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mercoledì 3 giugno 2015

TURCHIA, chiesto l'ergastolo per un giornalista "scomodo"

ANKARA, 3 giugno - Un pm turco ha chiesto la condanna all'ergastolo per il direttore del quotidiano di opposizione Cumhuriyet, Can Dundar, minacciato dal presidente Recep Tayyip Erdogan dopo che venerdì aveva pubblicato le immagini di armi destinate a gruppi armati islamici in Siria a bordo di camion scortati dai servizi segreti del Mit, riferisce Hurriyet online. Dopo lo scoop firmato da Dundar, Erdogan lo ha avvertito che avrebbe pagato un "caro prezzo".
Le rivelazioni fatte da Dundar mettono in forte imbarazzo il governo islamico di Ankara, più volte accusato di appoggiare in Siria anche i gruppi jihadisti e di lasciare aperte sul proprio territorio le "autostrade della jihad".

Le immagini pubblicate da Cumhuriyet erano state scattate nel gennaio 2014 da militari della gendarmeria che avevano effettuato un controllo dei camion scortati dal Mit. Il governo aveva allora negato che a bordo ci fossero armi, ma solo "aiuti umanitari". I militari che avevano partecipato al controllo erano stati prima trasferiti e poi arrestati e incriminati per "spionaggio". 

Già venerdi la procura di Istanbul aveva avviato una inchiesta sullo scoop fra l'altro per presunta rivelazione di segreti di Stato. Lo stesso presidente ha presentato una denuncia penale contro Dundar per "spionaggio". 

Domenica la Turchia al voto - L'attacco di Erdogan al direttore di Cumhuriyet, a pochi giorni dalle cruciali politiche turche di domenica, ha suscitato una ondata di solidarietà. Ieri decine di giornalisti e di intellettuali si sono dichiarati corresponsabili in un appello pubblicato sulla prima pagina del quotidiano con le loro fotografie. L'attacco al direttore di Cumhuriyet è stato denunciato da diverse organizzazioni internazionali della stampa. Il Comitato internazionale per la Protezione dei Giornalisti Cpj ha invitato il presidente islamico turco a "smettere di fare bullismo contro i giornalisti". Il capo dell'opposizione Kemal Kilicdaroglu ha accusato Erdogan di avere fatto del paese uno "stato canaglia".

venerdì 20 febbraio 2015

LONDRA, tre ragazze di 15 anni fuggono in Turchia per raggiungere l’Isis in Siria

Le tre ragazze all'aeroporto di Gatwick
LONDRA, 20 febbraio - La polizia ha lanciato un appello urgente alla ricerca di tre studentesse quindicenni scomparse e dirette in Siria attraverso la Turchia per aderire all’Isis.
Le tre compagne di scuola della East London Bethnal Green, di età da 15 a 16 anni, hanno lasciato le loro case prima delle 8:00 ora locali di martedì per l'aeroporto di Gatwick a Londra, dove si sono imbarcate su un volo della Turkis Airlines e per tentare poi il passaggio in Siria.

"Stiamo cercando di contattare le ragazze con i media turchi e i social media", ha detto il comandante Richard Walton, "nella speranza che secontano i nostri messaggi, ascoltino le nostre preoccupazioni per la loro sicurezza e abbiano il coraggio di tornare alle loro famiglie che sono così preoccupate per loro. "

giovedì 25 dicembre 2014

TURCHIA, sedicenne arrestato e incriminato. Aveva "insultato" Erdogan

Il presidente Erdogan
ANKARA, 25 dicembre - Un ragazzo di 16 anni è stato arrestato e incriminato per aver "insultato" il presidente Tayyip Erdogan. Lo riferiscono i media turchi. Il giovane, aderente ad un movimento di sinistra, è accusato di aver insultato Erdogan durante una cerimonia in memoria di un giovane professore laico ucciso da estremisti islamici nel 1930. Secondo Hurriyet, in particolare il ragazzo aveva accusato il presidente di corruzione.

lunedì 20 ottobre 2014

ISIS, gli Usa paracadutano armi e munizioni ai curdi a Kobane, la Turchia aiuterà i peshmerga


ANKARA -  Nella battaglia contro gli jihadisti che minacciano Kobane, la comunita' internazionale si concentra sull'assistenza ai curdi impegnati nella difesa della citta' al confine con la Siria. Nella notte gli Usa hanno paracadutato casse di armi, munizioni e attrezzature mediche ai curdi assediati: "Un aiuto enorme", hanno fatto sapere i miliziani, spiegando che avrà "un effetto positivo" sulle operazioni militari anche da sola se non basterà ad evitare una sconfitta. Era la prima volta che gli Usa lanciavano materiale ai curdi nella città da settimane assediata dagli jihadisti.

Si attendeva una possibile protesta della Turchia per il fatto che vengono fornite atmi ai curdi e invece Ankara ha reagito con l'annuncio che aiutera' i peshmerga, le truppe curde del Kurdistan iracheno, a raggiungere la città assediata attraverso l'unico varco che si trova in territorio turco.
"Aiuteremo i peshmerga a entrare a Kobane: stiamo negoziando la questione", ha spiegato il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, "Non abbiamo alcun desidero di veder cadere Kobane". Anche l'annuncio è un'assoluta novità nella posizione della Turchia che finora aveva rifiutato di far passare i miliziani curdi attraverso il suo territorio, 'via libera' necessario visto che l'unico corridoio di ingresso nella citta' e' quello alla frontiera tra Turchia e Siria.

martedì 7 ottobre 2014

SIRIA, Kobane presa dalll’Isis. Scambio di prigionieri con la Turchia

Una bandiera nera dell'Isis sulla palazzina a sinistra nella foto a Kobane
KOBANE (Siria) -I militanti dell’Isis sono entrati a Kobane, la chiave città di confine tra Siria e Turchia e hanno preso il controllo di tre distretti dopo una battaglia strada per strada  con i difensori curdi siriani. Sono entrati nei quartieri orientali il Lunedi, alzando la loro bandiera nera su edifici e colline. I funzionari locali hanno detto che circa 2.000 civili sono fuggiti verso il confine turco. I media arabi, citano testimoni che avrebbero visto la bandiera nera dello Stato islamico sventolare su una palazzina. E ben presto sono arrivate le foto.
Prendendo Kobane, assediata per tre settimane, l’Isis assumerebbe il controllo di un lungo tratto del confine siro-turco. Più di 160.000 siriani, soprattutto curdi, hanno abbandonato la città. Camion carichi di donne e bambini, ma anche molti uomini, stanno passando il confine turco nei pressi di Kobane, la città siriana sotto assedio dell'Isis. Lo riferiscono testimoni via Twitter dal confine turco. Secondo alcune fonti, ancora centinaia di civili si trovavano all'interno della città.
In precedenza un funzionario locale in Kobane, Idriss Nassan, ha detto alla BBC che la città "certamente cadrà presto". Le truppe turche, assestate sul confine, non si sono mosse e non hanno sparato. Una spiegazione di questo atteggiamento protrebbe venire dallo scambio di prigionieri effettuato tra Turchia e Isis. Oltre 180 jihadisti, fra cui due britannici, sarebbero stati liberati da Ankara in cambio dei 46 diplomatici turchi e 3 iracheni rapiti dallo Stato islamico nei mesi scorsi. Lo rende noto il quotidiano britannico Times, secondo cui il governo di Londra giudica "credibile" la notizia.
I diplomatici erano stati catturati cinque mesi fa quando i jihadisti avevano preso la città di Mosul, nel nord dell'Iraq. I due jihadisti provenienti dal Regno Unito sarebbero lo studente 18enne Shabazz Suleman e Hisham Folkard, di 26 anni. I nomi dei due britannici erano in una lista trapelata al giornale britannico e confermata da fonti dello Stato islamico.

La Nato: "Pronti a difendere la Turchia" - Il Patto Atlantico non esclude aiuti militari alla Turchia, impegnata nel far fronte all'offensiva da parte dello Stato islamico che minaccia le sue frontiere. Lo ha detto il segretario della Nato Jens Stoltenberg: "La Turchia è un alleato della Nato, perciò dobbiamo proteggere le sua frontiere". per questo, per rafforzare la difesa aerea turca, sono stati predisposti anche i missili Patriot.


Iran, anche l'unità d'elite al-Qods al fianco dei curdi - La tv di Stato iraniana ha pubblicato una rara fotografia del capo della Forza al-Qods, un'unità d'elite del regime, al fianco dei combattenti curdi iracheni che lottano contro l'Isis. La foto, pubblicata sul sito internet del canale Irinn, mostra il generale Qassem Suleimani in abiti civili circondato da un gruppo di uomini presentati come "peshmerga curdi". "Con l'inizio degli attacchi Daesh (l'acronimo arabo dello Stato islamico), alcune foto del generale Qassem Suleimani sono state pubblicate in Iraq e in particolare durante la conquista di Amerli (località abitata da turcomanni sciiti). La più recente lo mostra al fianco dei peshmerga, spiega il sito senza precisare quando e dove sia stata scattata la foto.


sabato 27 settembre 2014

FRANCIA: presi (con qualche pasticcio) tre francesi di ritorno dalla Siria, pianificavano attentati

Un video di propaganda jihadista
ANKARA - Tre francesi, arrestati in Turchia dopo un viaggio in Siria, sono stati accusati oggi di pianificare atti terroristici: lo ha detto il loro avvocato. Gli uomini sono stati accusati da un giudice anti-terrorismo a Parigi di "associazione a delinquere con l'obiettivo di pianificare atti terroristici", ha precisato l'avvocato Pierre Dunac.

Il terzetto comprende Abdelouahab El-Baghdadi, cognato del jihadista Mohamed Merah, che era stato ucciso dalla polizia dopo aver ammazzato sette persone, tra cui tre bambini, nel cortile di una scuola di Tolosa nel 2012 e e uno dei suoi amici d'infanzia, Imad Jjebali, già condannato in un caso di trama jihadista in Iraq nel 2009. 
Ma c'è stato anche un pasticcio, con il ministro dell'interno finito nelle polemiche. Attesi a Orly martedì dopo la loro espulsione dalla Turchia, dove erano tornati dopo il soggiorno in Siria, si erano invece imbarcati un altro aereo atterrando a Marsiglia incredibilmente indisturbati. Il giorno dopo sono andati alla polizia, proclamandosi innocenti, e sono stati arrestati.

mercoledì 11 giugno 2014

Mosul: gli jihadisti sequestrano il console turco e i membri del suo staff: E attaccano Tikrit

Una strada di Mosul dopo gli scontri
Il console turco sequestrato
BAGHDAD - Gli jihadisti dell'Isis, lo Stato islamico del Levante e della Siria, hanno preso il controllo del consolato turco di Mosul, nel nord dell'Iraq. I guerriglieri hanno preso in ostaggio il capo della missione diplomatica Öztürk Yılmaz e 24 membri dello staff, tra guardie e assistenti portandoli nel loro quartier generale, ha reso noto un colonnello della polizia locale. 
Soldati delle Forze speciali turche e figli dei dipendenti del consolato sono tra gli ostaggi.
Intanto il numero di camionisti turchi presi in ostaggio da parte dell’Isis nel nord dell'Iraq è salito 28-32

Gli jihadisti dell'Isis mirano alla creazione di uno stato islamico al confine tra Siria e Iraq, un traguardo a cui si stanno pericolosamente avvicinando. 
"La perdita della provincia di Ninive crea un corridoio tra Anbar, Mosul e il confine siriano che rendera più facile il passaggio di armi, fondi e miliziani tra i diversi fronti di battaglia", ha sottolineato John Drake, analista di sicurezza del gruppo 'Ake'. Intanto i ribelli hanno attaccato pure la città irachena di Tikrit dopo sconfinamento Mosul, dicono fonti della sicurezza.
I militanti hnno ora in controllo di alcune parti di Tikrit, città natale di Saddam Hussein che si trova a soli 150 km a nord di Baghdad. Pesanti scontri sono segnalati in città, con decine di insorti che si scontrano con le forze di sicurezza vicino alla sede del governo provinciale Salaheddin in centro. Un testimone oculare ha detto che uomini armati erano entrati in città da quattro direzioni diverse e a una stazione di polizia era stato appiccato il fuoco.


sabato 7 giugno 2014

Turchia: vuole un maschio, nasce una femmina. Strangola la moglie


ANKARA - Lui voleva un maschio, ma la moglie partorisce invece una figlia femmina, la seconda. Per questo incredibile motivo un turco di 29 anni ha ucciso la donna, commettendo il delitto in diretta con la polizia. E' successo nella provincia sudorientale di Diyarbakir. L'assassino, un cameriere di un ristorante, ha chiamato la polizia a omicidio in corso: "Ho ucciso qualcuno", ha detto al telefono, secondo quanto riporta il giornale locale Vatan.
"Chi?" ha risposto il poliziotto. "Sto uccidendo mia moglie in questo momento" ha affermato l'uomo. Da qui in avanti, se possibile, il dialogo assume toni ancor più drammatici. "L'ha già uccisa o la deve ancora uccidere?" ha chiesto il poliziotto. "E' quasi morta ma la finisco se è legittimo per la legge islamica" ha risposto il killer che aveva posto un cavo elettrico sotto il mento della donna mentre stava dormendo.
A quel punto l'agente ha inviato un'unità, ma era troppo tardi. Durante il processo, l'avvocato dell'omicida ha provato a spiegare le ragioni del folle gesto, affermando che il suo assistito desiderava un un figlio maschio: all'arrivo di una femmina, la seconda, ha perso la testa e ha strozzato la moglie. In fase di dibattimento la polizia è stata criticata per non aver avuto la capacità di convincere l'uomo a salvare la consorte.

giovedì 15 maggio 2014

Miniera turca, i morti saliti a 282. Oggi sciopero nazionale


SOMA (Turchia). - Il bilancio dei morti accertati nel peggior disastro minerario nella storia della Turchia, l'esplosione nella miniera di Soma, e' salito a 282: lo ha reso noto il ministro dell'energia, Taner Yildiz. E il bilancio rischia di essere ancora provvisorio perché molti operai sarebbero ancora intrappolati all'interno della miniera di carbone. Intanto per oggi i quattro maggiori sindacati del Paese hanno convocato una giornata di sciopero nazionale: i rappresentanti dei lavoratori sono furiosi per quelle che ritengono essere le scarse condizione di sicurezza in cui operano molte aziende, un tempo statali e oggi in mano ai privati: "A Soma - si legge in un comunicato - centinaia di nostri fratelli operai sono stati lasciai morire dall'inizio perche' costretti a lavorare in brutali processi di produzione pur di ottenere il massimo del profitto".

mercoledì 14 maggio 2014

Miniera in Turchia, i morti salgono a 238 e ci sono 120 ancora intrappolati

Un ferito appena recuperato dal fondo della miniera
ANKARA - Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che il bilancio "ancora provvisorio" della strage mineraria è salito a 238 morti, aggiungendo che altri 120 si ritiene siano intrappolati nelle miniere secondo le cifre fornite dal gestore della miniera. Erdogan si e' recato a Soma, sul luogo dell'incidente, dove il ministro degll'energia Taner Yildiz ha ammesso che si sta "andando verso il peggiore disastro mai avvenuto in una miniera in Turchia".

Strage nella miniera turca: 201 morti


ANKARA - Una vera e propria strage: almeno 201 morti e 80 feriti. E' il tragico bilancio dell'esplosione nella miniera di carbone a Soma, trasformatasi in prigione per 200 minatori bloccati a duemila metri di profondità. 

Se sul numero esatto delle vittime non ci sono certezze, non vi è alcun dubbio sulla tragedia che ha colpito la Turchia. Ed ha spinto il premier Recep Tayyip Erdogan ad annullare una visita all'estero. La corsa contro il tempo per salvare i minatori, che indossavano maschere a antigas con un'autonomia fra i 45 minuti e un'ora e mezza, è iniziata alle 19. E di fronte alle riserve di ossigeno sempre più scarse i soccorritori hanno continuano a pompare aria fresca verso le gallerie in profondità. Ma non è bastato. 
Secondo il governatore provinciale Bahattin Atci, fra 200 e 300 minatori sono rimasti bloccati a quattro chilometri dall' uscita in fondo alla miniera di carbone, proprietà di una società privata. I soccorritori hanno iniziato a raggiungere alcuni dei minatori, vivi. Ma con il passare del tempo hanno estratto anche molti corpi ormai senza vita. Le informazioni su quanto accaduto sono imprecise e frammentarie, se non contraddittorie. L'incidente si è prodotto nel pomeriggio durante un cambio di turno.
Per l'emittente Ntv l'esplosione, avvenuta a due chilometri di profondità, sarebbe dovuta a un cortocircuito. Le gallerie sono state invase da fiamme e fumo spesso. Al momento dell'incidente in fondo alla miniera c'erano 580 minatori. Circa 300, che si trovavano in altre gallerie, hanno potuto fuggire subito. I soccorritori sono stati divisi in quattro squadre, che continuano a lavorare senza sosta nel disperato tentativo di fare estrarre dalle viscere della terra i sepolti vivi. Il fumo, l'incendio, che non si sa se sia stato estinto, e il black-out elettrico rendono l'intervento a rischio. Diversi soccorritori hanno dovuto essere ricoverati. Sei minatori sono stati salvati dopo 18 ore sotto terra: due sono in gravi condizioni.

domenica 30 marzo 2014

Turchia, il partito di Erdogan vince le amministrative. Scontri, 8 morti

ANKARA - Il vicepremier Arnic: il partito Akp ha vinto
ANKARA - Il  partito islamico Akp del premier Recep Tayyip Erdogan rimane nettamente in testa alle elezioni amministrative turche con il 48%. Il principale partito di opposizione, il Chp, è al 28,1%, secondo i dati diffusi dalla tv privata Ntv. Le altre due formazioni dell'opposizione, il Mhp è al 14%, il Bdp al 5,2%. In base ai dati parziali l'Akp rimane in testa a Istanbul e Ankara, il Chp a Smirne.
E per gli scontri in alcuni comuni rurali tra fazioni rivali schierate con candidati opposti alla carica di capo-villaggio c'è già un bilancio arrivato a 8 morti e più di 20 feriti. in dettaglio, due persone sono state uccise e nove ferite in uno scontro fra i sostenitori di due candidati sindaci a Kirikhan (Hatay). Altri quattro morti si registrano a Hilvan, vicino a Sanliufra, durante uno scontro fra i candidati di clan rivali. Nel villaggio di Ciftlik, sempre nella provincia di Sanliufra, scontri fra altre due famiglie politicamente opposte hanno fatto nove feriti.

domenica 23 marzo 2014

F-16 turco abbatte un caccia siriano che aveva sconfinato

Il momento in cui l'aereo siriano viene colpito in volo, secondo una tv turca
La striscia di fumo lasciata dall'aereo colpito che precipita, sorvolata da un caccia turco (Anadolu)
DAMASCO - Aerei turchi hanno abbattuto un aereo da caccia della Siria "in missione per colpire postazioni dei terroristi in territorio siriano". Lo ha detto una fonte militare di Damasco citata dall'agenzia governativa Sana. Il ministero degli Esteri siriano ha accusato Ankara di una "aggressione militare ingiustificata e senza precedenti".
Il primo ministro turco R Erdogan ha confermato che le sue forze armate hanno abbattuto un jet militare siriano, ma ha precisato con forxa che  aveva violato il suo spazio aereo. Ha avvertito che tale azione da parte della Siria aveva meritato una "risposta pesante". L'incidente si è verificato, secondo quanto riferito, in una zona dove i ribelli siriani e le forze governative combattono per il controllo di un valico di frontiera.
Parlando ad un raduno di sostenitori, Erdogan si è congratulato con la sua forza aerea per la sua azione. "Un aereo siriano ha violato il nostro spazio aereo. Nostri F-16 sono decollati e lo hanno colpito Perché? Perché se si viola il nostro spazio aereo, noi reagiamo così", ha detto.
Due siriani MIG-23 aerei da combattimento si sono avvicinati spazio aereo della Turchia lungo il confine turco-siriano intorno alle 13:00 di domenica, secondo un comunicato stampa del Capo di Stato Maggiore turco. "Uno degli aerei è tornato indietro dopo quattro avvertimenti, l'altro aereo ha violato lo spazio aereo della Turchia alle 13:13 di circa un chilometro, si è diretto a ovest e ha continuato a volare nello spazio aereo turco per circa un chilometro e mezzo," it ha detto.
"Uno dei  piloti dei due nostri F-16, che erano in pattuglia in quel momento, ha sparato un missile contro l'aereo siriano alle 13:14 in conformità con le regole. L'aereo è precipitato vicino alla città siriana di Kasab, a 1.200 metri a sud del confine ",conclude  il comunicato stampa.
L'Osservatorio siriano per i diritti umani - un gruppo di attivisti con sede nel Regno Unito - ha detto che i rapporti iniziali dalla zona parlano di un aereo precipitato sul lato siriano del confine.
"Difese aeree turche hanno di mira un caccia bombardiere siriana che aveva  ha colpito le zone della provincia settentrionale di Latakia. L'aereo ha preso fuoco e si è schiantato in territorio siriano", ha detto l'Osservatorio. Secondo il rapporto, il pilota dell'aereo è stato in grado di abbandonare il velivolo.
L'aereo siriano è precipitato vicino alla città di Kasab, a 1200 metri dal confine turco

venerdì 21 marzo 2014

Turchia, Erdogan blocca l'accesso a Twitter

Il premier Erdogan
ANKARA - La Turchia ha bloccato giovedì sera l'accesso a Twitter. Qualche ora prima il premier Erdogan aveva minacciato di interdire il social network, che aveva pubblicato intercettazioni che lo coinvolgono in uno scandalo di corruzione. "Noi sopprimeremo Twitter. Me ne frego di quello che potrà dire la comunità internazionale", aveva detto Erdogan. "L'interdizione di Twitter in Turchia è senza fondamento, inutile e vile", ha scritto la commissaria europea alle Nuove tecnologie Neelie Kroes.

venerdì 7 marzo 2014

Turchia, Erdogan minaccia di chiudere YouTube e Facebook


Il primo ministro turco Erdogan
ANKARA - Il primo ministro turco, Recep Tayyp Erdogan, coinvolto in uno scandalo politico-finanziario, ha minacciato di far proibire YouTube e Facebook in Turchia dopo le elezioni municipali del 30 marzo. "Ci sono delle nuove misure che noi prenderemo - ha detto in una intervista alla tv privata ATV -, compresa una interdizione di YouTube e Facebook". Su Internet sono state diffuse telefonate del premier che lo coinvolgono direttamente in un caso di corruzione.

giovedì 23 gennaio 2014

Ventun morti nel bus fuori strada nell'Anatolia centrale (Turchia)


ANKARA - Ventuno persone sono morte (tra le quali un bambino) e altre 29 sono rimaste ferite nella notte in un incidente stradale vicino a Kayseri, nell'Anatolia Centrale. Verso le 2.30 un autobus, partito da Istanbul, è uscito di strada nella notte probabilmente a causa del ghiaccio. Secondo il governatore di Kayseri l'incidente potrebbe essere dovuto a un errore dell'autista.

sabato 28 dicembre 2013

Terremoto di magnitudo 6 al largo di Antalya (Turchia)

ANKARA - Una scossa di terremoto di magnitudo sei è' stata registrata alle 16.21 ora italiana davanti alle coste di Antalya, nel sud della Turchia. Lo ha riferito il sito turco d'informazione 'World Bulletin', secondo cui l'epicentro della scossa è stato registrato in mare a una profondità di 65 chilometri. Gli esperti hanno subito assicurato che non esiste il rischio tsunami. Stande alle prime notizie, la scossa - avvertita anche a Cipro - non ha provocato vittime o danni.

mercoledì 25 dicembre 2013

La “Mani pulite” turca: si dimettono tre ministri, Erdogan in difficoltà

Il primo ministro Erdogan
Il ministri Caglayan e Guler, che si sono dimessi
ANKARA - Arrivano le prime dimissioni, reclamate a gran voce dall'opposizione e caldeggiate anche dal presidente Gul, per lo scandalo su corruzione e tangenti che sta scuotendo la Turchia. A lasciare sono prima i ministri dell' Economia, Zafer Caglayan e dell'Interno, Muammer Guler. A poche ore di distanza arrivano anche le dimissioni del titolare dell'Ambiente e della Pianificazione urbanistica, Erdogan Bayraktar. I figli, infatti, sono stati arrestati nell'ambito della tangentopoli turca.  
"Lascio il mio posto da ministro dell'Economia perché possa essere fatta piena luce su questa ignobile operazione che coinvolge il nostro governo", ha dichiarato Caglayan in un breve comunicato.  
La tangentopoli del Bosforo 
A tre mesi dalle elezioni amministrative la "mani pulite" turca fa traballare il premier Erdogan e il suo entourage. Il blitz anticorruzione ha portato all'arresto di nomi eccellenti della nomenclatura vicini al partito islamico Akp al potere, fra cui i figli dei ministri dell'Economia, dell'Interno e della Pianificazione Urbana. Tra i fermati anche il sindaco del distretto di Fatih a Istanbul, Mustafa Demir (del partito Akp), gli imprenditori Ali Agaoglu e Ruiza Sarraf e il direttore generale della banca pubblica Halkbank Suleyman Aslan. 
 Erdogan: complotto straniero
 Erdogan finora ha ignorato le pressioni a dimettersi definendo l'inchiesta come un complotto straniero per minare l'ascesa della Turchia e danneggiare il suo governo in vista delle elezioni di marzo. E nei giorni scorsi i vertici della polizia di Istanbul, responsabile delle indagini, sono stati decapitati: sono stati rimossi i capi dei cinque più importanti dipartimenti, fra cui quello per la criminalità finanziaria. 
Il presidente Gul: rimuovere i ministri coinvolti 

I ministri turchi coinvolti nel recente scandalo sulla corruzione e le tangenti dovrebbero essere rimossi dai loro incarichi. E' quanto lascia intendere il presidente Abdullah Gul rispondendo alle domande dei giornalisti alla vigilia di Natale. "Il primo ministro Erdogan sta facendo preparativi e valutazioni sulla questione" ha detto, annunciando anche un prossimo incontro tra i due. 

sabato 7 dicembre 2013

Due dimostranti curdi uccisi nel Kurdistan turco


ANKARA - Due manifestanti curdi sono stati uccisi nella notte in scontri con le forze antisommossa a Youksekova, nel Kurdistan turco vicino al confine con l'Iran. La manifestazione di protesta è iniziata dopo che una Ong locale ha reso noto che alcune tombe di militanti del Pkk erano state danneggiate. Alcune centinaia di persone si sono riunite e hanno voluto marciare verso il centro della città, ma sono state fermate dalle forze antisommossa.

lunedì 28 ottobre 2013

Un insetto killer ha fatto fuori i raccolti di castagne italiane, maxi importazioni dall’estero

ROMA - Per la prima volta nella storia sulle tavole autunnali degli italiani ci sono più castagne straniere che nostrane, con le importazioni dall'estero che hanno superato in quantità la produzione Made in Italy scesa al minimo di sempre. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti che mette in evidenza il grave declino del prodotto alimentare simbolo dell'autunno nazionale che Giovanni Pascoli chiamava 'l'italico albero del pane'.
L'andamento climatico sfavorevole ma soprattutto gli attacchi provocati dall'insetto killer 'Cinipide galligeno del castagno' arrivato in Italia dalla Cina hanno provocato, sottolinea la Coldiretti, il crollo della produzione nazionale al di sotto dei 18 milioni di chili, con tagli del 70% rispetto agli anni precedenti l'infestazione. Al contrario le importazioni sono cresciute del 20% nei primi sette mesi del 2013 dopo che nel 2012 erano praticamente raddoppiate rispetto all'anno precedente e quasi triplicate rispetto al 2010.

Il risultato, precisa la Coldiretti, è uno storico sorpasso con gli italiani che hanno più del 50% di probabilità di trovarsi nel piatto senza saperlo castagne straniere provenienti soprattutto dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Turchia e dalla Slovenia. Un duro colpo per un prodotto che nel 1911 aveva raggiunto addirittura una produzione record di 829 mln di chili.  Il rischio, rileva Coldiretti, è che per la mancanza di un sistema trasparente di etichettatura le castagne importate vengano spacciate come nazionali mettendo a rischio anche le produzioni nazionali sopravvissute fino ad ora. Se dal punto di vista quantitativo la situazione è preoccupante, il primato italiano sul piano qualitativo, sottolinea Coldiretti, è confermato dalla presenza di ben dodici tipi di castagne che hanno ottenuto il riconoscimento europeo: quattro si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp e la Farina di Neccio della Garfagnana Dop mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp e il Marrone di Roccadaspide Igp, in Emilia Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop e i Marroni del Monfenera Igp, in Piemonte la Castagna Cuneo Igp e il Marrone della Valle di Susa Igp, e nel Lazio la Castagna di Vallerano Dop.