamo fare da soli. Anche Mare Nostrum è una bella iniziativa ma ha un punto di debolezza: pensare che l'Italia poteva fare tutto da sola. E invece finalmente la questione immigrazione riguarda tutta l'Europa e grazie a lavoro della Mogherini ogni paese avrà la sua parte di migranti".
Sulla crisi, poi, Renzi spiega di vedere finalmente la luce in fondo al tunnel: "Se pensiamo a come eravamo messi un anno fa vedo qualche segnale positivo. Certo, bisogna continuare a lavorare, ma una parte dei lavoratori che erano precari ora sono stabili, tornano gli investitori stranieri e il Pil ha svoltato, cambiato direzione. Io posso anche non stare simpatico ma diamoci una mano a rimettere in moto l'Italia".

In merito alla scuola, poi, sottolinea come "anche che in qualche professore ci sia ancora l'idea di mantenere la filosofia del 6 politico. Ma è finta la stagione del 6 politico. Dalle lettere che mi sono arrivate credo che la maggior parte dei professori sia pronta ad un sistema di valutazione". E assicura che "non si gioca sulla pelle dei ragazzi. Noi siamo disponibili al confronto, deciderà il Parlamento, ma chi boicotta i test Invalsi o chi blocca gli scrutini non fa un bell'esempio di educazione civica".

Infine, per quanto riguarda i lavori pubblici, il premier assicura che "la Salerno-Reggio Calabria la finiamo. Da domani ci sarà un nuovo Cda all'Anas, entro il 2015 tutti i cantieri avranno un'accelerazione definitiva e al massimo il prossimo anno concludiamo i lavori".

mercoledì 3 dicembre 2014

RENZI, “strumenti non convenzionali” per battere la disoccupazione

ROMA - Per battere la disoccupazione, soprattutto al sud, Matteo Renzi annuncia "strumenti non convenzionali". "Siamo pronti a qualsiasi cosa - promette -, a partire dall'utilizzo migliore dei denari europei che per anni si sono dispersi in mille rivoli". Il premier annuncia poi che "nel 2015 affonteremo le liberalizzazioni" intervenendo in primo luogo "sull'incredibile nugolo di municipalizzate che sono una vergogna inaccettabile".

Pensioni, "fu un errore abolire lo scalone di Maroni" - "Nella mia onestà intellettuale ho ritenuto un errore del mio partito abolire lo 'scalone' Maroni" per le pensioni. Così il premier Matteo Renzi rispondendo a una interrogazione della Lega. Il governo, ricorda, ha fatto approvare due emendamenti alla legge di Stabilità che eliminano le penalizzazioni per la pensione anticipata per chi matura i requisiti entro il 2017 e che fissano il tetto per le pensioni che "superi il limite del vecchio sistema, e questo vi penalizza perché anche su questo si è basata la vostra polemica".

"Questa è la grande legislatura delle riforme" - "Questa legislatura è la grande legislatura delle riforme", afferma il premier nel corso del question time alla Camera, sottolineando come dal Jobs Act al ddl riforme costituzionali fino alla legge elettorale "questo Parlamento stia affrontando riforme straordinarie".

"Dalla Lega terrorismo mediatico e demagogia" - Per parlare coi cittadini "c'è una parte che alimenta la rabbia e la preoccupazione dei cittadini" facendo "terrorismo mediatico e demagogia pura che alla fine si ritorce contro chi la fa" e chi "consapevole dei problemi dice la verità ai cittadini, e cioé che se ci diamo da fare ce la possiamo fare", ha ribadito Renzi.

"Vergogna il nugolo di municipalizzate, taglio delle priorità" - "Nel 2015 affronteremo anche il tema delle liberalizzazioni" a partire dalle "priorità immediate sulle quali già siamo partiti, innanzitutto i servizi pubblici locali", con l'intervento "sull'incredibile nugolo di municipalizzate 

mercoledì 22 ottobre 2014

POLETTI: pensioni pagate il 10 del mese solo a chi ne ha più di una


ROMA - L'ipotesi di pagare tutte le pensioni il giorno 10 del mese è "definitivamente rientrata". Lo assicura il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, spiegando: "Attualmente si sta valutando l'eventualità di ritardare il versamento solo alle persone che percepiscono più pensioni. La logica riguarda un tema di funzionamento e di efficienza". L'accredito cambierà dunque solo per quegli 800mila pensionati che hanno un doppio assegno Inps-Inpdap (e hanno lavorato quindi sia nel pubblico che nel privato) che riceveranno la pensione in un'unica soluzione il 10 del mese.
Le rassicurazioni del ministro Poletti - La precisazione è arrivata prima dall'Inps dopo le proteste dei sindacati e delle associazioni dei consumatori preoccupati che lo slittamento causasse problemi di liquidità ai pensionati alle prese con le scadenze di inizio mese, a partire dagli affitti. Successivamente anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha rassicurato i pensionati.  I sindacati hanno apprezzato la precisazione ma hanno chiesto che sia rivisto anche lo slittamento per gli 800mila pensionati che hanno il doppio assegno Inps-Inpdap.  "Giudicano positivamente - affermano i leader dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e UIl, Carla Cantone, Gigi Bonfanti e Romano Belllissima - la modifica apportata dal governo sull'assurda norma della legge di Stabilità riguardante lo slittamento del pagamento della pensione al 10 del mese. E' evidentemente - il frutto della nostra protesta di fronte all'ennesima ingiustizia perpetrata ai danni dei pensionati italiani. Questo però non ci basta e ci batteremo affinché la norma sia ritirata per tutti, anche per quegli 800mila che hanno la doppia pensione Inps-Inpdap. I pensionati hanno sopportato davvero troppo in questi anni. E' ora di lasciarli in pace".

venerdì 22 agosto 2014

RENZI: nessun intervento sulle pensioni

ROMA - Di ritorno dal viaggio-lampo in Iraq per dimostrare che "per la prima volta l'Europa è in prima linea", Matteo Renzi torna a tuffarsi sulle riforme del governo che avrà il suo primo big bang nel consiglio dei ministri del 29 agosto. E mette uno stop al rincorrersi di ipotesi e progetti per trovare le risorse per la legge di stabilità. "Non ci saranno nuove tasse, da aspiranti politici e dai giornali si sono fatte solo chiacchiere agostane", taglia corto il premier, smentendo interventi sulle pensioni e rassicurando i sindacati già sulle barricate e pronti a minacciare l'autunno caldo.

Renzi sa che la coperta è corta e la crescita stenta ma il suo obiettivo resta lo stesso: rispettare il tetto del 3 per cento e far quadrare i conti senza nuove tasse ma aggredendo la spesa pubblica. "Come abbiamo fatto con gli 80 euro, con i quali abbiamo ridotto le tasse ad 11 milioni di italiani, cercheremo di farlo per altre fasce. Ma va ridotta ulteriormente la spesa pubblica visto che si spendono 800 miliardi e sono troppi". La spending review, con i 16 miliardi di tagli pianificati per il 2015, resta per il premier la chiave di volta per trovare le risorse, riconfermare gli 80 euro e magari, anche se lui stesso per primo è scettico, provare ad estendere la platea dei beneficiari. "Se i sindacati vogliono un autunno caldo facciano loro...già l'estate non è stata granchè", è la battuta con cui il capo del governo liquida le preoccupazioni delle parti sociali, con le quali il dialogo non è mai decollato.

martedì 4 febbraio 2014

Effetto Fornero: pensioni in calo del 43% nel 2013

ROMA - Nel 2013 sono state liquidate 649.621 nuove pensioni con un calo del 43% rispetto ai 1.146.340 nuovi assegni liquidati nel 2012. E' quanto emerge dal confronto tra il bilancio preventivo Inps per il 2014 e il bilancio sociale dell'Istituto per il 2012. La differenza del numero di nuovi pensionati dipende in massima parte dall'entrata in vigore nel 2013 della riforma Fornero che ha alzato l'età pensionabile.

martedì 26 novembre 2013

Ocse: in Italia precari oggi, poveri da anziani

PARIGI  - In Italia, "l'adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema" per le generazioni future, e "i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà'' durante la vecchiaia". Lo scrive l'Ocse accusando il ''metodo contributivo" e l'assenza di pensioni sociali. L'Ocse rileva come il metodo di calcolo del sistema contributivo sia "legato strettamente" all'ammontare dei contributi, e lamenta il fatto che "l'Italia non preveda alcuna pensione sociale per attenuare il rischio di povertà degli anziani". ''Con la riforma globale del sistema pensionistico adottata nel dicembre 2011" dall'allora ministro del Lavoro, Elsa Fornero, l'Italia ha fatto un passo importante per garantirne la sostenibilità finanziaria'', e in particolare ha ''stabilizzato la spesa sul medio periodo'' (2010-2050). Secondo i calcoli dell'organizzazione, la spesa pensionistica in Italia era al 15,3% del Pil nel 2010, la più onerosa fra tutti i Paesi membri, principalmente per effetto di ''un'eredità del passato''. Ma grazie alle modifiche apportate dal 2008 in avanti, e in particolare alla riforma del 2011 che ha aumentato l'età pensionabile, scenderà al 14,5% nel 2015 e al 14,4% nel 2020. Nei decenni successivi tornerà a salire, ma sempre restando compresa tra il 15% e il 15,9%. Nonostante l'aumento dell'età pensionabile sancito dalla riforma di fine 2011, ''l'età effettiva alla quale uomini e donne lasciano il lavoro è ancora relativamente bassa in Italia: 61,1 anni per gli uomini e 60,5 per le donne''. E "le politiche per promuovere l'occupazione e l'occupabilità e per migliorare la capacità degli individui ad avere carriere più lunghe sono essenziali'', sottolinea l'organizzazione, ricordando che ''l'aumento dell'età pensionabile non è sufficiente per garantire che le persone rimangano sul mercato del lavoro, soprattutto se esistono meccanismi che consentono ai lavoratori di lasciare il mercato del lavoro in anticipo''. In Italia, la partecipazione al mondo del lavoro degli over 55 resta ''relativamente bassa'', al 40,5%, anche se dal 2000 è aumentata di quasi 13 punti percentuali.

lunedì 22 aprile 2013

Equitalia: stop ai pignoramenti sui conti correnti di stipendi e pensioni


ROMA - Stop ai pignoramenti sui conti correnti in banca o alle poste dove vengono versati i soldi di stipendi e pensioni. Lo ha deciso Equitalia con decorrenza immediata stabilendo che la procedura va attivata su datori di lavoro ed enti pensionistici e solo se il reddito supera i 5 mila euro. Informati della decisione tutti gli amministratori delegati e i direttori generali di tutte le società di riscossione partecipate.
Il nuovo corso della società è stabilito da una circolare che il responsabile della divisione riscossione di Equitalia, Giancarlo Rossi, ha inviato agli amministratori delegati e ai direttori generali di tutte le società di riscossione partecipate. 
Lo stop riguarda solo il prelievo sui conti correnti (e solo sotto il limite dei 5.000 euro di reddito da lavoro-pensione al mese) mentre per le procedure di pignoramento presso il datore di lavoro o l'ente pensionistico si procederà secondo le tradizionali regole: potra' essere pignorato 1/10 dello stipendio sotto i 2.500 euro mensili di reddito, 1/7 tra 2.500 e 5.000 euro 1/5 sopra questa soglia
 La circolare, che ha per oggetto "pignoramenti a carico di lavoratori dipendenti e pensionati", prevede che "nelle more degli approfondimenti che si rendono necessari all'esito delle problematiche emerse in merito ai pignoramenti di conti correnti sui quali affluiscono stipendi/pensioni, si dispone, con decorrenza immediata, che per i contribuenti lavoratori dipendenti e/o pensionati non si proceda, in prima battuta, a pignoramenti presso istituti di credito/poste". 
"Tali azioni - prosegue la circolare - saranno attivabili solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e/o ente pensionistico e che, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio/pensione risulti pari o superiore a 5mila euro mensili".

sabato 16 febbraio 2013

Potere d’acquisto delle pensioni in caduta libera: -33% in 15 anni


ROMA - Potere d'acquisto delle pensioni in caduta libera: in 15 anni è diminuito del 33%. Nello stesso arco temporale il valore di una pensione media è sceso del 5,1%. A rilevarlo è lo Spi-Cgil, che parla di un "crollo vertiginoso" del reddito da pensione rispetto all'andamento dell'economia reale. Mentre tasse e tariffe aumentano sempre più: nel 2013 saranno "alle stelle" e incideranno sui pensionati per 2.064 euro a testa, il 20% in più sul 2012.

martedì 1 gennaio 2013

Da oggi in vigore la riforma delle pensioni: 66 anni e 3 mesi per gli uomini, 62 e 3 mesi per le donne


ROMA - La riforma è entrata in vigore, da oggi si va in pensione con un'età maggiore: gli uomini a 66 anni e 3 mesi, le donne a 62 anni e 3 mesi. Si è passati al sistema contributivo 'puro', spariscono le pensioni di anzianità e le 'finestre'. Insomma: parte la nuova previdenza.
 Lo ha ricordato il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, ai microfoni di 'Start' su RadioRai1. "L'età pensionabile è agganciata all'aspettativa di vita - ha detto - perché per fortuna si vive di più, quindi si lavorerà di più e si percepirà una pensione per più tempo".
"La riforma è cominciata vent'anni fa con Amato, poi con Dini e tutti i governi che si sono susseguiti. Di fatto la riforma Monti-Fornero, chiude un ciclo di transizione molto lungo", ha aggiunto Mastrapasqua. A chi gli chiedeva se il sistema sarà sostenibile dalle singole persone ha poi risposto: "Serve la 'seconda gamba' della pensione complementare, che in Europa è molto diffusa ma che in Italia stenta ancora a decollare. Su questo tutti (Inps, assicurazioni e banche) devono lavorare". 
 Mastrapasqua ha anche ricordato un dato "allarmante": nel Vecchio Continente, ha sottolineato, "la media di coloro che hanno la pensione complementare è di circa il 91%, in Italia è il 23%. Un delta troppo ampio sul quale bisogna riflettere per capire quali sono gli errori che sono stati fatti".

giovedì 26 aprile 2012

La metà dei pensionati riceve pensioni sotto i 1000 euro


ROMA - Nel 2010 quasi la metà dei pensionati, 7,6 milioni, il 45,4% del totale, ha ricevuto pensioni (una o più prestazioni) per un importo medio totale mensile inferiore a 1.000 euro. E' quanto emerge dalla rilevazione condotta dall'Istat insieme all'Inps. Per 2,4 milioni (14,4%) le prestazioni non superano i 500 euro.

Nel 2010 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, pari a 258,5 miliardi di euro, è aumentata dell'1,9% rispetto all'anno precedente; in diminuzione, invece, risulta la sua incidenza sul Pil (16,64% a fronte di un valore di 16,69% registrato nel 2009).

lunedì 2 gennaio 2012

Pensioni sopra i mille euro: per incassarle dal 6 marzo ci vogliono conto corrente, libretto postale o carta ricaricabile

ROMA  - L'Inps informa che sono state inviate circa 450 mila comunicazioni ai pensionati che percepiscono pensioni mensili di importo complessivamente superiore a mille euro, pagate in contanti, per invitarli a comunicare all'Istituto entro il mese di febbraio 2012 modalità alternative di riscossione. Come è noto, la legge n. 214 del 22 dicembre 2011, ha stabilito che le Pubbliche Amministrazioni devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille euro (limite che potrà essere modificato in futuro con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze). 

L'adeguamento alle nuove modalità di pagamento dovrà avvenire entro il 6 marzo 2012. L'Istituto quindi non potrà effettuare pagamenti in contanti di importo superiore a mille euro a partire dal 7 marzo 2012. I pensionati che stanno ricevendo la lettera dell'Istituto potranno comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalità di riscossione, scegliendo tra l'accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile. La richiesta di variazione della modalità di pagamento potrà essere inoltrata attraverso il sito istituzionale da parte dei soggetti in possesso di Pin, oppure direttamente ad una Struttura Territoriale dell'Istituto. In alternativa, la richiesta potrà essere fatta presso gli uffici bancari o postali, secondo le consuete modalità.

lunedì 26 dicembre 2011

Crollo delle pensioni liquidate nel 2011: oltre 94mila in meno rispetto al 2010


Festeggia che è riuscito ad andare in pensione nel 2011...
ROMA - Crollo delle nuove pensioni liquidate nel 2011: nei primi 11 mesi dell'anno - secondo gli ultimi dati dell'Inps che l'ANSA ha anticipato - le pensioni di vecchiaia e anzianita' liquidate sono state 224.856, oltre 94.000 in meno rispetto allo stesso periodo 2010. Il dato e' stato possibile soprattutto grazie all'effetto finestre.
Il calo piu' consistente si e' registrato per le nuove pensioni di vecchiaia (eta' anagrafica di 65 anni per gli uomini e di 60 le donne secondo le regole vigenti fino al 2011, anni pero' che sono diventati 66 e 61 con l'introduzione della finestra mobile). Nei primi 11 mesi del 2011 sono state liquidate appena 94.216 nuove pensioni di vecchiaia, con un calo del 39,4%. Per le anzianita' si e' registrato invece un calo del 20,1%, con gli assegni liquidati nei primi 11 mesi passati dai 163.507 del 2010 ai 130.640 del 2011. Sulla diminuzione hanno inciso soprattutto le nuove regole scattate nel 2011 sulla finestra mobile (12 mesi di attesa una volta raggiunti i requisiti per la pensione, 18 mesi per gli autonomi) e sull'inasprimento dei requisiti per l'accesso alla pensione di anzianita' (almeno 60 anni di eta' con quota 96 tra eta' e contributi, a fronte dei 59 e quota 95 del 2010, mentre sono rimasti stabili i 40 anni di contributi a qualsiasi eta').
Nel 2011 quindi sono riusciti a uscire solo coloro che avevano gia' raggiunto i requisiti nel 2010, perche' per chi li ha raggiunti quest'anno e' scattata la finestra mobile che ha rinviato tutti al 2012. 

martedì 13 dicembre 2011

Manovra: maxi emendamamento in arrivo su pensioni, casa e Province

ROMA - Novità sulle pensioni e sulle tasse sulla casa, liberalizzazioni verso lo slittamento al 2013. Sono alcune delle novità previste tra gli emendamenti del relatore alla manovra. Questa mattina, arrivano alla Camera i nuovi emendamenti, che contengono le modifiche sulla perequazione delle pensioni, l'Imu "ammorbidita" in relazione a redditi e carichi familiari, le Province e i tagli ai parlamentari. Il presidente del Consiglio e ministro dell'Economia, Mario Monti, parteciperà questo pomeriggio alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sulla manovra. Lo ha riferito il presidente della commissione Finanze di Montecitorio, Gianfranco Conte, durante la seduta delle commissioni, ieri.

Saranno le Camere a provvedere al taglio delle indennità di deputati e senatori e non un decreto del governo come prevedeva la manovra. Lo stabilisce un emendamento del governo presentato alle commissioni Bilancio e Finanze, che "sana" così una norma che sarebbe stata illegittima. La manovra stabilisce che il governo interverrà con un decreto se la commissione guidata da Enrico Giovannini non concluderà entro il 31 dicembre il suo lavoro, che consiste nel parametrare gli stipendi dei parlamentari e dei dirigenti a quelli degli altri Paesi europei. "Il Parlamento e il governo - si legge nell'emendamento - ciascuno nell'ambito delle proprie attribuzioni, assumono immediate iniziative idonee a conseguire gli obiettivi di risparmio".

Il governo esclude i taxi dal pacchetto liberalizzazioni
. "Il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea viene escluso dall'ambito di applicazione dalle misure di liberalizzazione delle attività economiche previste dall'articolo 34 della manovra", si legge in un emendamento del governo presentato alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

Gli organi in carica delle province decadranno il 31 marzo 2013 e slitta dal 30 aprile al 31 dicembre 2012 il termine entro il quale le funzioni delle province dovranno essere trasferite ai Comuni o alle Regioni.
Lo prevede un altro emendamento del governo alla manovra che stabilisce una disciplina transitoria per gli enti in scadenza anticipata, facendo doverosa salvezza delle prerogative delle province autonome. La manovra rinviava a legge statale, senza riferimenti temporali, la determinazione del termine decorso il quale gli organi in carica delle Province decadono.

domenica 11 dicembre 2011

Pagamento in contanti a 980 euro: respirano i pensionati

ROMA - Il governo è pronto a dare parere positivo agli emendamenti alla manovra presentati nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera che puntano a innalzare il tetto dei pagamenti in contanti da parte delle pubbliche amministrazioni da 500 a circa 980 euro
La misura, che interessa soprattutto i pensionati, è stata annunciata dal sottosegretario per i Rapporti con il parlamento Giampaolo D'Andrea.

venerdì 9 dicembre 2011

Niente contanti per le pensioni sopra i 500 euro


ROMA - La Pubblica Amministrazione non potrà più erogare stipendi e pensioni al di sopra dei 500 euro in contanti. Lo prevede uno dei commi all'articolo 12 della manovra, quello che fissa a 1000 euro la soglia per la tracciabilità dei pagamenti. "I pagamenti della PA - si legge nel testo del decreto - devono essere effettuati in via ordinaria mediante accreditamento sui conti correnti bancari o postali dei creditori".
Serviranno quindi strumenti elettronici di pagamento interbancari. E' inoltre previsto che alle fasce socialmente svantaggiate di clientela degli Istituti di credito sia offerto un conto senza spese.

''Non capiamo il perche' di tutto questo accanimento contro i pensionati da parte del governo''. Cosi' il segretario generale del sindacato dei pensionati della Cgil (Spi), Carla Cantone, commenta la norma. ''Non vorremmo - dice - che questa norma fosse un modo per togliere ancora qualche euro dalle tasche dei pensionati italiani in favore delle commissioni bancarie''.

martedì 6 dicembre 2011

Diario della "stangata": il blocco dell'indicizzazione delle pensioni riguarderà il 76,5 degli assegni. Dall'IMU 21,8 miliardi

ROMA -  Il blocco dell'indicizzazione delle pensioni riguarda il 76,5% degli assegni e dara' risparmi per 3,8 miliardi di euro nel 2012, al lordo delle minori tasse che lo Stato non incassera' per il mancato aumento degli assegni. E' quanto si legge nella Relazione Tecnica al decreto che l'ANSA puo' visionare.

La nuova imposta municipale dara' 3,8 mld di gettito dalle prime case, ai quali si aggiungono 18 mld sugli altri immobili. Il totale e' di 21,8 mld dai quali sottrarre 9,2 mld che gia' arrivano dall'Ici a normativa vigente e 1,6 mld all'Irpef. Il maggior gettito e' quindi di 11 mld. 

giovedì 1 dicembre 2011

Pensioni, il ministro Fornero si dice disponibile al dialogo con le parti sociali


ROMA . - Una delle misure della riforma delle pensioni che il governo sta mettendo a punto in vista del Consiglio di ministri di lunedi' prossimo e' il "metodo contributivo pro rata per tutti, anche per quelli che finora si sono tirati fuori". Lo ha detto a Bruxelles il ministro del Lavoro Elsa Fornero, sottolineando che il governo e'disponibile al dialogo con le parti sociali.
"Il presidente del Consiglio ha mostrato disponibilita', io sono aperta al dialogo, anche se considerata molto severa nei limiti della ristrettezza dei tempi, perche' domani e' gia' venerdi' e dopo e' troppo tardi, dobbiamo trovare una finestra". "In questo particolare momento abbiamo un'agenda dettata dalla sopravvivenza dell'euro e noi in Italia possiamo dare un contributo o un colpo di freno. Da questa premessa consegue che queste riforme implicano sacrifici, ma cercheremo di dare una cifra che possa rendere queste misure un po' meno sgradite, anche se i sacrifici non sono mai graditi. Per ciascuno di noi e' un po' piu' tollerabile se sappiamo che chi sta meglio di noi sopporta in proporzione i sacrifici".
Il ministro del lavoro ha assicurato che la riforma delle pensioni sara' annunciata "verosimilmente entro pochi giorni" e sara' improntata suflexicurity (flessibilita' e sicurezza) e sul rispetto del criterio di equita' tra le generazioni.
  
"Sulla spesa pensionistica, il governo ha in preparazione, e verosimilmente sara' annunciato entro pochi giorni, una riforma incisiva ma che rispetta il criterio di equita' tra le generazioni".

sabato 26 novembre 2011

Il ministro del Welfare Fornero sulle pensioni: metodo contributivo, età minima 63 anni, possibilità di lavorare fino a 70

ROMA -  "Metodo contributivo": secondo il ministro del Welfare, Elsa Fornero che oggi interviene dalle colonne di Repubblica, è questo il punto di partenza per una riforma delle pensioni. Per ristrutturare il sistema previdenziale, scrive il ministro, "si tratterebbe di applicare, a partire dal 2012, il metodo contributivo pro-rata per tutti i lavoratori, rendendo subito effettive un'età minima di pensionamento, pari a sessantratre anni e una fascia di flessibilità che incoraggi il lavoratore a ritardare l'uscita fino ai sessantotto (settanta) con un incremento di pensione che, secondo alcuni calcoli matematici e non in base a criteri politici, tengano conto dei maggiori contributi versati e della maggiore età". Inoltre, "dovrebbero scomparire le finestre".

"Il nostro modello - aggiunge Fornero - non consente una stima accurata dei risparmi. Ciò nonostante i risparmi di spesa sarebbero tutt'altro che irrisori potendo arrivare a qualche decina (3-4) di miliardi di euro nei primi 5-6 anni di effettiva applicazione del provvedimento. In un momento in cui si è costretti a richiedere duri sacrifici alle famiglie - sottolinea il ministro - con provvedimenti draconiani che colpiscono anche le fasce più deboli, non si può prescindere dall'abolizione delle ingiustificate posizioni di privilegio che perdurano per molte categorie difficilmente annoverabili tra i bisognosi, come i liberi professionisti con le loro casse e i politici con i loro vitalizi".

venerdì 18 novembre 2011

Iniziata la discussione sulla fiducia alla Camera. Berlusconi non parlerà

ROMA - E' iniziata nell'Aula della Camera la discussione sulle comunicazioni del governo sulla fiducia. Ieri il presidente del Consiglio Mario Monti ha consegnato il testo delle comunicazioni che aveva reso, poco prima, nell'Aula del Senato.

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, siede al centro del banco del governo tra i ministri degli Esteri e dell'Interno, Giulio Terzi di Sant'Agata e Annamaria Cancellieri. Il primo ad intervenire è il capogruppo del Pd, Dario Franceschini. Abbastanza pieni i banchi del Pd e dell'Idv, diversamente da quelli del centrodestra, dove ci sono solo una trentina di deputati.

Ieri Monti ha fatto il pieno di voti, 281 su 315, nella fiducia in Senato. Ma soprattutto ha ottenuto una larga maggioranza su un programma ambizioso e articolato in cui prefigura interventi su temi quali Ici, pensioni, lavoro. Lega a parte ha avuto il sostegno di tutti i principali partiti. E ha respinto l'accusa di essere a capo di un governo dei poteri forti, compiacente con l'asse franco-tedesco.
"Parlerà Cicchitto e la dichiarazione di voto verrà fatta da Alfano, mentre Berlusconi non parlerà". Ad annunciarlo, ai microfoni di Tgcom24, è il vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli. "Noi auspichiamo che i punti della lettera della Bce vengano rispettate. Il Pdl appoggia totalmente Monti, ma ci sono problematiche che discuteremo di volta in volta. Sulla patrimoniale e Ici siamo decisamente contrari. La legge elettorale non è competenza di un governo tecnico".

giovedì 17 novembre 2011

I punti di Monti: pensioni, Ici, tagli alla casta, equità sociale


Monti al banco del governo con i ministri durante il suo discorso
ROMA - PensioniIci, ma anche tagli alla casta e promessa di equita' socialeMario Monti presenta la sua agenda alSenato (o la detta, a seconda dei suoi punti di vista) riscuotendo gli applausi generali. Ma intanto gli arrivano i primi avvertimenti da parte di un Berlusconi che promette battaglia e assicura, ancora una volta, di potergli staccare la spina come e quando riterra' opportuno.
Cinquanta minuti per il nuovo Presidente del Consiglio, il quale dimostra di essere entrato fino in fondo nel ruolo.
  Scandisce una serie di appuntamenti che fanno pensare quasi ad un programma di legislatura, piuttosto che non a una lista breve di emergenze. Assicura e rassicura in un mix di liberismo e aperture verso i temi sociali. Sillabando poi un "L'Europa siamo noi" che, da solo, riassume tutto: dalla volonta' di non lasciare l'Italia al declino a quella di salvaguardare l'euro contro la speculazione internazionale.
 
Questi i punti:
1)"l'imperativo ricominciare a crescere";
2) taglio alle spese della casta;
3) lotta all'evasione fiscale;
4) revisione delle pensioni perche' l'attuale sistema e' si' sostenibile, ma assolutamente squilibrato tra le generazioni;
5) "l'esenzione dall'Ici e' un'anomalia italiana".
 
Ce ne sara' per tutti i 20 mesi di qui alla scadenza naturale della legislatura.
 Plausi dal PdDi Pietro decide di dare il suo appoggio, anche se critico, la Lega fa letteralmente il pollice verso con Roberto Calderoli, che agita lo spettro della macelleria sociale "Dopo aver conosciuto i nomi dei ministri e il discorso del presidente del Consiglio il convincimento a votare no alla fiducia al governo è ulteriormente rafforzato": lo ha detto nell'Aula del Senato Roberto Castelli.

 Poco prima dell'inizio del discorso Berlusconi ha radunato il gruppo del Pdl a Palazzo Madama.
Il Popolo della Liberta' votera' per la fiducia, ci mancherebbe, ma l'ex premier afferma che per lui non e' ancora arrivato il tempo di scrivere le memorie. Combattera' "perche'gli italiani non sono cosi' cretini da lasciare il paese" alle sinistre (in altri tempi usava termini piu' espliciti). E per l'oggi niente patrimoniale, sia chiaro. Quello che ha preso corpo e' in sostanza una manovra in cui Giorgio Napolitano ha svolto un ruolo primario, e da oggi la democrazia e' sospesa.
Gli risponde Di Pietro che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Piu' politicamente pesante il commento di Beppe Pisanu al discorso di Monti: mi auguro che questo esecutivo duri fino al 2013. Quanto al Pdl, 

non si stacchera'. Ma se è così, difficile che si stacchi la spina. 
Ecco altri commenti:
La Torre (Pd): "Una nuova Italia per tornare in Europa"Per Nicola La Torre, rappresentante del Pd, "quello di Monti è un discorso serio di chi è consapevole di quanto sia difficile la sfida che abbiamo davanti. Risanamento e crescita nel segno dell'equità hanno assoluta priorità". Per La Torre, che è intervenuto in diretta a Tgcom24 e in diretta streaming su Tgcom, "è l'inizio di una fase molto difficile ma decisiva per il futuro del Paese. Questa avventura di governo affida al Parlamento un ruolo centrale e decisivo. A lui spetterà discutere, condividere e sostenere scelte difficili e avviare un grande processo riformatore, come la legge elettorale e le riforme istituzionali per rimettere il sistema Paese nelle condizioni ottimali per tornare in Europa. Restituiamo all'Italia un protagonismo per una nuova stagione europeista seriamente messa in discussione".

La Finocchiaro: "Noi siamo l'Europa"
Secondo la senatrice pidiellina Anna Finocchiaro, intervenuta a Tgcom24, "Monti ha fatto un discorso politico molto apprezzato. E' un programma laico e riformista che è stato esposto con grande attenzione ma anche con schiettezza con riguardo ai sacrifici, insieme al riferimento ad altre questioni importanti. Noi siamo l'Europa".

Quagliariello: "La situazione è difficile, serve prudenza""Monti ha fatto un discorso sobrio e consapevole della difficoltà del momento. Il presidente incaricato ha avuto molta prudenza, suggerita dalla difficoltà della situazione e dal confronto con le forze politiche. Al cospetto di questa crisi l'Italia ha preso impegni con l'Europa. Impegni gravosi che non hanno potuto richiedere, al momento, un suffragio popolare". Così Gaetano Quagliariello in diretta a Tgcom24.

Castelli (Lega): "Funerale della Seconda repubblica"
"Oggi è stato il funerale della seconda Repubblica, una mesta cerimonia". Così Roberto Castelli ha commentato - "scherzando", ha tenuto a precisare - il primo discorso di Mario Monti in Senato da presidente del Consiglio. "Seriamente - ha aggiunto - non ha detto nulla che sciolga l'incognita su cosa si farà di fronte alla situazione dei mercati".

Ichino (Pd): "Ha detto quel che c'è da fare"
"Il premier Monti ha indicato quello che bisogna fare in Italia. Il progetto già c'era ma è stata colpa del governo precedente che ha perso tempo. Monti ha tolto poi tutti gli aspetti ansiogeni che c'erano sulla riforma del mercato del lavoro". Cosi' il senatore del Pd Pietro Ichino.

Veltroni (Pd): "Una nuova Italia"
"E' una Italia nuova quella che Monti ha delineato nel suo discorso. L'Italia della responsabilità del risanamento e dell'equità, l'Italia che sostituisce la fiducia all'odio e che mette al primo posto la crescita, le regole, la correttezza". Lo dice Walter Veltroni del Pd.

Gasparri (pdl): "La nostra fiducia non mancherà"
"Il voto di fiducia al governo da parte del Pdl non mancherà, ci sarà sicuramente". Lo ha detto il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, al termine del discorso sui punti programmatici del nuovo governo. "In generale - ha continuato Gasparri - mi pare che l'intervento ci confermi la volontà di esprimere un voto favorevole. I riferimenti al mercato del lavoro, in particolare, mostrano coerenza con le politiche che abbiamo intrapreso". Anche per quello che riguarda gli aspetti economici e fiscali, Gasparri vi scorge "un riferimento chiaro alla lettera europea".

Bondi (Pdl): "Discorso positivo"
"La positività del discorso pronunciato dal prof. Mario Monti consiste nell'accento posto sui contenuti di una politica di riforme e nel tentativo di delineare provvedimenti che siano politicamente e socialmente accettabili in quanto sintesi fra ragioni ed esigenze diverse". Lo afferma Sandro Bondi, del Pdl.

Belisario (idv): "Bene il programma, ora interventi concreti"
Apprezziamo l'esposizione dei capitoli in cui il presidente Monti vuole articolare il suo programma, insieme dovremo capire quali sono gli interventi concreti che verranno fatti per superare la crisi finanziaria, fare il pareggio dei conti e non mettere le mani in tasca sempre ai soliti". Così il capogruppo dell'Idv al Senato, Felice Belisario.