LAMPEDUSA - Sarebbero complessivamente 1241 i migranti approdati nelle ultime ore a Lampedusa su sei barconi: tra essi 167 donne alcune delle quali incinte e 21 minori. Tutti sono provenienti dalla Libia e originari di Paesi dell'Africa sub sahariana. Sono stati accompagnati in parte nel centro di accoglienza di contrada Imbriacola e in parte nell'ex base Loran per le operazioni di identificazione. L'ultimo sbarco, il piu' numeroso, si è concluso con l'arrivo in porto di 635 profughi che erano erano a bordo di due vecchi pescherecci alla deriva soccorsi dalle motovedette della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera.
Le autorita' maltesi hanno comunicato di essere state impegnate nelle ultime 18 ore nel monitoraggio di quattro imbarcazioni, poi soccorse delle unita' italiane. Una di queste e' stata scortata anche da una nave militare della Nato, fino all'arrivo di una motovedetta della Guardia Costiera. Altri due barconi, dopo quello approdato stamani con 166 migranti, sono giunti a Lampedusa: a bordo complessivamente oltre 400 profughi partiti dalla Libia.
Nella prima ''carretta'', soccorsa da un'unita' della Guardia di Finanza, viaggiavano - secondo un primo conteggio - 265 migranti, tra cui 16 donne e tre minori; sulla seconda imbarcazione, scortata dalla Guardia Costiera, altri 150 extracomunitari circa. Un terzo barcone alla deriva con circa 200 profughi, che era monitorato da una nave militare, e' stato raggiunto da un'altra unita' della Capitaneria che ha preso a bordo i migranti. La Guardia Costiera sta adesso cercando di capire se l'imbarcazione è la stessa che ieri sera aveva lanciato un Sos.
Le autorita' maltesi hanno comunicato di essere state impegnate nelle ultime 18 ore nel monitoraggio di quattro imbarcazioni, poi soccorse delle unita' italiane. Una di queste e' stata scortata anche da una nave militare della Nato, fino all'arrivo di una motovedetta della Guardia Costiera. Altri due barconi, dopo quello approdato stamani con 166 migranti, sono giunti a Lampedusa: a bordo complessivamente oltre 400 profughi partiti dalla Libia.
Nella prima ''carretta'', soccorsa da un'unita' della Guardia di Finanza, viaggiavano - secondo un primo conteggio - 265 migranti, tra cui 16 donne e tre minori; sulla seconda imbarcazione, scortata dalla Guardia Costiera, altri 150 extracomunitari circa. Un terzo barcone alla deriva con circa 200 profughi, che era monitorato da una nave militare, e' stato raggiunto da un'altra unita' della Capitaneria che ha preso a bordo i migranti. La Guardia Costiera sta adesso cercando di capire se l'imbarcazione è la stessa che ieri sera aveva lanciato un Sos.
Due gommoni con alcune decine di migranti sono stati avvistati da un peschereccio a poca distanza dalla costa di Pantelleria. A bordo di uno dei due natanti ci sono nove migranti mentre é ancora sconosciuto il numero delle persone che si trovano sull'altro gommone. Verso le imbarcazioni si sono dirette le motovedette della Capitaneria di Porto e dei Carabinieri.
Un'emergenza, ha ammonito il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che continuera' se non si pone fine alla guerra: "Abbiamo sollecitato e solleciteremo ancora un'azione forte della diplomazia che ponga fine alla guerra in Libia, altrimenti non c'e' modo di fermare gli sbarchi". Secondo Maroni, pero', l'Unione Europea non ha rispettato i patti: "L'Europa - ha denunciato il ministro - non sta facendo quello che si e' impegnata a fare: un mese fa aveva deciso di prendere alcune iniziative che ancora oggi non sono state adottate. A Lampedusa continuano ad arrivare profughi dalla Libia mentre con la Tunisia funziona l'accordo di rimpatrio. In Libia, pero', c'e' la guerra e finche' dura la guerra arriveranno i profughi, questo e' il problema". In serata e' intervenuto anche il premier Silvio Berlusconi, che ha definito le ondate di sbarchi delle ultime settimane "eventi straordinari che nessuno poteva prevedere. Reggiamo bene la situazione - ha assicurato - non andremo a chiedere l'elemosina a qualche Paese europeo.
Dobbiamo riservare una accoglienza dignitosa e generosa ed e' quello che il governo sta facendo", dice il premier. "Siamo un Paese ricco, non possiamo spaventarci". Intanto un appello all'Europa e' giunto anche dal presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, che invita a "una maggiore solidarieta', intelligente ed organizzata" perche' "non si puo' vivere in difesa". E a proposito di Europa, dura presa di posizione del presidente della Commissione Ue, Jose' Manuel Barroso, secondo cui la decisione della Danimarca di reintrodurre controlli doganali alle frontiere "viola gli articoli 20 e 21 del trattato di Lisbona".
Dobbiamo riservare una accoglienza dignitosa e generosa ed e' quello che il governo sta facendo", dice il premier. "Siamo un Paese ricco, non possiamo spaventarci". Intanto un appello all'Europa e' giunto anche dal presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, che invita a "una maggiore solidarieta', intelligente ed organizzata" perche' "non si puo' vivere in difesa". E a proposito di Europa, dura presa di posizione del presidente della Commissione Ue, Jose' Manuel Barroso, secondo cui la decisione della Danimarca di reintrodurre controlli doganali alle frontiere "viola gli articoli 20 e 21 del trattato di Lisbona".
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