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giovedì 26 marzo 2015

ISTANBUL, bomba negli uffici di una rivista islamica, 1 morto



ISTANBUL, 26 marzo - Una bomba è esplosa nella notte davanti agli uffici di una rivista islamica a Istanbul, facendo un morto e tre feriti, ha reso noto la polizia. L'ordigno era stato deposto davanti alla porta della rivista Adimlar, nel quartiere popolare di Kagithane, ed è esplosa quando è stata aperta uccidendo un collaboratore del rivista, Unsal Zor. La piccola rivista è vicina al gruppo Fronte radicale islamico Ibda-C, precisa Zaman online. Non sono stati chiariti per ora i motivi dell'apparente attentato, se politici o criminali, e non ci sono state rivendicazioni. L'esplosione ha distrutto parte della facciata, al terzo piano del palazzo dove si trova la sede del periodico. I tre feriti sono stati ricoverati negli ospedali della zona. L'esplosione che ha colpito la rivista islamica interviene a 2 mesi e mezzo dalla cruciali elezioni politiche turche 

martedì 6 gennaio 2015

ISTANBUL, donna kamikaze si fa esplodere in una stazione di polizia, morto un agente


ISTANBUL, 6 gennaio - Una donna kamikaze si è fatto saltare in aria a Istanbul, ferendo due agenti di polizia, uno dei quali è poi  deceduto. Ha colpito una stazione di polizia nella zona turistica di Sultanahmet.
Il governatore Vasip Sahin ha detto alla televisione turca che la donna parlava inglese con "un forte accento", ma la sua nazionalità e l'identità è rimasta sconosciuta. Nessun gruppo ha finora rivendicato l'attacco, il secondo sulla polizia in una settimana.
La polizia ha sigillato una zona nel centro storico, dove si trovano la Moschea Blu e il museo di Santa Sofia. Sahin ha detto che la donna è entrata alla stazione e ha detto alla polizia di aver perso il portafogli, prima di far esplodere la bomba.

sabato 29 novembre 2014

PAPA FRANCESCO a Istanbul in raccoglimento nella Moschea Blu

Il Papa al suo arrivo a Istanbul
ISTANBUL - Papa Francesco alla Moschea di Sultan Ahmet, piu' nota come MoscheA Blu. E' questo il primo atto compiuto dal Pontefice dopo il suo arrivo a Istanbul. Accolto dal mufti di Istanbul, Francesco ha attraversato il cortile e sull'ingresso della Moschea si è tolto le scarpe prima di entrare. Con le mani giunte e il capo abbassato, Bergoglio e' rimasto oltre 3 minuti, con gli occhi chiusi, a pregare, mentre l'imam aveva le mani aperte nel gesto della preghiera liturgica e pronunciava a bassa voce delle formule.
Nel 2006 c'erano stati invece due minuti di silenzio quando Benedetto XVI si raccolse anche lui in preghiera in unione al mufti'. "Preghiamo per la fratellanza e per il bene dell'umanita'", aveva detto Ratzinger durante la visita alla piu' celebre moschea di Istanbul, quando gli avevano mostrato il libro delle preghiere islamiche, dicendo che "ogni preghiera musulmana comincia col nome di Allah, Allah e' il nome di Dio".
 l gesto compiuto oggi da Papa Francesco e da Benedetto XVI nel 2006 hanno un illustre precedente nella preghiera di San Giovanni Paolo II nella moschea di Damasco, anche se li' si svolse davanti al luogo tradizionalmente definito la tomba di Giovanni Battista.

FRANCESCO VISITA SANTA SOFIA, EX CATTEDRALE DI BISANZIO - Una visita a Santa Sofia, la ex cattedrale di Bisanzio intitolata alla Divina Sapienza, sulle orme di Paolo VI che la visito' nel 1967, di Giovanni Paolo II nel '79 e di Benedetto XVI nel 2006, è stato il secondo atto compiuto da Papa Francesco al suo arrivo a Istanbul. Al momento della presa di Costantinopoli, durante la Quarta Crociata, la chiesa simbolo dell'Oriente cristiano fu saccheggiata e profanata dai latini. Furono rubate dalla chiesa molte reliquie, tra cui una pietra della tomba di Gesu', il latte della Vergine Maria, il sudario di Gesu' e le ossa di alcuni santi, portate verso le chiese dell'ovest. Durante l'occupazione latina di Costantinopoli (1204-1261) la chiesa divenne una cattedrale cattolica romana.
  Santa Sofia a Istanbul e' stata la cattedrale cristiana di rito bizantino fino al 1054, sede patriarcale greco-ortodossa, cattedrale cattolica, poi moschea, infine museo dal 1935. Nota per la sua gigantesca cupola, apice dell'architettura bizantina, fu terminata nel 537. Oggi l'uso del complesso come luogo di culto (moschea o chiesa) e' proibito. Tuttavia, nel 2006, subito prima della visita del Papa Benedetto XVI, e' stato segnalato che il governo turco ha permesso di destinare una piccola stanza del complesso museale per essere utilizzata come sala di preghiera da chiunque lo voglia.

giovedì 1 maggio 2014

Il 1° maggio è anche questo, in piazza Taskim a Istanbul


Milioni di persone scendono in piazza oggi in tutto il mondo, in occasione del primo maggio: dai paesi dell'Asia, dove i sindacati hanno indetto manifestazioni per chiedere salari e condizioni lavorative migliori fino a Mosca, dove è prevista la sfilata sulla Piazza Rossa, prova di orgoglio russo nel pieno della crisi ucraina. 
Le maggiori tensioni sono segnalate in Turchia, dove migliaia di manifestanti anti-Erdogan stanno cercando di entrare, malgrado i divieti, in piazza Taksim di Istanbul. E infatti la polizia turca ha disperso a colpi di cannone ad acqua e gas lacrimogeni alcune centinaia di manifestanti che avevano tentato di radunarsi in questa piazza, sfidano il divieto governativo di tenere manifestazioni del primo maggio nel luogo divenuto simbolo della protesta anti-governativa. 

La polizia è in assetto anti-sommossa, ma qualche agente si è scattato un "selfie".

Alcuni residenti nel quartiere Beşiktaş sono stati gravemente colpiti dai gas lacrimogeni utilizzati dalla polizia e sono state evacuati dalle loro caseLe famiglie sono state viste correre con i bambini in braccio.

venerdì 7 febbraio 2014

Ucraino tenta di dirottare un aereo turco a Sochi. Catturato

ISTANBUL - Durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, svoltasi questa sera, un aereo turco, partito da Kharkiv (Ucraina), è stato costretto ad atterrare ad Istanbul dopo un tentativo di dirottamento da parte di un passeggero ucraino. Secondo fonti non confermate il passeggero avrebbe voluto dirottare il volo a Sochi. L'aereo  é stato costretto ad atterrare a Istanbul dall'aeronautica militare turca. Secondo i media turchi, il passeggero ucraino ha minacciato di far esplodere una bomba se l'aereo, con a bordo 110 persone, non si fosse diretto a Sochi, in Russia, dove si stava svolgendo la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi invernali. Il pirata dell'aria é stato catturato.

lunedì 8 luglio 2013

Libero il fotografo italiano fermato a Istanbul

Mattia Cacciatori
ISTANBUL - Il fotografo italiano fermato a Istanbul è stato liberato. Lo ha riferito la giunta regionale del Veneto e la Farnesina lo ha confermato. "Sono libero e tranquillo, mi stanno accompagnando all'aeroporto e stasera sarò in Italia", ha detto Mattia Cacciatori. Il 24enne ha anche espresso parole di elogio per l'opera del consolato italiano che, dice, "è stato fantastico". "Mi inchino davanti al loro operato. Sono stati bravissimi e gentili", aggiunge.
"Non mi aspettavo di essere fermato - dice Cacciatori -. Stavo scattando delle foto, c'era il fumo dei lacrimogeni e la mia maschera non teneva più. Mi sono spostato e mi hanno bloccato, messo contro un muro. Non c'è stato nulla da fare e mi hanno trattenuto per due giorni e mezzo. Per loro ero un contestatore e c'è voluto del tempo per far capire che ero lì per fare foto".
"Alla fine - rileva - non mi hanno contestato nulla, non c'era nessuna possibile incriminazione da farmi ma il risultato è che adesso devo uscire dal Paese. Credo che non potrò tornarci per un anno. Ci sono comunque tanti altri Paesi dove posso andare a fotografare quanto sta avvenendo". Cacciatori non sa ancora su quale volo sarà imbarcato: "Penso che mi faranno salire su un aereo diretto a Milano, dovrei essere in Italia dopo le 22. Comunque, tutto bene".
Intanto la polizia turca ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti che stavano tentando di forzare il blocco imposto dalle autorità di Istanbul di fronte all'entrata di Gezi Park, teatro delle proteste antigovernative il mese scorso nella città sul Bosforo. La polizia turca ha infatti chiuso tutti gli accessi a Gezi Park a Istanbul 

domenica 7 luglio 2013

Istanbul: fotoreporter italiano arrestato. Fotografava le cariche della polizia a piazza Taskim

Mattia Cacciatori
ISTANBUL - Un fotoreporter italiano di 24 anni, Mattia Cacciatori, di San Giovanni Lupatoto (Verona), è stato fermato dalla polizia a Istanbul mentre stava filmando una manifestazione a Gezi Park e le cariche della polizia a piazza Taksim. Lo ha reso noto l'associazione Articolo 21, mentre fonti della Farnesina hanno confermato che il consolato generale sta seguendo la vicenda in contatto con le autorità turche.
Il 24enne ha avvertito con un sms una amica che studia in Turchia in Erasmus. La polizia, ha raccontato il fotografo, ha caricato molti manifestanti e poi li ha prelevati con la forza e portati via con le camionette. "Mattia ha detto che è riuscito ad avvisare i genitori, è stato allertato anche il console e comunque lui è ancora in questura centrale, a Vatan", dice la studentessa.
"Mi hanno arrestato, sono sul furgone insieme ad altre persone, arrestate anche loro, e mi stanno portando nella stazione centrale di Aksaray". E' il messaggio scambiato da Mattia con i familiari

domenica 23 giugno 2013

Istanbul, nuovi scontri. La polizia riprende il controllo di piazza Taskim


ISTANBUL - La polizia turca ha ripreso nella notte il controllo di piazza Taksim ad Istanbul e delle strade limitrofe, dopo diverse ore di scontri con gruppi di manifestanti. Verso le 2 ora locale (l'1 in Italia), diverse centinaia di agenti delle unità antisommossa armati di cannoni ad acqua si sono schierati sulla piazza. La maggior parte dei manifestanti che si sono scontrati con le forze dell'ordine sono stati dispersi con numerose cariche I manifestanti hanno interrotto il traffico automobilistico: il governatore di Istanbul Hüseyin Avni Mutlu ha giustificato così l’intervento della polizia. "L'intervento è stato effettuato a causa del ostacolo di trasporto pubblico e al normale e l'accesso dei taxi e autobus. Il gruppo ha bloccato la piazza quasi per un'ora".
Trenta i feriti, di cui nove da proiettili di gomma.

martedì 18 giugno 2013

Istanbul: “l’uomo in piedi”, nuova forma di protesta

"L'uomo in piedi" a Istanbul
ISTANBUL - Un manifestante turco soprannominato "l'uomo in piedi" ha portato un buovo tipo di protesta in piazza Taksim  dopo che le autorità hanno sfrattato i manifestanti.
L’artista Erdem Gunduz è rimasto in silenzio per otto ore, di fronte a un ritratto di Kemal Ataturk, il fondatore della moderna, laica Turchia.

Centinaia di altri si sono riuniti attorno a lui nella piazza, che era stato riaperta lunedi, prima di essere dispersi dalla polizia. Gunduz è apparso in piazza intorno alle 18:00 (17:00 in Italia) di lunedi e vi rimaste fino alle 02:00 (03.00), quando la polizia lo ha fermato. Dieci altre persone che hanno rifiutato di andarsene sono state arrestate.

Istanbul: rilasciato il fotografo italiano. Torna oggi a Roma


ISTANBUL - Daniele Stefanini al momento dell'arresto. 


ISTANBUL - E' stato rilasciato Daniele Stefanin, 29 anni, il fotografo free lance livornese, picchiato e fermato durante gli incidenti di domenica scorsa. E' quanto riferisce la sorella di Stefanini, Alessia, spiegando che e' stato lo stesso Daniele a telefonare la notte scorsa ai familiari a Livorno per informarli. 
La notizia del rilascio viene confermata dalla Farnesina. Stefanini, riferisce sempre la sorella, dovrebbe rientrare questo pomeriggio a Roma. 
Un lungo post su facebook per ringraziare le "splendide e umane personé a cui deve la sua liberazione tra cui "un ufficiale di polizia umano", per spiegare che "é stato un vero e proprio rastrellamento" e per dire che non "sono stato ferito, ho preso sì tante mazzate ma i feriti seri sono altri". Così scrive è Daniele Stefanin. Tra i destinatari dei ringraziamenti per la sua liberazione ci sono "Mehmet Seyfeddin Pence (un ufficiale di polizia umano)" e gli avvocati Hukuk Burosu, Sermin Akbulut, Ugur Altinarik, Zeynep Cankan Ergunay. Stefanini ringrazia poi "Martina Castigliani del Fatto che è stata la prima ad attivarsi dopo il mio SOS 'chiama ambasciata'" e "i migliori colleghi di sempre per il sit-in davanti all'ambasciata turca (siete bellissimi in foto); quelli che neanche conosco e che sono stati in ansia per me; quelli che mi conoscono e che mi hanno maledetto per la mia incurabile incoscienza", "i compagni e le compagne di piazza Taksim, a loro va tutto il mio rispetto e la mia solidarietà". 
Stefanini rivolge poi il suo pensiero "a chi come me, preso in stato di fermo, è ancora in questura a mangiare pane e marmellatine". Domani "incontreranno il Procuratore, ha pochissime prove, il capo di accusa è per tutti (circa 500 fermi in un giorno) uno, quello di resistenza a pubblico ufficiale e lancio di bottiglie, bastoni, pietre, biglie di vetro con la fionda, carote e bambole. (Poi mi devono spiegare come non si fa a non resistere a un pubblico ufficiale che ti prende ti sbatte al muro, ti pesta, ti mette i gomiti in bocca, ti schiaffeggia ti umilia... per loro il termine resistenza ha un accezione negativa). E' stato un vero e proprio rastrellamento". Infine due rettifiche, una per spiegare che non è stato ferito, annunciando che "a breve posterò le foto" di chi lo é stato realmente: "Vertebre schiacciate,nasi rotti,occhi tumefatti etc". L'altra per dire che non è "stato trovato in terra da chi sa chi e portato in qualche ospedale chi sa dove, ma come tutti i ragazzi fermati sono stato trasportato via in pullman fino alla stazione di polizia dove un po' per necessità un po' perché non volevo rifinire direttamente caldo caldo in un posto a me ignoto, ho recitato la parte del moribondo (tanto tale ero) e così mi ci hanno trasportato in macchina tre poliziotti. Basta così. Vedo che è stato detto anche troppo, io sono solo uno come tanti che crede in quello che fa, forse troppo. 
PS: ah ovviamente la D700 è ormai un ricordo e  non ho nemmeno una foto dell'ultimo giorno, bravo eh!".

lunedì 17 giugno 2013

Istanbul, ferito e fermato dalla polizia fotografo italiano


Daniele Stefanini
ISTANBUL - Il fotografo italiano Daniele Stefanini, 27 anni, livornese, e' stato ferito dalla polizia turca e fermato a Istanbul durante gli incidenti della notte scorsa. Lo hanno indicato fonti dell'ambasciata d'Italia in Turchia. Stefanini, 28 anni, e' stato ferito nel quartiere periferico di Bayrampasha, soccorso da un avvocato e trasportato in ospedale. La polizia lo ha messo in stato di fermo. Il fotografo e' assistito dalle autorita' consolari italiane.
Stefanini è stato colpito alla testa. E' stato trovato da un avvocato dei diritti umani in stato confusionale. Parte della sua attrezzatura è scomparsa. E' stato trasportato in ospedale, poi in questura in stato di fermo.

'Mio figlio? Troppo appassionato di fotografia...'': si limita a dire a Livorno la mamma di Daniele Stefanini,  senza nascondere la preoccupazione per il figlio. E' stato lo stesso Stefanini ad avvisare ieri sera la famiglia di essere stato fermato e di trovarsi in ospedale, da dove e' stato poi dimesso, rassicurando i genitori e dicendo di stare bene. Il fotografo non vive più a Livorno da circa un anno e abita a Roma dove lavora per un'agenzia fotografica.

La polizia ha arrestato 441 manifestanti a Istanbul

ISTANBUL- La polizia turca ha arrestato 441 persone in relazione agli scontri tra polizia e manifestanti di ieri a Istanbul. Lo ha reso noto oggi l'associazione degli avvocati della citta'. Per tutta la giornata di ieri la polizia ha fatto uso di idranti con sostanze urticanti e gas lacrimogeni contro migliaia di dimostranti antigovernativi che cercavano di radunarsi in piazza Taksim . Cinquantasei le persone fermate ad Ankara.
Nuovi scontri tra polizia e manifestanti nella notte in Turchia, dove cinque sindacati hanno proclamato per oggi lo sciopero generale per denunciare l'uso sproporzionato della forza da parte degli agenti. Lo sciopero avrà conseguenze sul funzionamento di scuole, ospedali e uffici pubblici.
Alle prime ore di oggi le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro i manifestanti riuniti ad Ankara e bloccato migliaia di attivisti a Istanbul mentre tentavano di raggiungere piazza Taksim.

Scontri si sono quindi registrati in diverse parti di Istanbul. Gli attivisti dell'opposizione hanno denunciato che la polizia è intervenuta con cannoni ad acqua contro un ospedale vicino a piazza Taksim dove i manifestanti si erano rifugiati. Alcuni hanno anche riferito di essere stati attaccati da sostenitori del governo dell'Akp senza che la polizia intervenisse.

domenica 16 giugno 2013

Istanbul: la polizia spara agenti urticanti con gli idranti, ecco la prova


ISTANBUL - Un poliziotto carica l'agente urticante in un cannone ad acqua
ISTANBUL - Agenti chimici urticanti nell'acqua degli idranti usati dalla polizia turca contro i manifestanti anti-Erdogan. Dopo i sospetti suscitati dalle strane piaghe riscontrate dai medici sulla pelle dei ragazzi colpiti dai cannoni ad acqua, sono arrivate le immagini. Su internet sono uscite le foto di agenti turchi che caricano i cannoni ad acqua con taniche blu con la scritta "Jenix". Si tratta di un urticante venduto in Turchia a militari e polizia.

Ancora altissima tensione a Istanbul. Arrestati medici perché curavano dimostranti feriti

ISANBUL - I medici in manette all'hotel Ramada, cove era stato organizzato un punto di soccorso per i feriti
ISTANBUL - Nuove barricate nel quartiere di Sisli questo pomeriggio
ISTANBUL - Scontri fra polizia e manifestanti sono in corso in alcuni quartieri di Istanbul, dove Piazza Taksim è stretta d'assedio da un imponente dispositivo di polizia. Migliaia di manifestanti convergono verso la piazza simbolo della rivolta. Il governatore di Istanbul ha dichiarato che non autorizzerà la manifestazione organizzata per oggi a Piazza Taksim. Sono già segnalati scontri con la polizia, che ha usato gas lacrimogeni e cannoni a acqua, nel quartiere alawita di Gazi, a Sisli, Kurtulus e Harbiye. La gente ha cercato riparo in un centro commerciale a Sisli, i poliziotti li hanno inseguiti sparando lacrimogeni. Gli agenti di polizia hanno lasciato il centro commerciale dopo che la maggioranza di coloro che erano all’interno hanno scandito slogan contro l'intervento della polizia. Guardie di sicurezza del centro commerciale hanno distribuita acqua ai manifestanti colpiti dai gas. 
La gendarmeria ha bloccato il ponte sul Bosforo per impedire ai manifestanti in arrivo dalla riva asiatica di avvicinarsi.
La polizia ha arrestato diversi medici accusati di avere curato dei manifestanti feriti, riferisce Hurriyet online. Medici con indosso il camice bianco sono stati arrestati secondo foto diffuse su twitter nell'Hotel Ramada di Istanbul, dove avevano allestito una infermeria da campo per curare i feriti dell'assalto a Gezi Park. La polizia ha anche arrestato leader di club di tifosi di società di calcio pure accusati di avere appoggiato i manifestanti.

Questo pomeriggio è considerato ad alto rischio incidenti: sono state convocate quasi simultaneamente due manifestazioni di senso contrario, del partito governativo e dei manifestanti anti-Erdogan. Il partito islamico Akp del premier ha previsto una concentrazione con decine di migliaia di persone di appoggio a Recep Tayyip Erdogan. I manifestanti hanno convocato una manifestazione a Taksim - che però è presidiata da un massiccio dispositivo di polizia, che non ne consente l'accesso - per protestare contro il brutale assalto da parte delle forze anti-sommossa ieri a Gezi Park e chiedere le dimissioni del capo del governo. Sperano in un milione di dimostranti. Su twitter la manifestazione è stata convocata ieri con l'hashtag '#1MilyonYarinTaksime' (1 Milione Domani a Taksim).

Istanbul: sgomberato nella notte il Gezi Park. Violenti scontri, gas lacrimogeni

ISTANBUL - Un poliziotto in piazza Taskim all'inizio dell'assalto


ISTANBUL - Qui e sopra due aspetti degli incidenti


ISTANBUL - I manifestanti si difendono con le maschere antigas

ISTANBUL - Idranti contro l'albergo dove si sono rifugiati i manifestanti
ISTANBUL - Numerosi manifestanti e diversi medici hanno denunciato ieri sera la possibile presenza di agenti chimici nell'acqua degli idranti della polizia che ha dato l’assalto al Gezi Park sgomberando gli occupanti Fotografie diffuse su twitter mostrano piaghe e ampie irritazioni provocate apparentemente sulla pelle dal contatto con l'acqua 'sparata' dagli idranti delle forze antisommossa a Istanbul contro i manifestanti. I manifestanti si sono scontrati con la polizia turca e gli squadroni antisommossa che hanno usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Ci satebbero almeno 40 feriti, ma molti non si sono fatti ricoverare. I manifestanti sono fuggiti velocemente il parco, ma in seguito hannoeretto barricate per le vie vicine e hanno acceso falò. Testimoni hanno detto che è staa una delle peggiori notti di disordini da quando il parco è stato occupato 18 giorni fa. Ieri notte gli squadroni antisommossa hanno impiegato solo 30 minuti per sloggiare i manifestanti. I funzionari avanzavano lentamente, indossando maschere antigas e di scudi antisommossa, in mezzo a una nuvola di gas lacrimogeno bianco.
La maggior parte dei manifestanti hanno scelto di andarsene per evitare di farsi male. Alcuni si sono raggruppati in strade vicine, ma la polizia ha sparato gas lacrimogeni più nel tentativo di disperderli. Gli scontri sono scoppiati poi giro per la città, con i manifestanti che abbattevano le recinzioni da utilizzare come barricate. In alcune zone hanno gridato: "Tayyip dimissioni."  La polizia turca ha lanciato gas lacrimogeni più volte in un grande albergo di piazza Taksim, il Divan Hotel, nel quale si erano rifugiate numerose famiglie e diversi manifestanti in fuga da Gazi Park dopo l' assalto dalle unità anti-sommossai. Il Divan Hotel dall'inizio delle proteste era considerato un rifugio sicuro per i manifestanti durante gli interventi violenti della polizia. Fra gli ospiti dell'albergo questa sera c'era la presidente del Partito dei Verdi tedeschi Claudia Roth.
Migliaia di persone sono anche scesi per le strade della capitale, Ankara, per esprimere il supporto per le proteste. La Confederazione dei sindacati dei lavoratori pubblici »(KESK) ha anche detto che avrebbe proclamato uno sciopero nazionale lunedi, mentre un altro raggruppamento sindacale deve decidere se aderire all'azione. Funzionari medici stimano che 5.000 persone sono rimaste ferite e almeno quattro morti dall'inizio delle proteste iniziata l'31 maggio. Oltre all'opposizione politica del primo ministro Erdogan, anche la Piattaforma Taksim, che riunisce 116 movimenti della contestazione, denuncia le violenze della polizia durante l'assalto contro i dimostranti a Gezi Park con "centinaia di manifestanti feriti" e decine di persone colpite da "proiettili di caucciù" che non possono essere ricoverate in ospedale, pena l’arresto.


giovedì 13 giugno 2013

Il governo: sul destino del parco di Istanbul si potrebbe fare un referendum, ma basta scontri

ANKARA - Anche ieri sera scontri con la polizia

ANKARA - Huseyin Celik propone il referendum sul parco
ANKARA -Il vice presidente del partito di governo AK si è detto aperto all'idea di un referendum sui piani controversi per riqualificare Gezi Park di Istanbul.
Huseyin Celik spera che il "gesto di buona volontà" possa liberare l'area, ma ha detto che chi è rimasto dovrà "affrontare la polizia".
L’azione delle forze dell’ordine contro le persone che  si battono contro l’azzeramento del parco per costruire condomini ha innescato manifestazioni più ampie a partire dal 31 maggio non solo a Istanbul ma anche nella capitale.
Durante la notte, la polizia ad Ankara ha sparato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti.
Diplomatici europei e americani hanno espresso profonda preoccupazione per la reazione violenta della Turchia alle proteste. Non c'è ancora nessun modo per uscire dall'impasse che ha visto disordini in città idi tutto il paese per le ultime due settimane.
I dimostranti accusano il primo ministro Recep Tayyip Erdogan di voler imporre i valori islamici in uno stato laico.
L’apertura di Celik rappresenta la prima volta che il partito AK ha apertamente discusso lasciando agli elettori di decidere che cosa accadrà al parco, dove i manifestanti sono rimasti per tutta la durata della protesta. "Potremmo fare un referendum ... Nelle democrazie solo la volontà del popolo conta", ha detto
Centinaia di manifestanti si sono riuniti anche ieri sera in Piazza Taksim a Istanbul. La polizia stava  lungo i bordi della piazza e non è intervenuta.
Ieri migliaia di avvocati hanno lasciato i tribunali e indossando le loro toghe hanno marciato  per le strade per protestare contro il trattamento riservato ai loro colleghi durante le manifestazioni.
Decine di avvocati erano stati brevemente fermati a Istanbul martedì in quanto avevano espresso la loro opposizione all’intervento violento della polizia per cancellare le manifestazioni.

"I nostri colleghi che erano stati arrestati a Istanbul sono stati presi in custodia solo perché stavano leggendo un comunicato stampa - ha detto uno degli avvocati di Ankara, Mehmet Toker - Siamo qui per difendere la libertà di parola."

mercoledì 12 giugno 2013

Istanbul, otto ore di scontri nella notte poi la polizia riconquista piazza Taksim




ISTANBUL - Dopo otto ore di scontri, è stata riconquistata nella notte dalla polizia piazza Taksim a Istanbul. Cessati gli ultimi lanci di lacrimogeni, i manifestanti si sono ritirati nel parco e i poliziotti hanno ripreso il controllo della piazza. Al momento i camion della nettezza urbana stanno ripulendo l'area. Un'altra manifestazione anti-Erdogan ad Ankara, con 5mila persone, è stata dispersa martedì sera dalla polizia.
L'intervento delle forze di sicurezza - che ha fatto anche ricorso ai cannoni ad acqua - era scattato nel centro della città, non lontano dalla sede dell'ambasciata americana, per disperdere una folla di circa 5mila manifestanti che lanciavano slogan inneggiano alle dimissioni del governo e del primo ministro turco Erdogan. Poi la tregua, che si teme abbia le ore contate.
 Il consolato generale di Istanbul ha di nuovo invitato questa sera gli italiani ad evitare la zona di piazza Taksim e di Istiklal, nel cuore della megalopoli turca, teatro di duri scontri fra polizia e manifestanti. Già martedì mattina, in un messaggio sms agli italiani che si trovano a Istanbul, il consolato aveva raccomandato di ''stare lontani dalla zona e fare attenzione a possibili manifestazioni''.

 Intanto Gezi Park a Istanbul si è trasformato in un ospedale da campo per i feriti negli scontri con la polizia che intende sgomberare il parco e piazza Taskim. ''Nell'ultima ora, circa 25 feriti sono passati dal nostro centro prima di essere trasportati in ambulanza negli ospedali'', ha spiegato un'infermiera volontaria, sotto anonimato. ''Si tratta soprattutto di ustioni, di persone colpite dai bossoli dei lacrimogeni, alla testa o altrove, di cadute, fratture, crisi d'asma, o di chi necessita di punti di sutura'', ha aggiunto l'infermiera: ''Qui ci accontentiamo di fermare le emorragie, poi li mandiamo in ospedale''.

martedì 11 giugno 2013

Istanbul: la polizia nel Gezi Park, cento feriti

ISTANBUL - La polizia entra nel Gezi Park
ISTANBUL - Decine di poliziotti in tenuta antisommossa sono entrati a Gezi Park di Istanbul, cuore della rivolta contro Erdogan e dove sono ancora schierati centinaia di manifestanti. Lo hanno raccontato testimoni oculari. Poco prima il premier turco aveva annunciato "tolleranza nero" nei confronti dei dimostanti antigovernativi. E questa mattina la polizia aveva occupato piazza Taksim, rimuovendo le barricate.
Entrando a Gezi Park, gli agenti hanno lanciato verso i manifestanti spray urticante, come riferisce Hurriyet online. Il governatore di Istanbul questa mattina aveva affermato che la polizia non sarebbe entrata nel parco. Dopo circa 10 minuti, secondo Hurriyet, gli agenti anti-sommossa si sono per ora ritirati su Piazza Taksim. Ci sarebbero 100 feriti durante gli scontri. Gli infortuni sono decine di traumi cranici dovuti ai lacrimogeni che hanno colpito i manifestanti, uno dei quali ha avuto il cranio del manifestante  gravemente incrinato ed è sottoposto a una operazione al Şişli Etfal Hospital. Il feriti sono stati medicati in cinque infermerie diversi in tutto il quartiere Taksim, Aktan detto. ELa polizia ha usato gas lacrimogeni e acqua in pressione contro una manciata di manifestanti , mentre la maggior parte dei manifestanti si era ritirata a Gezi Park fidandosi delle dichoarazioni del presidente Erdogan che il parco stesso non sarebbe stato attaccato.  Il leader dell'opposizione turca Kemal Kilicdaroglu ha reagito all'attacco della polizia contro piazza Taksim accusando il premier di essere un "dittatore" e aggiungendo, davanti ai deputati del suo partito Chp, che i giovani che manifestano nel Paese vogliono "una democrazia di prima classe". E, ha aggiunto, ci sono due tipi di polizia, quella del popolo e quella di Erdogan. "E' la polizia di quest’ultimo- ha detto - che ha usato violenza contro i manifestanti". 

Istanbul: la polizia è entrata in piazza Taksim


ISTANBUL - La polizia in tenuta anti-sommossa è entrata in forze in piazza Taksim a Istanbul. Centinaia di poliziotti in tenuta anti-sommossa si erano radunati dalle prime luci dell'alba sul viale principale che porta alla piazza dove si tiene il presidio dei dimostranti contro la distruzione del parco Gezi per un intervento edilizio.
Le forze dell'ordine sono entrate con blindati e lanciando lacrimogeni per rimuovere le barricate erette dai manifestanti nella zona intorno alla piazza, teatro di violenti scontri nei giorni scorsi. Al momento dell'intervento i manifestanti all'interno della piazza erano in numero decisamente esiguo.
Nella zona nei pressi del parco non si sono ancora segnalati scontri tra i poliziotti e i manifestanti. L'obiettivo della polizia non sarebbe quello di sgomberare il parco ma solo rimuovere striscioni e barricate dalla piazza. Lo ha assicurato anche il governatore di Istanbul. "Da stamani siete affidati ai fratelli poliziotti" ha detto rivolgendo il discorso ai manifestanti che si trovano nel parco Gezi. "La nostra intenzione - ha spiegato Huseyin Avni Mutlu - è di rimuovere i cartelli e le immagini dalla piazza. Non abbiamo altri obiettivi. Non toccheremo assolutamente nessuno a Gezi Park e a Taksim". 

Alcuni blindati della polizia sono stati mostrati dalla Cnn mentre girano per una piazza Taksim che alle 8 di mattina locali (le 7 in Italia) appare sgombera, sparando qualche lacrimogeno e sparando brevi getti con i cannoni ad acqua contro qualche manifestante che cerca di rispondere lanciando bottiglie molotov, sassi e petardi dalle vie laterali. Il premier Erdogan lunedì ha annunciato di voler incontrare mercoledì rappresentanti della protesta, in una mossa che sembra rivelare un cambio di tattica politica.

martedì 4 giugno 2013

C’è un terzo morto negli scontri di piazza in Turchia, un ragazzo di 22 anni





Abdullah Comert, la terza vittima
ANKARA - Sale a tre il numero delle vittime degli scontri in Turchia ad una settimana dall'inizio dei disordini per difendere Gezi Park minacciato dalla costruzione di un centro commerciale. La nuova vittima è un ragazzo di 22 anni, Abdullah Cömert, deceduto all'ospedale di Antakya dopo essere stato colpito da un colpo d'arma da fuoco durante scontri nel sud della Turchia al confine con la Siria. Lo ha annunciato la televisione privata Ntv.
"E' rimasto gravemente ferito da alcuni colpi sparati da una persona non identificata", spiega Ntv. Secondo un parlamentare del partito di opposizione, Hasan Akgol citato da Ntv, il ragazzo era membro del del Partito Repubblicano del Popolo (Chp). La polizia ha avviato un'indagine sulle circostanze della morte. La prima vittima si chiamava Ethem Sarisuluk. E' deceduto ad Ankara dopo essere stato colpito da un colpo di arma da fuoco alla testa. La seconda vittima aveva 20 anni. Il ragazzo è morto ad Istanbul investito da un taxi che si è lanciato contro la folla di manifestanti. Proprio ieri sera, durante una visita in Marocco, il premier islamico Recep Tayyip Erdogan, spiegava: "la situazione in Turchia si sta calmando e al mio ritorno da questa visita i problemi saranno risolti". Ma poco dopo la sua dichiarazione la  piazza Taksim a Istanbul si riempiva nuovamente di manifestanti e scoppiavano nuovi tafferugli che si sono visti anche ad Ankara. E più tardi anche nel sud del paese.
A una settimana dall'inizio della protesta di Gezi Park contro la distruzione di 600 alberi nel cuore di Istanbul, quella che ora è diventata la rivolta della Turchia laica contro il premier islamico Recep Tayyip Erdogan dilaga ogni giorno di più in tutta la Turchia.
A Smirne, i manifestanti hanno lanciato bombe molotov negli uffici del partito Akp, provocando piccoli incendi. A Istanbul, sono state danneggiate le fermate dei bus e diverse strade dove i manifestanti hanno usato i segnali stradali per costruire barricate.


Sui social network continuano a circolare foto e video sulla feroce repressione da parte della polizia turca della protesta negli ultimi giorni. I manifestanti, che chiedono le dimissioni del premier, denunciano la"censura" esercitata nei confronti del movimento di protesta da parte delle principali tv turche, che accusano di obbedire alle direttive del governo, e affermano che i collegamenti con internet spesso vengono interrotti nelle aree in cui l'uso eccessivo della forza contro i manifestanti è stato criticato dalla stampa internazionale e da molte capitali estere. Secondo Amnesty International cinque delle centinaia di feriti sono in pericolo di vita.