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venerdì 27 febbraio 2015

Gli 007 al Parlamento: Italia potenziale obiettivo di attacchi terroristici

ROMA, 26 febbraio - L’Italia è un "potenziale obiettivo" di attacchi terroristici anche per "la sua valenza simbolica di epicentro della cristianità". Lo scrivono i Servizi segreti nella Relazione del Dis al Parlamento ribadendo che allo stato non sono emerse "attività o pianificazioni" di attacchi nel nostro paese. 
C'è in Italia e in Europa un "crescente rischio di attacchi" terroristici ad opera "di varie categorie" e tra queste ci sono anche donne - mogli, familiari o amiche - di combattenti "attratte dall'eroismo dei propri cari, specie se martiri".
Rischio web centro reclutamento jihadisti  - "Appare sempre più concreto" il rischio che sul web "agiscano veri e propri centri di reclutamento per aspiranti jihadisti", in grado di intercettare l'insoddisfazione dei terroristi homegrown che aspirano a passare dalla tastiera di un computer ai teatri di guerra siriani e iracheni. I servizi segreti ribadiscono come l'Isis abbia una "sofisticata strategia di comunicazione e propaganda". Nel monitorare la rete, sottolineano gli 007, "si è registrata la tendenza", soprattutto da parte dei più giovani, "a privilegiare i social network, attraverso i quali, tra l'altro, i foreign fighters europei, per spronare i connazionali correligionari, alimentano un'informazione parallela ai comunicati 'ufficiali' dei gruppi armati - peraltro sempre più spesso sottotitolati o tradotti in italiano - diffondendo immagini di guerra", ricordi di martiri e il racconto della loro esperienza "accanto ai fratelli provenienti da tutto il mondo".
Rischio ripiego foreign fighters Ue in Italia  - L'Italia potrebbe rappresentare una zona di "ripiegamento" per i foreign fighters che dall'Europa sono andati a combattere in Siria. Nel 2014 c'è stato un "significativo incremento" del flusso degli aspiranti combattenti verso i teatri di guerra. Secondo i dati degli 007, si ipotizza che siano 3mila quelli partiti dalla sola Europa, di cui oltre 500 provenienti dai Balcani. Per quanto riguarda l'Italia, dicono i servizi, "la specifica minaccia deve essere valutata non solo per gli sporadici casi nazionali ma anche e soprattutto tenendo presente l'eventualità di un ripiegamento sul nostro territorio di estremisti partiti per la Siria da altri Paesi europei, anche in ragione delle relazioni sviluppate sul campo tra militanti di varia nazionalità".

E' in atto una cyber-jihad  - E' in atto una cyber-jihad da parte di gruppi islamisti, Isis in primis. L'Islamic State ha realizzato un sito web, Asnar al Ghrabaa project, per garantire la possibilità di comunicare in modalità sicura attraverso l'impiego della crittografia. Quanto all'attività di propaganda, è risultato prevalente il ricorso a piattaforme di social network, attraverso cui sono stati gestiti centinaia di account, pubblicati e diffusi messaggi, immagini e video. Sebbene ad oggi non siano stati registrati attacchi di matrice terroristica contro sistemi Information Technology di rilevanza strategica, l'intelligence invita a non sottovalutare l'interesse di alcuni gruppi a lanciare attacchi cyber contro i sistemi e le reti di infrastrutture critiche di Stati Uniti e Europa. Emerge infine una contrapposizione, destinata ad avere ulteriori sviluppi, tra i due attori della minaccia: Isis e Anonymous.

lunedì 17 giugno 2013

Rivelazione: l’intelligenze inglese intercettava i delegati del G20 nel 2009

LONDRA - Politici stranieri e funzionari che hanno preso parte a due vertici  G20 di Londra nel 2009 hanno avuto i loro computer monitorati e le loro chiamate intercettate su istruzioni del loro ospiti, il governo britannico, secondo i documenti visti dal Guardian. Alcuni delegati sono stati indotti a utilizzare internet cafè, che erano stato istituito dai servizi segreti britannici per leggere il loro traffico e-mail.
La rivelazione arriva mentre l’Irlanda del Nord si prepara ad ospitare oggi un altro vertice per le nazioni del G8, i quali hanno partecipato alle riunioni del 2009 che erano stati oggetto del sistematico spionaggio. Si rischia di portare ad una certa tensione tra i delegati in visita che vorranno che il premier inglese spieghi quali erano gli obiettivi del 2009 e se l'esercizio è da ripetere questa settimana. Lo  spionaggio al G20 sembra essere stato organizzato allo scopo banale di assicurare un vantaggio agli inglesi nelle riunioni. Gli obiettivi  includevano alleati di lunga data come il Sud Africa e Turchia. La prova è contenuta in documenti - classificato come top secret - che sono stati scoperti dal tecnico informatico della statunitense NSA  Edward Snowden e visti dal Guardian. Essi rivelano che durante le riunioni del G20 di aprile e settembre 2009 era stata utilizzata quella che un unico documento definisce "rivoluzionaria capacità di intelligence" per intercettare le comunicazioni delle delegazioni
Ciò ha incluso:
• Impostazione di internet cafè dove hanno usato un programma di intercettazione di posta elettronica e software di key-logging per spiare l'uso dei delegati dei computer;
• Penetrare la sicurezza sui BlackBerry dei delegati per monitorare i loro messaggi e-mail e telefonate;
• Fornitura di 45 analisti per una sintesi immediata di ciò che diceva chi stava telefonando al vertice;
• Sotto controllo in particolare il ministro delle Finanze turco e possibilmente altri 15 nel suo partito;
• Ricezione di segnalazioni da un tentativo dell’americana NSA per intercettare il leader russo, Dmitry Medvedev, quando la telefonata passava attraverso collegamenti satellitari a Mosca.

I documenti indicano che l'operazione è stata approvata  in linea di principio ad alto livello nel governo dell'allora primo ministro, Gordon Brown e che l'intelligenza ha passato poi i risultati ai ministri britannici.