mercoledì 2 ottobre 2013

Fiducia al governo Letta, a sopresa anche il sì del Pdl annunciato da Berlusconi. 235 sì, 70 no. Sei senatori pdl (tra i quali Bondi) non votano

ROMA - L'intervento di Berlusconi al Senato
ROMA - Il Senato ha votato la fiducia al governo Letta con 235 sì e 70 no.. Il premier ha ricevuto il via libera dall'Aula dopo aver presentato questa mattina la sua proposta a Palazzo Madama. A sorpresa, nella tarda mattinata, era arrivata la decisione di votare sì all'esecutivo anche da parte del Pdl, con Silvio Berlusconi intervenuto per comunicare il suo orientamento. "Voteremo la fiducia al governo Letta. Abbiamo dato vita a questo governo anche nella "speranza che potesse cambiare il clima di questo Paese" per andare "verso la pacificazione" e questa "speranza la conserviamo ancora". Così Silvio Berlusconi, in Senato, aveva a sorpresa annunciato il voto favorevole al governo. "Mettendo insieme le aspettative e il fatto che l'Italia ha bisogno di un governo che produca riforme istituzionali e strutturali abbiamo deciso non senza interno travaglio per il voto di fiducia"Sono sei i senatori del Pdl che non hanno risposto alle due chiame per la fiducia: Sandro Bondi, Remigio Ceroni, Augusto Minzolini, Alessandra Mussolini, Nitto Palma e Manuela Repetti.
"Nessuna marcia indietro". Così Silvio Berlusconi, lasciando il Senato, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano conto del voto di fiducia accordato al governo Letta.
"Quello che è successo oggi è la fotografia della situazione attuale e cioè: c'è un punto di riferimento comune che è Berlusconi, ma ci sono due classi dirigenti incompatibili". Il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello, commenta così la decisione di Berlusconi di votare la fiducia al governo Letta.
"Il rischio che tutto rimanga come prima c'è". Così Pier Ferdinando Casini commenta la decisione di Silvio Berlusconi di votare la fiducia al governo. "Conoscendo Berlusconi - ha aggiunto Casini, che in mattinata aveva previsto il voto positivo del leader del Pdl - era chiaro che il massimo potere di interdizione l'avrebbe manifestato votando la fiducia, dunque non si capisce perché avrebbe dovuto fare un favore a qualcuno" non votandola.
Luigi Zanda ha attaccato il Pdl malgrado Silvio Berlusconi abbia annunciato il sì del Pdl alla fiducia al governo Letta. "Basta, basta", urlano dai banchi del Pdl al capogruppo Pd che riprende il polemico intervento di Sandro Bondi. "Vergogna, vergogna!", grida Ciro Falanga. La tensione sale, Zanda dice a Bondi di non accettare il paragone da lui fatto tra "il suo capo" Berlusconi e Berlinguer. E una senatrice berlusconiana grida: "Quello è morto...". Il presidente Piero Grasso fatica non poco a portare l'ordine. "Se questo è l'inizio di una pacificazione...", si lascia scappare.
"L'improvviso sì alla fiducia annunciato da Berlusconi - ha poi sottolineato il senatore del Pd, Luigi Zanda -  serve a nascondere la sconfitta politica, che ha un volto chiaro.Oggi si e' formata una nuova maggioranza politica - ha detto - indipendentemente da tutte le operazioni tattiche e furbesche che contrastano con le parole e i gesti gravissimi che abbiamo ascoltato in questi giorni. E il voto che si aggiunge ora ha un senso chiaro: nascondere la sconfitta politica che ha un volto chiaro''.

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