lunedì 20 gennaio 2014

India: il ministero degli interni dice sì alla polizia, legge antipirateria contro i marò

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
NEW DELHI - Il ministero dell'Interno indiano, accogliendo le richieste della polizia, ha autorizzato nel caso dei marò l'uso della legge antipirateria (il Sua Act), che può prevedere, per i reati contestati a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, anche la pena di morte. Lo sostiene il quotidiano "Times of India". Immediata la reazione dell'inviato del governo italiano, Staffan De Mistura: "Quello che fa fede per noi è ciò che dirà la Corte Suprema".
La decisione che è stata presa venerdì sera, è venuto a fronte alla dura opposizione dall'Italia e all'appello presentato presso la Corte suprema perché siano dichiarate decadute tutte le accuse contro di loro a causa dell'eccessiva ritardo nella presentazione delle prove. "La questione è in sospeso in attesa del pronunciamento della Corte suprema. Anche se noi abbiamo il permesso di perseguire i marines con il SUA, vorremmo attendere la decisione della Corte Supremae poi procedere con l'accusa. La nostra indagine nel caso è completata", ha detto un ufficiale di NIA.

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