martedì 28 febbraio 2012

Forse un secondo complice nel caso della ragazza austriaca rapita quando era bambina e segregata per 3000 giorni. E il carceriere potrebbe essere stato ucciso


Natascha Kampusch, oggi

VIENNA -Si riapre in Austria il caso di Natascha Kampusch, la giovane rapita quando era bambina e tenuta segregata per 3.096 giorni. Due gli elementi da valutare: da un lato sta prendendo piede l'ipotesi che ci fosse un secondo carceriere e dall'altro che Wolfgang Priklopil, il carnefice, non si sia suicidato sotto un treno ma sia stato ucciso. Per la riapertura del caso si è schierato Werner Amon, a capo del comitato parlamentare dei Popolari austriaci.
"Secondo me la teoria di un solo sequestratore non è più sostenibile", ha dichiarato lo stesso Amon parlando con la rivista tedesca Der Spiegel. E queste affermazioni hanno subito riacceso le polemiche sulla torbida vicenda.

Amon supporta inoltre la teoria, che era già stata ventilata tre settimane fa del tabloid svizzero 20 Minuten, che Wolfgang Priklopil - il carceriere - potrebbe esser stato ucciso. Insomma, il carceriere di Natascha non si sarebbe suicidato gettandosi sotto un treno il 23 agosto del 2006, come si era sostenuto fino a questo momento. Il cadavere di Priklopil non è stato sottoposto a nessuna autopsia e la lettera d'addio potrebbe essere stato scritto da qualcun altro: forse, appunto, dal secondo carnefice, secondo l'ipotesi sostenuta da Amon.

Il tabloid austriaco Die Krone fa poi sapere che la commissione parlamentare ha proposto di richiedere ora l'intervento di un team internazionale dell'Fbi. Il risultato degli incontri della commissione dovrebbe essere presentato tra due settimane.

lunedì 27 febbraio 2012

La motonave Costa Allegra alla deriva al largo delle Seychelles, dopo un incendio a bordo, domato


ALPHONSE ISLAND (Seychelles) - Dopo il naufragio della Concordia un altro incidente si è verificato su una nave da crociera della compagnia Costa, questa volta la Allegra. La nave è "alla deriva" nell'Oceano indiano, circa 260 miglia al largo delle Seychelles, dopo che un incendio è divampato a bordo alle ore 10.39, ora italiana, con conseguente black out dell'elettricità.
L'incendio su Costa Allegra si è sviluppato in sala macchine, nel locale generatori elettrici situato a poppa, ed è già stato estinto. Non ci sono state vittime o feriti, ma i motori si sono fermati. 
Lo ha confermato la compagnia armatrice, precisando che sono intervenute le squadre antincendio e le fiamme non si sono estese ad altre zone della nave. Ci sono 1049 persone a bordo della Costa Allegra (636 passeggeri di varie nazionalità e 413 membri di equipaggio) in navigazione  a oltre 200 miglia a sud-ovest delle Seychelles e a circa 20 miglia da Alphonse Island.. Lo ha reso noto la compagnia armatrice, confermando che la nave ha lanciato il segnale di richiesta di soccorso.
Gli italiani, secondo quanto si è appreso dalle Capitanerie di Porto, sono in tutto 212: 186 passeggeri e 86 membri dell'equipaggio. Queste,secondo quanto riferito dalla compagnia, le altre nazionalità: Francia 127; Austria 97; Svizzera 90; Germania 38; Regno Unito 31; Mauritius 15; Russia 15; Spagna 15; Canada 13; Belgio 13; Slovenia 12; Stati Uniti d'America 8; Croazia 6; Repubblica Ceca 4; Lettonia 3; Portogallo 2; Polonia 2; Romania 2; Brasile 2; Ungheria 2; Lussemburgo 1; Algeria 1; Uruguay 1; Irlanda 1. A bordo della Costa Allegra alla deriva c'e' anche un team di fucilieri del Reggimento San Marco in servizio antipirateria. La rotta della nave da crociera, infatti, incrocia aree considerate a rischio e i militari assicurano la necessaria cornice di sicurezza. Sono tutti al buio, se si escludono le luci di emergenza



Il punto dove si trova attualmente la Costa Allegra
La Costa Allegra "resta al momento senza propulsione, ma i mezzi di comunicazioni dell'unità risultano funzionanti. Le condizioni meteo marine in zona danno mare stato 4 con raffiche di vento a 25 nodi".dice ancora il comando generale delle Capitanerie di porto. Il comando della nave ha fatto sapere alla Guardia Costiera che, per motivi precauzionali, i passeggeri - tutti in buona salute e informati puntualmente sulla situazione - sono stati radunati presso i punti di raccolta/emergenza della nave. Ma anche se la Allegra è nel bel mezzo dell'Oceano Indiano, non ci sono problemi per i passeggeri, 
La centrale operativa di Roma della Guardia costiera ha dirottato in zona tre mercantili e due motopescherecci per i soccorsi e le autorità di Seychelles hanno inviato due rimorchiatori, una nave ed un aereo. La prima unità dirottata verso il luogo dove è alla deriva la Costa Allegra dovrebbe raggiungere la nave da crociera intorno alla mezzanotte, ora italiana. Lo si é appreso al comando generale delle Capitanerie di Porto. Si tratta di un peschereccio oceanico da 90 metri. Un altro arriverà quattro ore dopo.
Il primo dei due rimorchiatori partiti dalle Seychelles, invece, non dovrebbe raggiungere la Costa Allegra prima delle 16 di domani (ora italiana), insieme ad una 'patrol boat', una sorta di nave militare. Il peschereccio oceanico non dovrebbe imbarcare personale, ma limitarsi a fornire assistenza: in particolare garantirà i contatti radio. Attualmente, infatti, gli apparati radio della Costa Allegra sono alimentati dalle batterie di emergenza. L'isola piu' vicina alla Costa 'Allegra' è l'atollo di Aalfonsine, a 120 miglia. Ora bisognerà decidere se rimorchiare la nave con i passeggeri a bordo oppure trasbordarli  su un'altra nave. In ogni caso e' escluso che la Costa Allegra possa riprendere il viaggio con i propri mezzi.
La nave, partita sabato 25 febbraio da Diego Suarez in Madagascar, era diretta al porto di Victoria (Mahè, Seychelles) dove era prevista arrivare domani. "Rassicuro che la situazione è sotto controllo, c'è stato un incendio che è stato estinto, la nave non ha problemi di galleggiamento, ma non ha propulsione propria. Due rimorchiatori sono già partiti per trainarla nelle isole vicine". E' la spiegazione del console italiano alle Seychelles Claudio Izzi. "Le ultime informazioni le ho avute due ore fa dalle autorità locali e italiane. Non ci sono al momento rischi per l'equipaggio. Non posso confermare se due pescherecci oceanici stanno andando sul luogo, quello che è certo è che due rimorchiatori sono partiti. Una volta trainata su una delle isole vicine, si provvederà per l'evacuazione dei passeggeri".  

La Costa Allegra di proprietà della Costa Crociere e della Carnival (le stesse della Costa Concordia), è lunga 187 metri per 28500 tonnellate di stazza.  È soprannominata nave di cristallo. Costa Allegra, si legge nel sito della compagnia, è stata costruita nel 1969 con il nome Annie Johnson, come portacontainer gemella della Axel Johnson, poi ribattezzata Costa Marina. Nel 1992 è stata acquistata da Costa Crociere che l'ha praticamente ricostruita e trasformata in nave da crociera, ribattezzandola Costa Allegra. È stata sottoposta a lavori di restauro nel 2001. La nave, si legge sempre nel sito della compagnia, è capace di accogliere quasi 1.000 passeggeri, dispone di nove ponti, di cui otto dedicati ai passeggeri, che sono ornati con opere ispirate a pittori impressionisti come Gauguin, Degas, Matisse.

L'Istat precisa: i salari italiani nettamente superiori a quelli di Spagna e Grecia


ROA - Sui salari "il posizionamento relativo dell'Italia risulta in linea con la media europea, e il valore assoluto nazionale supera ampiamente quello della Spagna e ancor piu' il valore della Grecia". E' quanto si legge in una nota tecnica dell'Istat, per il Presidente del Consiglio dei Ministri, precisando alcune informazioni sui dati Eurostat riguardo a retribuzioni e costo del lavoro.
"All'interno della pubblicazione, - si legge nella nota - fra le tante informazioni sul mercato del lavoro, nella tavola 7.1 intitolata "Average gross annual earnings by sex, business economy, 2005 and 2009, le retribuzioni lorde annuali per l'Italia indicate per il 2009 risultano essere pari a 23.406 euro, ponendo il nostro paese nella graduatoria al di sotto della Grecia (29.160 euro) e della Spagna (26.316 euro). In realta' nella tabella c'e' la nota 2 posta sopra il 2009 che segnala, purtroppo in modo poco chiaro, che il dato relativo all'Italia si riferisce al 2006 e non al 2009. Di conseguenza i dati pubblicati non sono comparabili".
Per realizzare un confronto corretto "si puo' considerare la stessa pubblicazione Eurostat alla sezione "Labour costs" (tabelle 8.1, 8.2 e 8.3), dove i dati derivano dall'ultima edizione della Rilevazione sulla struttura del Costo del lavoro del 2008. La tabella A (nella pagina seguente), contenente i dati estratti in data odierna dalla banca dati Eurostat, consente di confrontare correttamente le retribuzioni e il costo del lavoro all'interno dell'Ue: da tale confronto, il posizionamento relativo dell'Italia risulta in linea con la media europea, e il valore assoluto nazionale supera ampiamente quello della Spagna e ancor piu' il valore della Grecia".

Trento, coniugi divorziano. Cosa fare della loro gatta? La fanno sopprimere


TRENTO - Quando marito e moglie decidono di separarsi, le liti per la divisione dei beni sono infinite; ogni pretesto è buono per vendicarsi del partner una volta tanto amato. A Trento il divorzio ha comportato una vicenda singolare e grave al tempo stesso. Una coppia si è separata e nessuno dei due ex-coniugi  voleva più tenere la loro gatta e così hanno deciso di liberarsene definitivamente, facendola sopprimere dal veterinario.
La triste vicenda, riportata da Il Corriere del Trentino, è stata segnalata dalla presidente dall'associazione di volontari del "Centro Felix" di Trento, Elena Finatzer. In base alla legge, se non si vuole più il proprio animale domestico, spetta al propietario trovare una nuova sistemazione. La coppia di Trento, invece, ha preferito uccidere la gatta indesiderata.
In molti si erano mobilitati per lei, la gatta era sana e avrebbe vissuto molti altri anni. C'erano diverse persone pronte ad adottarla, dandole affetto e una nuova casa. Purtroppo, però, non c'è stato nulla da fare e la povera bestiola è stata uccisa per una stupida vendetta tra ex. 

Piazza Affari chiude negativa


MILANO - Piazza Affari chiude negativa, così come lo era stata per tutta la giornata. Il Ftse Mib segna il -1,09%

In carcere in Nuova Zelanda l’attrice Lucuy Lawless, la principessa Xena, che aveva “occupato” la torre di trivellazione di una nave Shell


L'attrice Lucy Lawless, in primo piano, e i suoi compagni di Greenpeace sulla torre della nave Shell

AUKLAND - Si batte contro la trivellazione petrolifera nell'Artide e il riscaldamento globale e per questo la sexy principessa guerriera "Xena" della popolare serie tv è finita in carcere in Nuova Zelanda ed è poi stata rilasciata: dovrà comparire davanti a un tribunale mercoledì L'attrice Lucy Lawless era stata infatti arrestata con cinque attivisti di Greenpeace, dopo che il gruppo aveva trascorso per protesta quattro giorni appollaiata sulla torre di trivellazione di una nave Shell per cercare di impedirle di salpare verso i mari artici.
D'altronde l'attrice nella serie tv che l'ha resa famosa era una signora della guerra pentita, in viaggio per redimere i suoi peccati passati. E forse per farsi perdonare le scene sexy (anche nella serie tv "Spartacus") la 43enne Lawless da tempo si batte per cause ambientali. Nel 2009 era stata nominata anche ambasciatrice di Greenpeace. 
Parlando per telefono dalla cima della torre aveva detto di manifestare "per conto del pianeta e dei miei tre figli". Aveva anche raccontato la difficoltà e la paura, nel trascorrere tre notti in cima alla torre tra freddo e forte vento, ma ha aggiunto di sentirsi "in dovere di prendere posizione". Ideali che le sono costati il carcere: l'accusa è di di abbordaggio illegale di una nave.

Pompei: si distacca intonaco dalla casa della Venere in conchiglia


NAPOLI - Il forte vento è la causa probabile del distacco di intonaco da una parete della domus della Venere in conchiglia a Pompei
La porzione di intonaco di paramento distaccatasi e' di circa un metro e mezzo. Il distacco interessa un paramento dell'atrio della domus un tempo colorato di rosso, oggi molto sbiadito e non affrescato.
I frammenti sono stati recuperati dai tecnici della soprintendenza per essere ricollocati.
 La domus si trova su via dell'Abbondanza, alla fine della strada, verso l'Anfiteatro. A scorsa settimana, sempre il vento, unito alle piogge cadute nei giorni scorsi, aveva provocato il distacco di circa un metro di intonaco grezzo da un muro esterno al tempio di Giove. 

Ammazza a martellate il figlio di 18 anni e si suicida a Giaveno (Torino)

GIAVENO (Torino) - Ha ucciso, a martellate, il figlio che dormiva e poi, per il rimorso, ha deciso di togliersi la vita: Adriano Maero, 48 anni, commerciante di Giaveno (Torino), ha commesso il delitto poco prima dell'alba, mentre la moglie era fuori casa, uscita da poco per andare dalla madre. Maero - secondo la ricostruzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Torino - ha preso un martello e ha colpito ripetutamente il figlio William, di 18 anni, uccidendolo nel letto. Poi ha preso un coltello da cucina e si è sferrato un fendente alla gola. E' stata la donna, rincasando intorno alle otto per preparare la colazione al figlio, a trovare William privo di vita e il marito agonizzante. L'uomo è morto prima dell'arrivo dell'ambulanza. La coppia, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, era solita litigare. Gli investigatori stanno verificando se ci sia stato o meno un litigio ieri sera o stamani.

Leader no Tav cade folgorato da un traliccio in Val di Susa: gravissimo. Gli attivisti bloccano l'auostrada A32. "Soccorsi troppo lenti"


Luca Abbà nella foto apparsa dopo l'incidente sul sito notav.info


CHIOMONTE  - Luca Abbà, di 37 anni, uno dei leader storici del Movimento No Tav della Val Susa e' in gravissime condizioni dopo essere caduto dal traliccio in Val Susa. Le sue condizioni - si e' saputo dal 118 - sono gravissime per traumi da caduta e ustioni gravi da folgorazione. E' stato portato in elicottero al Cto di Torino. Abbà era salito, insieme ad un'altra decina di No Tav, per protestare contro gli espropri per l'ampliamento del cantiere della Tav Torino-Lione a Chiomonte. Non si sa se ha perso l'equilibrio o è stato raggiunto da una scarica elettrica.
Poco prima dell'incidente Luca Abbà si era collegato dal traliccio con Radio Black Out, emittente dell'area antagonista: «Mi sono arrampicato dopo essere sfuggito ai controlli – si sente nella registrazione - La situazione è tranquilla e non vedo violenze. Sono riuscito a svicolare. Mi guardavano attoniti. Gliel'ho fatta sotto il naso un'altra volta». Poco prima di cadere al suolo colpito da una scarica elettrica avrebbe gridato alle forze dell'ordine: «Sono pronto ad appendermi ai fili della corrente se non la smettete». Abbà aveva lanciato l'appello ai No Tav di «venire e fare pressione finchè la situazione è gestibile». La Procura della Repubblica di Torino ha aperto un'inchiesta. In Val Susa, intanto - si è saputo - arriverà il pm Giuseppe Ferrando, della stessa Procura di Torino, per le indagini sull'incidente nel quale è rimasto coinvolto Abbà.

"Preso atto dell'incidente avvenuto questa mattina presso il cantiere della Maddalena e del clima di tensione che si sta creando in Valle di Susa si chiede la sospensione delle operazioni in corso". È quanto chiede con una lettera inviata al prefetto di Torino Alberto Di Pace il presidente della comunità montana Val Susa e Val Sangone, Sandro Plano.  
E’ stata ordinata la chiusura della statale 25 e dell'autostrada Torino-Bardonecchia. Infatti  è partito il tam tam di sms e telefonate dei No Tav che si sono dati appuntamento a Giaglione nei pressi del cantiere e a Bussoleno presso una rotonda dove terranno un'assemblea per decidere le prossime mosse. L'attenzione , già alta per gli attesi espropri dei terreni appartenenti al movimento, in queste ore sta salendo alle stelle. Attivisti No Tav hanno bloccato l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, nei pressi di Bussoleno, nella carreggiata che porta verso l'Alta Valsusa e il tunnel del Frejus. L'occupazione è stata attuata nella stessa zona di Bussoleno dove è già bloccata la statale 25 della Val Susa. "I soccorsi sono stati lentissimi", denuncia Alberto Perino, uno dei leader del movimento. "Io non c'ero - precisa - ma i testimoni mi hanno raccontato che è passato molto tempo prima che Luca venisse soccorso. Eppure - conclude - dentro il cantiere c'erano due ambulanze". 
Un gruppo di No Tav e di amici di Luca Abbà si sono radunati davanti all'ospedale, aspettando notizie; alcuni di loro sono arrivati pronti a donare il sangue, ma fonti dell'ospedale hanno reso noto che non ce n'é bisogno. Una veglia di preghiera fuori dell'ospedale e' stata organizzata dal gruppo 'Cattolici per la vita in Valle' per questa notte. Luca Abbà - ha riferito il direttore del Dea del Cto, Maurizio Berardino - presenta un trauma da precipitazione e un trauma cranico, un focolaio contusivo occipitale, ovvero un livido nel cervello. La sua situazione è grave ma - spiegano i medici - non è ancora chiaramente delineabile in quanto i danni provocati dalla scarica elettrica, probabilmente entrata nel braccio destro e uscita dalla gamba destra, si conosceranno solo nelle prossime ore. Sono state anche diagnosticate lesioni al torace, un pneumotorace al polmone sinistro, una frattura dorsale composta e una contusione renale
Questa mattina erano cominciati a Chiomonte i lavori per l'ampliamento del cantiere per il tunnel geognostico della Tav Torino-Lione. Maestranze della LTF, la società che realizza l'infrastruttura, assistiti dalle forze dell'ordine, stanno installando le reti di recinzione dell'area. L'area per la quale è in corso la recinzione  è quella individuata come «d'interesse strategica nazionale» in base alle indicazioni del Cipe (Comitato Interministeriale per la programmazione economica) e comprende anche la baita della Clarea, luogo simbolo della protesta No Tav che si oppone alla realizzazione della ferrovia. Proprio la baita, ieri sera, al termine di una riunione del coordinamento del Movimento No Tav, è stata raggiunta da una decina di attivisti che - si è saputo sempre dalla Questura di Torino - si trovano tuttora sul posto. 

E adesso Schettino vuole querelare Domnica per l’intervista al Daily Mail


GROSSETO - E' polemica dopo le ultime dichiarazioni della hostess moldava Domnica Cemortan al Daily Mail. I legali del comandante Francesco Schettino valutano se ci siano gli estremi per una querela. "Leggeremo con attenzione tutto quanto ha detto la signorina Cemortan e valuteremo l'eventualità di una denuncia per diffamazione", fanno sapere gli avvocati Bruno Leporatti e Alessandro Antichi.
Come riporta il quotidiano La Stampa, i due difensori bollano la confessione della moldava al tabloid britannico come "una brutta speculazione su una vicenda che peraltro non ha alcun rilevanza processuale".

Il capitano della Costa Concordia Francesco Schettino "mi rispettava", "ci siamo baciati" la sera dell'incidente, e se non fosse stato per il naufragio, "prima o poi saremmo finiti a letto", ha detto Domnica al Daily Mail. Al momento dell'urto, racconta la ragazza, Schettino si trovava sul ponte di comando della nave. 

La Milano bio: in testa alla classifica dei gruppi di acquisto solidale e del car sharing



MILANO - Il capoluogo lombardo sale sul podio più alto per il numero di gruppi d’acquisto solidale (gas). E’ il dato che emerge dalle pagine della guida “Eco in città - Milano” in libreria in questi giorni. Un dato confortante per una città che da sempre vede abbinata alla parola gas l’idea di smog e di inquinamento. 
Ed è proprio legato al traffico il secondo “ecoprimato” di Milano. Lo scorso settembre il servizio di Car sharing ha festeggiato i primi 10 anni di attività, confermando il capoluogo lombardo come la capitale dell’auto condivisa. Con i suoi 3938 utenti Milano è stata la prima città d’Italia a proporre con successo ai suoi cittadini un sistema di spostamento alternativo alla mobilità classica.
Queste e tante altre notizie affiorano dalla lettura della guida “Eco in città - Milano” che, grazie anche a tavole topografiche e curiosità, racchiude tutte le informazioni per vivere o visitare la città lombarda a basso impatto come ad esempio l’indirizzo del primo supermercato a emissioni zero dove la spesa è pensata, oltre che per il portafoglio, anche in un’ottica di rispetto socio-ambientale (è in via Novara 15).
Gli interventi e gli approfondimenti tematici curati da importanti firme del settore come, tra gli altri, Cianciullo, Petrini, Pratesi, Cogliati Dezza, Realacci, Mercalli arricchiscono la pubblicazione facendola diventare una vera e propria guida agli stili di vita sostenibili nella città.
Eco in Città è la prima e unica collana editoriale dedicata a come e dove trovare tutto ciò che serve per godersi la propria città o quella che si vuole visitare come turista senza farle (e farci) del male: dai bar e ristoranti bio ai parchi giochi eco-sostenibili, dai negozi di prodotti ecologici alle librerie specializzate e così via.
“E’ incredibile – dice l’autrice Marzia Fiordaliso – quanto siano numerose le soluzioni e le opportunità ecologiche che offrono le nostre città. Troppo spesso però sono nascoste, poco conosciute e non valorizzate. Eco in città vuole essere uno strumento pratico, concreto, immediato per vivere meglio e per rispondere a una domanda in continua crescita” La prossima uscita, dopo quelle  di Roma, Bologna e Milano sarà dedicata a Firenze. Eco in città, edito da L’Aurora, società specializzata nella comunicazione e nei servizi per l’ambiente, è In vendita nelle librerie Feltrinelli e specializzate, nelle edicole e nei negozi eco e biologici. Ogni volume è di circa 280 pagine al prezzo di € 9,90.

Week end di fuoco per i prezzi della benzina, mentre quelli del petrolio calano. Qualcuno li fermerà?


ROMA - Nuova ondata di rialzi per i prezzi dei carburanti, che volano sempre più verso livelli record. Nel weekend - secondo il monitoraggio di Quotidiano energia - i listini hanno raggiunto nuovi massimi, nonostante le quotazioni internazionali "siano rimaste sostanzialmente stabili", e anzi siano leggermente scese considerando il cambio euro-dollaro. In media nazionale i prezzi sono a 1,82 euro per la benzina e a 1,75 euro per il diesel, con punte a 1,92 euro per la verde al Centro e a 1,79 euro per il gasolio nel Mezzogiorno.

A ritoccare i listini nel fine settimana, in particolare, sono stati Ip (+0,6 centesimi di euro al litro sia per la benzina sia per il diesel), Q8 (+0,5 per entrambi i prodotti) e TotalErg (+0,7 centesimi per la verde e +0,6 centesimi per il gasolio).

Il prezzo medio praticato sulla benzina, a livello nazionale, va quindi dall'1,810 euro degli impianti Esso all'1,817 di quelli Q8 e Tamoil (no-logo in discesa a 1,752 euro). Per il diesel si passa dall'1,747 euro di Esso all'1,752 euro di Q8 (no-logo a 1,653 euro).

Trionfa agli Oscar il film francese “The Artist” (cinque statuette). Premiati anche Dante Ferretto e Francesca lo Schiavo per lamigliore sceneggiatura


Una scena del pluripremiato "The Artist"

Il regista di The Artist Michel Hazanavicius
LOS ANGELES - The Artist ha trionfato alla ottantaquattresima edizione degli Oscar, aggiudicandosi ben cinque statuette, tra cui quella per migliore film. La pellicola francese, la pellicola che fa rivivere l'era del muto, in bianco e nero e su schermo ridotto come volevano i canoni dell'epoca, arrivata come favorita, ha rispettato le aspettative e ha vinto nelle categorie costumi, colonna sonora originale, migliore regista, Michel Hazanavicius, migliore attore, Jean Dujardin, primo francese a conquistare tale riconoscimento, e migliore film.
In una serata resa divertente dalle numerose gag di Billy Chrystal e dei presentatori chiamati ad annunciare i premi, cinque oscar, ma dal peso specifico inferiore, sono andati anche a Hugo Cabret, il visionario omaggio al cinema di Martin Scorsese, che ha vinto per la migliore fotografia, il mixaggio dei suoni, gli effetti speciali e, nota positiva per l'Italia, il premio per la migliore scenografia, andato alla coppia Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, nelle vesti di production designer e set decorator.
Meryl Streep sul red carpet
La Streep e' stata premiata per la sua interpretazione da protagonista in The Iron Lady, nei panni di Margaret Thatcher. Migliore attrice non protagonista invece e' stata giudicata Octavia Spencer, per il suo ruolo in The Help. Tra gli attori. Jean Dujardin ha sconfitto Brad Pitt e George Clooney nella categoria riservata ai protagonisti, mentre Christopher Plummer, a 82 anni, due soli in pià degli Oscar, come ha fatto notare, ha vinto come migliore attore non protagonista per il suo ruolo in The Beginner. Un premio anche per Woody Allen e il suo Midnight in Paris, che ha vinto per la migliore sceneggiatura originale.
Scelta coraggiosa dell'Academy per quanto riguarda il film in lingua originale, che ha visto il trionfo di A separation, la pellicola iraniana gia' vincitrice del Golden Globe. Migliore film d'animazione Rango, migliore documentario Undefeated, e' uscito sconfitto invece Enrico Casarosa, l'animatore italiano nominato per il corto La Luna, cui e' stato preferito The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore
The Artist' e' senza dubbio il film piu' importante della stagione 2011-2012. Academy Award a parte, la pellicola di Michel Hazanavicius ha vinto l'Oscar in Spagna (premio Goya), l'Oscar in Francia (premio Cesar), l'Oscar in Inghilterra (premio Bafta), l'Oscar dei critici stranieri (Golden Globe) oltre ad aver raccolto consensi unanimi in tutto il mondo. L'ultimo successo prima dell'Oscar di Los Angeles e' stato il trionfo alla 37ma edizione dei Cesar, gli Oscar del cinema francese, ottenendo sei dei dieci premi in palio. Entusiasta come tutta la Francia del successo di 'The artist', il presidente Nicolas Sarkozy, in piena campagna elettorale, non si lascia sfuggire l'occasione per sottolineare che merito del successo va anche alla sua politica. "Un successo tremendo del cinema francese e del cinema di qualita'", ha detto il presidente alla radio RTL commentando la vittoria di cinque Oscar del film muto in bianco e nero di Michel Hazanavicius. Prima, Sarko' aveva detto che il trionfo del film e' "testimonianza dell'eccezionale vitalita' del nostro cinema e il successo della politica del governo a favore dell'eccellenza di questa importante industria in Francia". .
 

Sventato un piano dei ceceni per uccidere Putin


Vladimir Putin

MOSCA - I servizi segreti ucraini e russi hanno sventato un piano per uccidere il premier russo Vladimir Putin. Lo ha reso noto il primo canale statale della tv russa. Secondo l'emittente, a confessare il progetto sarebbero state alcune persone ricercate a livello internazionale, dopo il loro arresto a Odessa. Il piano sarebbe dovuto scattare a Mosca dopo le presidenziali del 4 marzo.
Secondo una prima ricostruzione fornita dai media russi, tutto è cominciato all'inizio di gennaio in Ucraina, quando a Odessa si verificò un'esplosione in una abitazione che uccise un ceceno e ustionò un suo connazionale, poi arrestato. Quest'ultimo avrebbe confessato che stava preparando un attentato contro Putin insieme ad altri ceceni, facendo il nome del capo del gruppo. 

La polizia a Odessa entra nel covo ceceno. Nel riquadro Adam Osmaev
Il 4 febbraio i servizi segreti avrebbero arrestato tre ceceni, tra cui il presunto responsabile della banda, Adam Osmaev, 31 anni. Anche lui avrebbe confessato, come viene fatto vedere dal primo canale, sostenendo di essere a arrivato ad Odessa dagli Emirati Arabi Uniti via Turchia con l'ordine del capo dei ribelli caucasici Doku Umarov di organizzare alcuni attentati contro impianti economici e contro Putin subito dopo le presidenziali del 4 marzo. 

Per eliminare il capo del governo russo si prevedeva di far scoppiare un ordigno al passaggio del suo corteo. Nel notebook di Osmaev vi sarebbe materiale che conferma il piano, tra cui immagini del corteo di vetture che accompagna e scorta Putin nei suoi movimenti. I militanti avrebbero usato mine nascoste lungo Mosca Kutuzovsky Avenue, dove Putin passa ogni giorno sulla strada per il palazzo del governo nel storico della città.
Un funzionario di sicurezza ha detto al canale televisivo che le mine erano abbastanza potenti da "lacerare un camion".
 Usmaev era ricercato per la preparazione di un attentato da compiere a Mosca il 9 maggio 2007, in occasione della vittoria sovietica contro i nazisti.

Scossa di terremoto nella notte nelle aree occidentali di Liguria e Piemonte


IMPERIA - Una scossa di terremoto di magnitudo 4.4 ha colpito alle 23.37 di ieri le aree occidentali di Piemonte e Liguria. L'epicentro è stato individuato a 6,9 chilometri di profondità sulle Alpi francesi, a pochi chilometri dal confine con la provincia di Cuneo. La scossa è stata avvertita distintamente nella provincia di Imperia, dove sono state decine le telefonate ai vigili del fuoco. Al momento, tuttavia, non si segnalano danni a cose o persone.
La scossa è stata registrata anche dalla rete sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica. L'epicentro nella zona delle Alpi Cozie, in territorio francese, è ad una diecina di chilometri dal confine italiano, a ridosso della Liguria. Alla prima scossa è seguita una replica, alle ore 23.50, di intensità 1.0. La prima scossa è stata avvertita soprattutto ai piani alti degli edifici, in varie aree del Piemonte, soprattutto nel Cuneese, ma - secondo le informazioni raccolte dalle sale operative dei Vigili del Fuoco - non ha causato danni.

Raso al suolo il compound dove è stato ucciso dai Navy Seals Usa bin Laden


ISLAMABAD - Il Pakistan ha terminato la demolizione del compound in cui le forze Usa hanno ucciso Osama bin Laden nella parte nord-occidentale della città di Abbottabad il 2 maggio 2011.
Il leader di al-Qaeda è stato ucciso nel compound nella città  il 2 maggio 2011. Era nascosto lì daalcuni anni. Nessuna ragione ufficiale per la demolizione è stata data. I residenti intorno alla struttura composta di tre piani  hanno ipotizzato che le autorità non vogliano si trasformi in un santuario.
Ma è più probabile che la demolizione faccia parte di un processo da parte del governo di mettere l'intero episodio imbarazzante dietro le spalle. Un funzionario ha detto  che solo il muro di cinta del compound è rimasto intatto mentre i tre piani dell’edificio sono stati rasi al suolo.
'' La parete esterna rimarrà intatta per il momento e non sappiamo il piano per il futuro. Per prima cosa rimuoveremo i detriti ", ha detto il funzionario.
Gli abitanti dicono che una scuola dovrebbe essere costruita sul sito come ce n'erano nel quartiere, mentre un funzionario della sicurezza ha detto che sarebbe una "buona idea  coltivare ortaggi qui".

L'ultimo dei dieci figli di Robert Kenedy arrestato dopo una lite con le infermiere di un ospedale

Douglas Kennedy con il suo bimbo in braccio ripreso dalle telecamere di sicurezza
NEW YORK - Douglas Kennedy, l'ultimo dei dieci figli di Robert F. Kennedy, ucciso nel 1968, è stato arrestato in seguito a una lite con le infermiere di un ospedale alle porte di New York che volevano impedirgli di portare all'aperto il figlio di appena due giorni, per fagli prendere ''un po' d'aria''. L'episodio e' avvenuto il 7 gennaio ma il rampollo dei Kennedy e' stato arrestato solo giovedì scorso, per maltrattamento alle infermiere e per aver messo a rischio la salute di un minore.

Matrimonio di massa (e di speranza) nel “villaggio delle prostitute” in India


I preparativi per il matrimonio nel villaggio

AHMEDABAD (India) - Wadia, un piccolo villaggio situato nel distretto di  Banaskantha del Nord Gujarat, stato dell’India occidentale, è l'unico apertamente conosciuto per la prostituzione che vi si esercita, che altrimenti non ha zone “ufficiali” a luci rosse: la pratica sarebbe vietata in India, ma la polizia, come si dice, chiude un occhio o anche due,  Dalla pre-indipendenza, il villaggio è conosciuto per questa peculiarità. Gli abitanti maschi del paese si sono trasformati in magnaccia e apertamente sollecitare i clienti a frequentare le donne ldella loro famiglia.
Per decenni, le ragazze del villaggio di Wadia sono state costrette a prostituirsi perché le loro madri si guadagnavano da vivere dal mestiere più antico del mondo e quindi non erano ritenute adatte per il matrimonio.
E da tempo immemorabile è comune vedere fratelli e padri di ragazze in fila lungo la strada Palanpur-Tharad, attirando l’attenzione di camionisti e uomini provenienti da villaggi limitrofi perché si fermino a dormire con le sorelle e le figlie.
Una ragazza di Waida 
Ora per la prima volta in 65 anni dopo l'indipendenza, le ragazze del villaggio si stanno preparando per un matrimonio di massa.
Questo semplice atto cambierà il corso della storia di questo piccolo villaggio. Per la prima volta, le ragazze non saranno costrette nei prossimi anni a prostituirsi, come è triste tradizione da queste parti da centinaia di anni. Il matrimonio di massa di 15 ragazze, è in programma il 11 marzo. Gli inviti sono stati spediti e 1.500 invitati sono attesi. L'emozione è palpabile nel villaggio, ma questo non è andata giù ai protettori, gente peraltro del luogo. Temendo di perdere le ragazze, hanno fatto qualche chiamata minacciosa agli organizzatori. 
In rosso lo stato di Gujarat, in nero il distretto di Banaskantha
Come ovunque, ragazze spuntano un prezzo più alto quando entrano per la prima volta “in commercio”. Sharda Bhati, custode locale delle ragazze e rapprsentante della ONG Vicharti Jaati Samuday Samarthan Manch che ha interessato le ragazze e le loro famiglie al matrimonio, ha presentato una denuncia alla polizia. 
"A quanto pare, i procacciatori di clienti non vogliono che le ragazze cerchino una vita migliore per se stesse ", dice Mittal Patel, co-coordinatore del Manch. 
Le donne appartengono alla tribù dei Sarania, proveniente soprattutto dal Rajasthan e Saurashtra. I ragazzi del villaggi sono stati convinti dalla ONG a sposare le ragazze e ad avere fiducia in loro. Sette ragazze sopra i 18 anni di età e otto ragazze  più giovani prenderanno parte al matrimonio di massa
Questo è lodevole poiché la maggior parte delle famiglie sono restie a prendere una ragazza di Wadia come nuore, perché la vera identità dei loro padri non è nota. 
Wadia ha una popolazione di 750 persone, di cui cento sono le donne ad essere coinvolte nella prostituzione . Gli uomini delle famiglie vivono alle loro spalle e sulla loro “attività”.

domenica 26 febbraio 2012

La versione di Domnica. Quella notte sulla Concordia, il bacio con Schettino, l’urto sullo scoglio. “Un uomo di grande charme che ha salvato molte vite”. "Se non c'era il naufragio, probabilmente ci sarei finita a letto"


Le foto pubblicate dal Mail on Sunday a correto dell'intervista di Dominca

LONDRA - La versione di Domnica Cemortan, la donna che era sulla plancia della Concordia insieme al Comandante Schettino la notte della tragedia della Concordia, appare oggi in una lunga intervista pubblicata dall'inglese Mail on Sunday e dall'australiano "Herald Sun".
Un abbraccio appassionato, un bacio focoso la sera del naufragioall'Isola del Giglio, ma niente sesso: questo quello che la donna ricorda di Schettino, anche se lascia immaginare che, senza quella tragedia, anche la loro storia personale avrebbe potuto prendere una piega diversa (sarebbero finiti a letto, dice senza perifrasi). Ora vorrebbe riparlargli, ma non perché sia innamoRata. Solo perché lui è "una persona perbene", mentre su di lei' è stata "gettata tanta immondizia".
 
"Si', ero molto attratta dal Capitano Schettino, e lui era chiaramente interessato a me. Ammetto che abbia fatto colpo su di me, del resto e' un uomo molto bello e di grande charme", riconosce intervistata nella hall di un albergo, ""una volta mi disse che sono bella quanto intelligente, e chi è la donna che non desideri sentirsi dire questo, soprattutto a bordo di una nave piena di donne molto più belle di lei? Sapevo di piacergli, e la cosa mi lusingava".
  La simpatia risale a prima dell'ultima crociera della Concordia: "Quando lavoravo sulla nave mi aveva fatto chiaramente capire che mi riteneva speciale. Sono una donna e queste cose le so. Lo potevo dire da come rideva delle mie battute e dal modo in cui mi guardava. Quando mi parlava c'era sempre un riflesso speciale nel suo sguardo".
Schettino secondo la Cemortan non era mai andato oltre il flirt. "Una volta o due mi aveva offerto un drink al bar della nave, ma sempre di fronte a diverse persone. Lo stesso quando andammo a mangiare il pesce a dicembre sulla Costa Azzurra, a Villefranche-sur-Mer". Un evento immortalato da una foto finita sui tabloid di mezzo mondo."Lo ammetto: ero attratta da lui. Ma, a dir la verita', tra noi non c'e' stato sesso", prosegue la Cemortan, ""Lui infatti ha sempre avuto molto rispetto quando ero parte del personale . Ma quando sono divenuta un passeggero, le cose sono cambiate. Penso che probabilmente saremmo finiti a letto, ma non ho mai potuto saperlo con certezza perché c'è stato il naufragio".
 
"Certo che sono molto dispiaciuta del fatto che tanta gente abbia perso la vita e sia rimasta ferita. E' stata una tragedia e la gente cerca qualcuno a cui dare la colpa. Forse c'e' stato un errore umano, forse il capitano ha qualche responsabilità', non so. Per me si tratta piuttosto di un tipico caso in cui si è al posto sbagliato nel momento sbagliato", e' la difesa di Schettino.
Quanto poi al viaggio con lui, "Non penso fosse a conoscenza del fatto che io stessi tornando sulla nave" in forma privata dopo la fine dell'ingaggio, "non l'avevo detto a nessuno se non a colui che era il mio superiore diretto, il direttore degli intrattenimenti. Il mio era un biglietto scontato e per questo e' stato solo dopo che avevamo salpato che ho potuto sapere quale fosse la mia cabina. Cosi' la prima cosa che ho fatto e' stata chiamare il mio capo, che mi disse di trovarsi nell'ufficio del capitano, e di salire da lui".
I due si trovano uno di fronte all'altro. "Quando sono salita il capitano sembrava sorpreso di vedermi. Il mio capo spiego' che ero ancora in attesa che mi venisse assegnata una cabina, ed il capitano allora si disse disponibile a che io lasciassi il mio bagaglio nella sua".
Dopo questo "Andai a salutare i miei colleghi, piu' tardi richiamai il mio superiore. Lui mi consiglio' di andare alle nove al ristorante per avere una chiave. Mi andai a cambiare per la cena, alle otto - una cosa che ero solita fare quando ero parte dell'equipaggio. Il comandante era li', ma cortesemente mi lascio' cambiare. Torno' che io stavo uscendo.
Mi disse che ero meravigliosa. Mi prese la mano e me la bacio'".
  Solo questo. Aggiunge l'autrice dell'intervista, Angella Johnson: "a questo punto Cemortan chiede di spengere il registratore. Quindi, con un sorriso malizioso, ammette di essere stata afferrata in un abbraccio appassionato e - con sua sorpresa - baciata intensamente. Ma - insiste - niente di piu'"."Dopo cena venni invitata dal capitano sulla plancia per 'vedere un bel panorama dell'isola', e lasciammo il ristorante alle 9,30 circa", prosegue il racconto, "Restai li' per una decina di minuti, potevano vedere le luci dell'isola. Pensavo fosse normale avvicinarsi cosi'. Il capitano dava gli ordini ad una decina di ufficiali. Parlavano in italiano, usando termini marinareschi, quindi non capivo molto".
E' il momento della sciagura. “L'urto avvenne una quindicina di secondi dopo, senza che si sentisse alcun rumore. E' avvenuto tutto all'improvviso. Non avvertimmo la collisione, eravamo sulla prua mentre avevamo urtato lo scoglio a poppa. Scattarono le sirene e le luci di emergenza sulla console iniziarono a lampeggiare".
  Quanto alla reazione dell'equipaggio, "sembrava che il personale avesse la situazione sotto controllo, ma intorno c'era chi correva e chi alzava la voce. Arrivarono sul ponte delle hostess per fare gli annunci nelle diverse lingue. Un'emergenza in piena regola, ma eravamo ben addestrati a gestire un disastro del genere".Dopo l'impatto "la nave opero' una manovra di 60 gradi sul fianco, e le sirene indicavano la presenza di una falla. Sapevo a quel punto che avrei avuto bisogno di vestiti caldi".
  A questo punto lei torna in cabina e si mette un paio di pantaloni, un maglione ed un giubbotto, prendendo la valigetta."Tornata sul ponte vidi il capitano, che sembrava assolutamente avere la situazione sotto controllo. Vidi la nave inclinarsi.
  Il capitano mi chiese di restare perchèparlo quattro lingue, mentre i miei colleghi furono mandati nei punti di raccolta.
Alla fine vidi il capitano con due soli ufficiali. Stav  coordinando l'evacuazione della nave. “Mi vide e mi disse che avrei dovuto andare sul ponte numero tre. Dove la gente si stava imbarcando sulle lance. 'Mettiti in salvo', mi disse”.
  Sembrava assolutamente calmo, e mi fece sentire fiduciosa del fatto che tutto sarebbe andato bene. Guardai l'orologio, era circa le 23,50 quando lo lasciai sulla plancia. Ora la gente dice che è un vigliacco e che non ha fatto nulla per salvare i passeggeri, ma non è vero. Ha portato la nave in acque sicure, rendendo piu' facile a tutti nuotare fino a terra o essere tratta in salvo. Ha salvato molte vite quella notte, e' stato molto coraggioso".
Sono i minuti immediatamente dopo l'impatto contro lo scoglio del Giglio, "Faceva freddo e sentivo gente che gridava e cose che cadevano. Terribile. Penso che diversi passeggeri siano rimastio confusi e non abbiano saputo esattamente capire dove andare".
  Dopo un quarto d'ora Cemortan riesce a salire su una lancia. Alle cinque del mattino rivede Schettino. "Sembrava molto scosso". Pare sia l'ultimo contatto tra i due.
  

Il ministro Fornero sui salari bassi: "Bisogna scardinare questa situazione"

ROMA - In Italia abbiamo "salari bassi e un costo del lavoro comparativamente elevato. Bisogna scardinare questa situazione, soprattutto aumentando la produttività". Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha commentato i dati di Eurostat secondo cui un lavoratore dipendente in media guadagna in Italia la metà che in Germania. 
Fornero è "fiduciosa" sulla possibilità di un'ampia intesa sulla riforma del mercato del lavoro e sull'articolo 18, ma mette in guardia le parti sociali: "Il tema va affrontato in maniera laica, senza levate di scudi". E alla vigilia dell'incontro di giovedì incontrerà il premier Mario Monti.