sabato 13 luglio 2013

Il dissidente kazako: Mia moglie e mia figlia ora sono in pericolo

Mukhtar Ablyazov con moglie e figlia
LONDRA - "Caro Mr Letta, grazie per questa decisione coraggiosa, ma adesso temo che il regime di Nazarbayev reagirà mandando mia moglie Alma in prigione e la mia bambina Alua all'orfanotrofio", impedendo quindi che possano tornare in Italia. Lo scrive l'oppositore kazako Mukhtar Ablyazov in un messaggio indirizzato al premier Enrico Letta e consegnato a La Stampa. "Fino ad oggi ho avuto paura che il governo italiano serrasse i ranghi, negando l'illegittimità di quanto avvenuto, ma non è successo", rileva Ablyazov, che si dice "molto grato al popolo italiano per aver reagito a questa orribile vicenda, per non essere stato insensibile". Tuttavia "temo che il Kazakistan adesso non lascerà andare Alma e Alua, non potranno lasciare il Paese", afferma Ablyazov, che chiede aiuto all'Italia perché "Alma e Alua ora si trovano in una situazione di grave pericolo. Il piano del regime di Nazarbayev è di mandare mia moglie in prigione e mia figlia in un orfanotrofio".
Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, "rischia una condanna a due anni perché familiare di un dissidente, e la bambina potrebbe finire in un orfanotrofio. L'importante è che la situazione si risolva prima che venga processata. Ecco perché serve ancora l'aiuto dei media e dell'opinione pubblica che hanno consentito di raggiungere questo risultato straordinario". Lo afferma Riccardo Olivo, uno dei legali di Shalabayeva, in un'intervista al Corriere della Sera. "L'indicazione data dal nostro governo di consentire ad Alma di tornare qui anche per fornire spiegazioni sulla vicenda mi sembra opportuna", osserva Olivo. "Certo, non bisogna dimenticare che ogni passo è comunque rimesso alla buona volontà del governo kazako, ma vorrei essere ottimista perché proprio da quel Paese è stato dichiarato che non era mai stato richiesto in alcun modo il rimpatrio delle due cittadine". Se Shalabayeva e sua figlia non dovessero essere liberate, aggiunge l'avvocato, "allora il nostro Paese, che ha creato questa situazione, si dovrebbe impegnare per fare pressione sui kazaki, congiuntamente con organismi internazionali, con le istituzioni, il Parlamento europeo. Anche con l'Ocse".

Ieri il governo ha revocato l'espulsione di Alma Shalabayeva criticando duramente quei funzionari che non hanno informato l'Esecutivo del provvedimento che ha riportato ad Astana la donna e sua figlia. Un modo per blindare il ministro dell'Interno Angelino Alfano e salvaguardare la maggioranza di governo. Ma che non accontenta le opposizioni (Sel e M5S) che chiedono la 'testa' del responsabile del Viminale annunciando mozioni di sfiducia. 

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