domenica 7 agosto 2011

Confermata la tripla A alla Francia dopo il declassamento Usa. A consulto (telefonico) i ministri delle finanze europei


PARIGI - L'agenzia di rating Standard & Poor's ha confermato la tripla A (massima affidabilita') al giudizio sul debito della Francia. Il giudizio e' "stabile", ha reso noto l'economista responsabile per l'area europea dell'agenzia, Jean-Michel Six, alla radio France Inter. S&P ha invece declassato, per la prima volta nella sua storia, gli Usa .
 I viceministri delle finanze delle 20 maggiori economie mondiali hanno avuto una conference call domenica mattina (fuso orario asiatico) per discutere della crisi del debito europeo e valutare le conseguenze del downgrade Usa: un consulto d'emergenza sulle turbolenze che stanno agitando i mercati finanziari e che alimentano il timore che l'economia del mondo sviluppato possa scivolare in una recessione.
Prevista per le prossime ore, prima dell'apertura del mercati asiatici, una riunione dei ministri finanziari del G7 e una conference call straordinaria anche della Banca Centrale Europea Standard & Poors aveva declassato venerdì  il rating del credito degli Stati Uniti, la più grande economia del mondo toigliendole la AAA.
Nel mese di luglio, S & P aveva posto gli Stati Uniti ' in "creditwatch con implicazioni negative" mentre infurioava al Congresso il dibattto sul debito. Per evitare iln downgrade, S & P aveva detto che gli Stati Uniti avevano bisogno non solo di aumentare il massimale del debito, ma anche di sviluppare un piano "credibile"  a lungo termine.
Nel suo rapporto di venerdì, S & P aveva stabilito che gli Stati Uniti erano venuti meno a queste richieste: "Il downgrade riflette la nostra opinione che il ... piano che il Congresso e l'Amministrazione hanno recentemente deciso è lungi dal raggiungere quello che, a nostro avviso, sarebbe necessario per stabilizzare a medio  termine la dinamica del debito ".
S & P ha anche citato le politiche a Washington come un fattore di downgrade. "Vediamo come la governance e le politiche degli Stati Uniti diventano sempre meno stabili, meno efficaci, e meno prevedibili”.

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