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venerdì 1 maggio 2015

BALTIMORA, cadavere in un camion vicino al luogo delle proteste


Le proteste fronteggiate dalla polizia per le strade di Baltimora

BALTIMORA, 1 maggio - Giallo a Baltimora, dove la polizia indaga sulla morte di un uomo di 51 anni il cui corpo è stato trovato nella notte nella cabina di un autoarticolato parcheggiato, senza rimorchio, a meno di un isolato dal teatro delle proteste per la morte di Freddie Gray, il 25enne afroamericano morto una settimana dopo essere stato arrestato. Il portavoce della polizia, Jarron Jackson, ha riferito che gli inquirenti non ritengono ci sia un legame. L'uomo non è stato identificato e la polizia etichettato la sua morte come "sospetta". Il corpo, che non ha mostrato segni evidenti di traumi, è stato trovato nel blocco di Pennsylvania Avenue 2500 verso le 21:30 di ieri.
Nella terza notte consecutiva di coprifuoco, le strade della città hanno visto soprattutto la presenza dei media. Un uomo è stato arrestato dopo essersi avvicinato alle linee della polizia e urlato contro gli agenti per diversi minuti.

venerdì 6 settembre 2013

Dodici deputati del M5S sul tetto della Camera per protestare contro il ddl sulle riforme costituzionali

ROMA - Dodici deputati del Movimento 5 Stelle hanno occupato il tetto della Camera per manifestare il proprio dissenso al ddl sulle riforme costituzionali. Esposto uno striscione sulla facciata dell'edificio con la scritta: "La Costituzione è di tutti".
"Facciamo come gli operai che per protestare salgono sui tetti delle fabbriche". Così i deputati spiegano i motivi del loro gesto. "E' l'unico modo per svegliare il Paese dormiente", spiega Alessandro Di Battista. "Abbiamo fatto il possibile, presentando emendamenti e chiedendo di discutere in Aula ma non ci ascoltano neanche. Non ci è rimasto altro da fare", aggiunge Maria Edera Spadoni.


 "Il M5S non è contrario a ogni riforma costituzionale. Noi pensiamo che la Costituzione si debba cambiare per dare più potere ai cittadini, con l'introduzione del referendum propositivo senza quorum e dell'obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare. Sogniamo un Paese in cui il popolo comandi e il governo obbedisca". E' quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog mentre i parlamentari del movimento inscenano la protesta sul tetto della Camera.

domenica 14 luglio 2013

Incidenti in Usa dopo l’assoluzione del vigilante che ha ucciso un giovane nero

Manifestanti a San Francisco

Vetrine infrante a Oakland
MIAMI - A pochissime ore dalla sentenza finale che ha assolto in Florida George Zimmerman la guardia di quartiere che ha sempre professato la sua innocenza, per l’omicidio di un giovane di colore, un gran numero di persone sono scese per le strade in diverse città della California per protestare contro la scarcerazione dell'ex imputato
A San Francisco, la polizia ha scortato i manifestanti che marciavano gridando il nome di Martin e sventolando cartelli con la scritta "No Justice No Peace".  A Los Angeles, le persone hanno manifestato a Leimert Park, lo storico quartiere nero della metropoli, mentre a Oakland, circa cento manifestanti del movimento Occupy Oakland si sono riuniti nella Frank Ogawa Plaza, tutti indossando la felpa con cappuccio, proprio come Martin quando venne ucciso. Qui è avvenuta la reazione più violenta: vetrine rotte, roghi nei cassonetti dell'immondizia e un'auto della polizia danneggiata. A riferirlo sono i media locali.
L'omicidio del giovane adolescente di colore Trayvon Martin a Sanford, Florida, aveva fin da subito scatenato una fervente polemica che velocemente ha raggiunto tutti gli Stati Uniti. Ma George Zimmerman non è colpevole della morte del giovane afroamericano. Lo hanno deciso i giurati al termine del processo a Sanford in Florida. La vicenda ha tenuto con il fiato sospeso gli Usa: da subito infatti sull'uccisione del 17enne è aleggiato lo spettro del razzismo. Zimmerman aveva sempre proclamato la sua innocenza, dicendo di aver sparato per legittima difesa.

martedì 18 giugno 2013

Istanbul: “l’uomo in piedi”, nuova forma di protesta

"L'uomo in piedi" a Istanbul
ISTANBUL - Un manifestante turco soprannominato "l'uomo in piedi" ha portato un buovo tipo di protesta in piazza Taksim  dopo che le autorità hanno sfrattato i manifestanti.
L’artista Erdem Gunduz è rimasto in silenzio per otto ore, di fronte a un ritratto di Kemal Ataturk, il fondatore della moderna, laica Turchia.

Centinaia di altri si sono riuniti attorno a lui nella piazza, che era stato riaperta lunedi, prima di essere dispersi dalla polizia. Gunduz è apparso in piazza intorno alle 18:00 (17:00 in Italia) di lunedi e vi rimaste fino alle 02:00 (03.00), quando la polizia lo ha fermato. Dieci altre persone che hanno rifiutato di andarsene sono state arrestate.

Violenti sconti in tutto il Brasile: proteste per le faraoniche spese dei Mondiali di calcio


Un ferito nelle manifestazioni di Rio. Sopra, i manifestanti

Gli incidenti a San Paolo
Le proteste a Belo Horizonte
RIO DE JANEIRO - Sono finite con violenti scontri le manifestazioni di protesta organizzate in Brasile contro l'aumento dei trasporti pubblici e le faraoniche spese per la Confederations Cup e i Mondiali di calcio del 2014. A Brasilia alcuni manifestanti sono saliti sul tetto del Parlamento. A Rio de Janeiro invece sono state lanciate bombe molotov contro gli agenti, che hanno risposto sparando candelotti lacrimogeni. DatI alla fiamme anche cassonetti e auto.
Le manifestazioni hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone che si sono date appuntamento tramite i social network in almeno 11 città del Paese. 
La protesta è stata in gran parte pacifica ma è degenerata in scontri violenti a Rio de Janeiro e Belo Horizonte, dove si è disputato l'incontro di calcio Nigeria-Tahiti della Confederations Cup
A Brasilia centinaia di studenti sono saliti sul tetto del parlamento con striscioni, cori contro il governo e urlando: "Il parlamento è nostro".
 A Rio, dove anche due giorni fa si sono registrati incidenti nella zona attigua allo stadio Maracanà prima dell'inizio della partita Italia-Messico, almeno 40 mila persone - secondo la polizia - hanno invaso le strade del centro per concentrarsi davanti al parlamento locale. Nel centro della città un gruppo di manifestanti ha lanciato bombe carta contro la polizia, che ha risposto sparando candelotti di gas lacrimogeno e pallottole di gomma. Si segnalano incendi di cassonetti e auto in sosta. Due agenti sono rimasti feriti e una decina di manifestanti sono stati arrestati.
 In tutte le città i giovani indossano fasce con la scritta "La rivolta dell'aceto", la sostanza che viene usata per tentare di mitigare gli effetti del gas lacrimogeno lanciato dalla polizia militare.
Il segretario generale della presidenza brasiliana, Gilberto Carvalho, ha detto che il governo e la presidente Dilma Rousseff sono "preoccupati" per le manifestazioni che si stanno diffondendo a macchia d'olio in tutto il Brasile. Carvalho ha riferito che il governo dialogherà con i movimenti di protesta ma "non rinuncerà a garantire l'ordine e a far rispettare la legge". La presidente Rousseff ha affermato che è "le manifestazioni pacifiche sono legittime" e che "è prerogativa dei giovani manifestare". Ma è stata sonoramente contestata sabato nello stadio di Brasilia durante la cerimonia inaugurale della Confederations Cup. Il movimento "Copa pra quem" (Il mondiale per chi?) accusa il governo federale di aver sfrattato migliaia di famiglie per far posto a parcheggi e nuove strutture che ospiteranno i tifosi di tutto il mondo in occasione dei Mondiali di calcio del prossimo anno.



giovedì 28 febbraio 2013

Ridotta in appello la pena per l’ad della Thyssen. Proteste in aula a Torino


TORINO - E' stata ridotta a dieci anni, nel processo d'appello a Torino, la pena per l'amministratore delegato della Thyssen, Herald Espenhahn, per il rogo che nel 2007 costo' la vita a sette operai. In primo grado era stato condannato a 16 anni e mezzo di carcere. Secondo i giudici della corte d'appello di Torino, che hanno letto la sentenza nella maxi aula 1 del tribunale di Torino, non ci fu dolo.
Urla e proteste in aula a Palazzo di Giustizia hanno accolto la sentenza ThyssenKrupp. Dai familiari delle vittime si levano grida "maledetti". Dal pubblico fanno eco: "Questa è la giustizia italiana, che schifo".

mercoledì 19 dicembre 2012

New Delhi in rivolta dopo lo stupro di una ragazza su uno scuola bus


NEW DEHLI -  E' rivolta a New Delhi contro lo stupro e il pestaggio di una studentessa ventitreenne. Lei e il suo compagno erano stati sequestrati domenica scorsa in uno scuolabus: mentre alcuni tenevano fermo l'uomo a suon di botte, lei veniva violentata. Entrambi, poi, sono stati lanciati fuori dal veicolo in corsa. "Chiederemo al governo l'applicazione della pena di morte per questa gente", ha dichiarato il capo della polizia della capitale indiana, Neeraj Kumar. Lo stupro è oggi punito nel Paese con pene che arrivano fino ai dieci anni di carcere laddove la pena capitale e' riservata a casi rarissimi di omicidio e terrorismo. Sei violentatori del gruppo, compreso l'autista del bus, sono stati arrestati ed e' in corso la caccia ad altri due sospettati.
L'episodio ha scatenato una protesta spontanea in citta'. Numerosi manifestanti hanno bloccato l'incrocio nel sud di New Delhi dove la coppia era salita a bordo del bus mentre altri si sono diretti verso una stazione di polizia nei pressi. "Ne abbiamo abbastanza di molestie e stupri", e' stato lo slogan più urlato, in un Paese che ha visto raddoppiare negli ultimi venti anni il numero dei casi di violenza sessuale.
L'Alta Corte di Delhi oggi tirato in ballo la polizia della città chiedendo come mai il reato è rimasto inosservato "Questo incidente è di grande preoccupazione per tutti i cittadini della capitale ie in particolare per la sicurezza delle donne e delle bambine a Delhi, "dice una dichiarazione del  Presidente della Corte Suprema D Murugesan che ha  chiesto al commissario di polizia della città di presentare un rapporto dettagliato entro due giorni alla Corte, giustificando anche  la mancata attuazione del provvedimento della Corte Suprema sul divieto totale di circolazione di autobus con vetri scuri e ha chiesto al consiglio della Polizia di spiegare di perché non sia stato attuato fino ad ora. "Ci sono due questioni importanti. La prima è la indagine sul caso e la secondasono le misure di prevenzione. Vogliamo sapere quali misure di prevenzione sono state adottate dalla polizia per evitare incidenti di questo tipo, "ha detto l’alta corte. “Sarebbe stato necessario il rilascio in tempo di indicazioni in questo campo. Questa corte trasmette le linee guida dopo aver preso atto delle affermazioni di tutti gli interessati ", ha detto. La corte ha anche espresso sorpresa sul fatto che il bus, con i finestrini scuri, sia stato mantenuto in esercizio  sulle strade di Delhi per i 40 minuti durante i quali la violenza sessuale della ragazza è avvenuta.

martedì 29 maggio 2012

Il Cairo: proteste in piazza Tahrir contro l‘ex premiere Shafiq che va al ballottaggio



IL CAIRO - Migliaia di persone si sono riversate ieri sera a piazza Tahrir, al centro del Cairo, dopo l'annuncio dei due candidati al ballottaggio per le presidenziali egiziane: l'ex premier di Hosni Mubarak, Ahmed Shafiq, e il leader dei fratelli musulmani, Mohammed Morsi. Secondo la televisione egiziana, ci sarebbero stati almeno 7mila dimostranti, molti dei quali scontenti che Shafiq, esponente del vecchio regime, abbia superato il primo turno.
Il quartier generale della campagna del candidato presidenziale egiziano Ahmed Shafiq è stato attaccato. Emittenti televisive egiziane hanno trasmesso filmati di un incendio nell'edificio, nel quartiere Dokki della capitale. Proteste sono state segnalate anche nella seconda città egiziana di Alessandria. 
Lunedi, la commissione elettorale egiziana aveva confermato che la Fratellanza Musulmana e il signor Mohammed Morsi Shafiq si contenderanno la carica presidenziale nel mese di giugno. Morsi ha guadagnato il 24,3% dei voti al primo turno, Shafiq il 23,3%. Shafiq è stato l'ultimo Primo Ministro sotto la presidenza di Mubarak e viene visto da molti come un rappresentante del vecchio regime.

mercoledì 7 dicembre 2011

Un uovo sull'auto del premier Monti all'entrata della Scala

MILANO - Un uovo e' stato lanciato sull'auto del presidente del consiglio, Mario Monti, all'entrata della Scala.
  Appena un gesto isolato, forse diretto verso lo stesso premier, che non e' tuttavia stato centrato visto che era gia' in procinto di varcare l'ingresso del teatro. Ignoto il responsabile della piccola protesta che doveva, comunque, verosimilmente stazionare tra la folla accalcata a ridosso delle transenne.


In effetti una protesta era in corso davanti alla Scala. Solo un po' di parapiglia quando alcuni manifestanti sono riusciti a superare le transenne, sistemate sull'altro lato del teatro, srotolando proprio davanti l'ingresso uno striscione con la scritta "Cambia l'orchestra la musica e' la stessa''. Sono immediatamente stati allontanati dalle forze dell'ordine. A protestare davanti al teatro si sono ritrovati lavoratori, sindacati, studenti e antagonisti, tra musica e balli e piccole performance artistiche. Qualcuno ha anche accenso piccoli fuochi d'artificio mentre venivano rilasciati in aria alcuni palloncini colorati con appese le foto di Mario Monti, Giulio Tremonti, Mario Draghi, Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani.
Prima dell'inizio del Don Giovanni l'orchestra della Scala ha suonato l'Inno di Mameli. Dal palco reale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e gli altri ospiti hanno ascoltato in piedi. Nel palco con il presidente anche il sindaco Giuliano Pisapia.
Applausi per il presidente Giorgio Napolitano che si e' affacciato dal palco reale a salutare gli ospiti della Scala. Tutti gli spettatori si sono alzati in piedi e si sono rivolti verso il palco per rispondere affettuosamente al saluto del presidente. Napolitano ha preso posto nel palco reale, insieme alla moglie, al premier Mario Monti e al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
 
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venerdì 11 novembre 2011

Salito a 22 il numero dei morti del terremoto in Turchia. Proteste dei sopravvissuti

La polizia interviene contro i manifestanti. Nel riquadro, l'hotel Bayram crollato
ANKARA - Salito ad almeno 22 il numero di morti causati dalla scossa di terremoto che ha colpito Van, il capoluogo della provincia dell'est della Turchia già provata dal sisma del mese scorso che aveva provocato più di 600 vittime. Lo ha riferito l'emittente turca Ntv. In serata il bilancio era salito a 13 col recupero del corpo di un uomo di mezza età dalle macerie dei due hotel sbriciolatesi per la scossa dell'altro ieri. Nella notte, poi, c'e stato il rinvenimento degli altri cadaveri.


Nel frattempo, i sopravvissuti al terremoto si sono riuniti ieri fuori le rovine del famoso hotel della città Bayram, dove erano arrivati il vice primo ministro Besir Atalay e il Governatore di Van Munir Karaoğlu, che erano nella regione per visitare le vittime del terremoto precedente.
La popolazione ha cominciato a gridare  a gridare al governatore a dimettersi, la polizia ha risposto con gas lacrimogeni e manganelli. La protesta traeva origine dal mancato controllo da parte delle autorità delle misure antiterremoto da applicare alla costruzione degli edifici e per la mancanza di valutazioni dei danni del terremoto precedente, quello che due settimane fa aveva causato 600 vittime. Anche l'hotel crollato, secondo i manifestanti, non era stato controllato a sufficienza dopo le prime devastanti scosse.


"Chi sarà ritenuto responsabile di queste morti? Le relazioni di valutazione necessari non sono state completate anche sono passati 17 giorni. Perché queste persone sono state lasciate in questi edifici? ", ha detto Gulten Kışanak, co-presidente per la pace dell'opposizione e del Partito della Democrazia (BDP).


Intanto a Van nevica: lo mostrano immagini tv delle operazioni di soccorso. Il freddo acuisce le sofferenze delle migliaia di senzatetto creati soprattutto dal sisma del mese scorso. I soccorritori intanto continuano recuperare solo cadaveri: finora sono stati 22, 30 le persone salvate. 

domenica 7 agosto 2011

Israele: dopo le oceaniche porteste per il caro vita, Netanyhau promette rapide riforne

GERUSALEMME, - Incalzato da oceaniche proteste per il caro vita che hanno visto scendere in piazza un solitamente apatico ceto medio, in una singolsre versione degli indignados,  il premier israeliano Benyamin Netanyahu promette rapide riforme. Un primo passo in questo senso è l' odierno annuncio del premier sulla costituzione di un comitato di ministri ed esperti che entro un mese - così si assicura - dovrà sottoporre al governo un piano concreto di riforme, dopo aver sentito i rappresentanti di tutte le parti sociali, inclusi sindacati e industriali.