TRANI, 16 aprile - Il governatore della Bce Mario Draghi è stato chiamato dal tribunale di Trani a deporre all'udienza del processo per manipolazione del mercato a carico dell'agenzia di rating Standard & Poor's del 24 settembre. Oltre al numero uno dell'Eurotower, deporranno anche l'ex premier Romano Prodi e l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
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giovedì 16 aprile 2015
mercoledì 24 luglio 2013
S&P: “Il Pil italiano andrà male anche nel 2014” e taglia il rating di 17 banche
MILANO - Il Pil dell'Italia, dopo il -1,9% previsto per il 2013, ''avra' segnato un calo in termini reali del 9% negli ultimi sei anni'' con un -25% per gli investimenti e un prodotto pro-capite inferiore ai livelli del 2007. Lo scrive Standard & Poor's, aggiungendo: ''non ci aspettiamo che questa tendenza si inverta significativamente nel 2014''.
Standard & Poor's taglia il rating di lungo periodo di 17 banche italiane salvando pero' Intesa Sanpaolo e UniCredit. E' quanto si legge in una nota, in cui si precisa che la decisione segue il downgrade dell'Italia.
Sotto la scure dell'agenzia di rating finiscono quindi Ubi Banca, Credem che scendono a livello 'BBB-'; Fga Capital, Iccrea e Mediocredito a 'BB+'; Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell'Emilia Romagna e Banco Popolare a 'BB'; infine Unipol Banca a 'BB-'.
D'altro canto, tra le banche che si salvano, oltre a UniCredit e Intesa Sanpaolo, S&P's segnala l'Istituto per il Credito Sportivo, Banca Fideuram, Mediobanca, Banca Popolare dell'Alto Adige e l'Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, i cui rating restano confermati. Per l'agenzia internazionale, le banche italiane operano in un ambiente con alti rischi economici, lasciando le banche più esposte a una recessione più profonda e lunga di quanto pensavamo.
S&P's mantiene l'outlook negativo su tutto il comparto bancario italiano. E' quanto si legge in una nota dell'agenzia, in cui viene precisato che le due eccezioni sono Banca Carige e Dexia Crediop, i cui rating restano in 'Creditwatch' negativo, ovvero sotto osservazione per un possibile taglio.
domenica 7 agosto 2011
Confermata la tripla A alla Francia dopo il declassamento Usa. A consulto (telefonico) i ministri delle finanze europei
PARIGI - L'agenzia di rating Standard & Poor's ha confermato la tripla A (massima affidabilita') al giudizio sul debito della Francia. Il giudizio e' "stabile", ha reso noto l'economista responsabile per l'area europea dell'agenzia, Jean-Michel Six, alla radio France Inter. S&P ha invece declassato, per la prima volta nella sua storia, gli Usa .
I viceministri delle finanze delle 20 maggiori economie mondiali hanno avuto una conference call domenica mattina (fuso orario asiatico) per discutere della crisi del debito europeo e valutare le conseguenze del downgrade Usa: un consulto d'emergenza sulle turbolenze che stanno agitando i mercati finanziari e che alimentano il timore che l'economia del mondo sviluppato possa scivolare in una recessione.
Prevista per le prossime ore, prima dell'apertura del mercati asiatici, una riunione dei ministri finanziari del G7 e una conference call straordinaria anche della Banca Centrale Europea Standard & Poors aveva declassato venerdì il rating del credito degli Stati Uniti, la più grande economia del mondo toigliendole la AAA.
I viceministri delle finanze delle 20 maggiori economie mondiali hanno avuto una conference call domenica mattina (fuso orario asiatico) per discutere della crisi del debito europeo e valutare le conseguenze del downgrade Usa: un consulto d'emergenza sulle turbolenze che stanno agitando i mercati finanziari e che alimentano il timore che l'economia del mondo sviluppato possa scivolare in una recessione.
Prevista per le prossime ore, prima dell'apertura del mercati asiatici, una riunione dei ministri finanziari del G7 e una conference call straordinaria anche della Banca Centrale Europea Standard & Poors aveva declassato venerdì il rating del credito degli Stati Uniti, la più grande economia del mondo toigliendole la AAA.
Nel mese di luglio, S & P aveva posto gli Stati Uniti ' in "creditwatch con implicazioni negative" mentre infurioava al Congresso il dibattto sul debito. Per evitare iln downgrade, S & P aveva detto che gli Stati Uniti avevano bisogno non solo di aumentare il massimale del debito, ma anche di sviluppare un piano "credibile" a lungo termine.
Nel suo rapporto di venerdì, S & P aveva stabilito che gli Stati Uniti erano venuti meno a queste richieste: "Il downgrade riflette la nostra opinione che il ... piano che il Congresso e l'Amministrazione hanno recentemente deciso è lungi dal raggiungere quello che, a nostro avviso, sarebbe necessario per stabilizzare a medio termine la dinamica del debito ".
S & P ha anche citato le politiche a Washington come un fattore di downgrade. "Vediamo come la governance e le politiche degli Stati Uniti diventano sempre meno stabili, meno efficaci, e meno prevedibili”.
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