ROMA - E' attesa "tra 2-3 giorni per essere discussa la prossima settimana" la relazione del capo della polizia Alessandro Pansa sul caso dell'espulsione - ieri revocata - di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov. La relazione dovrà spiegare i passaggi che hanno portato all'espulsione, le circostanze della mancata informativa al governo e come hanno agito gli uffici di polizia coinvolti, primo passo per valutare eventuali responsabilità e conseguenti provvedimenti.
Il governo di Astana ha intato precisato all'ANSA che Alma Shalabaieva "non è in prigione o agli arresti domiciliari" ma ha obbligo di residenza ad Almaty perché "sotto inchiesta sul rilascio del passaporto per il marito e i famigliari in cambio tangenti. Tutti i diritti e le libertà della signora Shalabaieva, come previsto dalla legislazione kazaka e dalla legge internazionale, sono pienamente rispettati e garantiti dalle forze dell'ordine del Paese".
Intanto la Farnesina si è subito attivata per aiutare la signora Alma Shalabayeva, una volta appreso del provvedimento di rimpatrio forzato in Kazakistan disposto nei suoi confronti e di cui non era stata messa a conoscenza. Lo dichiarano fonti della Farnesina. In particolare, le fonti sottolineano che il console italiano in Kazakistan si è recato nella casa di Alma Shalabayeva per raccogliere la sua firma in calce al ricorso contro il provvedimento di espulsione dell'Italia (provvedimento ora revocato dal governo italiano). Inoltre, "abbiamo preso contatti con le autorità kazake sollecitandole a rispettare tutte le prerogative e i diritti della signora", aggiungono le fonti. "Le autorità kazake ci hanno dato in proposito il loro impegno anche in forma scritta".
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