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mercoledì 14 maggio 2014

Procura di Milano: Robledo accusa di falso Bruti Liberati

MILANO -  Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha scritto una nota al Csm nella quale, in sostanza, spiega che il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati ha detto il falso quando l'ha accusato di aver intralciato le indagini su Expo. L'episodio del 'doppio pedinamento' che avrebbe intralciato l'inchiesta sull'Expo per Robledo non sarebbe mai avvenuto. Robledo nella nota, a sostegno della sua versione, fornisce anche una prova documentale e chiede di essere ascoltato dal Csm.

martedì 13 maggio 2014

Milano, guerra in procura: "Robledo ha intralciato le indagini Expo"

Robledo e Bruti LIberati
MILANO - Le iniziative del pm Alfredo Robledo "hanno determinato un reiterato intralcio alle indagini" sull'Expo. Lo scrive il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, in una nota al Csm, nella quale osserva che l'invio da parte di Robledo di copie di atti del procedimento ha "posto a grave rischio il segreto delle indagini". Tra gli episodi che Bruti cita c'è anche quello di un doppio pedinamento che avrebbe potuto compromettere l'inchiesta. "Robledo pur essendo costantemente informato del fatto che era in corso un'attività di pedinamento e controllo su uno degli indagati svolta da personale della polizia giudiziaria, ha disposto, analogo servizio delegando ad altra struttura della stessa Gdf" scrive il procuratore, spiegando che "solo la reciproca conoscenza del personale Gdf che si è incontrato sul terreno ha consentito di evitare gravi danni alle indagini".

mercoledì 13 novembre 2013

La Procura di Milano indaga su Apple: frode da un miliardo?

MILANO - La Procura di Milano sta indagando su Apple per una presunta frode fiscale del valore di un miliardo di euro. La notizia è stata confermata da fonti giudiziarie. Secondo quanto è stato appreso, la multinazionale avrebbe sottostimato l'imponibile fiscale negli anni 2010 e 2011. La frode fiscale, sempre secondo l'accusa, sarebbe stata messa a segno attraverso una falsa rappresentazione delle scritture contabili. Il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e del pm Adriano Scudieri, ritengono che la filiale italiana della multinazionale californiana che produce l'iPhone e il Mac avrebbe sottostimato di circa 206 milioni di euro l'imponibile fiscale del 2010 e di circa 853 milioni di euro quello relativo all'anno d'imposta 2011. In totale, dunque, Apple avrebbe nascosto al fisco italiano oltre un miliardo di euro.
La frode fiscale, sempre secondo l'accusa, sarebbe stata messa a segno attraverso una falsa rappresentazione delle scritture contabili. Nei giorni scorsi, tra l'altro, nell'ambito degli accertamenti gli investigatori della Gdf di Milano si sarebbero presentati nella sede della Apple in piazza San Babila nel capoluogo lombardo. Nell'inchiesta sarebbero indagati due manager della società.


venerdì 11 ottobre 2013

Berlusconi ha chiesto l'affidamento ai servizi sociali

MILANO - Silvio Berlusconi, attraverso i suoi legali, ha chiesto l'affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la pena definitiva del processo Mediaset. L'istanza è stata depositata presso la procura di Milano. La condanna inflitta al leader Pdl è di quattro anni di reclusione, tre dei quali coperti da indulto.
I legali dell'ex premier hanno fatto pervenire in mattinata la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali all'ufficio esecuzione della Procura di Milano, coordinato dal procuratore aggiunto Nunzia Gatto. Istanza che è stata poi già trasmessa al Tribunale di Sorveglianza.  Ora il fascicolo sarà istruito dal Tribunale di Sorveglianza che seguirà tutti i passaggi fino all'udienza per decidere sulla richiesta di affidamento in prova e sulla proposta da parte dell'ex premier di quale servizio sociale svolgere. Udienza che dovrebbe svolgersi nei prossimi mesi e forse non prima della prossima primavera.

martedì 12 febbraio 2013

Fondazione Maugeri, chiuse indagini: per Formigoni associazione per delinquere


MILANO - La Procura di Milano ha chiuso le indagini sulla fondazione Maugeri nei confronti di 17 persone fra cui il governatore uscente della Lombardia, Roberto Formigoni. Formigoni, secondo la Procura di Milano, è tra i promotori dell'associazione per delinquere contestata nella chiusura delle indagini sul caso Maugeri assieme tra gli altri al faccendiere Pierangelo Daccò e al dirigente Nicola Maria Sanese. Per i pm, dal '97 c'era un' organizzazione stabile per favorire la Fondazione Maugeri.
Formigoni, per la Procura di Milano, non ha restituito alcun importo di denaro, secondo l'analisi dei suoi conti correnti, e invece avrebbe ricevuto 8 milioni di utilità in viaggi, uso di barche altro.

Tra gli altri accusati, l'ex assessore alla Sanita' della Lombardia Antonio Simone, gli ex vertici della fondazione Maugeri, il direttore generale dell'assessorato alla Sanita' Carlo Lucchina e Alberto Perego, memores domini e amico di lunga data del presidente Formigoni.
Le accuse a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, frode fiscale, riciclaggio e interposizione fittizia. La vicenda riguarda il caso con al centro la fondazione Maugeri e una distrazione milionaria dalle sue casse avvenuta tra il 1997 e il 2011. Per la vicenda Dacco', Simone e altre cinque persone furono destinatarie di una ordinanza di custodia cautelare.
"La tempistica della Procura è come sempre molto efficiente: che cosa non si fa per cercare di coprire lo scandalo Mps che rischia di travolgere la sinistra? Così in 24 ore si incriminano Scaroni e Orsi, si condanna Pollari, si continua a distruggere l'Ilva, si depositano gli atti per Formigoni", scrive il governatore della Lombardia. "Pensavo mi accusassero anche di omicidio e di strage e quindi posso dichiararmi soddisfatto", scrive il presidente uscente della Regione.

venerdì 14 dicembre 2012

Regione Lombardia: 40 consiglieri di Pdl e Lega indagati per i rimborsi dei gruppi consiliari (anche munizioni da caccia e cioccolatini). Formigoni. "Batman qui non c'è"


MILANO  - Una quarantina di consiglieri regionali lombardi sono indagati in un'inchiesta della procura di Milano sull'utilizzo dei rimborsi dei gruppi consiliari. L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e condotta dalla Gdf milanese, vede, da quanto si è saputo, al momento indagati consiglieri del Pdl e della Lega Nord. 
Nell'inchiesta sono indagati i capigruppo in Regione Lombardia del Pdl e della Lega Nord, Paolo Valentini e Stefano Galli. Gli investigatori della Gdf avrebbero accertato un utilizzo illecito dei rimborsi regionali dei gruppi consiliari. In particolare l'indagine riguarderebbe spese fatte al di fuori dell'attività politica con soldi pubblici.
Tra gli oggetti acquistati con soldi pubblici, finiti sotto la lente della Procura di Milano, ci sono anche munizioni da caccia per 750 euro che sarebbero stati acquistate da un consigliere lombardo leghista. E poi, cioccolatini francesi messi a bilancio come spesa di rappresentanza regionale, e cene anche queste molto poco "istituzionali". Ancora, alcuni consiglieri lombardi avrebbero speso soldi pubblici per degustazioni, cocktail e acquisti di carne in macelleria, oltre a videogiochi, cappuccini e brioche. Insomma, i consiglieri coinvolti, oltre ai 9mila euro di stipendio, si sarebbero intascati parecchi extra per spese personali. 
"Batman in Lombardia non c'è. Credo proprio che i nostri gruppi abbiano rispettato fino in fondo le regole". Roberto Formigoni risponde così a proposito dell'inchiesta sui rimborsi al Pirellone e su presunti illeciti. "Sono convinto - riprende il governatore - che ci sia un grande equivoco perché le norme in materia qui sono chiare e diverse dalle altre Regioni. Quanto alle regole, le modalità di spesa sono identiche per maggioranza e opposizione".
Lo scorso 10 ottobre i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, su ordine del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e di pm Paolo Filippini e Antonio D'Alessio, erano andati in Regione Lombardia con un decreto di esibizione di documenti e avevano acquisito i rendiconti dei gruppi consiliari lombardi di Pdl e Lega dal 2008 al marzo del 2011. Sul decreto in quella occasione erano indicati i nomi di tre indagati per peculato e truffa aggravata: il leghista ed ex presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, già indagato in un'altra inchiesta per corruzione; l'ex vice presidente del Consiglio regionale ed ex assessore Franco Nicoli Cristiani (Pdl), anche lui accusato di corruzione in un'altra inchiesta; e l'ex assessore regionale Massimo Buscemi del Pdl. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, da quanto si è saputo, sono finite soprattutto le spese di comunicazione e di rappresentanza, ritenute sospette, dei gruppi consiliari del Pdl e della Lega e in particolare i finanzieri avrebbero accertato spese, per cene e viaggi, illecite. Da quanto si è saputo, inoltre, gli investigatori passeranno comunque al setaccio anche le spese con i rimborsi regionali di altri gruppi consiliari, come quello del Pd. Al momento, comunque, l'inchiesta vede una quarantina di indagati tra consiglieri del Pdl e del Carroccio.

mercoledì 25 luglio 2012

I pm convocano Formigoni sabato in procura per il primo interrogatorio


MILANO - E' per sabato prossimo la convocazione in procura per Roberto Formigoni, indagato per corruzione con l'aggravante della transnazionalita' nell'ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri. I suoi difensori, tuttavia, potrebbero anche chiedere un rinvio dell'interrogatorio .

Corruzione “transnazionale”: avviso di garanzia al governatore Formigoni


Roberto Formigoni

MILANO - La Procura di Milano ha inviato un avviso di garanzia e un invito a comparire al governatore della Lombardia Roberto Formigoni, indagato per corruzione, con l'aggravante della transnazionalità, nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri di Pavia. La Procura ha precisato che l'inchiesta riguarda fatti commessi a Milano e all'estero, dal 2001 al novembre 2011.
Formigoni è stato iscritto nel registro degli indagati il 14 giugno, e l'iscrizione è stata desecretata oggi. Il 23 giugno il Corriere della Sera rivelò l'apertura del fascicolo sul governatore lombardo. Ma il diretto interessato smentì annunciando querela alla testata e di essere pronto a dimettersi in caso fossero state provate le accuse riportate dal quotidiano.
Oggi, dopo settimane di indiscrezioni, una nota del procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, rende ufficiale la notizia. Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, è indagato per corruzione con l'aggravante della transnazionalità nell'ambito dell'inchiesta sui presunti fondi neri creati attraverso la Fondazione Maugeri. Cade invece l'accusa, inizialmente contestata, di finanziamento illecito per mezzo milione di euro ricevuto per le elezioni regionali del 2010. Al Presidente lombardo è stato anche notificato un invito a comparire nei prossimi giorni davanti ai pm milanesi.
Stando alla ricostruzione dei magistrati milanesi, Formigoni avrebbe ricevuto dall'uomo d'affari Pierangelo Daccò circa nove milioni di euro di "utilità", tra cui viaggi, passaggi in barca e uno sconto per l'acquisto di una villa in Sardegna da parte di un suo amico di Comunione e Liberazione. In cambio, è l'ipotesi dell'accusa, avrebbe garantito una "corsia preferenziale" a Daccò, consulente della Maugeri, in Regione. Il reato di corruzione con l'aggravante della transnazionalità - si pensa al passaggio di presunto denaro "nero" in Svizzera - è contestato a Formigoni in concorso con lo stesso Daccò, con Umberto Maugeri, Costantino Passerino e l'ex assessore regionale alla Sanità Antonio Simone. 
Intanto, Roberto Formigoni attacca la stampa nazionale su Facebook: «Auguro a Nichi Vendola, rinviato a giudizio in Puglia, di poter presto dimostrare la sia innocenza. Ma non posso - denuncia - non notare l'eclatante doppiopesismo dei giornaloni italiani». Il governatore della Lombardia nota come Corsera e Repubblica hanno dato poco risalto alla notizia dell'indagine su Vendola mettendola rispettivamente a pagina 17 e 15. Formigoni fa il paragone con il grande risalto dato dai medesimi quotidiani che annunciarono l'apertura dell'inchiesta nei suoi confronti in prima pagina con ampi servizi, per più giorni. «Che dite? C’è qualcosa che non va o sono io ipersensibile?». Infine conclude con una considerazione: «Questi giornaloni ricevono anche una sovvenzione pubblica, pagata con i soldi delle tasse di voi cittadini. Pensate che meritino ancora i vostri soldi in omaggio?».




sabato 23 giugno 2012

Formigoni al contrattacco: "Notizie ad oggi infondate. E comunque non mi dimetto"


MILANO - Roberto Formigoni respinge le imputazioni (mezzo milione di euro per la campagna elettorale del 2010 e una serie di benefit di ingente valore) che gli verrebbero rivolte  dalla Procura di Milano e contrattacca: "Ho sempre detto che queste accuse sollevate su di me sempre e solo sui giornali sono false e che se qualcuno dimostrasse che ho portato vantaggi a Daccò (il faccendiere in carcere dal novembre scorso, ndr) mi dimetterei". Ha anche precisato che le accuse andrebbero dimostrate "in maniera inoppugnabile" e che "non basta scriverlo sui giornali".

L'indiscrezione di Formigoni indagato, lanciata dal "Corriere della Sera", troverebbe però conferma da fonti vicino all'inchiesta.

"Io indagato? La notizia ad oggi è destituita di fondamento", ha detto Formigoni che ha dichiarato di non essere "per nulla informato di tutto ciò". "E' un attacco a me e alla Regione", ha proseguito rispondendo così all'ipotetica iscrizione nel registro degli indagati. "Ho dato mandato al mio difensore di fiducia di prendere contatto con la procura e fare piena luce su questa vicenda - ha aggiunto Formigoni -. Siccome conosco il direttore De Bortoli e so che è una persona seria mi aspetto che ci sia immediatamente una smentita sul sito del giornale e domani in prima pagina sia pubblicata una rettifica" per chiarire i contorni della vicenda. 
"Non mi dimetto perché le cose che mi sono contestate sono insussistenti" ha poi sostenuto il presidente della Regione Lombardia. "Non mi dimetterò perché nulla sussiste contro di me e se fosse avviata un'indagine non mi dimetterei lo stesso perché avrei raggiunto lo status di altri miei colleghi indagati che, correttamente, non si dimettono". "Mi dimetterò - ha precisato ancora Formigoni a Tgcom24 - solo se verrà dimostrato che ho portato qualche vantaggio a Daccò e viceversa". "Non ho mai ricevuto alcun finanziamento da nessuno e neppure dalle persone di cui parla il Corriere. Sono solo informazioni risibili e ludiche. Non è la Procura che deve smentire, perché non ha inviato alcun avviso di garanzia, è il Corriere che deve smentire. Se così non sarà, metterò in atto tutti i percorsi a tutela della mia onorabilità e chiederò i danni ai giornalisti". 

venerdì 25 maggio 2012

Expo, turbativa d’asta. Indaga la procura di Milano

Il procedimento riguarda una gara per l'affidamento di lavori di rimozione di "interferenze" sull'area destinata all'esposizione del 2015 a Rho-Milano Fiera
L'area dell'Expo a Rho-Milano Fiera


MILANO - La procura di Milano ha avviato un fascicolo con l'ipotesi di reato di turbativa d'asta in relazione a una gara per l'affidamento dei lavori che riguardano il sito espositivo dell'Expo. Nell'ambito di questa indagine, la Guardia di Finanza di Milano si e' recata stamane nella sede della metropolitana milanese con un decreto di esibizione firmato dai pm Filippini e D'Alessio. In particolare gli accertamenti riguardano i lavori "inerenti la rimozione delle interferenze presenti nel sito espositivo di Expo". .

mercoledì 16 maggio 2012

The family, che guai. Bossi indagato per truffa allo Stato, i figli per appropriazione indebita


Umberto Bossi con il figlio Renzo canta "Va Pensiero". Bei tempi...

 MILANO - Il leader della Lega Umberto Bossi è stato iscritto nel registro degli indagati a Milano per truffa ai danni dello Stato in concorso con l'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, in relazione ai rimborsi elettorali dichiarati dal movimento nel luglio del 2011. Lo ha reso noto il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati in una nota. Indagati invece per appropriazione indebita i figli di Bossi, Riccardo e Renzo.
Secondo gli inquirenti, Umberto Bossi, in qualità di legale rappresentante della Lega, sarebbe stato consapevole che i fondi della tesoreria gestita da Francesco Belsito venivano usati per scopi diversi da quelli legati al partito. "Bossi risponde come segretario federale che redige i conti - ha spiegato il procuratore capo, Edmondo Bruti Liberati - e abbiamo elementi utili per dire che c'è sotto una sua consapevolezza". 
E' indagato invece per peculato il senatore del Carroccio Piergiorgio Stiffoni, finito nel mirino dei magistrati per alcune movimentazioni di denaro ritenute sospette.  All'imprenditore Paolo Scala, che risultava già iscritto nel registro degli indagati di Milano, è stato contestato anche il reato di riciclaggio. La procura di Milano sta indagando con quelle di Napoli e Reggio Calabria sul presunto uso per scopi privati dei fondi pubblici da parte di alcuni esponenti del Carroccio. Finora l'unico indagato del partito risultava essere l'ex-tesoriere Francesco Belsito. 

Una truffa da 18 milioni di euro  L'accusa a carico di Umberto Bossi riguarda una presunta truffa ai danni dello Stato da 18 milioni di euro di cui risponde in concorso anche l'ex tesoriere Francesco Belsito. Sono 18 milioni di euro infatti la cifra che il partito ha incassato presentando, secondo l'accusa, un rendiconto infedele nell'agosto 2011 per avere i rimborsi elettorali relativi all'anno 2010. "Umberto Bossi firmava i rendiconti del partito". E' quanto avrebbe detto al pm di Milano la responsabile amministrativa di via Bellerio, Nadia Dagrada. Le dichiarazioni della dirigente sarebbero, da quanto si è saputo, uno degli elementi su cui si fonda l'accusa di truffa ai danni dello Stato a carico del Senatur.

La "paghetta" dei figli  A Renzo e Riccardo Bossi, oltre alle spese personali, venivano corrisposti 5mila euro al mese. E' quanto emerge dalle indagini della Procura di Milano sui fondi della Lega. Gli accertamenti sulla "paghetta" ipotizzata riguardano gli anni dal 2008 al 2011.

Maroni: "Via i ladri" "Voglio una Lega unita, voglio una Lega forte, voglio una Lega viva. Una Lega che si concentra sulle cose da fare e non sulle menate interne, che progetta e governa, che dà risposte. Largo ai giovani e a chi è capace. Per faccendieri, ladri e ciarlatani non c'è posto nella Lega del futuro". Lo ha scritto Roberto Maroni sulla sua pagina di Facebook, proprio mentre uscivano le notizie sulla famiglia Bossa.

Salvini: "Attacco bestiale" "Anche i sassi hanno capito che contro la Lega è in corso un attacco bestiale. Qualcuno vuole coprire le porcherie del governo Monti attaccando la Lega": lo ha detto l'europarlamentare Matteo Salvini, interpellato in via Bellerio sui recenti sviluppi giudiziari. "Qualcuno - ha aggiunto - ha sbagliato, figli di Bossi compresi, e si è dimesso. Abbiamo rinunciato ai rimborsi elettorali di luglio. Adesso basta, c'è qualcuno che sta esagerando. Il Paese va a fondo e c'è gente che vive con l'incubo della Lega".

venerdì 13 aprile 2012

Ennesima truffa nella Sanità in Lombardia: arrestato ex assessore regionale Simone (Dc anni 90) e altri 4. Una “costola” dell’inchiesta San Raffaele: 56 milioni distratti dalla fondazione Maugeri


MILANO - E' stato arrestato dalla Gdf l'ex assessore alla Sanità della Regione Lombardia Antonio Simone (Dc negli anni '90) per aver distratto dalla Fondazione Maugeri 56 milioni di euro. La Procura di Milano ha disposto poi la custodia cautelare per il direttore amministrativo della Fondazione, Costantino Passerino, il presidente della Fondazione Maugeri, Umberto Maugeri, Pierangelo Daccò, Claudio Massimo e Gianfranco Mozzali, entrambi consulenti della fondazione che opera nel settore della sanità privata. Maugeri è stato posto ai domiciliari. Tutti e 5 gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere aggravata dal carattere transazionale e finalizzata al riciclaggio, appropriazioni indebite pluriaggravate, frode fiscale ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
L'indagine è nata da una "costola" dell'inchiesta sul San Raffaele. In particolare gli inquirenti, analizzando i documenti di Pierangelo Daccò (indagato anche per il dissesto del San Raffaele) hanno ricostruito il presunto giro illecito di fatture e rimborsi. I fatti contestati vanno dal 2004 al 2011. L'inchiesta è stata coordinata dai pm Luigi Orsi, Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta mentre i provvedimenti di arresto sono stati firmati dal gip Vincenzo Tutinellli. 
Umberto Maugeri, presidente dell'omonima fondazione, per il quale è stato emesso un ordine di custodia cautelare ai domiciliari, è irreperibile e si troverebbe all'estero. Lo si apprende in ambienti giudiziari. Gli investigatori ritengono però che l'indagato rientrerà presto in Italia. Il gip di Milano Vincenzo Tutinelli ha disposto una misura cautelare più lieve per Maugeri, ultrasettantenne, rispetto agli altri 4 arrestati.
Nata nel 1965 a Pavia come “Clinica del Lavoro” per iniziativa del prof. Salvatore Maugeri, la Fondazione è attiva nel settore della riabilitazione sanitaria in Lombardia, ma ha basi in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia. I settori in cui opera sono soprattutto quelli della tutela della salute nel lavoro e la prevenzione dei rischi legati ad attività produttive, con un particolare attenzione alla medicina riabilitativa e il conseguente reinserimento socio-produttivo del disabile.

mercoledì 11 aprile 2012

Maroni in Procura a Milano: pronti a costituirci parte civile


MILANO - Roberto Maroni è stato ascoltato, su sua richiesta, in procura a Milano dai Pm che indagano sui fondi della Lega. ”Non vogliamo nascondere nulla. Siamo qui per garantire una collaborazione piena e leale per l'accertamento della verità” 'ha detto l'ex ministro ribadendo la disponibilità a fornire la documentazione eventualmente richiesta dalla magistratura. “La sensazione 'e' che qualcuno abbia approfittato della buonafede di Umberto Bossi per favorire se stesso o altre persone. La Lega - ha aggiunto - é pronta a costituirsi parte civile in un eventuale processo”.
 Il presidente del Senato, Renato Schifani, presiederà l'Aula di palazzo Madama al posto del vicepresidente Rosy Mauro "fino a quando ci sarà l'opportunità di salvaguardare il decoro del Senato". Lo annuncia la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, al termine della capigruppo "Valuterà lei cosa fare e prenderà le decisioni che ritiene opportune". "Non credo sia opportuno un dibattito su una vicenda ancora tutta da chiarire". Così Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. "Ieri ho chiesto e ho consigliato a Rosy Mauro di dimettersi, ma sarà lei a decidere". Lo dice il capogruppo della Lega al Senato Federico Bricolo. "In televisione - aggiunge - si è difesa a spada tratta dando elementi importanti agli inquirenti che spero facciano chiarezza"

mercoledì 22 febbraio 2012

Chiesta dalla procura di Milano la "sorveglianza speciale" per Fabrizio Corona

Fabrizio Corona
MILANO - La Procura di Milano ha chiesto l' applicazione della sorveglianza speciale per il 'fotografo dei vip' Fabrizio Corona. Si tratta di una misura di prevenzione a cui, in base a una legge del '56, devono essere sottoposte le persone che risultano ''pericolose per la sicurezza pubblica" e coloro "che sono dediti alla commissione di reati". Per Corona, che ha già riportato diverse condanne tra cui quella definitiva per i presunti foto-ricatti, la Procura ha chiesto anche l'obbligo di soggiorno. Deciderà il Tribunale.

giovedì 29 settembre 2011

La procura di Milano ha chiesto il fallimento dell'ospedale San Raffaele


MILANO  - La procura di Milano ha depositato l'istanza per chiedere il fallimento dell'ospedale San Raffaele, gravato da circa 1,5 miliardi di debiti. "Questa iniziativa è innanzitutto finalizzata all'intento di arrestare ulteriori dissipazioni patrimoniali, ma è altresì orientata a perseguire l'interesse pubblico". Lo scrive il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati in un comunicato stampa in relazione alla richiesta di fallimento per l'ospedale San Raffaele, precisando che la richiesta e' del 23 settembre ed e' stata notificata oggi ai legali rappresentanti della Fondazione e che il 12 ottobre si svolgera' un'udienza davanti al tribunale fallimentare. "Dagli atti acquisiti - si legge ancora nel comunicato - emerge lo stato di insolvenza della Fondazione, dato non controverso, tanto che il consiglio di amministrazione ha pubblicamente dichiarato di voler presentare un ricorso per l'ammissione al concordato preventivo, proposito che finora non risulta essersi concretato".
"A fronte di una situazione, preferibilmente suscettibile di ulteriore aggravamento - prosegue la nota- si e' imposta una richiesta, quella che la legge fallimentare affida al pubblico ministero, orientata a perseguire l'interesse pubblico, sotto molteplici profili".

mercoledì 21 settembre 2011

La Procura di Milano si costituisce in giudizio nel conflitto di attribuzione sollevato dal Parlamento sul "caso Ruby"

MILANO - La procura di Milano si è costituita in giudizio davanti alla Consulta dove, nel maggio scorso, e' stato depositato il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri sollevato dal Parlamento nei riguardi della magistratura milanese sul 'caso' Ruby. Ne da' notizia il procuratore della Repubblica, Edmondo Bruti Liberati, in un comunicato nel quale precisa che la magistratura sara' rappresentata e difesa dall'avvocato e professore Federico Sorrentino, del Foro di Roma. La procura chiede che "la Corte dichiari inammissibile o, in subordine, infondato il conflitto".