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sabato 25 agosto 2012

L’agenda del governo: liberalizzazioni e concorso per 12mila insegnanti


ROMA - "Una giornata intera dedicata alla riflessione su come mobilitare tutte le energie per raggiungere l'obiettivo della crescita". Così un comunicato di Palazzo Chigi definisce il consiglio dei ministri durato oltre nove ore. Il governo si impegna a rivedere le detrazioni fiscali a vantaggio della famiglia e rifinanziare le social card. L'agenda del governo prevede nuove liberalizzazioni per "creare spazi nuovi per la crescita di autonome iniziative private attualmente bloccate o rese interstiziali da una presenza pubblica invadente e spesso inefficiente". Lo ha confermato l'esecutivo al termine del Consiglio dei ministri. Tra i settori che saranno interessati dai provvedimenti rientrerebbero quello postale, dei beni culturali e la sanità.
Nel corso del Cdm, che Palazzo Chigi ha definito "una giornata intera dedicata alla riflessione su come mobilitare tutte le energie per raggiungere l'obiettivo della crescita", si è ribadito che tutte le azioni in tal senso "dovranno svolgersi nel rispetto delle compatibilità finanziarie e dei vincoli europei, come è stato illustrato dai ministri Vittorio Grilli e Enzo Moavero".

Insegnanti
Il Cdm ha autorizzato il Miur "ad assumere a tempo indeterminato, a partire dall'anno scolastico 2012-2013 dirigenti scolastici, personale docente, personale tecnico-amministrativo e direttori amministrativi". Le assunzioni riguardano: 1.213 unità di dirigenti scolastici, 134 trattenimenti in servizio di dirigenti scolastici, solo per l'anno scolastico 2012/2013; 21.112 unità di personale docente ed educativo (i docenti saranno 11.892). E' il primo concorso dal 1999. La pubblicazione del bando è prevista per il 24 settembre.

Immobili statali
"Nei prossimi mesi l'azione del governo - si legge nel comunicato al termine del vertice - si incentrerà sulla riduzione del debito pubblico, in particolare mettendo in atto gli strumenti creati per procedere alla valorizzazione e successiva dismissione del patrimonio dello Stato, sia degli immobili che delle partecipazioni pubbliche".

Social card 
Resta l'impegno per le famiglie. Nei prossimi mesi il governo prevede di "rivedere le detrazioni fiscali a vantaggio della famiglia e favorire la natalità" e di "rifinanziare la 'carta acquisti' per il 2013 a sostegno delle famiglie colpite da disagio economico".

Terremotati,
Il Consiglio dei ministri ha condiviso l'analisi del Ministro dell'Economia e Finanze, che adotterà il decreto con la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, allineandoli tutti alla scadenza del 30 novembre 2012. E' quanto deciso in Cdm sull'ipotesi del differimento delle scadenze fiscali per le aree colpite dal sisma. Decisioni anche sul terremoto in Abruzzo. Tra le priorità "l'avvio della ricostruzione dei centri storici del cratere aquilano".

Corruzione
Tra gli intenti dell'esecutivo anche l'approvazione "in via definitiva del disegno di legge 'anticorruzione'".

mercoledì 21 marzo 2012

Ok alla fiducia della Camera sul decreto liberalizzazioni. Però mancano 55 voti del Pdl. E ci sono due nodi da sciogliere


ROMA- La Camera conferma la fiducia al governo sul decreto legge in materia di liberalizzazioni con 449 voti a favore. I contrari sono stati 79, 29 gli astenuti. Quello di oggi sulle liberalizzazioni e' stato il secondo risultato piu' basso ottenuto dal governo Monti a un voto di fiducia. L'esecutivo ha ottenuto 449 si', meglio solo della votazione del 9 febbraio sullo svuotacarceri quando si fermo' a 420 si'. A scorrere i tabulati della votazione, e' dal Pdl soprattuto che sono mancati voti al governo Monti: 55 su 210. Sei deputati hanno votato no alla fiducia e sono Viviana Beccalossi, Maurizio Bianconi, Gianni Mancuso, Alessandra Mussolini, Carlo Nola, Mauro Pili. Ventitre' poi, su 29, gli astenuti: Aracri, Bellotti, Bergamini, Biava, Cassinelli, Castellani, Castiello, Contento, Cossiga, Crosetto, De Angelis, De Corato, Dima, Tommaso Foti, Frassinetti, Mannucci, Antonio Martino, Mazzuca, Moles, Murgia, Paniz, Sisto, Vitali. E 27 sono stati gli assenti nel Popolo della Liberta' di cui cinque in missione (Cirielli, Formichella, Jannone, Leone, Migliori) e 22 che non si sono presentati in aula: Angelucci, Barba, Berlusconi, Corsaro, D'Alessandro, Dell'Elce, De Luca, Germana', Ghedini, Ghiglia, Girlanda, Laffranco, Lunardi, Martinielli, Antonio Pepe, Mariarosaria Rossi, Saglia, Scapagnini, Stanca, Traversa, Tremonti, Vessa.
Nessuna defezione invece nel Pd, ma dieci deputati non hanno votato. Cinque deputati erano in missione (Barbi, Duilio, Maran, il radicale Mecacci e Parisi) e cinque assenti: Baretta, Bucchino, Andrea Orlando, Antonino Russo, Vannucci).
Tra gli altri gruppi, quattro assenti in Fli (Divella, Paglia e Patarino), due in Api (Vernetti e Versace), due in Grande Sud (Miccichè e Soglia), cinque Udc (Casini e Cesa volati a Torino a fare visita al consigliere comunale Udc Alberto Musy ferito a colpi d'arma da fuoco, piu' Anna Teresa Formisano, Lusetti e Mondello), tre di Popolo e Territorio (Calearo, colpito da un grave lutto, Catone e Marmo), quattro nel gruppo Misto (Ossorio, Mannino, Sardelli, Lo Monte) e quattro leghisti (Maroni, Chiappori, Grimoldi e Nicola Molteni). Ha votato poi no alla fiducia Beppe Giulietti del gruppo misto in segno di protesta per un numero di fiducie chieste da Monti giudicato eccessivo. (AGI) .
Con il voto alla Camera, il decreto liberalizzazioni e' pronto per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma vi sono ancora due nodi da sciogliere. Il primo riguarda la cancellazione delle commissioni bancarie sugli affidi, decisa con una modifica introdotta in Senato. Modifica che aveva provocato le dimissioni dei vertici Abi e che il governo si e' detto disponibile a rivedere solamente su sollecitazione esplicita del Parlamento. Da qui l'ordine del giorno di Pd, Pdl e Terzo Polo affinche' il governo si impegni a limitare la norma alle banche che non aderiscono ai protocolli di trasparenza. Il secondo nodo da sciogliere consiste invece nei rilievi della Ragioneria dello stato sulla mancanza di coperture per alcune norme contenute del decreto. Il testo sul quale il governo ha incassato la fiducia alla Camera non presenta modifiche rispetto a quello licenziato dal Senato e prevede misure volte alle liberalizzazioni in una lunga serie di settori. Il provvedimento consiste in 119 articoli in tutto che affiancano alle liberalizzazioni in materia di servizi professionali, di energia, di servizi pubblici locali, di banche e assicurazioni e trasporti, misure per la tutela dei consumatori e lo sviluppo delle infrastrutture, trasporti ed edilizia in particolare. Queste le principali novita' che apportera' il decreto.
Banche. Conto corrente gratis per pensionati: e' previsto per i pensionati che hanno un assegno fino a 1.500 euro.
Commissioni prestiti. Annullate tutte le commissioni bancarie sui prestiti anche in caso di sconfinamento in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido. Mutui: non sara' piu' necessario aprire un conto corrente nella banca dove si richiede il mutuo; le banche erogatrici avranno l'obbligo di proporre due polizze di differenti assicurazioni non riconducibili alle banche, agli istituti di credito e agli intermediari finanziari stessi.
  Prevista anche la liberta' per il cliente di scegliere sul mercato la polizza sulla vita piu' conveniente. Stop alle commissioni per il pagamento del carburante tramite carta fino a 100 euro. Vietati gli incroci personali tra gruppi bancari concorrenti, cioe' la co-presenza di un individuo in due o piu' Consigli di Amministrazione.
Servizi pubblici locali. Obbligatorie le gare per l'affidamento di servizi oltre i duecentomila euro. 
Affitti on line. Gli affitti di Regioni e Comuni dovranno essere pubblicati on line.
ICI/IMU per la Chiesa: abrogazione immediata delle norme che prevedono l'esenzione per gli immobili dove l'attivita' non commerciale non sia esclusiva ma solo prevalente. La norma interessa tutte le associazioni no-profit, ivi compresa la Chiesa.
Professionisti. Abolito il preventivo in forma scritta, previsto dal testo di Palazzo Chigi, sostituito dall'obbligo di un preventivo di massima e viene tolta anche la possibile sanzione disciplinare. I tirocinanti, avranno un rimborso a forfait dopo sei mesi di pratica.
Tempi certi per concorsi notai. Obbligo a nominare i notai entro un anno dal bando dei prossimi concorsi relativi all'anno in corso, al 2013, al 2014 e dal 2015.
Clausole vessatorie. Chi non rispetta le norme contro le clausole vessatorie nei contratti stipulati dai professionisti con i clienti paghera' da 2.000 a 50.000 euro di multa.
Ipoteca vecchi mutui. Per i vecchi mutui, saldati prima delle liberalizzazioni di Bersani, non sara' piu' necessario andare dal notaio per estinguere l'ipoteca.
Farmacie. Quorum per l'apertura di nuove farmacie spostato a 3.300 abitanti. Possibilita' per le parafarmacie di vendere farmaci veterinari e prodotti galenici. Non ci saranno 'quote riservate' nei concorsi per l'apertura delle nuove farmacie. In arrivo i farmaci monodose: l'Aifa entro il 31 dicembre dovra' rivedere le modalita' di confezionamento dei farmaci per individuare le confezioni ottimali in funzione delle patologie.
20 i tribunale delle imprese. Saranno 20 i tribunali delle imprese su tutto il territorio. Dodici le sezioni specializzate esistenti alle quali si aggiungeranno altre 8. Avranno sede nel capoluogo di regione. La Lombardia ne avra' due, a Milano e a Brescia. Per la Valle D'Aosta sara' competente Torino.
Contributo società capitale ad Antitrust. Le societa' di capitale con ricavi totali oltre i 50 mln di euro dovranno versare lo 0,08 per mille del fatturato per sostenere le funzioni dell'Autorita' Garante della Concorrenza e del mercato. Il contributo servira' anche a incrementare di 20 posti l'organico dell'Authority.
Pagamenti da fattura. I termini per il pagamento dei prodotti agricoli e alimentari scatteranno dall'ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura. 
Gratis notaio per società under 35. I giovani sotto i 35 anni che vorranno dare vita a una Srl potranno farlo usufruendo della gratuita' delle spese notarili con capitale iniziale tra 1 euro e 10mila euro. Vietata la cessione delle quote a soci che non abbiano il requisito dell'eta'.
Protezione civile. Esclusa la gestione dei grandi eventi dalle competenze della Protezione Civile.
Separazione Eni-Snam. La separazione tra Eni e Snam dovra' avvenire entro settembre 2013.
Remunerazione rete elettrica. Piu' facile per i concessionari realizzare investimenti con definizione da parte dell'Authority delle remunerazione singoli asset.
Prezzi europei per gas. I prezzi italiani del gas saranno allineati a quelli europei.
Stop esclusiva benzinai. Per i benzinai cade il diritto esclusiva e sara' possibile l'aggregazione tra gestori di impianti per l'acquisto all'ingrosso di carburante. 
Taxi. Rimane ai sindaci il potere di decidere il numero di licenze dei taxi, con il preventivo parere dell'Autorita' per i trasporti. Permane la possibilita' per la stessa Autorita' di appellarsi al tar del Lazio nel caso in cui i comuni non recepiscano le direttive.
Autorità trasporti. Entro il 31 maggio nascera' la suddetta Autorita' dei trasporti partira' entro il 31 maggio che avra' il potere di imporre sanzioni amministrative in caso di inosservanza delle proprie decisioni.
Separazione Fs-RFI. entro il 30 giugno 2013 l'Autorita' per i trasporti dovra' trasmettere una relazione al Governo e al Parlamento "sull'efficienza dei diversi gradi di separazione tra l'impresa che gestisce l'infrastruttura e l'impresa ferroviaria".
Contratti aziendali per ferrovie. I trattamenti di lavoro saranno definiti dalla contrattazione collettiva svolta dalle organizzazioni piu' rappresentative a livello nazionale e non si fara' piu' riferimento a contratti collettivi nazionali di settore.
Autostrade. Le pertinenze di servizio delle autostrade siano decise sentita l'Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali.
Stop tagli carrozzieri non auttorizzati. Cancellata la norma del decreto liberalizzazioni sull'rc auto che prevedeva un taglio del 30% ai risarcimenti nel caso in cui non si utilizzi per le riparazioni un carrozziere convenzionato con l'assicurazione.
Frodi assicurazioni. Aumentano le pene per le frodi a danno delle assicurazioni. Stabilisce il carcere da uno a cinque anni e non piu' da "da sei mesi a quattro anni" per chi froda le assicurazioni danneggiando un bene assicurato o con una mutilazione della propria persona.
Risarcimenti piccole lesioni. Il danno biologico alla persona per lesioni di lieve entita' e' risarcito solo se si ha un riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata la lesione.
Premio Rc auto nord e sud. Previsto l'obbligo per le compagnie di assicurazioni di praticare 'identiche offerte' su tutto il territorio nazionale per le classi di massimo sconto. 
RC auto. Quindici giorni di tempo per regolarizzare la posizione e poi l'intervento della polizia per tutti coloro che non hanno assicurato il proprio veicolo e sono inseriti nell'elenco del ministero dei Trasporti.
Banca dati testimoni. Conterra' le informazioni relative a danneggiati e testimoni.

mercoledì 29 febbraio 2012

Decreto liberalizzazioni in Senato con 1700 emendamenti


ROMA - Sciolti gli ultimi nodi su taxi e farmacie, ed incassato ieri sera l'ok della Commissione Industria, il dl liberalizzazioni è arrivato oggi all'esame dell'aula del Senato con 1.700 emendamenti presentati da tutti i gruppi. E diventa sempre più probabile la possibilità che il governo ponga la fiducia. Le ultime limature intanto rafforzano le misure a tutela dei consumatori nei loro rapporti con le banche, per esempio con l'eliminazione delle clausole per l'apertura delle linee di credito. La questione della Tesoreria unica, che angustia Regioni e comuni, sarà invece risolta nel decreto fiscale.
Nel braccio di ferro tra il governo e il Pdl sulle farmacie, il primo ha sostanzialmente tenuto la linea sul tetto degli abitanti per ciascuna farmacia, facendolo salire dai 3.000 del decreto a 3.300; ma comunque ben al di sotto dei 5.000 stabiliti dall'attuale normativa e dei 4.000 chiesti dal Pdl. In più cade un vincolo per le parafarmacie: potranno vendere le medicine che l'Aifa toglierà dalla lista di quelle di fascia C anche nei piccoli comuni, e non più solo in quelli oltre i 12.500 abitanti.
Tutto ciò ha fatto esprimere "amarezza" a Federfarma. Il Pdl porta invece a casa le norme sui taxi: le licenze rimarranno in capo ai sindaci e non all'Autorità per i trasporti che potrà al massimo ricorrere al Tar se i comuni non seguiranno le proprie direttive. E anche sui professionisti il Pdl strappa varie modifiche: gli avvocati non dovranno più fare obbligatoriamente un preventivo scritto, e altre loro richieste sulle società di professionisti sono state recepite. Tutti motivi che spingono il capogruppo Maurizio Gasparri a parlare di decreto "migliorato".

martedì 28 febbraio 2012

Liberalizzazioni, accordo raggiunto sulle farmacie: una ogni 3300 abitanti. E si potrà comprare anche una sola pillola. Via libera alla separazione Eni-Snam

 ROMA- Accordo raggiunto sulle farmacie: se ne potrà aprire una ogni 3.300 abitanti, e non ci saranno quote riservate per i concorsi straordinari per le nuove aperture. Lo afferma la relatrice del decreto liberalizzazioni Simona Vicari (Pdl), confermando che così si arriverà ad aprire circa 5.000 nuove farmacie come era obiettivo del governo. Dal prossimo anno in farmacia si potrà comprare anche una sola pillola. Se sarà approvato l'emendamento depositato in commissione, infatti, l'Aifa entro il 31 dicembre deve rivedere "le modalità di confezionamento dei farmaci" per "identificare confezioni ottimali anche di tipo monodose in funzione delle patologie".
La sentraice Vicari ha anche riferito che saranno i comuni a poter decidere sulle licenze dei taxi e il parere dell'Authority sarà obbligatorio ma non sarà più scritto nero su bianco che debba essere "vincolante". Qualora il parere fosse disatteso potrà essere impugnato al Tar.
Via libera alla separazione di Eni da Snam, che dovrá diventare realtá entro 18 mesi dall'entrata in vigore del decreto legge liberalizzazioni (cioè entro settembre 2013). Lo prevede l'emendamento presentato dai relatori e approvato nella notte dalla commissione Industria del Senato. Il provvedimento stabilisce che al fine di introdurre la «piena terzietá dei servizi regolati di trasporto, di stoccaggio, di rigassificazione e distribuzione delle altre attivitá» della filiera, il presidente del Consiglio dei ministri entro il 31 maggio del 2012, dovrá emanare un decreto che disciplina i criteri di separazione.

domenica 26 febbraio 2012

Liberalizzazioni: in commissione industria al Senato si continua a trattare. In alto mare la questione farmacie

ROMA - Sono una ventina i temi che la commissione Industria del Senato deve ancora affrontare sui 97 articoli del decreto liberalizzazioni. In alto mare resta ancora la questione delle farmacie. Tra i temi in stand by, alla prova del voto, sono attesi i "nodi" più delicati, che vanno dalle professioni al Tribunale delle imprese, dalla separazione Eni-Snam alle disposizioni sui carburanti. Sul tavolo anche l'emendamento del governo sull'Imu della Chiesa cattolica e su cui si attende il parere della commissione Bilancio previsto per lunedì . Questi i principali "nodi" da sbrogliare su cui stanno lavorando governo e relatori che hanno presentato alcune proposte di "mediazione". Resta in alto mare la questione farmacie su cui il confronto continuerà lunedì. 

PROFESSIONI. Il governo ha presentato un emendamento che in parte rappresenta una marcia indietro: salta l'obbligo di preventivo scritto se richiesto dal cliente e non c'è più illecito disciplinare per chi non rispetta le nuove regole sul preventivo. Una novità: il numero dei soci professionisti o la partecipazione al capitale sociale dei professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci. 

TRIBUNALE DELLE IMPRESE. Il governo ha presentato un emendamento che punta a venti sedi e modifica in parte il testo originario in tema di competenze. Il contributo unificato raddoppia. 

SRL PER GIOVANI UNDER 35. L'ultima riformulazione di un testo dei relatori fa tornare in gioco il notaio per la costituzione delle Srl semplificate dei giovani under 35 ma non ci saranno spese. Si prevede che "il Consiglio nazionale del notariato" debba vigilare "sulla corretta e tempestiva applicazione delle disposizioni da parte dei notai".

TAXI E AUTORITA' TRASPORTI. Resta per ora in piedi il testo dei relatori che restituiscono al sindaco il rilascio delle licenze e che danno all'Autorità per i trasporti il compito di dare un parere che non è però vincolante. Se il Comune si discosta senza motivi dal parere è possibile il ricorso al Tar. 

SNAM-ENI. Sul tavolo c'è un emendamento dei relatori che prevede tempi certi per lo scorporo di Eni da Snam. Entro maggio 2012 ci sarà il decreto della presidenza del Consiglio che dovrà indicare "i criteri, le condizioni e le modalità" della separazione; mentre entro settembre 2013 dovrà essere adottato il modello di "separazione proprietaria". 

CARBURANTI. Mini-ritocchi sulla distribuzione dei carburanti. Le modifiche previste nell'emendamento dei relatori al momento riguardano la possibilità di aggregazioni di gestori di impianti di distribuzione di carburante finalizzate allo sviluppo della capacità di acquisto all'ingrosso e la vendita di sigarette che potrebbe presto essere consentita anche nei benzinai più piccoli. 

RCAUTO. L'orientamento è quello di consentire a chi accende un mutuo di trovare liberamente sul mercato una polizza vita. 

FERROVIE. Un testo dei relatori prevede che per le imprese ferroviarie e le associazioni internazionali di imprese ferroviarie resta lo stop all'obbligo di osservare i contratti collettivi nazionali di settore, ma le condizioni di lavoro del personale dovranno essere definite dalla "contrattazione collettiva svolta dalle organizzazioni più rappresentative a livello nazionale". In sostanza le condizioni di lavoro potranno essere contrattate tra i sindacati più rappresentativi a livello nazionale e l'azienda stessa.

venerdì 24 febbraio 2012

L’Ocse: l’Italia privatizzi tv, energia e trasporti.


ROMA -  L'Italia deve ridurre le proprieta' dello Stato ''specialmente nei settori dei media televisivi, dei trasporti, dell'energia e dei servizi locali''. E' quanto torna a chiedere l'Ocse nel rapporto sulla crescita dove si rileva come il governo Monti abbia piani per ''realizzare le privatizzazioni''.
Nel suo rapporto l'Ocse, nelle schede dedicate ai singoli paesi mette a confronto le raccomandazioni emanate dall'organizzazione negli ultimi anni e le azioni effettivamente intraprese. Per l'Italia si ricorda come il referendum sull'acqua nel 2011 abbia "rovesciato i piani per privatizzare i servizi del settore". Più in generale il nostro paese, pur avendo progressi su diversi temi come l'educazione terziaria, la decentralizzazione dei salari e la corporate governance, abbia "realizzato poco nella riduzione delle società e servizi a controllo pubblico".
 ''Ammorbidire la protezione del lavoro sui contratti standard'' dice ancora l'Ocse. L'Italia ''non ha ancora intrapreso azioni significative'' ma sta ''considerando una riforma del mercato del lavoro, mirata ad ammorbidire le tutele sui contratti standard'' con ''una riforma welfare per migliorare la rete di sicurezza per i disoccupati''.
Il governo italiano, inoltre, secondo l'organizzazione deve "ridurre le barriere legislative alla concorrenza" in diversi settori, tra cui "le professioni, il commercio al dettaglio e i servizi locali". Il decreto varato a dicembre 2011, sottolinea l'Ocse nel proprio rapporto, "introduceva misure per liberalizzare il commercio al dettaglio", ma queste misure "possono essere in parte sorpassate dalle politiche territoriali delle autorità regionali". Il governo ha però "introdotto misure significative per liberalizzare le professioni e i servizi di trasporto".

Più in generale, e non più solo a riguardo dell'Italia, secondo il rapporto l'attuazione delle riforme strutturali può mitigare l'impatto della crisi, evitando che la disoccupazione resti "su livelli strutturali" e contribuendo a rilanciare "più velocemente" il mercato del lavoro. Secondo l'organizzazione, "un'ampia e ambiziosa agenda di riforme potrebbe portare a una crescita annua del Pil fino all'1%, in media, nei prossimi 10 anni", e le riforme possono rendere la ripresa "più sostenibile e più equa".

Per quanto riguarda la crisi, lo scenario peggiore "è stato evitato", ma anche così "la disoccupazione resterà alta nel corso del 2013", mentre "non si attende un recupero della produzione persa e i bilanci pubblici dovrebbero rimanere sugli stessi livelli insostenibili in molti paesi".

sabato 21 gennaio 2012

Liiberalizzazioni, c'è chi dice no: taxisti, farmacisti, benzinai, avvocati

ROMA - Il pacchetto sulle liberalizzazioni approvato dal Cdm non è piaciuto ai tassisti e ai farmacisti, così come ai benziani e agli avvocati che promettono battaglia. Le auto bianche hanno manifestato il loro dissenso a Roma, Napoli e Genova. Nella capitale blocco stradale al Circo Massimo. In 200 in piazza contro il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri nella città partenopea. Nel capoluogo ligure, occupato il centro. 


L'Assemblea di Federfarma ha proclamato lo stato di agitazione e la serrata delle farmacie, da stabilire nei tempi e nei modi. Il decreto prevede una farmacisa ogni 3000 abitanti e l'entrata in funzione di 5000 nuovi farmacisti. 

Il decreto in materia dimdi taxi si muove su due assi, annunciati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà: il tassista "potrà essere titolare di una licenza part-time che consentirà di far lavorare, nel periodo in cui lui non utilizza il proprio mezzo, un altro tassista titolare di un'altra licenza part time". Sulla liberalizzazione delle licenze deciderà l'Autorità per i trasporti dopo un'attenta istruttoria città per città per capire se è necesario aumentare o ridurre licenze". Se l'Autorità deciderà di aumentare le licenze ci saranno "compensazioni tangibili per i tassisti che hanno licenza". 


Catricalà assicura che in Cdm sono state tenute in conto le richieste delle auto bianche: "Abbiamo valutato attentamente in Cdm le ragioni della protesta" dei tassisti. "Su un punto abbiamo convenuto con loro: la concentrazione delle licenze in mano a un singolo può portare a dominanza. Quindi abbiamo tolto quella parte".  



 Eppure i tassisti hanno espresso il loro no al provvedimento con manifestazioni che si sono concluse solo nella tarda sera e hanno confermato lo sciopero del 23. A Genova circa 200 auto bianche hanno occupato in assemblea permanente piazza De Ferrari, nel centro del capoluogo ligure. Bloccata anche via XX Settembre.  I tassisti riuniti a Circo Massimo hanno deciso un blocco stradale alla notizia che il Consiglio dei Ministri è terminato. 
 Circa 200 tassisti napoletani, dopo il Cdm, hanno inscenato una manifestazione di protesta. Dapprima si sono diretti verso il teatro San Carlo e poi si sono trasferiti in piazza del Plebiscito.
Anche i benzinai hanno confermato le loro agitazioni

venerdì 20 gennaio 2012

Concluso il consiglio dei ministri sulle liberalizzazioni dopo una riunione di 8 ore. Monti: "Abbiamo rimosso due dei tre ostacoli alla crescita dell'Italia e la prossima settimana porremo rimedio al terzo con un importante pacchetto di semplificazioni"

ROMA - Si è concluso dopo una riunione-fiume di 8 ore il consiglio dei ministri che ha esaminato il pacchetto di misure per le liberalizzazioni e le infrastrutture. "E' andato benissimo". Così il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano l'esito del Consiglio dei Ministri, senza tuttavia precisare quanti provvedimenti siano stati varati. "Abbiamo rimosso due dei tre ostacoli alla crescita dell'Italia e la prossima settimana porremo rimedio al terzo con un importante pacchetto di semplificazioni". Lo ha detto il premier, Mario Monti, illustrando il dl sulle liberalizzazioni. "Più concorrenza - ha spiegato Monti - significa più spazio per i giovani e più riconoscimento per il merito. Si tratta quindi non solo di una grande azione economica, ma anche sociale".
Quello sulle liberalizzazioni, ha proseguito il premier, è un pacchetto "corposo e incisivo" sul quale "mettiamo in conto che vi saranno commenti negativi perché in molti preferiscono lo status quo piuttosto che affrontare nuove sfide". Per Monti, però, "se non riconsideriamo il modo di stare insieme non possiamo puntare alla crescita".

Con questo provvedimento "offriamo una liberazione da tasse occulte e una moderazione del costo della vita", ha proseguito il premier, spiegando che tra i giudizi "che ci hanno incoraggiato in questo percorso difficile di riforme uno è del capo dello Stato, come sempre attento e per noi di grandissimo incoraggiamento, che ha dichiarato cortesemente che è un provvedimento corposo e incisivo".

Sulla spending review, invece, il lavoro "è in corso: abbiamo potuto, data la fretta, agire solo in parte sul ridimensionamento della spesa, ma nei prossimi mesi ci sarà, ed è già iniziata, una sistematica azione di riduzione sul fronte della spesa".

"Concorrenza e liberalizzazioni - ha concluso Monti - non significa introdurre un po' più di giungla per favorire l'economia ma, nella nostra visione, eliminare barriere soprattutto per i giovani, ma anche una rigorosa attività di limitazione dei poteri pubblici con regole di mercato, a iniziare dal garante antitrust".
Ecco le prime indiscrezioni sui contenuti concreti dei decreti.
TAXI
La competenza sulle licenze dei taxi torna all'Autorità per le reti e non ai comuni. Resta invece la possibilita', per un medesimo soggetto, di avere la titolarità di piùlicenze e l'extraterritorialità'. Restano dunque i punti più osteggiati da parte delle auto bianche.


 LE FARMACIE
Nelle regioni che non provvederanno ad aumentare la pianta organica delle farmacie secondo i limiti fissati (una ogni 3mila abitanti) entro 120 giorni dall'entrata in vigore del decreto, il consiglio dei ministri nominera' un apposito commissario. Lo prevede la bozza del decreto sulle liberalizzazioni entrata in cdm. "Decorsi inutilmente i termini per gli adempimenti previsti", si legge nel testo, "il Consiglio dei Ministri esercita i poteri sostitutivi di cui all'art. 120 della Costituzione della Repubblica italiana, con la nomina di un apposito commissario che approva le piante organiche delle farmacie ed espleta le procedure concorsuali in attuazione della previsioni di cui al presente articolo e in deroga a ogni altra disposizione normativa".
FARMACI DI FASCIA C 
farmaci di fascia C, quelli cioe' con obbligo di ricetta ma interamente a carico del cittadino, potranno essere venduti solo nelle farmacie, esattamente come ora, senza alcuna eccezione. Nella nuova bozza del dl sulle liberalizzazioni, all'esame del Cdm, e' sparito infatti il passaggio in cui si prevedeva, nelle regioni che entro marzo 2013 non avessero provveduto ad aumentare il numero di farmacie portandole alla quota di una ogni 3.000 abitanti, la possibilita' di vendere i farmaci di fascia C anche nelle parafarmacie e nei corner salute dei supermercati. Questo comma e' stato sostituito da un altro che prevede, per le regioni inadempienti, l'invio di un commissario di governo. Confermata, invece, la liberalizzazione di turno e orari delle farmacie, e l'obbligo per il medico di famiglia di indicare in ricetta anche un farmaco equivalente di minor prezzo, laddove disponibile.
EDICOLANTI 
Gli edicolanti potranno praticare sconti, prevede la bozza. "Gli edicolanti - si legge nel testo - possono praticare sconti sulla merce venduta e defalcare il valore del materiale fornito in conto vendita e restituito a compensazione delle successive anticipazioni al distributore". Inoltre "gli edicolanti possono rifiutare le forniture di prodotti complementari forniti dagli editori e dai distributori e possono altresi' vendere presso la propria sede qualunque altro prodotto secondo la vigente normativa". Fermi restando gli obblighi a garanzia del pluralismo informativo, "la ingiustificata mancata fornitura, ovvero la fornitura ingiustificata per eccesso o difetto, rispetto alla domanda da parte del distributore costituiscono casi di pratica commerciale sleale" e "le clausole contrattuali fra distributori ed edicolanti, contrarie alle disposizioni del presente articolo, sono nulle per contrasto con norma imperativa di legge e non viziano il contratto cui accedono".
 
SNAM-ENI
Confermata la separazione proprietaria tra Snam ed Eni prevede la bozza del decreto sulle liberalizzazioni all'esame del Cdm. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, si legge nel testo, "e' emanato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge". 


RETE FERROVIARIA
L'unbundling della rete ferroviaria (Rfi) è sparito. Il titolo dell'art.41, che nella precedente versione era appunto 'unbundling nel trasporto ferroviario' diventa 'misure per il trasporto ferroviario'. Nel testo è stata eliminata la parte che assegnava al Governo il compito di emanare un decreto sullo scorporo dopo l'analisi in materia da parte dell'Autorità dei trasporti,esame che invece rimane anche in questa versione.


LE NOVITA' DEL DL INFRASTRUTTURE

Autostrade: obligo lavori a terzi per il 50%
Aumenta dal 40 al 50 per cento la quota dei lavori che il concessionario autostradale, titolare di concessioni vigenti (già affidate alla data del 30 giugno 2002) è tenuto ad affidare a terzi. Lo prevede la bozza del dl infrastrutture al vaglio del Consiglio dei ministri. La norma - precisa la relazione - scatta dal primo gennaio 2015.

Project bond per nuove opere
Il decreto legge dedicato alle infrastrutture introduce i "project bond" per finanziare nuove opere. La nuova norma stabilisce che le società costituite al fine di realizzare e gestire una singola infrastruttura o un nuovo servizio di pubblica utilità possono emettere obbligazioni.

No Imu per imprese edili per nuove costruzioni
Niente Imu per tre anni per le imprese edili sulle nuova case costruite per essere vendute. Lo prevede la bozza del dl infrastrutture che esenta dalla "nuova" Ici anche gli alloggi assegnati in affitto dagli ex istituti autonomi per le case popolari (ex Iacp).

Recupero veloce accise autotrasporti
Recupero veloce delle accise per gli autotrasportatori e via al tetto di 250.000 euro per le compensazioni dei crediti d' imposta: sono due delle misure previste in favore del settore nel decreto sulle infrastrutture. Le misure erano attese soprattutto dai Tir siciliani in sciopero.

lunedì 16 gennaio 2012

I benzinai annunciano sette giorni di sciopero continuativo

ROMA - Figisc e Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di benzina aderenti a Confcommercio, hanno proclamato lo sciopero contro le ipotesi di liberalizzazione del settore. Date e modalita' devono ancora essere decise ma, informa una nota, ''si trattera' di una chiusura prolungata: 7 giornate di chiusura degli impianti''. ''La scelta di intervenire sull'esclusiva di fornitura nella rete carburanti - avvertono Figisc e Anisa - non produrra' alcun effetto sui prezzi, ma otterra' il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti e di far rendere loro dalle aziende petrolifere e dai retisti convenzionati la vita ancor piu' impossibile fin da subito. Non solo, perche' la norma che autorizza gli impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalita' self service senza piu' la presenza dell'operatore e' un altro grossissimo chiodo piantato sulla bara della categoria. Insomma, ci vuole davvero coraggio a sostenere che queste siano le misure di sviluppo necessarie a far uscire dalla crisi economica il Paese''.: 
LE modalita' e le date precise, continuano il presidente della Figisc, Luca Squeri, e quello di Anisa (autostrade), Stefano Cantarelli, verranno decise nei prossimi giorni, ''anche alla luce dei provvedimenti che il Governo assumera' nel prossimo Consiglio dei Ministri''.

mercoledì 11 gennaio 2012

Liberalizzazioni:i taxisti in sciopero il 23

BOLOGNA - I tassisti hanno proclamato uno sciopero nazionale per il 23 gennaio per protestare contro le liberalizzioni annunciate dal governo Monti. Lunedi' prossimo, invece, e' in programma un' assemblea nazionale a Roma per decidere eventuali altre iniziative. Nel corso dell'incontro romano, una delegazione si recherà' presso la sede dell'Antitrust per contestare le cifre contenute nella relazione dell'autorità'. E' quanto emerge al termine del parlamentino dei tassisti a Bologna che riunisce 19 sigle tra rappresentanti sindacali e delle cooperative radiotaxi. Si attende il documento finale .

martedì 10 gennaio 2012

un decreto legge del governo sulle liberalizzazioni entro il 20 gennaio

ROMA -  Il  governo interverra' sulle liberalizzazioni con un decreto legge e il provvedimento verra' varato entro il 20 di gennaio. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricala' indica modi e tempi dell'atteso pacchetto per quello che il premier Mario Monti ha definito il ''disarmo multilaterale di tutte le corporazioni''. Un provvedimento che riguardera' ''tutti i settori'', anche l'acqua, nonostante il referendum, ma dal quale sara' esclusa la controversa separazione di Snam dall'Eni. 
Un primo giro di tavolo sulle misure in cantiere potrebbe avvenire gia' nel prossimo consiglio dei ministri che potrebbe essere convocato per il fine settimana. 
''Ce la dobbiamo fare, c'e' un documento che il presidente Monti ed io stiamo assemblando e che riguarda tutti i settori'', ha spiegato Catricala' a 'Porta a Porta', spiegando che ''il premier ci mette le mani e la testa, personalmente porto la mia esperienza ma ci avvaliamo delle esperienze di tutti e soprattutto del ministro Passera''. 
Si dovranno inoltre ''consultare i partiti di maggioranza'', ha aggiunto Catricala'. Parlando dei singoli settori, il sottosegretario alla presidenza del consiglio ha annunciato che nel mirino delle liberalizzazioni finira' anche l'acqua, nonostante il referendum contro la privatizzazione: ''pensiamo di fare modifiche che non vadano contro il risultato referendario ma non vogliamo che sia un escamotage'' per aggirare la scelta degli italiani.
 Per le farmacie e per i notai e' invece in arrivo un aumento della pianta organica. ''Bisogna consentire ai nostri cittadini di ottenere i giusti sconti'', ha spiegato Catricala', sulle farmacie cosi' come per i notai ''non si tratta di ampliare i mercati ma di ridurre i prezzi''. 
Per la benzina invece l'obiettivo del Governo e' di ''creare una situazione per cui i gestori possano venderla insieme ad altri beni di consumo''. Sulle ferrovie ''bisognera' intervenire sulle storture che avvantaggiano l'incumbent'', ma non e' ancora chiaro come questo avverra': ''ci saranno norme - si e' limitato a dire - che aiuteranno la facilita' di accesso'' alla rete. 

domenica 8 gennaio 2012

Monti da Fazio: Non occorrono nuove manovre, ma altre operazioni

Mario Monti da Fabio Fazio
ROMA - 'Non occorrono nuove manovre ma altre operazioni'. Lo afferma il premier Mario Monti intervenendo a 'Che tempo che fa' su Rai3.
"Spero - prosegue il premier  - che siamo tranquilli. La tranquillità nelle cose l'abbiamo raggiunta con l'operazione di consolidamento dei conti dello Stato italiano che il governo ha proposto, il Parlamento l'ha approvato e gli italiani molto responsabilmente lo hanno acettato accettato. E un'operaZIone grossa anche in base agli standard Ue mette in sicurezza i conti pubblici conseguendo l'obittivo che non il mio governo ma quello precente ha accettato e cioè il pareggio di bilancio nel 2013. Dal punto di vista dei conti pubblici non occorrono altre manovre, quello che occorre sono alte operazioni di politiche economica meno indigeste".
Poi sulle liberalizzazioni: 'Agiremo su molti fronti'. Gia' entro l'Eurogruppo del 23 gennaio l'Ue chiede un primo pacchetto.

"La Germania - spiega poi il premier - ha un'opinione pubblica comprensibilmente preoccupata di dover pagare un giorno per comportamenti leggeri di altri paesi in Europa. Il mio sforzo nell'incontro che avrò mercoledì con la Merkel sarà quello di mostrare due cose: primo che l'Italia è ben lungi da tenere comportamenti irresponsabili, la maturità con cui l'opinione pubblica e il sindacato hanno accolto le pesanti misure imposte può essere da esempio per altri Paesi e, contemporaneamente mostrerò alla Merkel che soprattutto la Germania trae benefici dal mercato unico e dall'euro". "E' un discorso che si può fare da pari, è interesse della Germania, della Francia e nostro Paese che via via che i singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, noi non lo facciamo non perché ce lo chiede l'Ue, ma per non dissipare il futuro dei nostri figli è giusto e doveroso che decisioni prese collettivamente in Europa siano tali da dissipare i dubbi sulla solidità dell'euro".


"Il nostro atteggiamento mentale è che niente deve essere tabu tra forze mature e civili come sono i sindacati, le forze produttive e il governo" ha poi detto Mario Monti a proposito della eventuale riforma dell'articolo 18 ricordando che "il ministro Fornero aveva citato anche art. 18 in questo senso e sta tenendo incontri bilaterali con i leader sindacali per un metodo di dialogo con le parti sociali". "La caratteristica sarà che muovendoci in materie dominate dal diritto del lavoro e da simboli anche importanti, abbiamo bisogno - sottolinea - di lavoro per giovani e non di simboli". Il presidente del Consiglio rivendica "un'impostazione rivolta a vedere principi e soprattutto effetti economici sulla competività e per veri posti di lavoro".
"Credo che un certo disarmo multilaterale di tutte le corporazioni possa consentirci di dare più spazio alla concorrenza ed ai giovani"ha detto ancora Monti.
Si tratta di fare "diverse cose: creare più spazi per la concorrenza ed il merito in diversi settori. Liberalizzazioni? Si chiamano liberalizzazioni ma può sembrare un termine in parte ideologico: qui si tratta di ridurre quelle protezioni, quei diversi modi in cui ogni categoria in Italia più che in altri Paesi cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte rispetto a chi è fuori", prosegue il capo del Governo.


Privatizzare la Rai? Mario Monti non lo esclude. "La Rai non è venuta come urgenza numero uno della mia attività per incombenze più urgenti e drammatiche", dice il presidente del Consiglio."La Rai è una forza del panorama culturale e civile italiano e credo che abbia anch'essa bisogno di passi in avanti". Monti rivendica un certo riserbo su questo e su altri dossier ma aggiunge solo "ancora qualche settimana e vedrete".

venerdì 23 settembre 2011

Marcegaglia di lotta e di governo, "Vogliamo un cambiamento vero, presenteremo un manifesto delle imprese per salvare l'Italia"


ROMA - La Confindustria è pronta "a scindere" le sue responsabilità da quelle del governo, perché "vogliamo un cambiamento vero". Lo ha detto la presidente Emma Marcegaglia, intervenendo all'assemblea degli industriali toscani a Firenze.  "Noi vogliamo una vera discontinuità e la vogliamo velocemente: basta con le piccole cose, non siamo più disponibili a stare in una situazione di stallo". Per questo, al tavolo del governo Confindustria presenterà un documento, "un manifesto delle imprese, insieme alle altre associazioni, per salvare l'Italia. Un documento - ha proseguito Marcegaglia - che non riguarda le imprese, ma è per l'Italia. Se il governo é disponibile a parlare con noi e con le altre associazioni, bene. Se invece vuole andare avanti con piccole cose, non siamo più disponibili, scindiamo le nostre responsabilità, perché vogliamo un cambiamento vero".Nel manifesto di Confindustria saranno contenute quelle poche riforme che secondo la presidente Emma Marcegaglia serviranno a rilanciare l'Italia.
Gli industriali chiedono una riduzione della spesa pubblica "non più solo con tagli lineari", una "riforma delle pensioni che ci metta in linea con gli altri Paesi europei", usando i soldi che così sarebbero risparmiati per "abbassare il cuneo fiscale, a partire dai giovani", ha aggiunto la presidente. Confindustria chiede poi una vendita dei beni pubblici, "vendere il patrimonio anche per abbassare il deficit, per diminuire l'ingerenza del pubblico che è ancora troppo forte e si porta dietro clientele, oltre a fare concorrenza sleale". Un altro tema che sarà trattato nel documento è quello delle liberalizzazioni, perché "nell'ultima manovra non c'é quasi niente", e anche quello delle infrastrutture, "un tema che riguarda tutto il Paese. Dobbiamo guardarci in faccia - ha proseguito - e domandarci se vogliamo tornare a crescere". Infine Marcegaglia ha ribadito che non è più possibile aspettare "la riforma fiscale", "perché occorre abbassare le tasse a chi tiene in piedi il Paese, lavoratori e imprese. Siamo pronti anche a una piccola patrimoniale, lo abbiamo detto, pur di avere meno tasse"