lunedì 10 marzo 2014

Due marò, la Nia non demorde e vuol dire la sua davanti all'Alta Corte

Mssimiliano Latorre e Salvatore Girone
NEW DELHI. - Accusata di lungaggini nelle indagini sulla vicenda dei due maro' italiani e di non avere neppure la giurisdizione sul caso, la Nia (la polizia antiterrorismo indiana), ha chiesto di poter difendere la sua posizione dinanzi alla Corte Suprema: lo scrive l'Indian Express, secondo cui l'agenzia ha chiesto al giudice di sentire la sua versione della vicenda. Dopo che il governo indiano ha rinunciato al Sua Act, la legge per la repressione della pirateria, la difesa di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ha presentato nei giorni scorsi un'istanza per chiedere che la polizia antiterrorismo non si occupi piu' del loro caso. Adesso la Nia vuole dire la sua, in particolare sulla sua giurisdizione a portare avanti determinate indagini su indicazione del governo centrale o dei tribunali (l'articolo 5 della sezione 6 del Nia Act), che potrebbe -secondo l'agenzia- avere conseguenze anche su altre inchieste

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