mercoledì 19 giugno 2013

Impedimento: la Consulta ha respinto il ricorso di Berlusconi

ROMA - Come molti prevedevano (e l’ex premier temeva) la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso di Berlusconi che si era visto non accettato un legittimo impedimento per una seduta del consiglio dei ministri durante il dibattimento nel processo Mediaset, dove è stato condannato in primo e secondo grando a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici. L’accoglimento del ricorso avrebbe avvicinato la data di prescrizione del reato, nei primi mesi dell’anno prossimo. Cos’ invece è spalancata la porta del diobattimento davanti alla Corte di Cassazione che, se confermasse la condanna, costringerebbe Berlusconi a lasciare il Parlamento.
Il ricorso davanti alla Consulta chiedeva l'annullamento dell'ordinanza con la quale il Tribunale di Milano aveva respinto la richiesta della difesa di Berlusconi di rinviare l'udienza del 1 marzo 2010 del processo per un asserito legittimo impedimento dell'allora premier, perché impegnato in una riunione del Consiglio dei ministri che era stata inserita in calendario in modo inconsueto di lunedì.
"La Corte costituzionale ha deciso che spettava all'autorità giudiziaria stabilire che non costituisce impedimento assoluto alla partecipazione all'udienza penale del 1° marzo 2010 l'impegno dell'imputato Presidente del Consiglio dei ministri di presiedere una riunione del Consiglio", si legge in un comunicato della Consulta. Il ricorso era stato dichiarato ricevibile dalla Corte il 9 novembre del 2011, ma solo oggi, dopo 17 mesi, è arrivata la decisione.

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