Sei morti (quattro adulti e due bambini) e un disperso fino alla tarda serata di ieri. Le storie delle persone che ci hanno rimesso la vita – tutte a causa del Fereggiano impazzito - saranno ricostruite per intero nelle prossime ore. Le prime notizie parlano di una donna che è rimasta schiacciata tra due auto sollevate dalla forza delle onde e trascinate dalla corrente; di una mamma di origine albanese con i suoi due bambini, uno di un anno e l’altro di sei, sorpresi dall’acqua, con un’altra donna, nell’androne di un caseggiato di via Fereggiano 2B; e di altri due adulti. In una dichiarazione all’Ansa, Francesco Plateroti, 45 anni, residente al n. 2 di via Fareggiano ricorda i drammatici momenti del salvataggio di due persone, un quindicenne che si trovava nel nel sottoscala della tragedia, Domenico S. e un sessantenne. «Il ragazzino – dice Plateroti – gridava “là sotto c’è mia madre!”, ma non sono riuscito a fare nulla. Lui gridava aiuto e gli ho passato unn arbusto mentre la corrente lo spingeva giù e sono riuscito a tirarlo fuori. L’altro signore era incastrato, non riuscivo a muoverlo, gli ho detto di girarsi, lui si è mosso e non so come sono riuscito a tirarlo fuori. Poveretto, quel ragazzi mi gridava che c’era la sua mamma, ma io non li vedevo».
Nel bilancio ufficiale dell'alluvione genovese per alcune ore è risultato anche un giovane di 21 anni, S.C.. Attorno sua morte, però, il mistero: le forze dell'ordine non erano in grado di affermare con certezza se il decesso fosse stato causato dal maltempo o meno. Poi dopo alcune ore, grazie a una segnalazione alla Questura del quotidiano Corriere Mercantile, la buona notizia: il giovane è a casa, indaffarato a rispondere su Facebook agli amici preoccupati per lui. La settima salma segnalata all'obitorio dell'ospedale San Martino è risultata essere di una persona deceduta indipendentemente dall'alluvione.
Soccorritori al lavoro senza sosta nelle zone alluvionate di Genova per prosciugare locali, negozi, scantinati, abitazioni, invase dall'acqua dei rivi e dei torrenti esondati ieri e per sopralluoghi su frane, cedimenti stradali e smottamenti. Lo riferiscono i Vigili del Fuoco che hanno lavorato tutta la notte dopo le forti piogge che hanno colpito Genova nelle ultime ore. I cittadini sono invitati dalla giunta comunale a rimanere a casa e a non sostare in locali sul piano strada. Attualmente non risultano alle forze dell'ordine altri dispersi e nel corso della notte non sono state trovate altre vittime.
Riaperto il casello autostradale di Genova Est in uscita. Intanto entrambe le principali stazioni ferroviari genovesi, Brignole e Principe, sono operative.
Tutte le linee Amt sono regolarmente in funzione. «Stiamo valutando un'eventuale chiusura della metropolitana, qualora il tempo dovesse peggiorare», fa sapere l'assessore Scidone. Intanto piogge diffuse dal Municipio Medio Ponente fino al levante, ma si tratta di precipitazioni nella norma.
Il capo della Protezione Civile, il prefetto Franco Gabrielli, ha detto che c'e' molta preoccupazione per le previsioni meteo delle prossime ore. La perturbazione dovrebbe investire anche il ponente ligure. Gabrielli ha parlato di "modelli previsionali preoccupanti" e piu' in generale ha detto che si e' di fronte a precipitazioni "veramente eccezionali che impattano su territori fortemente inurbati, antropizzati, che comportano situazioni di questo genere". A invitato la gente a non uscire di casa se non se ne ha la stretta necessita', ovvero evitare di mettersi in pericolo. E' sconsigliato mettersi in viaggio verso il capoluogo ligure.
Immediate le polemiche su come ha operato l'amministrazione comunale. Il sindaco Marta Vincenzi e' stata chiamata in causa per non aver saputo prendere le necessarie contromisure malgrado i ripetuti annunci del nubifragio in arrivo. Ma il sindaco ha replicato "a mezzogiorno la scheda di rilevazione della Protezione Civile indicava che l'acqua era alta un metro ed era di colore giallo. Non c'era alcun allerta, nessuna segnalazione particolare. Poi alle 12.17 si e' arrivati a oltre 4 metri di altezza, una sorta di barriera, un muro d'acqua addosso alle persone". La Vincenzi ha detto "e' tutto il giorno che ci interroghiamo su questo e non mi sento di dire che potevamo fare di piu'".
"Vergogna, vergogna, vattene a casa, dimissioni". Così alcuni residenti di via Fereggiano, a Genova, hanno contestato il sindaco, Marta Vincenzi, che era venuta a rendersi conto della situazione. "Qui non sei su facebook - hanno aggiunto - qui siamo nel tempo reale".
Lungo via Fereggiano la contestazione nei confronti del sindaco Marta Vincenzi è stata pressoché unanime. "Perché ha lasciato le scuole aperte?". "Qui sono morti dei miei amici, perche?". "Voi lo sapevate che questo è un posto a rischio, ma non avete fatto niente, non avete fatto niente". Quasi impossibile per Marta Vincenzi rispondere. E' dovuta intervenire la polizia e improvvisare lì per lì un cordone di sicurezza. Ciononostante Marta Vincenzi ha continuato il suo sopralluogo, tentando, in alcuni casi con successo, di rispondere.
"Non è vero, no è vero che non abbiamo fatto niente. Abbiamo ripulito il Bisagno, abbiamo speso sei milioni sul Fereggiano. Non potete dire che non abbiamo fatto niente". Quindi, sempre protetta da un cordone di sicurezza della polizia, il sindaco si è a lungo intrattenuta con i titolari di un negozio distrutto, i signori Glauco e Mario Giachero. Dentro a ciò che resta della loro rivendita di bomboniere, Marta Vincenzi ha cercato di difendersi dalle accuse. "Faremo tutto ciò che potremo per aiutarvi, ma non abbiamo colpe. Se non quella di non aver spiegato meglio cosa significa allerta 2".
Intanto si è messa in moto la macchina della solidarietà, e non solo da Genova, dove al numero verde della Protezione civile sono arrivate numerose offerte in denaro: solo che non è stato possibile accettarle. Un servizio dedicato sarà attivato al più presto. La Cei, presieduta dallo stesso Bagnasco, ha disposto un contributo straordinario di un milione di euro dai fondi dell’8 per mille destinati alla Chiesa cattolica.
Dal segretario del Pd Pierluigi Bersani è venuta la proposta di una sottoscrizione per le popolazioni della Liguria e della Toscana. Il ministro della difesa La Russa ha detto che «l’esercito e le forze armate sono pronti a intervenire con i 500 uomini già presenti e con i 30 in servizio nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”».
Solidarietà e cordoglio anche dal presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani in un telegramma inviato al sindaco di Genova Marta Vincenzi e al presidente della Regione Claudio Burlando: «Siamo pronti – ha scritto fra l’altro – a mettere subito in atto ogni azione a favore delle popolazioni colpite, a cominciare dal supporto che la protezione civile dell’Emilia Romagna sta sviluppando sui territori interessati dalle inondazioni dei giorni scorsi».
Intanto ha ripreso a piovere con violenza sullo spezzino e sulle zone colpite dall'alluvione di una settimana fa: al momento però non si registrano particolari criticità.
Un forte temporale si è abbattuto su Borghetto Vara e Brugnato.La pioggia battente sta portando via il fango delle strade e rappresenta una forte minaccia per le decine di frane che ancora si trovano nella zona alluvionata dal 25 ottobre scorso.
I geologi stanno monitorando le frane già attive tra Borghetto Vara e Brugnato, in attesa del picco di pioggia previsto per mezzogiorno. Sotto controllo anche gli alvei dei fiumi Vara, Pogliaschina e Cassana. Il secondo picco di pioggia è previsto nel pomeriggio. Le strade su cui incombono i fronti più ampi delle frane. tra cui l'Aurelia nel comune di Beverino, sono state chiuse per precauzione.
"Oggi, in base alle previsioni, dovrebbe essere una giornata come quella di ieri. Speriamo non sia così ma chiediamo ai genovesi di muoversi da casa solo se strettamente necessario, limitando al massimo gli spostamenti". Lo ha dichiarato a l'assessore alla Protezione civile del comune di Genova, Francesco Scidone.
Numero per le emergenze 800177797
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