ROMA - Al via la prima direzione del Pd dopo la vittoria di Matteo Renzi alle primarie. In apertura il presidente Gianni Cuperlo ha mandato un messaggio di solidarietà al senatore Stefano Esposito e un caloroso abbraccio a Pier Luigi Bersani che è stato sottolineato da un applauso di tutta la direzione.
“Le primarie hanno vincolato l'adesione del Pd al Pse, tuttavia è doveroso che la direzione ne parli e quindi dedicherei una direzione ad hoc con la consapevolezza che con Federica Mogherini il 18-19 febbraio saremo a Bruxelles per la prima volta e la settimana dopo congresso ospiteremo il Pse a Roma. Entriamo nel Pse per cambiare il Pse e l'Europa". Così Matteo Renzi aprendo la direzione.
"Prima delle primarie, si diceva: 'Se arriva Renzi, arrivano gli unni...cambierà sede e persone etc...Invece avete visto che restano le persone che lavorano al Pd e la sede" ironizza il leader Pd.
"I sindaci rappresentano oggi la frontiera più avanzata della società civile è il è che rischio determinate decisioni a livello centrale vedano nei sindaci il baluardo se va bene il punching ball se va male". Serve "nelle prossime settimane un lavoro più coinvolgente dei sindaci", ha spiegato Renzi.
"Nell'ultimo periodo sulle riforme è un elenco di fallimenti: nessuna riforma elettorale, è saltata l'ipotesi di una grande riforma istituzionale fermata alla quarta lettura. Da qualche anno sul tema delle riforme abbondano i ministri, scarseggiano i risultati. Il Pd si gioca la faccia".
"Chi propone un rimpastino sta drammaticamente perdendo di vista l'obiettivo essenziale" che non è quello di sostituire due ministri con dei renziani ma "creare un sistema di governo che duri per i prossimi vent'anni".
Se si affronta senza risultati una campagna elettorale con la tenaglia Grillo-Cav "con elementi demagogici volti a incastrarci sul fatto che le responsabilità delle mancate riforme siano nostro" il Pd è perduto e "non faranno distinzione tra chi ha votato Cuperlo, Renzi o Civati, faranno un pacchetto unico e diranno è colpa vostra, se non c'è consapevolezza questo noi saremo spazzati via". Così Matteo Renzi alla Direzione Pd.
Sulla durata del governo ha detto: "Sono l'unico nel Pd che non ha mai messo un termine ultimo al governo. Ho sempre detto che va avanti finchè si fanno cose e si realizzano risultati".
"Salvini ci ha detto no ad un incontro e ce ne faremo una ragione, a M5s abbiamo aperto l'anno con una sfida ma Casaleggio definisce le nostre tre proposte incostituzionali e se lo dice lui fa Cassazione". Una nuova riunione della direzione sulla legge elettorale in vista della riunione del dibattito della commissione Affari Costituzionali sulla riforma "la direzione deve votare su un provvedimento". L'ha chiesta Matteo Renzi alla Direzione Pd.
"La sentenza della Corte è uno straordinario assist per noi perché i dubbi sulla possibilità del premio di maggioranza sono venuti meno. Il punto centrale per noi è un sistema che consenta di governare e il sistema è il premio di maggioranza e non il doppio turno". Così Renzi che dice basta ad una legge che dia "potere di veto ai partitini".
"La polemica del dialogo con Fi è surreale. E' stravagante la polemica di un dialogo con un 'pregiudicato', come dice D'Attorre, quando con il "de cuius" si è fatto il governo e non ho visto ministri dimettersi quando Berlusconi è stato condannato". Così Renzi ribatte alle polemiche dell'area sinistra del Pd.
"Propongo che il Pd nella sua interezza in 'Impegno 2014' ponga una serie di temi ma senza che ci tarpiamo le ali in partenza. Sullo ius soli o le unioni civili abbiamo preso un impegno con i nostri elettori che non possiamo tirare fuori solo in campagna elettorale". Anche perché questi temi vengono usati "strumentalmente", da chi poi "privatamente ti dice che sui diritti" un accordo si trova senza difficoltà. Avanti così "diventeremo la più grande sala parto del Mediterraneo".
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