venerdì 17 gennaio 2014

"Ritardo inaudito", l'Italia chiederà il rientro dei due marò

ROMA - "In attesa di sviluppi, chiederemo alla Corte suprema indiana di far rientrare in Italia i due fucilieri". Lo ha detto all'ANSA l'inviato del governo per il caso dei marò, Staffan De Mistura, dopo la riunione a Palazzo Chigi con il premier Letta e i ministri Bonino e Mauro. "Lunedì non ci aspettiamo una decisione della Corte - ha precisato De Mistura - ma sarà l'occasione per i nostri avvocati di insistere fortemente perché si accelerino i tempi". I legali di Salvatore Girone e Massimo Latorre illustreranno alla Corte Suprema i contenuti del ricorso italiano presentato il 13 gennaio.
Il premier Enrico Letta, con i ministri Emma Bonino e Mario Mauro, ha deciso di "mantenere ferma la rotta, con una posizione decisa e determinata, alla luce della petizione presentata dall'Italia alla Corte Suprema indiana il 13 gennaio" dice De Mistura, al termine della riunione a Palazzo Chigi, "utile a fare il punto della situazione sugli ultimi sviluppi della vicenda".
"Il ritardo inaudito" nella vicenda giudiziaria dei due marò e "l'applicazione della Sua Act (legge antiterrorismo, ndr) come linea rossa inaccettabile non solo per l'Italia ma a livello internazionale": sono questi i punti della 'petizione' che gli avvocati dei due fucilieri illustreranno lunedì alla Corte Suprema indiana. Lo ha spiegato all'ANSA De Mistura. Nella riunione a Palazzo Chigi è stato notato che "oggi è esattamente un anno da quando (il 18 gennaio 2013) la Corte Suprema indiana ha ingiunto alla polizia investigativa Nia di accelerare i tempi per arrivare in pochi mesi, si era parlato di 3, alla conclusione delle indagini e all'inizio del processo", ha spiegato De Mistura.

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