MOSCA, 26 aprile - Hacker russi sono riusciti a leggere e-mail non classificate del presidente americano Barack Obama. Lo riporta il New York Times citando un rappresentate dell'amministrazione, secondo il quale le e-mail sono state lette durante l'intrusione nella rete di computer della Casa Bianca lo scorso anno. Gli hacker non sarebbero riusciti pero' a penetrare nel sistema del Blackberry di Obama, ma sono riusciti a entrare negli archivi delle e-mail del personale della Casa Bianca, con cui il presidente ha contatti regolarmente. Le reti protette, quelle classificate, non hanno subito alcuna intrusione ma - afferma il New York Times - in molti casi le e-mail non classificate contengono più informazioni sensibili, includendo scambi con diplomatici, programmi e anche dibattito politico. Non e' chiaro il numero di mail alle quali gli hacker hanno avuto accesso ne' il loro contenuto. La gravita' dell'intrusione dello scorso anno è stata subito riconosciuta, con i responsabili alla sicurezza informatica che si sono riuniti quotidianamente per settimane per cercare di risolvere il problema e capire come rendere la rete piu' sicura. L'attacco hacker ha riaperto il dibattito sulla presenza in rete di Obama.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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domenica 26 aprile 2015
venerdì 17 aprile 2015
OBAMA: gli Usa non sarebbero ciò che sono senza il contributo degli italiani
WASHINGTON, 17 aprile - "Purtroppo non ho antenati italiani ma mi considero un italiano onorario perché amo tutto dell'Italia", ha detto il presidente statunitense Barack Obama nel corso della conferenza stampa con il premier Matteo Renzi a Washington. Matteo Renzi "ha portato molta energia e senso di visione", è un premier che "vuole vedere una crescita nel suo Paese", ha affermato Barack Obama dalla East room della Casa Bianca parlando del presidente del Consiglio.
WASHINGTON, 17 aprile - "E' un grande piacere dare il benvenuto a Matteo Renzi alla Casa Bianca. Dovrei dire ben tornato", "tanti anni fa è infatti venuto quando era un dinamico sindaco di Firenze, ora è un dnamico premier italiano. Gli Stati Uniti non sarebbero ciò che sono adesso senza il contributo e la generosità degli italiani", così il presidente degli Usa. "Con Renzi parleremo di come portare la crescita della Grecia dentro la zona euro". Così Obama accenna ad uno dei temi che affronta con Renzi nel pranzo che segue la conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca.
"E' un onore essere qui alla Casa Bianca nel cuore della libertà. Parlerò in italiano per ringraziare il presidente degli Stati Uniti d'America per la straordinaria leadership che sta esprimendo sia a livello di politica estera che a a livello di modello di sviluppo economico". Lo ha affermato il premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa."L'esperienza della crescita Usa è un modello per l'Europa. Occorre una nuova stagione di crescita ed investimenti. Nel 2014 abbiamo iniziato ma c'è molto da fare. La leadership americana è un punto di riferimento". "Credo che sia molto importante per noi fare dell'Expo una grande occasione per la qualità della vita, di life style e per dichiarare guerra alla povertà in un mondo dove un miliardo muore per l'obesità ed un altro miliardo muore perché non ha cibo".
"Sono fiducioso: in Europa è finito il tempo della sola austerità ma per raggiungere questo obiettivo i governi nazionali devono fare le riforme. Noi siamo impegnati per realizzare ogni riforma promessa ai nostri cittadini - ha detto il premier italiano - Anche se in Italia c'è chi vorrebbe tutte le volte ripartire da zero, le riforme hanno preso una strada che non ha possibilità di essere bloccata".
"Buongiorno" dice Obama (in italiano) a Renzi nello studio ovale
WASHINGTON, 17 aprile - Incontro alla Casa Bianca tra il premier Matteo Renzi e il presidente americano Barack Obama. "Buongiorno": così, in italiano, Obama ha accolto il presidente del Consiglio nello studio ovale. Presente anche il segretario di Stato Usa John Kerry. Dopo il colloquio seguirà la conferenza stampa congiunta e poi i due leader pranzeranno insieme. Nello studio ovale erano presenti, oltre a John Kerry, il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, la consigliera per la sicurezza nazionale Susan Rice ed il suo vice Ben Rhodes.
Renzi ha raccontato al presidente Usa che, prima di andare alla Casa Bianca, è riuscito ad andare a correre. "E' un momento dell'anno bellissimo per essere qui a Washington", gli ha risposto Obama, riferendosi al clima mite e soleggiato di questo periodo nella capitale federale degli Stati Uniti.
martedì 10 febbraio 2015
UCRAINA, si spara e si muore. Lo snodo del vertice di domani
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| Un ribelle con un lanciagranate (russo?) |
KIEV, 10 febbraio - Rimane alta la tensione tra Ucraina e Russia. Sette soldati di Kiev sono morti e altri 23 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nei combattimenti nell'est del Paese. Lo hanno reso noto le forze armate ucraine. "Nella notte c'e' stata un'intensificazione degli attacchi", ha riferito il portavoce Anatoly Stelmakh.
Un'altra fonte ha riferito di 87 attacchi contro le truppe ucraine da lunedì con combattimenti particolarmente intensi attorno a Debaltseve, lo strategico nodo ferroviario una cinquantina di chilometri a nord-est di Donetsk ormai quasi assediato dai ribelli filo-russi. Intanto, in vista del summit di Minsk, Stati Uniti e Unione europea ribadiscono unità e condivisione dell'approccio da tenere con Mosca: la Russia "ha violato tutti gli impegni presi con gli accordi di Minsk" e mette a rischio "l'ordine della pace in Europa", fondata sul rispetto delle integrità territoriali. Barack Obama e Angela Merkel si sono visti ieri alla Casa Bianca, in un vertice che cade proprio all'inizio di una settimana forse decisiva per la ricerca di una via d'uscita alla crisi ucraina. La partnership tra Usa e Ue continuerà a essere "ferma, salda, solida, anche se su alcune cose non saremo d'accordo", ha affermato Obama, alludendo alla "possibilità dell'invio di armi letali" a Kiev. Mentre per il cancelliere "Europa e Usa devono esplorare altre opzioni", che non necessariamente devono essere militari. Resta, comunque, confermata la via delle sanzioni: "Abbiamo chiarito - ha detto Obama - che se Mosca continuerà in questo modo, sarà ancora piu' isolata: aumenteremo le sanzioni, non ci fermeremo fino a quando non riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo", già evidente dal "balzo negativo sull'economia russa. Auspico -ha detto ancora- che per Mosca i costi da pagare diventino abbastanza alti da convincere Putin a intraprendere la strada della soluzione diplomatica, e smettere di pretendere di "ridisegnare le frontiere in Europa con il fucile puntato".
L'Ue provvede a sgomberare gli eventuali ostacoli: i ministri degli Esteri Ue hanno approvato nuove sanzioni contro la Russia, la cui applicazione però e' stata congelata e vincolata in attesa dell'esito del vertice sull'Ucraina che si terrà domani a Minsk. Ma la tensione rimane alle stelle. Nel pieno del negoziato 'last-minute' per trovare una soluzione a una guerra non dichiarata nell'est dell'Ucraina, le autorita' di Kiev hanno denunciato che 1.500 soldati russi hanno attraversato la frontiera russo-ucraina tra il 7 e l'8 febbraio, aggiungendo che i convogli hanno introdotto nel Paese anche armi pesanti, tra cui lanciamissili. L'Ue ha reso noto che intende organizzare ad aprile una conferenza di donatori per raccogliere fondi a favore dell'Ucraina ma solo se Kiev sarà in grado di definire un dettagliato piano di investimenti da finanziare. L'obiettivo è raccogliere almeno 15 miliardi di dollari per rilanciare l'economia di Kiev, ridotta ai minimi termini dall'inizio della crisi con la Russia, ormai da oltre un anno.
giovedì 11 settembre 2014
OBAMA: distruggeremo l’Isis
WASHINGTON - "Li colpiremo ovunque. Li distruggeremo. Non c'è alcun paradiso sicuro per chi minaccia l'America": mancano poche ore al tragico anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001, e Barack Obama parla in diretta tv alla nazione per spiegare la necessità di lanciare una nuova offensiva militare contro il terrorismo islamico. Quello degli jihadisti dell'Isis che avanza in Iraq e Siria, e che rischia di diventare un pericolo serio anche per l'Occidente. "Piccoli gruppi di assassini possono fare gravi danni. Per questo dobbiamo rimanere vigili", spiega il presidente americano in quello che in molti considerano come il discorso più delicato della sua presidenza.
Lui che voleva chiudere un decennio di guerre si ritrova, suo malgrado, a dover combattere. Ma a differenza di 13 anni fa - promette - l'America non sarà trascinata in una nuovo conflitto come in Iraq o in Afghanistan. "Non saranno coinvolte truppe americane sul suolo straniero", scandisce. Ma allo stesso tempo annuncia che invierà a Baghdad altri 475 soldati, che insieme ai consiglieri militari già inviati nelle scorse settimane faranno salire la presenza armata degli Usa in Iraq a circa 1.600 unità. Il loro compito non è quello di partecipare a missioni di combattimento, ha però ribadito il Pentagono, ma quello di difendere il personale Usa e di supportare, non sul campo, le forze irachene. Obama paragona quindi la strategia che verrà adottata contro l'Isis come quella già portata avanti "con successo in Yemen e Somalia". Una campagna "sistematica" fatta di massicci bombardamenti aerei, quelli che ora colpiranno gli uomini del califfo al Baghdadi ovunque essi siano, anche in Siria. Raid che avranno l'obiettivo di sostenere l'azione delle truppe che combattono contro gli jihadisti sul campo: iracheni, curdi e i gruppi di ribelli siriani considerati più moderati che riceveranno aiuti militari.
"Ma non ci possiamo fidare del regime di Assad - chiarisce - un regime che terrorizza il suo popolo". "Useremo tutta la nostra potenza aerea" nell'ambito di una campagna "prolungata e senza sosta", specifica dunque Obama, che però parla di "strategia articolata" che va oltre l'opzione militare. Insieme agli alleati si lavorerà su tutti i fronti per indebolire sempre di più l'influenza dell'Isis: dalla lotta alla propaganda jihadista, agli aiuti umanitari alle popolazioni minacciate, alla lotta per contrastare il flusso di combattenti stranieri (anche dall'Occidente) in Iraq e Siria. "L'America guiderà una vasta coalizione per respingere la minaccia terrorista e distruggerla", spiega Obama, sottolineando come "solo l'America ha la capacità e la volontà di mobilitare il mondo contro il terrorismo. E gli americani hanno la responsabilità di esercitare questa leadership". Poi un messaggio rivolto al mondo musulmano: "L'Isis non è l'Islam. Perché nessuna religione può giustificare l'assassinio di persone innocenti e la barbarie". E di fronte alla furia jihadista i musulmani, sottolinea il presidente Usa, finora hanno pagato il prezzo più alto in termini di vittime. Intanto poche ore prima del suo discorso Obama ha autorizzato 25 milioni di dollari in aiuti militari al nuovo governo iracheno e al governo regionale dei curdi in Iraq.
martedì 2 settembre 2014
L’Isis decapita anche il secondo giornalista. Il boia: “Osama, sono tornato”
| Il giornalista Steven Sotloff sta per essere decapitato dal boia (inglese) |
DAMASCO - Continua la follia sanguinaria dello Stato Islamico (Isis). Su internet è stato infatti diffuso un video in cui si dà conto della decapitazione del giornalista americano Steven Sotloff. Prima della brutale uccisione il boia si rivolge alla telecamera e dice: "Obama, sono tornato". E ancora: "Vattene dall'Iraq". A dare notizia della diffusione del video - di 2 minuti e 46 secondi - è il New York Times, che cita il SITE Intelligence Group. La Casa Bianca - afferma il portavoce Josh Earnest - non è in grado di confermare la decapitazione di Sotloff. La Casa Bianca sottolinea infatti che l'informazione data dal New York Times non può essere al momento verificata.
Sotloff, 31 anni, reporter americano, era stato mostrato al termine del video di James Foley, l'altro giornalista decapitato dai jihadisti dello Stato Islamico. L'Isis aveva minacciato gli Usa che sarebbe stato il prossimo candidato a morire se non fossero cessati i raid sul nord dell'Iraq. I suoi familiari hanno aperto una petizione sul sito della Casa Bianca chiedendo al presidente di salvare la vita al figlio. E proprio una settimana fa la madre di Sotloff ha lanciato un appello all'Isis per la sua liberazione.
Nel video Steven Sotloff appare con indosso una tuta arancione. Sullo sfondo - riporta la stampa americana - c'è un panorama siriano. Il video distribuito ha il titolo ''Un secondo messaggio all'America''.
Il boia che avrebbe decapitato il reporter americano Steven Sotloff sarebbe lo stesso responsabile della morte di James Foley. Lo afferma la Cnn. ''Sono tornato Obama e sono tornato per la tua arrogante politica estera contro'' l'Isis. Queste le parole - riporta il New York Times - del combattente dell'Isis. "Come i tuoi missili continuano a colpire il nostro popolo, i nostri coltelli continuano ad abbattersi sul collo della tua gente", afferma nel video il boia dell'Isis rivolgendosi al presidente Obama.
Sotloff però potrebbe essere stato ucciso lo stesso giorno di James Foley. Lo affermano - secondo il New York Times - alcuni membri dell'intelligence Usa. Oltre ad rivendicare la decapitazione dell'ostaggio americano Steven Sotloff, l'Isis minaccia anche di uccidere un ostaggio britannico che è nelle sue mani, David Cawthorne Haines, secondo quanti riferisce via Twitter il SITE Intelligence Group.
LE REAZIONI
"Un atto terrificante". Così la portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Jennifer Psaki, commenta la notizia del video con la decapitazione del secondo reporter americano da parte dell'Isis in Siria. Psaki conferma che si sta ancora valutando l'autenticità del video.
"Un atto terrificante". Così la portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Jennifer Psaki, commenta la notizia del video con la decapitazione del secondo reporter americano da parte dell'Isis in Siria. Psaki conferma che si sta ancora valutando l'autenticità del video.
''E' disgustoso e spregevole''. E' il commento a caldo del premier britannico David Cameron. Downing Street ha annunciato che Cameron rilascerà più tardi una dichiarazione. Secondo la Bbc, il suo intervento dovrebbe anche riguardare la notizia secondo cui l'Isis minaccia di uccidere un ostaggio britannico che è nelle sue mani.
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venerdì 8 agosto 2014
OBAMA: ok a bombardamenti “limitati” sui militanti in Iraq e aiuti ai cittadini in fuga
| Profughi yazidi in un campo in Kurdistan |
WASHINGTON - Il presidente Obama ha autorizzato le forze militari a condurre attacchi aerei “limitati” sui militanti islamici se si muoveranno per conquistare Erbil, nel nord dell'Iraq, minacciando i cittadini americani e il personale militare che si trova lì. In realtà, le forze militari americane hanno già bombardato almeno due obiettivi nel nord dell'Iraq nella notte di ieri per sbaragliare gli insorti islamici che hanno intrappolati decine di migliaia di minoranze religiose in aree curde. Lo riferiscono funzionari statali. La notizia arriva mentre Obama si apprestava a fare la sua dichiarazione, nella quale ha anche aggiunto di aver autorizzati i militari Usa a fornire assistenza umanitari ai cittadini iracheni, molti dei quali appartenenti a minoranze religiose, che sono intrappolati sul monte Sinjar e si tratta in maggioranza di Yazidi, una minoranza strettamente legata ai curdi.
E così due C-130 hanno lanciato cibo e acqua sulla montagna, scortati da una coppia di caccia F-18. Gli aerei hanno volato sopra la zona del Monte Sinjar per meno di 15 minuti e lanciato 5.300 litri di acqua potabile fresca e 8.000 piatti pronti da mangiare. Obama, hanno detto i funzionari, ha annunciato in ritardo le misure che intendeva prendere in Iraq, cioè, fino a quando gli aerei hanno fatto ritorno alla base.
venerdì 13 giugno 2014
Islamisti padroni di mezzo Iraq. Obama: non escludo nulla
| Islamisti a Tikrit |
BAGHDAD - L'Iraq avrà bisogno di ulteriore assistenza americana. Lo afferma il presidente americano, Barack Obama sottolineando si monitorare la situazione con preoccupazione. ''Non escludo nulla'' quando di tratta di aiutare l'Iraq a difendesi dai ribelli, ha aggiunto Obama.
Le opzioni, però, non conteplerebbero l'invio di truppe statunitensi. "Non stiamo contemplando truppe sul campo". Lo afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolineando che gli Usa sono "molto preoccupati" per la situazione in Iraq, un "partner forte e importante".
Raid aerei su Tikrit - L'aviazione governativa irachena ha intanto condotto raid aerei sulla città di Tikrit, in parte controllata da miliziani dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isis). Lo riferiscono testimoni citati dal portale di notizie AllIraqNews, che offre aggiornamenti sull'evolversi della situazione sul terreno.
La crisi, dunque, si fa sempre più profonda. In mattinata è saltata per mancanza del quorum la sessione del Parlamento iracheno che doveva decretare lo stato di emergenza nel Paese dopo l'avvio dell'offensiva jihastista. Il parlamento doveva infatti riunirsi per decidere se accettare la richiesta del governo e della presidenza della repubblica di decretare lo stato di emergenza dopo l'avanzata fulminea di miliziani jihadisti dalla regione di al Anbar verso quella settentrionale di Ninive e quella centro-settentrionale di Salahuddin.
Apprensione per la sorte degli ostaggi turchi - Sono 80 i cittadini turchi in ostaggio in Iraq: lo afferma il ministero degli Esteri turco citato dalla stampa di Ankara. Il ministero "non può confermare" che 31 persone, quasi tutti camionisti, siano state rilasciate dai jihadisti e poi catturate da un altro gruppo, come annunciato dal sindacato degli autotrasportatori.
sabato 29 marzo 2014
Putin chiama Obama: cerchiamo una soluzione per la Crimea
MOSCA - Il presidente russo Vladimir Putin ha chiamato Barack Obama per discutere una proposta Usa di risoluzione diplomatica della crisi in Ucraina, che John Kerry aveva nuovamente presentato al Ministro degli Esteri Serghiei Lavrov in un incontro dell'Aja all'inizio di questa settimana. Lo rende noto la Casa Bianca.
Il presidente Barack Obama - ha poi reso noto la Casa Bianca - ha suggerito che la Russia metta per iscritto una risposta concreta alla soluzione proposta dagli Usa per uscire dalla crisi ucraina. Quindi i due leader si sono detti d'accordo che John Kerry e Serghiei Lavrov s' incontrino di nuovo per discutere i prossimi passi. Lo rende noto la Casa Bianca.
Barack Obama ha anche chiarito a Vladimir Putin che la via diplomatica rimane possibile solo se la Russia ritira le sue truppe dal confine e non prende alcuna iniziativa per violare ulteriormente l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina.
Il presidente Barack Obama ha poi osservato che il governo ucraino continua ad avere un approccio sobrio per allentare la tensione alla crisi, facendo passi avanti verso la riforma costituzionale e elezioni democratiche. Quindi ha esortato la Russia a sostenere questo processo e a evitare ulteriori provocazioni, tra cui l'accumulo di forze sul suo confine con l'Ucraina.
venerdì 28 marzo 2014
Obama partito per Riad
ROMA - Il presidente Usa Barack Obama è partito per Riad. L'Aire Force One è appena decollato dall'aeroporto di Fiumicino. Obama è stato accolto all'aeroporto dal Sindaco di Roma Ignazio Marino, con il quale si è intrattenuto alcuni minuti prima di salire sull'Aire Forze One. A Riad il presidente degli Stati Uniti riaffermerà l'impegno per una transizione in Siria e e l'intenzione di trovare un'intesa con l'Iran sul programma nucleare. "Ho trasmesso" a Obama, ha detto Marino, "un messaggio concordato ieri con il presidente Napolitano sulla possibilità" che il presidente Usa torni a Roma il 4 giugno per i 70 anni della Liberazione. "Ha detto che l'estate è un buon momento per tornare a Roma, mi pare abbia risposto in maniera possibilista".
giovedì 27 marzo 2014
Renzi a Obama: yes we can vale anche per l'Italia
ROMA - La sfida lanciata da Barack Obama alle relazioni tra Ue e Usa "è affascinante". Così ha detto Matteo Renzi al termine dell'incontro con il presidente degli Stati Uniti, definendolo "una grande fonte di ispirazione" e dicendo che il suo "yes we can" vale anche per l'Italia. I due leader hanno fatto riferimento "alla difesa di valori e ideali comuni". Obama: "Italia e Usa sempre amici. Ho fiducia nelle riforme di Renzi". "Credo che il primo ministro, Matteo Renzi, debba prendere delle scelte difficili. Questa e' la natura dei leader politici e io sono fiducioso". E' suonatocome un endorsement, anche se condito con una sottolineatura riguardante tante difficolta', quello di Barack Obama nei confronti del Presidente del Consiglio
Dopo l’incontro e la conferenza stampa con Renzi Obama è andato al Colosseo per una visita nella quale è stato accompagnato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.
Obama incontra il Papa in Vaticano
ROMA - E' iniziato alle 10.30 con una cordiale stretta di mano l'incontro in Vaticano tra il presidente americano, Barack Obama, e papa Francesco. "Thank you, thank you". Sono le prime parole di Barack Obama a papa Francesco. Poco prima di iniziare il colloquio, il Pontefice si è rivolto al presidente Usa dicendogli in inglese: "Benvenuto signor presidente".
Rafforzate le misure di sicurezza in Vaticano. Via della Conciliazione è stata chiusa al traffico dalle prime ore del mattino e tutta l'area è blindata. Per Obama, che vede per la prima volta Papa Francesco, è la seconda visita alla Santa Sede dall'elezione alla Casa Bianca: nel 2009 fu ricevuto da Benedetto XVI.
Rafforzate le misure di sicurezza in Vaticano. Via della Conciliazione è stata chiusa al traffico dalle prime ore del mattino e tutta l'area è blindata. Per Obama, che vede per la prima volta Papa Francesco, è la seconda visita alla Santa Sede dall'elezione alla Casa Bianca: nel 2009 fu ricevuto da Benedetto XVI.
mercoledì 26 marzo 2014
Renzi parlerà con Obama dei due marò E l'Italia non accetta il processo
| Staffan De Mistura, l'inviato del governo sui due marò |
ROMA - "Sono certo che il caso" dei due marò "verrà "sollevato domani" nel corso degli incontri istituzionali con il presidente Usa Barack Obama. Lo ha detto l'inviato del governo sui marò Staffan De Mistura, riferendo davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. "Gli americani - ha assicurato - sono molto consapevoli di quanto la questione sia importante per noi e hanno avuto anche loro momenti difficili" in India.
"Qualunque cosa accada nell'udienza del 28 marzo a New Delhi, noi al processo non andiamo. La posizione italiana è fermissima: niente processo", ha poi ribadito De Mistura, riferendo in commissione alla Camera. Nessun "processino" in India, ma "l'internazionalizzazione della vicenda". E' ormai chiaro, ha aggiunto, che il caso è "politico", poiché in India ci sono elezioni in vista. I due fucilieri Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono "confortati" nel vedere che l'Italia è "ferma" nel volere evitare loro un "processino locale"ha detto De Mistura, appena tornato dall'India. E' in campo "un'iniziativa internazionale che dovrebbe produrre i propri effetti in termini concreti nel giro di un mese"spiegando di non poter dire di più per ragioni di riservatezza ed "evitare che le controparti abbiano elementi eccessivi per poter fare contromosse".
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Arriva a Obama a Roma, città blindata, 007 tra i turisti
| Colosseo off limits per tutta la giornata |
Misure di sicurezza rigidissime: cibo, sapone e altri prodotti son arrivati a bordo degli aerei C-130 direttamente dagli Usa e accuratamente controllati per Obama. Anche la macchina di prevenzione della Questura è ora scesa in campo con l'impiego complessivo previsto di un migliaio di uomini, tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e forestale. Gli artificieri sono stati mobilitati con le unità cinofile per passare al setaccio l'itinerario del presidente, che il 27 incontrerà Papa Francesco in Vaticano, poi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale, dove pranzerà, ed il premier Matteo Renzi a Villa Madama. Infine, nel pomeriggio, visiterà il Colosseo. L'Anfiteatro Flavio sarà off limits per l'intera giornata, con accesso sbarrato ai visitatori e l'intera area circostante interdetta al pubblico.
martedì 25 marzo 2014
Obama: e la Russia "andrà oltre" abbiamo i piani di emergenza, questa è la Nato
L'AJA - "Ci stiamo organizzando in modo ancora più intenso per fare in modo che ci siano piani di emergenza e tutti gli alleati abbiano delle garanzie. Agiremo in loro difesa qualunque cosa accada: questa è la Nato". Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama in conferenza stampa dall'Aja, parlando della crisi Ucraina. "Ogni alleato della Nato ha la rassicurazione che tutti noi, inclusi gli Stati Uniti, ribadiamo pieno sostegno al concetto di difesa collettiva previsto dall'art.5 del Patto Atlantico". "Siamo preoccupati" che possano esserci "ulteriori violazioni da parte della Russia in Ucraina". Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama in conferenza stampa dall'Aja.E ancora: 'Sta alla Russia dimostrare di essere responsabile", aggiungendo che se la Russia "andrá oltre" sono pronte sanzioni settoriali che possono colpire l'energia, la finanza ed il commercio.
lunedì 24 marzo 2014
Obama propone la sospensione della Russia dal G8
L'AJA - Il presidente americano, Barack Obama, chiederà agli alleati la sospensione della Russia dal G8 e di adottare ulteriori sanzioni contro l'economia russa. Lo afferma un funzionario dell'amministrazione Obamal.
Altre notizie invece vengono dall'Europa. C'è "unità" tra i ministri del G7 per "continuare sulla strada delle sanzioni" ma "non vogliamo espellere la Russia dal G8". Lo riferiscono qualificate fonti del G7 prima della riunione che si tiene all'Aja. La risposta di Mosca non si fa però attendere. "Nessuno può cacciare qualcun altro dal G8". Così il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov all'Aja, citato da Interfax. Il summit G8 in Russia, previsto quest'anno a Sochi, non ci sarà. Lo ha detto il primo ministro britannico David Cameron.
Obama in Olanda ribadisce il sostegno al'Ucraina
| AMSTERDAM - Obama e il primo ministro olandese davanti alla "Ronda di notte" di REmbrandt |
Il presidente ha fatto una visita lampo ad Amsterdam. Il presidente è arrivato nella capitale olandese in elicottero alle 09.30 ed ha fatto un tour al Rijksmuseum, accompagnato dal primo ministro Mark Rutte e il sindaco della città Eberhard van der Laan. Si è soffermato in particolare davanti al quadro "La Ronda di notte" di Rembrandt dove ha tenuto una breve conferenza stampa.
Intanto il ministro della difesa russo, Serghiei Shoigu, è arrivato in Crimea dove ha già ispezionato alcuni impianti e unità della flotta del Mar Nero.
venerdì 14 marzo 2014
Crimea, Obama: soluzione diplomatica o "conseguenze per Mosca"
WASHINGTON - Barack Obama spera ancora che la crisi ucraina si possa risolvere per via diplomatica. Se cosi' non fosse per il presidente americano saranno inevitabili conseguenze nei confronti di Mosca.
Premier Crimea: referendum anche in altre regioni ucraine russofone
Premier Crimea: referendum anche in altre regioni ucraine russofone
"Anche le altre regioni a maggioranza russa dell'Ucraina indicano un referendum per aderire alla Russia": è l'appello del premier della Crimea Serghiei Aksionov riferendosi in particolare alle regioni di Donetsk e Kharkiv. "Le basi militari di Kiev nella Penisola ci appartengono", e la presenza dei militari della Flotta russa "garantisce sicurezza" "Spero che Kiev accetterà l'esito del referendum, che è legittimo e sarà trasparente": lo ha detto il premier della Repubblica di Crimea in un'affollata conferenza stampa a Simferopoli. Il premier ha assicurato: "I giornalisti sono al sicuro, garantisco personalmente".
Hacker in azione contro i siti della Repubblica di Crimea
Hacker in azione contro i siti web governativi della neonata Repubblica di Crimea: l'attacco ha colpito il portale dell'Alta Corte di Simferopoli, insieme ad altri, così come quello del Comitato elettorale per il referendum di domenica a Sebastopoli. Lo riferiscono i media locali.
Londra, incontro Kerry-Lavrov
A Londra incontro tra il segretario di Stato americano, John Kerry,e il collega russo Serghiei Lavrov per cercare un'intesa che disinneschi la crisi ucraina. Kerry, prima dell'inizio dei colloqui, ha visto il premier britannico David Cameron e il ministro degli Esteri,William Hague.
Hacker attaccano anche il sito del Cremlino
E gli hacker hanno attaccato il sito del Cremlino (Kremlin.ru). Lo ha confermato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, precisando che "un attacco e' cominciato stamane, ed e' stato molto massiccio, e in parte prosegue anche ora, percio' sono state prese tutte le misure necessarie per proteggere le risorse internet del presidente".
sabato 8 marzo 2014
Ucraina, posizioni coordinate tra Obama e Merkel
WASHINGTON - Il presidente americano Barack Obama ha salutato venerdì le "posizioni coordinate" dell'Unione europea e degli Stati Uniti di fronte alla Russia nella crisi ucraina, nel corso di una telefonata con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Un comunicato della Casa Bianca riferisce che Obama e Merkel si sono trovati d'accordo "sulla necessità per la Russia di ritirare le sue forze, di autorizzare il dispiegamento di osservatori internazionali e di controllori dei diritti dell'uomo in Crimea e di sostenere elezioni libere e corrette a maggio". I due leader, prosegue la nota, "hanno evocato la necessità per la Russia di accettare rapidamente la formazione di un gruppo di contatto che condurrà il dialogo fra l'Ucraina e la Russia, per migliorare la situazione e per restaurare l'integrità territoriale dell'Ucraina".
venerdì 7 marzo 2014
Ucraina, Obama al telefono per un'ora con Putin
WASHINGTON - Il presidente Usa Barack Obama ha parlato telefonicamente per un'ora con il leader del Cremlino Vladimir Putin sull'Ucraina. Obama - si legge in una nota - ha ribadito che "le azioni della Russia sono in violazione della sovranità dell'Ucraina e della sua integrità territoriale, a cui abbiamo reagito con alcune misure, in coordinamento con i nostri partner Ue". Il presidente americano ha quindi indicato che "c'è un modo per risolvere la situazione diplomaticamente.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha detto al presidente americano, Barack Obama, che le relazioni fra i loro Paesi non dovrebbero essere toccate dai disaccordi sull'Ucraina. Lo ha reso noto il Cremlino. "Il presidente della Russia - si legge - ha ribadito l'importanza delle relazioni russo-americane per assicurare la stabilità e la sicurezza nel mondo. Queste relazioni non dovrebbero essere sacrificate da problemi internazionali isolati".
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