giovedì 14 marzo 2013

New Delhi: l’ambasciatore italiano non può lasciare l’India senza il permesso della Corte Suprema. Lui non accetta il divieto

Daniele Mancini

NEW DELHI - L'ambasciatore d'Italia Daniele Mancini ''non puo' lasciare l'India senza l'autorizzazione della Corte Suprema prima dell'udienza fissata dalla stessa per il 19 marzo''. Lo ha detto l'avvocato Dilijeet Titus, responsabile dello studio legale che assiste i maro', dopo che la Corte ha emesso un'ordinanza in cui si chiede all'ambasciatore Mancini di restare in India e di inviare una comunicazione entro il 18 marzo, in vista di un' udienza che si terrà il 19 marzo" e nel contempo invitando il diplomatico a spiegare perché il governo italiano si rifiuti di far rientrare in India i due fucilieri di Marina.  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, come annunciato lunedì. Il giudice ha chiesto al diplomatico di non lasciare il Paese fino a nuovo ordine e ha anche invitato il governo italiano a dare una spiegazione sui fatti entro il 18 marzo. Secondo quanto riportano fonti indiane, citate sul sito dell'emittente indiana 'Ibn Cnn', Mancini si è rifiutato di accettare il divieto.
Nelle ultime ore si erano susseguite le voci sulle azioni che il governo indiano aveva intenzione di intraprendere, ed era circolata l'ipotesi non solo dell'espulsione del diplomatico italiano, ma anche di non riconoscergli l'immunità diplomatica. Proprio a proposito dell'immunità diplomatica di Mancini, secondo la stampa locale, ci sono opinioni diverse in seno al governo indiano; giovedì il ministro degli Esteri, Salman Kurshid ha incontrato il premier, Manmohan Singh, nella sua residenza per discutere della questione. 
Era stato il Procuratore Generale G E Vahanvati a portare la questione dinanzi ai giudici - il Chief Justice, Altamas Kabir, insieme ai colleghi, AR Dave e Vikramajit Sen - sostenendo che, il mancato ritorno dei marò, era stata "una violazione dell'impegno assunto dinanzi all'Alta Corte" e rilevando "che il governo è estremamente preoccupato". Anche il leader del partito d'opposizione, Janata Patry, Subramanian Swamy, aveva chiesto un'azione contro l'ambasciatore italiano per oltraggio alla Corte. 
La decisione è definita "storica" dalla stampa indiana che segue con grande rilievo la vicenda dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, a cui i giudici avevano concesso di rimpatriare per il voto, dopo che l'ambasciatore Mancini aveva assicurato che sarebbero tornati indietro, e che invece sono rimasti in Italia.

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