giovedì 23 gennaio 2014

Berlusconi e i suoi legali indagati per corruzione di testimoni. La Procura non perde un colpo Berlusconi: resto in campo fino alla fine

MILANO - Perfetto sincronismo della Procura di Milano: Berlusconi rientra nel gioco politico e subito si prende una nuova imputazione nel procedimento chr si chiamerà Ruby ter.. Stavolta si tratta di l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari, in particolare dei testimoni. e coinvolge anche i suoi legali Piero Longo e Nicolò Ghedini. La vicenda si riferisce al processo Ruby, dove le giovani testimoni avevano detto alla Corte che ad Arcore non succedevano festini a luci rosse. La Corte non aveva loro creduto e, anzi, aveva invitato la Procura a riesaminare il caso prospettando per loro l’accusa di falsa testimonianza, cosa che puntualmente sta accadendo.
La corruzione di Berlusconi e dei suoi legali si riferisce evidentemente al “mensile” di 2500 euro che il Cav. paga alle “Olgettine”. Indagate infatti nell'inchiesta anche Ruby e alcune delle ragazze che hanno partecipato alle serate ad Arcore. Le giovani sono state iscritte nel registro degli indagati perché, come ha indicato il Tribunale, sarebbero state corrotte del'ex premier Silvio Berlusconi per testimoniare a suo favore nei processi.
Il procuratore della repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati ha comunicato che sono 45 gli indagati  in seguito alla trasmissione degli atti da parte dei due collegi del Tribunale di Milano che hanno giudicato rispettivamente Silvio Berlusconi, e Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti.
Prima reazione di Berlusconi: "Resto qui, in campo fino alla fine sentendo su di me chiara e forte tutta la responsabilità che mi viene dalla fiducia e dal voto dei cittadini. Resto in campo, più convinto che mai di dover combattere fino alla fine per veder prevalere quello in cui credo profondamente"hiunque in Italia voglia "vedersi riconosciuta da un magistrato una propria ragione deve aspettare anni ed anni. Talvolta un decennio e più. E hanno il coraggio di chiamare tutto ciò giustizia!", afferma il leader di Forza Italia. "Nell'Italia di oggi potremmo tranquillamente dire: 'La legge è ugualmente ingiusta per tutti i cittadini'", aggiunge.
Bruti Liberati: "Iscrizione dovuta" - "Si è proceduto alla dovuta iscrizione nel registro notizie di reato". E' quanto iscritto in uno scarno comunicato stampa letto oggi dal procuratore Bruti Liberati.
"Faremo indagini, no al rito immediato" - "Ora saranno fatte le indagini necessarie e non credo che ci sia una ragione per procedere con il rito immediato", ha spiegato il procuratore della Repubblica di Milano, rispondendo ad alcune domande dei giornalisti.
"Boccassini non seguirà l'inchiesta" - Ilda Boccassini "mi ha segnalato che ha altri impegni più pressanti in questo momento". Edmondo Bruti Liberati ha così spiegato perché non sarà lei a seguire l'inchiesta cosiddetta Ruby ter. L'indagine è affidata al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Luca Gaglio.


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