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domenica 13 aprile 2014

Formigoni non si candida alle Europee


MILANO - Il senatore Roberto Formigoni ha annunciato di aver ritirato la propria disponibilità a candidarsi alle elezioni europee nel Nuovo Centro Destra. ''Incito il mio partito - ha detto Formigoni - a inserire in lista quanti più giovani e volti nuovi sia possibile''.

giovedì 10 aprile 2014

Sequestrati beni a Formigoni per 49 milioni. Lui: non posseggo ville e sono in rosso

Roberto Formigoni
MILANO - Sequestro preventivo di beni immobili, tra cui una villa in Sardegna ad Arzachena e conti correnti riconducibili all'ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni e al suo amico di vecchia data Alberto Perego imputati per il caso Maugeri. Il sequestro è stato disposto dal giudice Paolo Guidi su richiesta della Procura. 
Il ''prezzo'' della corruzione nel caso Maugeri contestata all'ex Governatore lombardo, a Perego e ad altre persone, tra cui i presunti intermediari Pierangelo Daccò e Antonio Simone, sarebbe di circa 49 milioni di euro. E' quanto emerge in relazione al sequestro per equivalente (per 49 milioni appunto) disposto dal gip Al senatore del Ncd, da quanto si è saputo, sono stati sequestrati conti correnti, una villa e alcuni immobili. Sequestro che arriva dopo che lo stesso giudice, nelle scorse settimane, aveva rinviato a giudizio Formigoni, accusato di associazione per delinquere e corruzione, Perego, Daccò, Simone e altre persone imputate per il presunto scandalo Maugeri, ossia un giro di presunte mazzette per favorire, attraverso delibere della Giunta Regionale all'epoca guidata dal 'Celeste', la Fondazione pavese con stanziamenti regionali. Di questi 49 milioni di euro, in particolare, 39 milioni sarebbero la presunta corruzione legata alla vicenda Maugeri e 7,6 milioni sarebbero, invece, le presunte mazzette per il caso San Raffaele. Da quanto si è saputo, i sequestri di oggi avrebbero riguardato in particolare 5 o 6 conti correnti del 'Celeste', l'ormai famosa villa in Sardegna acquistata da Perego per conto di Formigoni, secondo l'accusa, con un 'maxi-sconto' e venduta da Daccò. E ancora, da quanto si è appreso, una serie di immobili a Lecco e San Remo di cui il senatore risulterebbe comproprietario. Nella presunta corruzione da 49 milioni di euro, da quanto è emerso, il gip individua sia quegli 8 milioni di euro circa che l'allora Governatore avrebbe ricevuto sotto forma di benefit di lusso, come yacht e vacanze, che parte dei soldi distratti dalle casse della Maugeri e finiti agli intermediari, che quelli utilizzati per mantenere la rete di società all'estero servite per creare 'fondi neri'.
Formigoni, mai posseduto villa in Sardegna - ''Leggo che mi avrebbero sequestrato o starebbero sequestrandomi beni fino a 49 milioni di euro. Tranquillizzo tutti, non ho mai posseduto nemmeno la centesima parte di 49 milioni di euro'': così l'ex presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, commenta la notizia . ''Su uno dei miei due conti correnti - spiega il senatore di Fi - figura un attivo di 18 euro e 20 centesimi, sull'altro un passivo di 75mila euro. Le mie tre auto sono: una Alfa Mito del 2012 per uso personale, una Panda del 2009 e una Multipla del 2008 in dotazione ai miei collaboratori''. E inoltre ''non ho mai posseduto ne' posseggo - sottolinea - una casa in Sardegna. Le proprietà immobiliari sono: un micro appartamento nella periferia di Sanremo di 36 metri quadrati e tre appartamenti in Lecco di 400 metri quadrati complessivi, che sono stati ereditati dai miei genitori. Di tutti questi immobili condivido la proprietà con i miei due fratelli''.

lunedì 3 marzo 2014

Formigoni rinviato a giudizio per corruzione (caso Maugeri)

Roberto Formigoni
MILANO - Il Gup di Milano, Paolo Guidi, ha rinviato a giudizio Roberto Formigoni con le accuse di associazione a delinquere e corruzione nell'ambito della vicenda Maugeri. Il processo comincerà il 6 maggio prossimo davanti ai giudici della decima sezione penale. La decisione del gup è arrivata dopo circa cinque ore di camera di consiglio. In aula erano presenti Pierangelo Dacco', portato in aula in manette dagli agenti della polizia penitenziaria come di consueto, Carlo Lucchina e Antonio Simone. Assente Formigoni. Nei prossimi mesi verranno definiti i patteggiamenti per altri sette indagati che hanno già trovato l'accordo con la Procura per pene comprese tra un anno e dieci mesi e tre anni e quattro mesi. Tra loro, il fiduciario svizzero Giancarlo Grenci e il commercialista Claudio Massimo. Oltre al senatore del Nuovo Centrodestra e presidente della Commissione agricoltura Roberto Formigoni, il gup di Milano ha rinviato a giudizio, nell'ambito della vicenda Maugeri, anche l'uomo d'affari Pierangelo Dacco', già condannato a 10 anni per il crac del san Raffaele, l'ex assessore regionale alla Sanita' Antonio Simone, sua moglie Carla Vites, e lo 'storico' amico e collaboratore di Formigoni Alberto Perego. In tutto, il giudice ha mandato a giudizio dieci imputati prosciogliendone solo uno, l'imprenditore Mario Cannata. Secondo l'accusa, la fondazione Maugeri avrebbe ottenuto negli anni rimborsi indebiti per prestazioni sanitarie, per circa 200 milioni di euro, attraverso una quindicina di delibere della Giunta regionale. Parte di quesTi soldi, 61 milioni di euro, sarebbero stati distratti dalle casse della Maugeri, tramite Dacco' e Simone. In cambio delle delibere, Formigoni sarebbe stato ricompensato con benefit di lusso per oltre 8 milioni di euro: viaggi, vacanze ai Caraibi, l'utilizzo di tre yacht, un maxi sconto sull'acquisto di una villa in Sardegna, finanziamenti per cene e soggiorni al meeting di CL, e 270 mila euro in contanti.

  Rinviati a giudizio oggi anche Nicola Maria Sanese, ex segretario generale della Regione Lombardia, Carlo Lucchina, ex direttore generale dell'assessorato alla Sanita' del Pirellone e l'ex dirigente regionale Alessandra Massei. Il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per prescrizione per alcuni capi di imputazione relativi a reati fiscali.

venerdì 15 novembre 2013

Pdl, salta l'ufficio di presidenza. Formigoni: i falchi hanno voluto la rottura

ROMA - Non si terrà nessun ufficio di presidenza del Pdl e quindi nessuna modifica al documento approvato nella precedente riunione. La decisione a quanto si apprende è stata presa dopo un giro di contatti tenuti da Silvio Berlusconi.Al Cavaliere inoltre sarebbe stato fatto notare che in caso di convocazione ci sarebbero state numerose assenze di peso per ragioni politiche.
Tweet di Robertro Formigoni: "I falchi hanno impedito a Berlusconi qs ultimo tentativo di mediazione.Hanno voluto rottura"

venerdì 25 ottobre 2013

Pdl, allle 17 la resa dei conti, convocato l'ufficio di presidenza, scissione vicina. E anche Forza Italia

ROMA - Arriva il giorno della resa dei conti nel Pdl. Per le 17 a Palazzo Grazioli Berlusconi ha convocato l'ufficio di presidenza degli azzurri, nella versione originaria del 2008, che garantisce ai 'lealisti' una larga maggioranza. Prima dell'ufficio di presidenza si terrà un faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e il segretario del Pdl Angelino Alfano. Il parlamentino del partito convocato nel pomeriggio a Palazzo Grazioli rappresenta il primo passaggio dal pdl a Forza Italia con l'azzeramento di tutte le cariche e il ritorno delle deleghe nelle mani di Berlusconi. Una scelta che potrebbe avere gravi conseguenze anche sul governo, dopo l'annuncio di 'guerriglia' fatto ieri dal capogruppo alla Camera Brunetta.
L'accelerazione impressa da Berlusconi con ogni probabilità sancirà la spaccatura definitiva tra le due 'anime' del partito perchè difficilmente Angelino Alfano potrà accettare di ''perdere la faccia'' dopo settimane di battaglia e riunioni con l'ex capo del governo in cui le richieste andavano in tutt'altra direzione. Che gli alfaniani siano in difficoltà lo dimostra anche la decisione politica di convocare un ufficio di presidenza attenendosi per la prima volta allo statuto del partito convocando a palazzo Grazioli solo i membri originari del 2008. Sulla carta la maggioranza è a favore dei lealisti (19) mentre i filogovernativi sarebbero solo 5. Ci sarebbero in realtà 6 ancora in dubbio ma - stando ai ragionamenti che si fanno nel partito - al momento di scegliere gli indecisi si riallineeranno con Berlusconi. Il passaggio successivo ci sarà con la riunione del Consiglio Nazionale in programma pare per l'8 dicembre. La macchina della nuova Fi tra l'altro sembra già avviata visto che per il 16 novembre è in programma una kermesse per il lancio dei club di Fi.
"Rivolgo un appello al Presidente Berlusconi a rinviare l'odierno Ufficio di Presidenza del partito in quanto possibile fonte di divisioni. L'organismo, infatti, pur formalmente corrispondente alla lettera statutaria, non riflette nella sua composizione né la storia né l'attualità del nostro movimento politico, tanto nella dimensione politica quanto in quella istituzionale". E' quanto afferma il senatore del Pdl Maurizio Sacconi in una nota.
"E' doloroso che si configuri una separazione tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano. Il Cavaliere è il punto di riferimento della nostra storia, ma anche Alfano ha un ruolo importante perché è il segretario del nostro partito. Ho il timore che la convocazione dell'ufficio di presidenza rappresenti la rivincita dopo il voto al Senato del 2 ottobre quando votammo a favore del governo per sostenerlo fino al 2015 su input proprio dell'ex capo del governo". Lo afferma il senatore del Pdl, Roberto Formigoni, conversando con i cronisti. "Ovviamente - prosegue - l'ufficio di presidenza convocato in base allo statuto ha valore legale ma io ritengo che in un momento così delicato l'assemblea dovesse essere più ampia".

lunedì 30 settembre 2013

Caso Maugeri: l’agenzia delle entrate chiede 31 milioni per danni (ma non a Formigoni)

MILANO - Oltre 31 milioni per danno patrimoniale e morale. E' questa la richiesta dell'agenzia delle Entrate che oggi ha presentatola l'istanza di costituzione di parte civile all'udienza preliminare per il caso Maugeri e nella quale, tra gli imputati, figurano l'ex Governatore Roberto Formigoni, il faccendiere Pierangelo Daccò, l'ex assessore alla sanità lombardo Antonio Simone e l'ex dg del settore sanità Carlo Lucchina. L'istanza per essere parte civile è stata depositata dall'avvocato Gabriella Vanadia, rappresentante dell'agenzia delle entrate, nei confronti però solo di Daccò, Simone e altre tre persone che rispondono di reati fiscali. Tale richiesta verrà discussa assieme a quella presentata dalla Regione guidata da Roberto Maroni e assieme alla costituzione di tutte le parti il prossimo 25 ottobre. L'udienza, infatti, è slittata: stamani il gup Maria Cristina Mannocci non ha potuto nemmeno aprire formalmente il procedimento in quanto, per un disguido tecnico-brucratico, non è stato possibile trasportare dal carcere di Bollate in aula Daccò, in cella da quasi due anni e condannato in secondo grado a nove anni per il dissesto del San Raffaele.

“La presenza all'udienza preliminare non è obbligatoria'': a sottolinearlo in una nota è il portavoce di Roberto Formigoni, che oggi non si è presentato in aula ma era invece nel pavese in visita all'Ente nazionale Risi. ''Oggi non ha partecipato e non ha inviato alcuna giustificazione - ha spiegato il portavoce -, dato che essa non è dovuta. Prosegue invece, evidentemente, la sua azione di Presidente della Commissione Agricoltura del Senato. In tale veste, Formigoni era stamattina a Mortara con una delegazione di Camera e Senato in visita all'Ente Nazionale Risi''.

giovedì 16 maggio 2013

Il capogruppo Pd al Senato Zanda rilancia: ineleggibile Berlusconi. Furioso il Pdl


ROMA - Sulla giustizia "abbiamo un'occasione: riformiamo il sistema e poi, a fine percorso, potremo discutere sul serio anche di amnistia e di indulto", che "hanno un senso solo se sono legate a misure strutturali". Lo afferma in un'intervista ad Avvenire il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda in cui chiede anche a Formigoni di lasciare la presidenza della Commissione Agricoltura, rilancia il tema dell'ineleggibilità di Berlusconi - "in quanto concessionario" - e dice di non condividere la partecipazione dei ministri Pdl alla manifestazione di Brescia. 
 Zanda premette che "la lealtà" del Pd "a questa strana coalizione è fuori discussione" ma l'ambizione del partito è anche quella di "conservare" il proprio "profilo politico". Poi sul tema delle riforme sottolinea che le intercettazioni "vanno certamente mantenute" in quanto "strumento essenziale per le indagini" e che "una modifica della legge che oggi le regolamenta non fa parte del programma di governo".
Quel che va sanzionato, aggiunge, "é la loro diffusione impropria". Inoltre, prosegue, "i membri del governo non devono scendere in piazza contro la magistratura dimenticandosi della divisione dei poteri. Ma anche la magistratura deve avviare una riflessione profonda". Zanda auspica che sia chiesto alla politica in primis di non violare la legge: "sto pensando a Roberto Formigoni", eletto alla Commissione anche "con il nostro voto". "Poiché dopo essere stato eletto è arrivata però una richiesta di rinvio a giudizio con due imputazioni gravi", "penso che dovrebbe prenderne atto e, responsabilmente, rinunciare alla presidenza della commissione". 
"Le affermazioni del senatore Zanda riguardo fra l'altro all'ineleggibilità di Silvio Berlusconi e ai criteri di nomina dei senatori a vita sono altrettante mine sul terreno politico in cui agisce il governo Letta". Lo dichiara in una nota Anna Maria Bernini, senatrice e portavoce vicario del Pdl.
"Sulla ineleggibilità ai sensi di una legge del 1957 collegata alle concessioni - sostiene Bernini - il Presidente dei senatori del Pd non può ignorare che il Parlamento si e più volte pronunciato nel senso della non applicabilità del disposto (parere peraltro ampiamente confermato da insigni costituzionalisti): pertanto riproporre il tema significa solo inseguire con pervicacia e sudditanza di iniziativa politica il fanatismo grillino. Era una questione già anacronistica vent'anni fa, tanto più lo è oggi in un sistema radio-televisivo ma soprattutto di comunicazioni multimediali radicalmente mutato, aperto e non monopolistico". "Quanto alle nomine dei senatori a vita, il Presidente Napolitano resta l'unico titolare del potere di designazione e qualsiasi interferenza rappresenta una lesione delle sue prerogative", aggiunge.
"Questa nuova offensiva a freddo del Presidente Zanda contro il leader del Pdl che garantisce la tenuta di un governo presieduto da un esponente del Pd, è sorprendente, provocatoria, inaccettabile.

mercoledì 8 maggio 2013

Fondazione Maugeri: chiesto il rinvio a giudizio per Formigoni e altri 11


MILANO - La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ora presidente della commissione Agricoltura del Senato, e per altre 11 persone. Formigoni è accusato di associazione per delinquere e corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri.
La richiesta di processo firmata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai Pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta, e che dovrà essere valutata dal giudice dell'udienza preliminare, riguarda, tra gli altri, anche l'ex segretario generale della Regione Lombardia, Nicola Maria Sanese, l'ex direttore generale dell'assessorato alla sanità del Pirellone Carlo Lucchina, l'ex dirigente regionale Alessandra Massei. Questi ultimi sono tutti accusati di associazione per delinquere e corruzione, come Formigoni.

E' stato richiesto il rinvio a giudizio, inoltre, anche per il faccendiere Pierangelo Daccò, già condannato a 10 anni per il crac del San Raffaele, per l'ex assessore regionale Antonio Simone, per sua moglie Carla Vites e per lo 'storico' amico e collaboratore di Formigoni Alberto Perego. 

Secondo l'accusa, la Fondazione Maugeri avrebbe ottenuto negli anni presunti rimborsi indebiti per prestazioni sanitarie, per circa 200 milioni di euro, attraverso una quindicina di delibere della giunta regionale. Parte di quei soldi, 61 milioni di euro secondo l'accusa, sarebbero stati distratti dalle casse della Maugeri, tramite il faccendiere Daccò e Simone. In cambio delle delibere, sempre secondo l'accusa, Formigoni sarebbe stato ripagato, attraverso i soldi distratti, con benefit di lusso per un valore di oltre 8 milioni di euro: viaggi, vacanze ai caraibi, la messa a disposizione di tre yacht, un maxi-sconto sull'acquisto di una villa in Sardegna, ma anche finanziamenti per cene e soggiorni al meeting di Cl e 270 mila euro in contanti. 

martedì 12 febbraio 2013

Fondazione Maugeri, chiuse indagini: per Formigoni associazione per delinquere


MILANO - La Procura di Milano ha chiuso le indagini sulla fondazione Maugeri nei confronti di 17 persone fra cui il governatore uscente della Lombardia, Roberto Formigoni. Formigoni, secondo la Procura di Milano, è tra i promotori dell'associazione per delinquere contestata nella chiusura delle indagini sul caso Maugeri assieme tra gli altri al faccendiere Pierangelo Daccò e al dirigente Nicola Maria Sanese. Per i pm, dal '97 c'era un' organizzazione stabile per favorire la Fondazione Maugeri.
Formigoni, per la Procura di Milano, non ha restituito alcun importo di denaro, secondo l'analisi dei suoi conti correnti, e invece avrebbe ricevuto 8 milioni di utilità in viaggi, uso di barche altro.

Tra gli altri accusati, l'ex assessore alla Sanita' della Lombardia Antonio Simone, gli ex vertici della fondazione Maugeri, il direttore generale dell'assessorato alla Sanita' Carlo Lucchina e Alberto Perego, memores domini e amico di lunga data del presidente Formigoni.
Le accuse a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, frode fiscale, riciclaggio e interposizione fittizia. La vicenda riguarda il caso con al centro la fondazione Maugeri e una distrazione milionaria dalle sue casse avvenuta tra il 1997 e il 2011. Per la vicenda Dacco', Simone e altre cinque persone furono destinatarie di una ordinanza di custodia cautelare.
"La tempistica della Procura è come sempre molto efficiente: che cosa non si fa per cercare di coprire lo scandalo Mps che rischia di travolgere la sinistra? Così in 24 ore si incriminano Scaroni e Orsi, si condanna Pollari, si continua a distruggere l'Ilva, si depositano gli atti per Formigoni", scrive il governatore della Lombardia. "Pensavo mi accusassero anche di omicidio e di strage e quindi posso dichiararmi soddisfatto", scrive il presidente uscente della Regione.

sabato 26 gennaio 2013

San Raffaele: Formigoni indagato per corruzione


MILANO - Roberto Formigoni risulta indagato per corruzione nell'inchiesta sull'ospedale San Raffaele. Lo riporta oggi il Corriere della Sera.
"Il presidente della Regione Lombardia - riferisce il quotidiano - già inquisito nel filone sulla Fondazione Maugeri, é ora indagato con il mediatore Pierangelo Daccò con l'ipotesi di corruzione anche in rapporto ai finanziamenti pubblici erogati negli anni dal Pirellone alla vecchia gestione dell'ospedale San Raffaele fondato da Don Luigi Verzé e guidato sino al suicidio il 18 luglio 2011 dal vice presidente Mario Cal.
“Formigoni - si legge - aveva sempre ripetuto come a suo avviso questa fosse 'una vicenda che riguarda alcuni privati, la Regione Lombardia e' del tutto estranea, come tutti sanno anche se fanno finta di non sapere'; e più volte aveva rimarcato che sull'istituto di Don Verzé 'la magistratura ha indagato per 16 mesi e nessun addebito e' stato sollevato nei confronti della regione: né del presidente, né di assessori, dirigenti o funzionarì. Ora non è più così".
"Non un reato è stato commesso, non un centesimo di denaro pubblico è stato dissipato". Così Roberto Formigoni, arrivato in Tribunale a Milano per l' inaugurazione dell'anno giudiziario, ha commentato con i cronisti la notizia. "Se questa notizia è vera - ha aggiunto il governatore lombardo - è stato commesso un reato perché è stata informata la stampa e non sono stato informato io".

venerdì 18 gennaio 2013

Formigoni ha sciolto le riserve: si candida al Senato in Lombardia


MILANO - Roberto Formigoni ha sciolto le riserve e via twitter ha confermato che si candiderà al Senato nella lista del Pdl in Lombardia. ''Saro' candidato per il Pdl al Senato in Lombardia - ha scritto il governatore uscente - nella testa di lista con Silvio Berlusconi''.

venerdì 11 gennaio 2013

Formigoni “scarica” Albertini

Formigoni e Albertini, quando andavano d'accordo

MILANO - Roberto Formigoni “molla” Gabriele Albertini come candidato presidente della Lombardia. Oggi pomeriggio in una conferenza stampa  quale ha sostenuto di essersi «accorto di avere in mano la Golden Share» per determinare chi avrebbe vinto fra centrodestra e centrosinistra. A questo punto ha spiegato di avere scelto di rimanere in linea con il Pdl, senza però spendere grandi parole su Maroni.
 «Sappiamo che un accordo tra Pdl e Lega stabilisce che in caso di vittoria sarà Maroni il presidente della Regione, ma la nostra campagna sarà per far vincere il Pdl», ha detto Formigoni. Il quale però ha voluto precisare di ritenere che sia cambiata in realtà la candidatura di Albertini, «che era partita come fortissimamente civica ed è finita con l'essere una candidatura iper-politica e terzopolista». Il governatore ha in particolare criticato la vicinanza del sindaco di Milano con il premier Mario Monti, definito «il professor giravolta».
«Se insistessimo con Albertini, faremmo vincere il centrosinistra - ha dichiarato Formigoni - Continuiamo a ritenere che il Pdl non dovesse consegnare la guida della regione Lombardia a un esponente della Lega, pur autorevole». Però, detto questo, occorre «proseguire in una battaglia che sarebbe diventata personalistica per Albertini e avrebbe portato alla vittoria del centrosinistra», ha concluso.

domenica 30 dicembre 2012

Pdl e Lega sempre più lontani


MILANO - “Discussione con Lega ancora in corso. Alcune importanti questioni, però, non ci convincono e potrebbero indurci a separare nostro percorso". Lo ha scritto ieri sera il segretario del Pdl Angelino Alfano su Twitter. Le posizioni dei due partiti sembrano sempre più lontane,
Le parole di Alfano arrivano al termine di un vertice fra Pdl e Lega nella residenza milanese di via Rovani di Silvio Berlusconi. Presente, per il Carroccio, il responsabile organizzativo Roberto Calderoli, che ha raggiunto Berlusconi, Alfano, Formigoni e Verdini che erano già presenti per il pranzo. Assente il segretario della Lega Roberto Maroni, che via Twitter ha fatto sapere di essere in via Bellerio al lavoro per la campagna elettorale.
La richiesta di un'alleanza in Lombardia prima di discutere di quella (eventuale) sul piano nazionale e anche il no, ribadito ancora, a una premiership di Silvio Berlusconi sarebbero i principali punti di divergenza fra la Lega e il Pdl. L'incontro di ieri sera a Milano, in via Rovani, ha rimandato ancora le decisioni di "qualche giorno": al Pdl non sarebbe nemmeno piaciuta l'impuntatura di Maroni su una condivisione totale del programma legato alla sua candidatura lombarda.
Al termine dell'incontro Silvio Berlusconi, lasciando la residenza di via Rovani, ha affermato: l'alleanza con la Lega "spero si possa fare ma non è obbligatoria, perché pensiamo di avere la possibilità lo stesso di vincere anche se andassimo separati".

venerdì 26 ottobre 2012

Lombardia: il consiglio approva la nuova legge elettorale. Al voto tra dicembre e gennaio


MILANO - Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato la nuova legge elettorale e ora, come annunciato da tutti i gruppi, prende il via la procedura di dimissioni dei consiglieri che porta allo scioglimento anticipato della legislatura. La legge elettorale, con l'abolizione del listino bloccato, è stata approvata dal consiglio regionale della Lombardia con 75 voti favorevoli e un contrario. Al centro del provvedimento, oltre all'abolizione del listino, la rappresentanza territoriale della province, il numero massimo di 80 consiglieri, il limite dei due mandati per il presidente della Regione e il premio di maggioranza. Modifiche apportate al progetto di legge del Pd grazie a un 'maxiemendamento' presentato da Pdl e opposizione. "Abbiamo fatto l'unità del Pdl". Così ha detto il presidente della Lombardia Roberto Formigoni dopo l'approvazione della legge elettorale mostrando un messaggio che gli aveva inviato il coordinatore regionale del Pdl Mario Mantovano. "Silvio favorevole a chiudere oggi con la nuova legge elettorale - è il testo - ti ha cercato". "Voi parlavate di spaccatura - ha commentato Formigoni - c'é una unità perfetta del partito". "Ho parlato anche stamattina col ministro Cancellieri che mi ha confermato, alla luce dello scioglimento del Consiglio oggi, che il Governo fisserà la data delle elezioni in una domenica compresa tra 16 dicembre e il 27 gennaio 2013": lo ha detto il presidente Roberto Formigoni conversando con i giornalisti.

lunedì 22 ottobre 2012

Presentata tutta la nuova squadra di Formigoni: sono 11 assessori


MILANO - In una conferenza stampa  Formigoni ha reso noto che sono in tutto undici i nuovi assessori della Lombardia e due i sottosegretari. Oltre ai nomi già annunciati, a Territorio, al bilancio è confermato Romano Colussi (pdl), allaProtezione civile e Casa va il generale Nazzareno Giovannelli, alla famiglia è diventata assessore Carolina Elena Pellegrini, ad Ambiente e Reti arriva Leonardo Salvemini, al Turismo Giovanni Bozzetti, all'Agricoltura Giuseppe Elias e allo Sport Filippo Grassia. Sottosegretario alla presidenza Paolo Alli e sottosegretario delegato alla trasparenza Giuseppe Grechi.
Come Formigoni aveva scritto stamattina su Twitter, un tecnico, Mario Melazzini, è il nuovo assessore alla Sanità e prende il posto del leghista Luciano Bresciani. Andrea Gilardoni va alle infrastrutture e mobilità, dove sostituisce un fedelissimo di Formigoni, Raffaele Cattaneo. Confermato, invece, il leghista Andrea Gibelli come vicepresidente con delega alle attività produttive.  "Sono molto soddisfatto di aver trovato numerosissime disponibilità" per formare la nuova giunta lombarda, uomini e donne "con titoli conquistati sul campo che ne certificano la qualità la rilevanza", ha dichiarato Formigoni nel breve discorso di presentazione dei nuovi assessori. Poi ha aggiunto che tutti hanno accettato "pur sapendo che si tratterà di un periodo limitato". Dopo la conferenza stampa, la prima riunione della nuova Giunta.

Maroni candidato presidente alla Regione per la Lega Nord


MILANO - Roberto Maroni sarà il candidato presidente della Lega Nord alle elezioni regionali in Lombardia. Lo ha annunciato il segretario regionale Matteo Salvini, precisando che comunque il movimento è disponibile alle primarie di coalizione e, quindi, a una sfida tra il segretario federale del Carroccio e un eventuale candidato del Pdl.
Su un terzo delle schede scrutinate, il segretario del Carroccio ha conquistato il 76% dei voti. Al secondo posto il segretario lombardo, Matteo Salvini, con il 18% dei consensi. Voti anche per il presidente della provincia di Varese, Dario Galli, per il suo vice Andrea Gibelli e per il sindaco di Varese, Attilio Fontana. Secondo gli organizzatori hanno votato 210mila persone. Inaspettate le preferenze che alcuni elettori hanno riservato all'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, al governatore uscente, Roberto Formigoni, e al primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi.

Formigoni annuncia su Twitter i primi tre assessori della nuova giunta lombarda

Mauro Melazzini

MILANO Come promesso, Roberto Formigoni presenta, per ora solo sulla Rete e su Twitter, la nuova giunta regionale (o, almeno, tre dei suoi componenenti), dopo lo scandalo Zambetti. Presente anche la Lega, ad esempio con Andrea Gibelli quale vicepresidente di Regione Lombardia. Gli altri due sono nomi nuovi, Mario Melazzini alla Sanità e Andrea Gilardoni, che si occuperà di Infrastrutture e Mobilità, al posto dell’assessore Raffaele Cattaneo.
Del nuovo Governo faranno quindi parte due tecnici, rispettivamente il professor Mario Melazzini e il professor Andrea Gilardoni. Il primo, nato nel 1958 a Pavia, è stato promosso al ruolo di primario a soli 39 anni, diventando negli ultimi anni il simbolo della battaglia in Italia contro la sclerosi laterale amiotrofica. Nel corso del 2012 ha assunto il ruolo di dirigente della programmazione sanitaria regionale: prenderà il posto del leghista Luciano Bresciani.

Gilardoni, classe 1955 è docente all’università Bocconi di Milano, si è occupato negli ultimi 15 anni di analisi delle politiche e del management pubblico: portano la sua firma numerosi studi dedicati alla gestione delle utilities. Nella nuova Giunta si occuperà, come detto, di Infrastrutture e Mobilità, al posto di Raffaele Cattaneo. 

Infine, con un terzo tweet, Formigoni ha presentato, infine, la riconferma di Andrea Gibelli quale vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alle Attività produttive. Classe 1967, Gibelli è laureato in architettura: nel corso della sua carriera politica ha ricoperto il ruolo di caproguppo della Lega alla Camera.

giovedì 18 ottobre 2012

Election day? Formigoni: caro Maroni, in Regione si vota quest’anno


MILANO - "Caro Maroni, altro che election day! Per la Lombardia si vota nel 2012, per le politiche nel 2013". Roberto Formigoni replica così, via Twitter, al segretario della Lega Nord Roberto Maroni, che auspicava invece una sola data per le consultazioni nazionali e per quelle regionali. Il governatore del Pirellone ribadisce quindi la sua ferma intenzione di stringere i tempi per rinnovare i vertici della Regione.

mercoledì 17 ottobre 2012

Il Consiglio regionale della Lombardia "si scioglierà il 25 ottobre"


MILANO - Il Consiglio regionale della Lombardia "si scioglierà il 25 ottobre", che la legge elettorale sia stata fatta o meno. Lo ha confermato oggi il presidente della Regione, Roberto Formigoni. "Qualcuno ha scritto che stamattina ho aperto la campagna elettorale e quando ho letto le agenzie ho sorriso", ha detto. "Siamo in tempo utile per votare prima di Natale, il 16 o il 23 dicembre", ha aggiunto Formigoni.
Le elezioni regionali potranno dunque tenersi prima della fine del 2012: "Dopo aver parlato sabato con il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri ieri ho contatto la Presidenza del Consiglio e di intesa, intendo ridurre al minimo la campagna elettorale. Sono contento che la Presidenza del Consiglio concordi che si vada al voto al più presto".
Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, non ha alcuna intenzione di ritirarsi a vita privata dopo lo scioglimento del Consiglio regionale: "A me non mi rottama nessuno" - dichiara per ben due volte il presidente regionale in conferenza stampa - Nei prossimi giorni farò tanti altri contropiede. Sarò in campo e mi batterò come un leone". 
Immediata la replica del leader della Lega Nord Roberto Maroni: "Credo che la Lombardia si sia auto-rottamata perché dopo aver scoperto che c'è un assessore arrestato per contiguità con la 'ndrangheta è difficile andare avanti. Questo rende per noi impossibile continuare questa esperienza - ha concluso l'ex ministro dell'Interno - Lo stesso Pdl ha confermato la volontà di interrompere questa legislatura regionale".

martedì 16 ottobre 2012

Corruzione: indagati a Bergamo i vertici di Cl per una discarica di amianto


MILANO - La guardia di finanza di Milano ha perquisito gli uffici di Rossano Breno, presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, e del suo vice nell'ambito dell'inchiesta sul caso Nicoli Cristiani. I due sono indagati per corruzione. L'indagine è legata all'autorizzazione regionale, rilasciata dalla giunta Formigoni, per l'apertura di una discarica di amianto in provincia di Cremona.
Gli indagati secondo gli inquirenti avrebbero utilizzato gli uffici delle proprie società "per stringere gli accordi criminosi con un imprenditore locale e per formare documentazione idonea a giustificare i pagamenti corruttivi".
Presidente e vicepresidente della Compagnia delle Opere avrebbero chiesto come contropartita anche la realizzazione da parte dell'imprenditore di una scuola di Cl che si trova in provincia di Bergamo. Si tratterebbe, secondo indiscrezioni, della scuola La Traccia di Calcinate. I lavori sarebbero stati realizzati gratis da Locatelli, il quale in un verbale di interrogatorio davanti ai pm, parla della cerimonia inaugurale della scuola, avvenuta alla presenza di autorità civili e religiose.

Nell'ambito dell'inchiesta sulla discarica di amianto aperta nel Cremonese, per la quale era stato arrestato l'ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, Franco Nicoli Cristiani, i magistrati milanesi stanno facendo accertamenti anche sulla delibera approvata il 20 aprile 2011 "su proposta del presidente Roberto Formigoni" con la quale si dava il via libera alla realizzazione della discarica nonostante l'opposizione della Provincia di Cremona preoccupata dal rischio di inquinamento delle falde acquifere.

Proprio per quella discarica Nicoli Cristiani avrebbe chiesto tangenti. Ma non solo: a quanto pare la delibera contestata non risulterebbe pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione.