venerdì 10 maggio 2013

Il procuratore chiederà la pena di morte per il “mostro di Cleveland”

CLEVELAND - Ariel Castro in tribunale
CLEVELAND - Ariel Castro con il suo avvocato

CLEVELAND -"Cercherò di ottenere la pena di morte contro Arel Castro per il rapimento e per aver provocato diversi aborti". Lo ha annunciato il procuratore Tim McGinty incaricato della pubblica accusa contro il 'mostro' di Cleveland. Avvolto in un giubbotto azzurro, occhi bassi, volto contrito: così Castro s'é presentato per la prima volta sotto i flash dei fotografi e le troupe tv al Tribunale di Cleveland che ha ratificato i capi di accusa a suo carico. Successivamente alla sua rapida apparizione davanti al giudice, nelle tv americane sono andate in onda alcune immagini sempre di Ariel Castro mentre percorreva il corridoio che conduce dalla cella all'Aula del Tribunale. Lungo questi pochi passi, il mostro di Cleveland si copriva il volto con il bavero del suo giubbotto azzurro scuro.
L’orco di Cleveland, aveva creato a casa sua "una camera della tortura che per dieci anni è stata una prigione privata nel cuore della città". Così la polizia sintetizza i dettagli che l'uomo sta fornendo negli interrogatori delle ultime ore. "La raccapricciante brutalità delle torture che queste ragazze hanno subito lungo questi dieci anni - spiega un portavoce degli investigatori - sono al di là di ogni umana comprensione".
Tutte le tre ragazze erano 'schiave' sessuali di Ariel Castro, ma è stata Michelle, la più grande delle tre, a rimanere incinta almeno cinque volte. Tutte gravidanze che lo stesso Castro, nel corso degli anni, ha sempre interrotto violentemente a furia di pugni sulla pancia della donna, provocandole drammatici aborti. E' uno dei dettagli più atroci che stanno emergendo in queste ore nelle indiscrezioni dei media locali di Cleveland sulla 'casa degli orrori'. Gina pare che non sia mai rimasta incinta, invece da Amanda, Castro ha com'e noto ha avuto una bimba, di cui ora si conosce il nome: Joyclen.


Nessun commento: