MILANO - Ottavio Missoni e' morto a 92 anni all'alba nella sua casa di Sumirago. Accanto la moglie Rosita e tutta la famiglia. Era stato ricoverato all'ospedale di Varese la scorsa settimana e subito dimesso perché aveva voluto tornare a casa. Nato nel 1921 a Ragusa (ora Dubrovnik), cresciuto a Zara, gia' campione di atletica, con la moglie Rosita nel 1969 ha costruito lo stabilimento e la casa di Sumirago. A guidare l'azienda i figli Angela e Luca mentre Vittorio e' scomparso dallo scorso gennaio in un incidente aereo a Los Roques che aveva profondamente segnato il patriarca. Che aveva rifiutato, alla fine, le cure ospedaliere.
Nato nel 1921 a Ragusa, nell'allora regno di Jugoslavia, da padre di origine giuliana (l'omo de mar Vittorio Missoni, capitano, figlio di un magistrato) e madre dalmata (Teresa dè Vidovich, di antica e nobile famiglia di Sebenico), si trasferisce all'età di sei anni a Zara, dove trascorre la giovinezza fino al 1941. In gioventù Ottavio divide il suo tempo tra lo studio e l'atletica leggera, in cui conquista otto titoli nazionali. Una passione che ha continuato a coltivare fino dopo gli 80 anni, partecipando a competizioni di atletica.
La famiglia - Alle Olimpiadi di Londra, nel 1939, conosce la connazionale Rosita Jelmini, che diventerà sua moglie. Dopo aver combattuto la guerra e aver trascorso 4 anni in un campo di prigionia in Egitto, torna in Italia, a Trieste. Il 18 aprile 1953, sposa Rosita Jelmini che gli darà, nel 1954, il loro primo figlio, Vittorio, cui seguiranno Luca nel 1956 e Angela nel 1958. La prima nipote, Margherita, figlia di Angela, nasce nel 1983.
La maglieria, passione condivisa con la moglie La famiglia della moglie possiede una fabbrica di scialli e tessuti ricamati a Golasecca, in provincia di Varese. Missoni a Trieste aveva nel frattempo aperto un laboratorio di maglieria, in società con un amico, il discobolo Giorgio Oberweger. Con la moglie avvia un'attività a Gallarate, in un capannone in affitto. Successivamente i due sposi spostano l'intera produzione artigianale a Sumirago, che diventa il quartier generale Missoni sia come domicilio familiare che come sede lavorativa. Seguono 50 anni di successi e riconoscimenti nel mondo. Nel 1986 Ottavio Missoni viene insignito dell'onorificenza di Commendatore della Repubblica.
Nato nel 1921 a Ragusa, nell'allora regno di Jugoslavia, da padre di origine giuliana (l'omo de mar Vittorio Missoni, capitano, figlio di un magistrato) e madre dalmata (Teresa dè Vidovich, di antica e nobile famiglia di Sebenico), si trasferisce all'età di sei anni a Zara, dove trascorre la giovinezza fino al 1941. In gioventù Ottavio divide il suo tempo tra lo studio e l'atletica leggera, in cui conquista otto titoli nazionali. Una passione che ha continuato a coltivare fino dopo gli 80 anni, partecipando a competizioni di atletica.
La famiglia - Alle Olimpiadi di Londra, nel 1939, conosce la connazionale Rosita Jelmini, che diventerà sua moglie. Dopo aver combattuto la guerra e aver trascorso 4 anni in un campo di prigionia in Egitto, torna in Italia, a Trieste. Il 18 aprile 1953, sposa Rosita Jelmini che gli darà, nel 1954, il loro primo figlio, Vittorio, cui seguiranno Luca nel 1956 e Angela nel 1958. La prima nipote, Margherita, figlia di Angela, nasce nel 1983.
La maglieria, passione condivisa con la moglie La famiglia della moglie possiede una fabbrica di scialli e tessuti ricamati a Golasecca, in provincia di Varese. Missoni a Trieste aveva nel frattempo aperto un laboratorio di maglieria, in società con un amico, il discobolo Giorgio Oberweger. Con la moglie avvia un'attività a Gallarate, in un capannone in affitto. Successivamente i due sposi spostano l'intera produzione artigianale a Sumirago, che diventa il quartier generale Missoni sia come domicilio familiare che come sede lavorativa. Seguono 50 anni di successi e riconoscimenti nel mondo. Nel 1986 Ottavio Missoni viene insignito dell'onorificenza di Commendatore della Repubblica.
Nessun commento:
Posta un commento