ROMA - Via libera dal vertice tra governo e maggioranza ad una 'correzione' del “porcellum” entro l'estate in parallelo all'avvio del percorso costituzionale per le riforme. Lo riferisce il capogruppo Cd Pino Pisicchio al termine della riunione.
Sul successo delle riforme costituzionali si gioca la vita del governo e della legislatura. E' quanto ha detto Enrico Letta, secondo quanto riferiscono fonti di P.Chigi, al vertice dei capigruppo di maggioranza con il governo. Era la seconda riunione dalla nascita del governo e la volta precedente si erano prefissi di vedersi una volta a settimana, se possibile. Il tutto con una parola d'ordine: "sminare per impostare". Stamattina ci si è concentrati, riferiscono le fonti governative, sul tema delle riforme. Erano presenti, per il governo, oltre a Letta e Alfano, il sottosegretario Patroni Griffi e i ministri Franceschini e Quagliariello. Letta, aprendo la riunione si è concentrato su alcuni punti. Il primo, metodologico, di prospettiva: dal successo delle riforme, ha detto, dipende la vita, la sopravvivenza del governo. E quindi della stessa legislatura. Il secondo, la legge elettorale: va subito messa in sicurezza la legge elettorale, entro l'estate, per evitare che si possa andare a votare con il l'attuale porcellum. Letta non è entrato nel merito di come debba essere riformato, né sullo strumento legislativo da utilizzare, anche se probabilmente sarà un disegno di legge governativo. La riunione è servita per mettere a punto una road map delle riforme: si parte il 29 maggio, quando in Parlamento si discuteranno le mozioni; il giorno dopo il governo nominerà il comitato di esperti e lo stesso giorno partirà l'iter del progetto di legge costituzionale che farà nascere l'organismo che si occuperà delle riforme. Un organismo tutto interno al Parlamento, una sorta di 'commissione costituente' formata da senatori e deputati. Sull'iter c'é, riferiscono le fonti, l'impegno ad approvare la legge al più presto, anche entro l'anno. Letta, in apertura ha ringraziato Renato Schifani per aver chiesto il ritiro del ddl Compagna sul dimezzamento della pena per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ribadendo che questo è l'atteggiamento giusto, perché va nella direzione dello sminamento del lavoro del governo.
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