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lunedì 24 marzo 2014

Egitto, condannati a morte 539 Fratelli musulmani

IL CAIRO - La Corte d'assise di Minya in Egitto ha condannato a morte 529 Fratelli musulmani ed ha inviato il dossier al Gran Mufti' d'Egitto che ha il compito di ratificare le condanne a morte o di respingerle. Sono accusati della morte di due poliziotti, di disordini avvenuti lo scorso agosto e di appartenere ad un'organizzazione terrorista.
La guida generale dei Fratelli Musulmani Mohammed Badie è tra i condannati. Il gruppo presenterà appello.
Il tribunale di Minya, a sud della capitale, Il Cairo, ha emesso la sentenza dopo solo due udienze in cui gli avvocati degli imputati si sono lamentati che non avevano la possibilità di presentare il loro caso.
Sono stati condannati, tra le altre accuse, per l'omicidio del vice comandante della stazione di polizia del distretto Matay a Minya, nel sud dell'Egitto.

martedì 24 dicembre 2013

Egitto, attentato contro stazione di polizia, 14 morti e 100 feriti. Accusati i Fratelli musulmanii



IL CAIRO - Un attentato contro una stazione di polizia nel nord dell'Egitto ha causato nella notte almeno 14 morti e circa 100 feriti. Le autorità accusano i Fratelli musulmani di essere dietro l'attacco. L'autobomba è esplosa a Mansoura, circa 100 km a nord del Cairo.
I Fratelli musulmani sono stati ufficialmente dichiarati dal primo ministro egiziano Hazem al-Beblawi organizzazione terroristica. Lo ha reso noto il portavoce del premier, Sherief Shawki. 

martedì 20 agosto 2013

Il Cairo: arrestato il leader spirituale della Fratellanza Musulmana

IL CAIRO - Mohammed Badie fotografato dopo il suo arresto
IL CAIRO - Il leader  e guida spirituale dei Fratelli Musulmani, Mohammed Badie   è stato arrestato al Cairo..
Mr Badie era in fuga da giorni. E’ accusato di incitamento alla violenza e di  omicidio per l'uccisione di otto manifestanti anti-Fratellanza fuori la sede del movimento al Cairo nello scorso giugno.
Funzionari e dei media di stato ha detto che Badie è stato arrestato in un appartamento di Nasr City, nel nord-est Cairo, nei pressi del sito di uno dei campi di protesta sanguinosamente sgomberato la scorsa settimana.
Immagini di Badie poco dopo il suo arresto sono state mostrate sul canale privato IN TV, un segno che il governo ad interim è intenzionato a umiliare la Fratellanza indebolendola il più più possibile prima di eventuali negoziati.
L'arresto arriva giorni dopo che il figlio trentottenne di Badie, Ammar, era stato ucciso durante le proteste in piazza Ramses della capitale.
Nel frattempo, i pubblici ministeri egiziani hanno aggiunto altri 15 giorni di detenzione al deposto presidente Morsi per indagare su altre accuse contro di lui, come la  complicità in atti di violenza contro i manifestanti fuori dal palazzo presidenziale lo scorso dicembre. .
E un avvocato di un altro ex leader, Hosni Mubarak, ha detto che spera che il suo cliente potrebbe essere rilasciato dal carcere entro i prossimi due giorni.
Avvocato Fareed al-Dib ha detto  che a Mubarak era stata cancellata un’accusa di corruzione e si stava aspettando che il giudice verificasse se doveva ancora essere tenuto in custodia per altreimpitazuinum Mubarak si trova ad affrontare un nuovo processo per la corruzione e complicità nella morte di manifestanti durante la rivolta 2011 che si è conclusa nella sua rimozione dal potere dopo 30 anni.

Gli analisti dicono che il suo rilascio sarebbe  visto da molti egiziani come un segnale che l'esercito sta riportando indietro i cambiamenti conseguenti alla rivolta del 2011.

sabato 17 agosto 2013

Il Cairo: arrestati 1000 sostenitori dei Fratelli. Verso la legge marziale

IL CAIRO - La scena degli scontri
 IL CAIRO - La polizia egiziana ha arrestato nella giornata di ieri 1.004 presunti sostenitori dei Fratelli musulmani, in una nuova giornata di sanguinarie violenze tra manifestanti e forze dell'ordine. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Interno egiziano. Degli oltre mille arresti tra i pro-Morsi, 558 sono stati effettuati al Cairo. Oggi la Fratellanza torna in piazza, mentre gli anti-Morsi hanno annunciato una settimana di proteste.
IL CAIRO - La polizia all'esterno della moschea di al-Fatah

Le forze di sicurezza egiziane stanno cercando di porre fine ad un assedio alla moschea di al-Fath in piazza Ramses al Cairo dove centinaia di sostenitori dei Fratelli Musulmani hanno trascorso la notte barricati. Testimoni hanno detto che quasi 1.000 persone sono rimaste intrappolate all'interno, traspormato anche in ospedale.

 il governo potrebbe promulgare nelle prossime ore la legge marziale in tutto l'Egitto dopo l'escalation di violenze nel Paese. L'instaurazione delle legge marziale equivarrebbe a una dichiarazione di stato di guerra. Fallite le prime mediazioni, l'Europa cerca di far fronte comune per fermare il bagno di sangue. Frenetiche le consultazioni telefoniche oggi tra i leader di Francia, Italia, Germania e Gran Bretagna, con il premier Enrico Letta che ha esortato a mettere in campo "subito un'iniziativa per l'immediata cessazione di ogni repressione e violenza".

venerdì 16 agosto 2013

Il Cairo: oggi la “giornata della collera” dei Fratelli. Si rischia un altro bagno di sangue

IL CAIRO - Il coprifuoco non è bastato a fermare i Fratelli Musulmani. Nuove barricate sono state erette al Cairo dai manifestanti pro-Morsi e gli scontri sono continuati. Oggi, poi, c'è il pericolo di un nuovo bagno di sangue: la Fratellanza ha indetto la "giornata della collera", mentre Tamarod, movimento di giovani ribelli anti-Mubarak e anti-Morsi, ha chiamato in piazza il popolo "per contrastare la Fratellanza".
E' salito intanto a 638 morti il bilancio ufficiale delle vittime delle violenze secondo i dati del ministero della Salute egiziano e più di 3500 feriti. Lo riferisce un tweet di Al Arabiya. I Fratelli Musulmani insistono: le vittime sono più di 2500.

Secondo la presidenza egiziana, le osservazioni di condanna del presidente americano, Barack Obama, contro la repressione delle proteste islamiche non sono "basate su fatti" e rafforzeranno e incoraggeranno i gruppi violenti. Lo si legge in un comunicato.

mercoledì 14 agosto 2013

Il Cairo: l’esercito sgombera i presidi pro-Morsi. I Fratelli: almeno 30 uccisi dalla polizia

IL CAIRO - La polizia avanza in piazza Nahda
IL CAIRO - Ci sono già delle vittime nell'operazione di sgombero dei presidi pro-Morsi cominciata stamani al Cairo. Testimoni sentiti dalla Reuters parlano di 15 morti. Una fonte medica sentita dalla France Presse conferma almeno un morto.
Un giornalista dell'agenzia France Presse successivamente ha potuto contare 15 cadaveri allineati in un obitorio improvvisato in piazza Rabaa al-Adawiya, occupata dai pro-Morsi da più di un mese.  Due membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi durante lo sgombero delle piazze pro-Morsi. Lo annuncia un comunicato del ministero dell'Interno affermando che i manifestanti hanno aperto il fuoco contro contro la polizia. I Fratelli musulmani denunciano che la polizia egiziana ha ucciso 30 persone nel raid contro le piazze dei manifestanti pro-Morsi. E lanciano un appello a scendere in piazza contro "il massacro".
A metà mattinata, la televisione di Stato ha riferito che le forze di sicurezza avevano finito di rompere il sit-in in Piazza Nahda. Ruspe stanno per essere stato usato per sradicare i campi. Le forze di sicurezza avevano preventivamente bloccato tutti gli accessi al campo di protesta in piazza Nahda.
Nel frattempo, le forze di sicurezza hanno fatto irruzione anche Nasr City, e ci sono state segnalazioni che i cecchini hanno aperto il fuoco sui manifestanti in piazza al-Rabaa Adawiya. Le forze di sicurezza hanno detto che i cecchini stanno solo sparando gas lacrimogeni.
"Molte persone vengono uccise in questo momento ... Che cosa ci si può aspettare è solo il peggio", ha detto ad Al Jazeera Laila, un membro di un gruppo pro-Morsi. "Quello che sta succedendo ora è un crimine contro l'umanità."

I media statali hanno confermato che le forze di sicurezza hanno iniziato ad attuare il loro piano graduale per disperdere i manifestanti

mercoledì 10 luglio 2013

Egitto: la Procura ordina l’arresto del leader dei Fratelli Musulmani

IL CAIRO - La Procura egiziana ha ordinato l'arresto del leader del movimento islamico dei Fratelli Musulmani, Mohammed Badie, accusato di aver incitato la violenza al Cairo venerdì scorso, quando almeno 51 persone sono state uccise.

Diverse figure di spicco della Fratellanza sono già in stato di detenzione e mandati di arresto sono stati emessi per altre centinaia.

martedì 9 luglio 2013

Il Cairo: i Fratelli Musulmani respingono la road map del presidente Mansour

IL CAIRO - Alti funzionari in Fratelli Musulmani egiziani hanno respinto IL calendario per nuove elezioni fissate dal presidente ad interim Adly Mansour.
Il leader  Essam al-Erian dice che il piano per le modifiche costituzionali e un voto del prossimo anno "porta il paese di nuovo al punto di partenza".
Il decreto di Mansour, rilasciato nella serata di ieri, prevede di istituire un comitato per modificare la Costituzione islamista, che è stata sospesa, dsa elaborare entro 15 giorni.
I cambiamenti sarebbero poi sottoposti a referendum - da organizzare entro quattro mesi - che aprirebbe poi la strada per le elezioni parlamentari, possibilmente nei primi mesi del 2014.
Erian, che è vice presidente dell'ala politica della Fratellanza, il Partito Libertà e Giustizia (PLG), ha detto che la dichiarazione è  "un decreto costituzionale da un uomo nominato dai golpisti " che "porta il paese di nuovo al punto di partenza".
Ahmad Abu-Barakah, un consulente legale per il PLG, ha detto che il decreto è  "non valido e illegittimo".

Ulteriori proteste e sit-in dei Fratelli Musulmani si terranno oggi in tutto il paese, in concomitanza dei funerali dei sostenitori uccisi nella violenza di ieri al Cairo.

Entro sei mesi le elezioni in Egitto

IL CAIRO - In Egitto entro sei mesi si terranno elezioni parlamentari, ma solo una volta che emendamenti alla costituzione voluta dai Fratelli Musulmani, al momento sospesa, saranno stati approvati in un referendum da tenersi entro quattro mesi e mezzo. Lo stabilisce un decreto del presidente a interim Adly Mansur reso noto ieri sera.
La road map Il decreto varato da Mansur, che detta la nuova "road map" della transizione politica dopo la deposizione del presidente Mohamed Morsi, prevede che elezioni legislative si tengano entro la fine del 2014. Prevede inoltre la nomina di un comitato costituente che avrà due mesi di tempo per presentare al presidente a interim gli emendamenti alla costituzione di tipo islamico sospesa. Il presidente dovrà quindi sottoporre gli emendamenti a referendum popolare entro un mese. Tenutasi la consultazione popolare, le elezioni per eleggere il nuovo parlamento dovranno svolgersi entro due mesi. Solo successivamente in Egitto si potranno tenere nuove elezioni parlamentari

Violenze I Fratelli Musulmani hanno lanciato  un appello a scendere in piazza oggi in tutto il paese per protestare per i 51 suoi sostenitori uccisi

lunedì 8 luglio 2013

Il Cairo nel caos dopo il massacro all’alba dei manifestanti pro-Morsi. Chiusi i ponti


IL CAIRO - Resta alta la tensione in Egitto e in particolare al Cairo dove la maggior parte dei ponti sono stati chiusi stamani dall'esercito. Lo riferisce lo stesso esercito in un comunicato. Dopo il massacro all'alba di manifestanti pro-Morsi davanti al quartier generale della Guardia repubblicana, sono stati bloccati i Ponti Kasr, dell'Università, di Campo Abbas e del 6 ottobre. Le chiusure hanno gettato la città nel caos. La giornata si era aperta nel sangue. Le forze di sicurezza egiziane avevano aperto il fuoco contro i sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi che manifestavano di fronte a una caserma della Guardia Repubblicana al Cairo. Il bilancio è stato di 43 morti , secondo il Ministero della Salute, e il ferimento di circa 500 persone. Più grave il bilancio secondo i Fratelli Musulmani, che parlano di 53 morti. I feriti sono 450.
Doppia versione rispetto alla dinamica degli scontri. I Fratelli musulmani parlano di ''atto criminale', accusando i militari e la polizia di essere arrivati all'improvviso alle 3.30 in piazza, usando lacrimogeni e armi da fuoco per disperdere un sit-in "pacifico". Secondo l'esercito, invece, l'intervento è scattato in risposta ad un attacco di un "gruppo terroristico" alla caserma, in cui uno dei loro è rimasto ucciso e altri 40 sono rimasti feriti. I militari parlano di circa 200 persone arrestate armate di pistole, bombe artigianali e altre armi.
''E' stato un massacro'', attaccano i Fratelli musulmani che lanciano un appello alla rivolta ''per difendere il paese dai traditori - twitta il portavoce della Fratellanza Gehad el-Haddad - cospiratori del golpe militare" che ha destituito Morsi. Condanna della violenza e un invito alla calma arriva da Mohamed elBaradei, portavoce delle opposizioni liberali egiziane. Sui fatti di questa mattina ''è necessaria un'indagine indipendente. La violenza genera violenza e deve essere condannata formalmente - ha scritto elBaradei su Twitter - E' necessaria un'indagine indipendente. La transizione pacifica è l'unica via". Inchiesta indipendente che è stata disposta dal presidente egiziano ad interim Adly Mansour, ha annunciato la tv di stato, spiegando che è già stata costituita una commissione che si occupera' dell'inchiesta
In segno di protesta il partito salafita al-Nour ha annunciato il suo ritiro dai colloqui per la formazione di un nuovo governo . "Abbiamo deciso di ritirarci immediatamente da tutti i negoziati in risposta ai massacri presso la Guardia Repubblicana", ha spiegato su Twitter il portavoce del partito salafita al-Nour, Nader Bakkar. "Ma non resteremo in silenzio, volevano evitare lo spargimento di sangue, ma ora ne scorre a fiumi".
Nelle scorse ore il partito salafita aveva bocciato i nomi di Mohamed elBaradei e poi di Ziad Bahaa el-Din, entrambi esponenti del Fronte di salvezza nazionale, alla carica di primo ministro perché figure troppo laiche.


mercoledì 5 dicembre 2012

Il Cairo: due morti stasera negli scontri tra manifestanti pro e contro il presidente Morsi



IL CAIRO - Almeno due persone sono morte negli scontri di questa sera a palazzo presidenziale al Cairo. Si tratta di un attivista dei Fratelli musulmani e di una donna. Una persona è in coma e ci sono decine di feriti. I sostenitori e gli oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi si sono aspramente combattuti al di fuori del palazzo presidenziale del Cairo con tafferugli e sassaiole. Si stanno contrapponendo migliaia di manifestanti da un lato e dall'altro. I sostenitori del presidente hanno marciato verso il palazzo e hanno strappato le tende dell'opposizione, hanno  lanciato pietre e gettato bombe molotov. I manifestanti dell'opposizione sono stati allontanati dal palazzo e sono  fuggiti per le strade laterali.
La presidenza egiziana rispetta il diritto alle manifestazioni pacifiche e ha dato direttive alle forze dell'ordine di agire con moderazione. Lo ha detto il portavoce della presidenza egiziana Yasser Ali in una conferenza stampa. I  manifestanti hanno richieste che "devono essere rispettate e delle quali occorre tenere conto". Lo ha detto stasera  il vicepresidente egiziano Mahmoud Mekki in una conferenza stampa, aggiungendo però che il referendum sul progetto costituzionale si terrà il 15 dicembre, nonostante i disordini. "Il sangue versato questa sera a Ittahadeya annulla la legittimità del presidente". Lo ha ribadito in risposta a Mekki il leader nasseriano Hamdin Sabbahi in un’altra conferenza stampa con Mohamed el Baradei e Amr Mussa. Il presidente Mohamed Morsi è "responsabile della violenza di questa sera" e le opposizioni sono pronte al dialogo se ritira il suo decreto. Altrimenti "la battaglia continua, ha detto Mohamed el Baradei dopo una riunione del fronte di salvezza nazionale.

venerdì 15 giugno 2012

Turtto da rifare in Egitto: elezioni "illegittime"


IL CAIRO - Tutto da rifare in Egitto per l'elezione del Parlamento. La Corte Suprema egiziana, infatti, ha sancito lo scioglimento dell'assemblea perché illegittima. La sentenza rappresenta "un colpo di Stato" militare secondo i fratelli Musulmani, principale organizzazione islamica il cui partito deteneva la maggioranza dei seggi.

La parziale incostituzionalità della legge elettorale rende l'intero Parlamento illegittimo: lo ha stabilito l'alta Corte nel commento alla sentenza con la quale ha stabilito che gli articoli che riguardano l'attribuzione dei seggi uninominali (un terzo del totale) sono contrari alla Carta fondamentale attualmente in vigore.

Il sistema uninominale riguarda in realtà solo un terzo dei 508 seggi, mentre il rimanente viene attribuito mediante un sistema di liste. Le elezioni politiche hanno visto la vittoria dei Fratelli Musulmani, principale organizzazione islamica, ma anche dei salafiti di Al Nur, seconda forza in Parlamento.

Secondo fonti militari il Consiglio Supremo dell'esercito - al potere dopo le dimissioni dell'ex presidente Hosni Mubarak - si sarebbe riunito in seduta straordinaria e potrebbe riassumere il potere legislativo fino all'elezione di una nuova Assemblea del Popolo.