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lunedì 9 dicembre 2013

Processo Concordia: il capitano De Falco ricorda le risposte evasive di Schettino

GROSSETO- Dalla Costa Concordia ammisero la falla solo venendo contattati più volte da terra, in particolare dalla capitaneria di Livorno. Lo dice Gregorio De Falco (“torni sulla nave, c….”) teste al processo di Grosseto ricordando che ''alle 22.38 (l'urto è delle 21.45, ndr) la nave dà il segnale di di stress. Chiamo io la nave perché non convince la situazione di apparente tranquillità che loro dichiaravano. A seguito di questo ammettono che c'è una falla e non un semplice black out, così possiamo inviare motovedette ed elicotteri'' di soccorso.
 ''Mentre dalla nave ci davano rassicurazioni sulla situazione a bordo, i carabinieri di Prato ci avevano avvisato della telefonata di una parente di una passeggera secondo cui la nave era al buio, erano stati fatti indossare i giubbotti di salvataggio, erano caduti oggetti e suppellettili: circostanze non coerenti con quanto dichiarato dalla nave. 'Questo ci fece pensare che la situazione era più grave'' e ''nessuno dalla Concordia aveva ancora chiamato per chiedere soccorso''. 

''Quanti passeggeri ci sono ancora a bordo, comandante?''. E Schettino: ''Non lo so, mi trovo sulla lancia, credo massimo una diecina di persone sull'altro lato'': è una delle prime conversazioni tra Gregorio De Falco, che chiede informazioni dalla sala operativa di Livorno e Francesco Schettino. Ma alla capitaneria risultavano almeno in in quella fase almeno 2-300 persone ancora a bordo. Sono mezzanotte e 28. Ancora De Falco: ''Quanti coordinano lo sbarco? Lei dove si trova?''. E Schettino: ''La nave è giù a 90 gradi, sono su una scialuppa tra la nave e terra''. ''Comandante: quante persone vede in acqua? Ci sono donne, bambini? Quanti sono? Si stanno buttando in acqua?''. ''A bordo c'è una decina...''. ''Può verificare questo dato? Voglio i dati''. ''Io chiesi quante persone andare a cercare a bordo - ha detto oggi De Falco -, insistevo, ma il comandante non mi sapeva dare le risposte''.

lunedì 28 ottobre 2013

Concordia, Schettino gridò: madonna, ch’aggio combinato. Un teste: vidi gli scogli a 20 metri

GROSSETO - Abbiamo urtato uno scoglio?" e poi: "Madonna ch'aggio combinate!": questa la voce di Francesco Schettino, tratta dagli audio che il pm ha fatto ascoltare in aula a Grosseto al processo sulla Costa Concordia. Sono state ricostruite le fasi dell'urto contro gli scogli con l'ufficiale Salvatore Ursino. "Di mia iniziativa andai sull'aletta sinistra" dove "mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri", aggiunge il testimone.
Secondo quanto riferito da Ursino, Schettino ordinò di aumentare la velocità della Costa Concordia da 15 a 16 nodi, circa cinque minuti prima dell'impatto con gli scogli: "Schettino dette l'ordine di aumentare la velocità al vice Ciro Ambrosio", ha raccontato infatti l'ufficiale. 
''E' insolito sentire un ordine di timone a dritta mentre si va a 16 nodi, perché la nave sbanda e si inclina su un lato determinando la possibile caduta oggetti e persone - ricorda Ursino, nel corso della testimonianza -. C'era qualcosa di strano'' così ''di mia iniziativa andai sull'aletta sinistra'' dove ''mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri, con prora a dritta e poppa verso sinistra. D'istinto mi venne di dire che la poppa era impegnata a sinistra". 

Sulla plancia della nave molti ospiti - Al momento dell'impatto con gli scogli, sulla plancia, luogo della nave solitamente riservato solo agli addetti ai lavori, "c'erano il primo maitre Antonello Tievoli, il maitre Ciro Onorato, l'hotel director Manrico Giampedroni, oltre che la ragazza moldava (Domnica Cemortan, ndr) che rimase sulla porta" ed "erano lì per ammirare il passaggio ravvicinato al Giglio", ha raccontato Ursino.

martedì 8 ottobre 2013

Concordia: trovato il cadavere di uno dei due dispersi

ISOLA DEL GIGLIO - Il cadavere di uno dei due dispersi della Costa Concordia è stato trovato dai sommozzatori da giorni impegnati nelle ricerche dopo l'operazione di "parbuckling" dello scafo. Secondo quanto appreso, potrebbe trattarsi di Russel Rebello. Il corpo è stato all'interno del relitto, all'altezza del ponte 3 della nave. I resti sarebbero ovviamente in avanzato stato di decomposizione.

Per il disastro hanno patteggiato a luglio 5 persone - quattro membri dell'equipaggio e un dirigente della società armatrice - mentre il capitano Francesco Schettino è ancora sotto processo e rischia 20 anni di carcere.

sabato 5 ottobre 2013

A marzo la Concordia sarà trainata al porto di Piombino, se sarà adeguatamente attrezzato

GENOVA - "A marzo si aprirà la finestra temporale per la rimozione della Concordia". Lo ha annunciato il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, in visita al Salone Nautico Internazionale di Genova. Il ministro ha poi confermato che il porto prescelto per lo smaltimento della nave potrà essere Piombino se sarà attrezzato adeguatamente per ospitarla.

venerdì 27 settembre 2013

Di origine animale le ossa trovate vicino alla Costa Concordia

ISOLA DEL GIGLIO -Sarebbero di origine animale i resti ritrovati ieri sul fondalo del Giglio nei pressi della Costa Concordia. La conferma ufficiale ancora non c'è, ma è quanto apprendono da fonti investigative l'Adnkronos e il Tg5.

Questa mattina, "in riferimento al ritrovamento di alcuni resti ossei", l'ufficio del Commissario delegato all'emergenza aveva invitato le redazioni a ''prestare la necessaria cautela nel riportare tale notizia, in particolare nella scelta dei titoli. Infatti, non è possibile ancora dire né se questi siano di origine umana, né tantomeno riferirli a qualcuno in particolare''. ''Si chiede, pertanto - si sottolineava in una nota - di attendere pazientemente i risultati degli esami in corso, al fine di non creare infondate attese''.

lunedì 16 settembre 2013

Ore 17: la Concordia ha già ruotato di 10 gradi. Per raddrizzarla ci vorrà più tempo

ISOLA DEL GIGLIO - ore 17.00 - Dopo 7 ore e mezzo dall'avvio delle operazioni la Costa Concordia ha ruotato di circa 10 gradi. Lo ha detto il capo del progetto di recupero per la Micoperi Sergio Girotto, sottolineando che "il relitto è completamente staccato dalle rocce". "la procedura continua in modo regolare - ha aggiunto - al momento non abbiamo preoccupazioni".  Potrebbero però allungarsi i tempi. "Pensavamo che ci volessero 12 ore, ma se anche ne servono 15 o 18 l'obiettivo è fare bene. Non ci sentiamo in ritardo, siamo contenti di come le cose stanno andando", ha spiegato infatti Franco Porcellacchia, responsabile del progetto di rimozione della nave. 
ore 16 - ''Mi piace vedere che le energie degli attori in gioco pubblico e privati, quando si integrano, danno i risultati sperati'': così ha commentato oggi il comandante Gregorio De Falco, che la notte del 13 gennaio 2012 coordinava i soccorsi dalla capitaneria di porto di Livorno e che nelle fasi più concitate fu protagonista anche di perentori contatti telefonici con il comandante Francesco Schettino. Anche oggi De Falco è alla centrale operativa della Capitaneria di Porto di Livorno e sta seguendo le fasi di recupero del relitto della 'Concordia'. ''Se anche all'epoca - ha concluso De Falco - non fossero venuti a mancare i dovuti apporti degli altri attori coinvolti saremmo sicuramente riusciti a salvare tutti...''.

sabato 14 settembre 2013

Costa Concordia, 350 giornalisti accreditati lunedì per la sua “rotazione”

ISOLA DEL GIGLIO - Sono 350 i giornalisti finora accreditati per seguire le operazioni di rotazione del relitto della Costa Concordia all'isola del Giglio. E altri dovrebbero aggiungersene altri in vista di lunedì. Moltissime le tv che trasmetteranno in diretta le fasi dell'impresa. Le più lontane vengono da Australia e Cina, oltre a Cnn e Al Jazeera.
Domani alle 9 aprirà il tendone stampa allestito al porto per la consegna degli accrediti. All'interno previsti circa 240 posti a sedere con aggiornamenti tecnici costanti sull'operazione di parbuckling. Allestito inoltre un mediacenter per le tv e una postazione per gli stand up attrezzata al molo verde. Effettuare la rotazione della Costa Concordia ora, a settembre, senza aspettare la primavera, "è l'operazione a minor rischio". A due giorni dall'avvio dei lavori per rimuovere la nave naufragata nell'urto con uno scoglio al Giglio il 13 gennaio del 2012, facendo 32 morti e due dispersi, il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli ha presentato una relazione tecnica alla commissione Ambiente della Camera e ha risposto alle molte domande dei parlamentari per chiarire dubbi e incognite. Uno dei punti di domanda riguarda proprio i tempi: perché raddrizzare ora la nave e poi lasciarla a svernare, per così dire, esponendola al moto ondoso, in attesa di spostarla a primavera? "Ci siamo posti il problema se raddrizzare la nave subito o per ora lasciarla dov'è", ha spiegato Gabrielli. Un quesito che è stato girato ai tecnici di settore e, prima di decidere il da farsi, "gli ingegneri ci hanno dovuto dimostrare che sia preferibile raddrizzare la nave a settembre. E ci hanno messo nero su bianco che non solo sarebbe stato auspicabile il raddrizzamento ora, ma il non averlo fatto avrebbe pregiudicato la rimozione anche a primavera". In altre parole, lasciare la nave rovesciata un terzo inverno comprometterebbe la possibilità di una reale messa in sicurezza, assicura il numero uno della Protezione Civile.


sabato 20 luglio 2013

Prime condanne (irrisorie) per patteggiamentoo per il naufragio della Costa Concordia (32 morti)

GROSSETO -  Prime condanne per i 32 morti nel naufragio della Costa Concordia. Il giudice dell'udienza preliminare Pietro Molino ha confermato tutti i patteggiamenti per 5 co-indagati con Schettino: Ciro Ambrosio, Silvia Coronica, Jacob Rusli Bin, Roberto Ferrarini e Manrico Giampedroni, tutti accusati di omicidio plurimo colposo e lesioni colpose.
Gli ufficiali in plancia Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, e il timoniere Jacob Rusli Bin sono stati condannati anche per naufragio colposo. La sentenza è stata letta stamani alle parti dal giudice Molino nel Teatro Moderno di Grosseto. Il naufragio, avvenuto il 13 gennaio 2012, coinvolse 4.229 persone a bordo, tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Morirono 32 persone, di due sono sono ancora stati trovati i corpi. Centinaia furono i feriti e ingenti i danni causati dalla manovra che fece finire la nave contro gli scogli dell'Isola del Giglio.
La condanna più alta patteggiata per il disastro della Costa Concordia è per il capo dell'Unità di crisi di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, a 2 anni e 10 mesi. L'hotel director della Costa Concordia Manrico Giampedroni ha patteggiato 2 anni e 6 mesi. L'ufficiale in plancia Ciro Ambrosio ha avuto 1 anno e 11 mesi, l'altro ufficiale Silvia Coronica 1 anno e 6 mesi, il timoniere Jacob Rusli Bin 1 anno e 8 mesi.

Forti critiche degli avvocati di parte civile alla sentenza del gup Pietro Molino. "Questa è una giustizia vergognosa, sono pene da abuso edilizio, non da omicidio - ha commentato l'avvocato Massimiliano Gabrielli, del pool Giustizia per la Concordia - Si dà 1 anno e 11 mesi all'ufficiale di plancia e 7 anni a Emilio Fede. Questa è la giustizia in Italia". "Ce lo aspettavamo ma sono patteggiamenti ingiusti - ha detto l'avvocato di parte civile Daniele Bocciolini.

mercoledì 22 maggio 2013

Schettino rinviato a giudizio, processo il 9 luglio


GROSSETO - Il gup di Grosseto ha rinviato a giudizio Francesco Schettino per tutti i reati contestati. Il processo inizierà il 9 luglio a Grosseto. Il giudice Pietro Molino ha deciso per il rinvio a giudizio respingendo la richiesta della difesa del capitano della Costa Concordia di proscioglimento per il solo reato di abbandono. Lo stesso gup ha respinto tutte le richieste di nuove perizie fatte dalla difesa.

giovedì 18 ottobre 2012

Il giorno di Schettino: in aula va all’attacco e accusa la Costa


GROSSETO - Il giorno di Francesco Schettino.  Al teatro Moderno di Grosseto, dove oggi si è' svolta la quarta giornata di udienze relative all'incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia, e' stato il turno della difesa dell'ex comandante. A prendere parola gli avvocati Domenico e Francesco Pepe e Bruno Leporatti. I legali hanno preparato una controffensiva in 200 domande e vari punti, con la quale mirano a smontare la relazione di 270 pagine dei periti, che sostanzialmente individuano nel comandante l'unico responsabile del naufragio al Giglio.
E proprio Schettino è per la prima volta intervenuto in aula, interloquendo con i periti e cercando di precisare come ha fatto la manovra che ha portato poi la nave a incagliarsi contro gli scogli. A renderlo noto l'avvocato Marco De Luca, legale della compagnia Costa. "Schettino e' parso - ha aggiunto De Luca - molto combattivo". Gia' prima dell'udienza, il comandante aveva ribadito che "non e' stata una manovra, quella e' stata una decisione: c'e' differenza".  Ieri, il procuratore Francesco Verusio aveva detto che non fu la bravura dell'ex comandante a evitare che la nave andasse a largo ma "una volontà di Dio". Schettino ha spiegato poi che ordinò una manovra destra-sinistra-destra mentre la nave procedeva a 16 nodi verso l'isola del Giglio. La tecnica, in gergo marinaresco, viene definita anche "scodinzolo" e si attua per gli improvvisi cambi di rotta.
  La difesa dell'ex comandante ha attaccato la Costa  ma quest'ultima ha replicato che "non ci sono contestazioni di alcun tipo di corresponsabilita' da parte della Compagnia per quanto accaduto, e in buona sostanza l'incidente probatorio - ha sottolineato il legale Costa, Marco De Luca - non ha fatto altro che confermare questa situazione". “Il fatto che Schettino abbia abbandonato la nave e' un reato ed e' uno dei motivi del licenziamento" ha sottolineato l'avvocato della Costa Concordia. Il comandante Schettino "ha detto delle cose a sua difesa, ne ha dette molte, e tante non veritiere", ha aggiunto.

martedì 16 ottobre 2012

Sciacalli hanno rubato gioielli e arredi dalla Costa Concordia

La campana che è stata rubata dai ladri

ISOLA DEL GIGLIO - Sciacalli sulla Costa Concordia. Sarebbe questa l’ultima novità che riguarda la nave da crociera che lo scorso 13 gennaio naufragò di fronte all’isola del Giglio e di cui è in corso a Grosseto l’incidente probatorio che riguarda il comandante Schettino. Secondo indiscrezioni raccolte in esclusiva da Tgcom24, la Procura di Grosseto ha aperto un fascicolo riservatissimo che riguarderebbe proprio una serie di furti avvenuti nella parte sommersa del piroscafo
La prima cosa a scomparire è stata la campana, portata via dal ponte della nave e a seguire gioielli e orologi rubati da ladri subacquei che avrebbero spaccato le vetrine dei negozi all’interno dell’imbarcazione. Nonostante sia quasi impossibile fare un inventario degli oggetti scomparsi durante il naufragio, all’appello mancherebbero anche quadri che erano fissati alle pareti, orologi da muro e arredi vari. Un’operazione di sciacallaggio pericolosissima, considerato che la parte sott’acqua della Concordia è completamente al buio. 
E proprio mentre le forze dell’ordine s’immergevano in acqua con l’attrezzatura per cercare i corpi delle vittime disperse, qualcun altro riusciva a portare via i “tesori” nascosti del relitto. Sciacalli e non solo: in uno dei sopralluoghi i carabinieri hanno scoperto che qualcuno avrebbe spostato le leve dei comandi della nave, nella plancia, che a tutti gli effetti è quella che si può definire la scena del crimine.

lunedì 15 ottobre 2012

Costa Concordia: nell’incidente probatorio respinte le richieste di Schettino


GROSSETO - Dopo un'ora e mezzo di camera di consiglio, il gip Valeria Montesarchio ha respinto tutte le richieste e tutte le eccezioni avanzate durante l'incidente probatorio per il naufragio della Costa Concordia, avvenuto lo scorso 13 gennaio al Giglio e costato la vita a 32 persone. Respinta, quindi, l'eccezione sollevata dall'indagato numero uno, l'ex comandante Francesco Schettino, che aveva chiesto in aula, al Teatro Moderno di Grosseto, che nella maxiperizia si prendesse in considerazione la posizione del timoniere indonesiano, che eseguiva i suoi ordini. Appena prima di urtare contro gli scogli, il timoniere, come si evince dalla scatola nera, non solo "non esegue prontamente quanto ordinato", ma "sbaglia la direzione di accostata". E' così ripresa l'udienza, già scandita nella prima mattinata dalla stretta di mano tra Schettino e uno dei naufraghi. All'ex comandante si è avvicinata una persona che era a bordo della nave e, Schettino, sul palco allestito ad aula di tribunale, si è alzato in piedi e gli ha stretto la mano, con un breve scambio di parole. "Sì, la verità deve essere appurata" ha detto l'ex comandante.
In tutta la prima parte dell'udienza Schettino è apparso un uomo "nervoso, agitato, che si morde le unghie e che digita continuamente sulla tastiera del cellulare", ma anche "terribilmente dispiaciuto". E' quello che hanno raccontato alcuni sopravvissuti di nazionalità tedesca.
Intanto, la difesa di Ciro Ambrosio, il primo ufficiale principale indagato dopo Francesco Schettino, ha detto che "l'analisi della scatola nera fornita dai periti del gip di Grosseto non contiene "punti controversi" e tutto è stato registrato con precisione. Per il suo avvocato Salvatore Catalano, la perizia dimostra che "Ambrosio non c'entra nulla" ed "è uno dei tanti ufficiali che si è dato da fare, senza ancora avere avuto l'ordine di abbandonare la nave, per far scendere a terra i passeggeri".
Le 270 pagine della perizia sul naufragio della Costa Concordia sono state consegnate dai tecnici nominati dal gip di Grosseto ai primi di settembre e da stamattina, probabilmente per l'intera settimana, saranno l'oggetto della discussione, delle obiezioni e dei botta e risposta tra le parti in causa.

mercoledì 4 luglio 2012

Il masso che ha squarciato la Costa Concordia diverrà un monumento. Lo estraggono dallo scafo tra 15 giorni



ISOLA DEL GIGLIO - Entro 15 giorni sarà estratto lo scoglio rimasto conficcato nel fianco emerso della Costa Concordia al Giglio. Lo ha fatto sapere la Micoperi, società che, con Titan, è incaricata della rimozione della nave dalle acque del Giglio. "Lo metteremo dove le comunità locali ci diranno", ha specificato la società. 
Il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, aveva già detto che la secca delle "Scole" sarebbe diventata un monumento alle 32 vittime del naufragio del 13 gennaio. Lo scoglio di 80 tonnellate, che fu strappato via dal fondale nell'impatto con la Costa Concordia, provocando uno squarcio di 70 metri, sarà probabilmente collocato a Giglio Porto. Dal canto suo, il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, ha spiegato che "si sta lavorando per portare la nave nel porto di Livorno". Mentre il capo della protezione civile, Franco Gabrielli ha fatto sapere che, intorno al 31 agosto, la nave sarà "stabilizzata" e saranno scongiurati così anche i rischi residui di un suo possibile scivolamento al largo. Per quanto riguarda la questione del presunto malfunzionamento della scatola nera della nave, è intervenuta la compagnia Costa Crociere che, pur ammettendo che il sistema inviava un segnale di errore, ha ribadito: "L'apparecchiatura era funzionante". Ieri le rivelazioni del Corsera, secondo cui la scatola nera era in avaria da quattro giorni prima del naufragio, erano state smentite dalla procura di Grosseto e dai legali del comandante Schettino, secondo cui i dati sono stati registrati e sono disponibili per le indagini. I

martedì 3 luglio 2012

Costa Concordia: scatola nera guasta, porte stagne aperte, mappe “non approvate”. I riscontri dei periti



ISOLA DEL GIGLIO - A 6 mesi dal naufragio della Costa Concordia emergono nuovi dettagli sui sistemi di sicurezza dell'imbarcazione. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, i periti hanno riscontrato che alcuni sistemi di controllo della nave non erano funzionanti. Nel dettaglio, la Concordia viaggiava con le porte stagne aperte e con mappe non "approvate". Ma non è tutto qui. La scatola nera, infatti, era in avaria dal 9 gennaio, 4 giorni prima dell'incidente.
Si tratta dell'anomalia più grave, che non ha consentito ai consulenti nominati dal giudice di Grosseto di analizzare il naufragio nei minimi dettagli. Dalle 23.36 del 13 gennaio, infatti, la scatola nera dell'imbarcazione non ha più registrato alcun dato. Per effettuare le valutazioni di quanto accaduto, i periti hanno dovuto lavorare su informazioni incomplete e particolari contenuti solo nel computer di servizio. 
Nel dettaglio, dunque, mancherebbero tracce "certe" sulle fasi cruciali dell'incidente e soprattutto dell'abbandono della nave, di cui non c'è proprio alcuna registrazione. Il computer di servizio, infatti, è un mezzo accessibile e il materiale acquisito potrebbe anche essere stato "lavorato" in qualche maniera.
Dalle mail acquisite dai pubblici ministeri che indagano sul comportamento del comandante Francesco Schettino e sulle eventuali responsabilità dei vertici della compagnia, risulta la segnalazione di un guasto il 10 gennaio e, secondo quanto concordato con la ditta che si occupava della manutenzione, la decisione di intervenire per la riparazione il 14 gennaio, quando la nave fosse arrivata al porto di Savona. Troppo tardi: la Concordia finì il suo viaggio il giorno 13 davanti all'isola del Giglio.

martedì 17 aprile 2012

Costa Concordia, identificati gli ultimi 5 corpi. Ne restano da rintracciare ancora due


GROSSETO - Sono stati identificati ufficialmente gli ultimi cinque corpi ancora senza nome ritrovati dopo il naufragio della Costa Concordia. Lo rende noto la Prefettura di Grosseto.
Si tratta di Christina Mathi Ganz, cittadina tedesca; Norbert Josef Ganz, cittadino tedesco; Giuseppe Girolamo, cittadino italiano, membro dell'equipaggio; Barbara Heil, cittadina americana; Gerald Heil, cittadino americano. Restano ancora da rintracciare altre due persone disperse nel naufragio.  



giovedì 15 marzo 2012

Sparita la campana della Costa Concordia



ISOLA DEL GIGLIO - Il tratto di mare di fronte all'Isola del Giglio dove è naufragata la Costa Concordia è diventato negli ultimi due mesi lo specchio d'acqua più sorvegliato e frequentato, ma proprio lì non si trova più la campana della Costa Concordia. La campana, diventata un simbolo della nave, che era sommersa a 8 metri, potrebbe essere stata trafugata e sulla vicenda è in corso un'indagine che fino ad oggi è stata riservatissima. Gli accertamenti di investigatori ed inquirenti vengono svolti con il massimo della cautela: attorno alla nave gli unici che si immergono sono i sub dei soccorritori, degli investigatori e dei tecnici che lavorano al recupero del carburante. E sono stati proprio gli unici autorizzati alle immersioni a fotografare e a filmare dopo il naufragio la campana dorata, con il nome della nave inciso sopra, ancora fissata ad una parte della prua della nave sommersa dalla notte del 13 gennaio scorso. Praticamente impossibile agli estranei avvicinarsi al relitto senza autorizzazione e senza essere accompagnati dagli addetti ai lavori. La sparizione risalirebbe a diversi giorni fa. La campana, probabilmente, era destinata a restare all'Isola del Giglio a ricordare il naufragio e l'impegno di soccorritori, primi tra tutti propri gli abitanti dell'isola

domenica 26 febbraio 2012

La versione di Domnica. Quella notte sulla Concordia, il bacio con Schettino, l’urto sullo scoglio. “Un uomo di grande charme che ha salvato molte vite”. "Se non c'era il naufragio, probabilmente ci sarei finita a letto"


Le foto pubblicate dal Mail on Sunday a correto dell'intervista di Dominca

LONDRA - La versione di Domnica Cemortan, la donna che era sulla plancia della Concordia insieme al Comandante Schettino la notte della tragedia della Concordia, appare oggi in una lunga intervista pubblicata dall'inglese Mail on Sunday e dall'australiano "Herald Sun".
Un abbraccio appassionato, un bacio focoso la sera del naufragioall'Isola del Giglio, ma niente sesso: questo quello che la donna ricorda di Schettino, anche se lascia immaginare che, senza quella tragedia, anche la loro storia personale avrebbe potuto prendere una piega diversa (sarebbero finiti a letto, dice senza perifrasi). Ora vorrebbe riparlargli, ma non perché sia innamoRata. Solo perché lui è "una persona perbene", mentre su di lei' è stata "gettata tanta immondizia".
 
"Si', ero molto attratta dal Capitano Schettino, e lui era chiaramente interessato a me. Ammetto che abbia fatto colpo su di me, del resto e' un uomo molto bello e di grande charme", riconosce intervistata nella hall di un albergo, ""una volta mi disse che sono bella quanto intelligente, e chi è la donna che non desideri sentirsi dire questo, soprattutto a bordo di una nave piena di donne molto più belle di lei? Sapevo di piacergli, e la cosa mi lusingava".
  La simpatia risale a prima dell'ultima crociera della Concordia: "Quando lavoravo sulla nave mi aveva fatto chiaramente capire che mi riteneva speciale. Sono una donna e queste cose le so. Lo potevo dire da come rideva delle mie battute e dal modo in cui mi guardava. Quando mi parlava c'era sempre un riflesso speciale nel suo sguardo".
Schettino secondo la Cemortan non era mai andato oltre il flirt. "Una volta o due mi aveva offerto un drink al bar della nave, ma sempre di fronte a diverse persone. Lo stesso quando andammo a mangiare il pesce a dicembre sulla Costa Azzurra, a Villefranche-sur-Mer". Un evento immortalato da una foto finita sui tabloid di mezzo mondo."Lo ammetto: ero attratta da lui. Ma, a dir la verita', tra noi non c'e' stato sesso", prosegue la Cemortan, ""Lui infatti ha sempre avuto molto rispetto quando ero parte del personale . Ma quando sono divenuta un passeggero, le cose sono cambiate. Penso che probabilmente saremmo finiti a letto, ma non ho mai potuto saperlo con certezza perché c'è stato il naufragio".
 
"Certo che sono molto dispiaciuta del fatto che tanta gente abbia perso la vita e sia rimasta ferita. E' stata una tragedia e la gente cerca qualcuno a cui dare la colpa. Forse c'e' stato un errore umano, forse il capitano ha qualche responsabilità', non so. Per me si tratta piuttosto di un tipico caso in cui si è al posto sbagliato nel momento sbagliato", e' la difesa di Schettino.
Quanto poi al viaggio con lui, "Non penso fosse a conoscenza del fatto che io stessi tornando sulla nave" in forma privata dopo la fine dell'ingaggio, "non l'avevo detto a nessuno se non a colui che era il mio superiore diretto, il direttore degli intrattenimenti. Il mio era un biglietto scontato e per questo e' stato solo dopo che avevamo salpato che ho potuto sapere quale fosse la mia cabina. Cosi' la prima cosa che ho fatto e' stata chiamare il mio capo, che mi disse di trovarsi nell'ufficio del capitano, e di salire da lui".
I due si trovano uno di fronte all'altro. "Quando sono salita il capitano sembrava sorpreso di vedermi. Il mio capo spiego' che ero ancora in attesa che mi venisse assegnata una cabina, ed il capitano allora si disse disponibile a che io lasciassi il mio bagaglio nella sua".
Dopo questo "Andai a salutare i miei colleghi, piu' tardi richiamai il mio superiore. Lui mi consiglio' di andare alle nove al ristorante per avere una chiave. Mi andai a cambiare per la cena, alle otto - una cosa che ero solita fare quando ero parte dell'equipaggio. Il comandante era li', ma cortesemente mi lascio' cambiare. Torno' che io stavo uscendo.
Mi disse che ero meravigliosa. Mi prese la mano e me la bacio'".
  Solo questo. Aggiunge l'autrice dell'intervista, Angella Johnson: "a questo punto Cemortan chiede di spengere il registratore. Quindi, con un sorriso malizioso, ammette di essere stata afferrata in un abbraccio appassionato e - con sua sorpresa - baciata intensamente. Ma - insiste - niente di piu'"."Dopo cena venni invitata dal capitano sulla plancia per 'vedere un bel panorama dell'isola', e lasciammo il ristorante alle 9,30 circa", prosegue il racconto, "Restai li' per una decina di minuti, potevano vedere le luci dell'isola. Pensavo fosse normale avvicinarsi cosi'. Il capitano dava gli ordini ad una decina di ufficiali. Parlavano in italiano, usando termini marinareschi, quindi non capivo molto".
E' il momento della sciagura. “L'urto avvenne una quindicina di secondi dopo, senza che si sentisse alcun rumore. E' avvenuto tutto all'improvviso. Non avvertimmo la collisione, eravamo sulla prua mentre avevamo urtato lo scoglio a poppa. Scattarono le sirene e le luci di emergenza sulla console iniziarono a lampeggiare".
  Quanto alla reazione dell'equipaggio, "sembrava che il personale avesse la situazione sotto controllo, ma intorno c'era chi correva e chi alzava la voce. Arrivarono sul ponte delle hostess per fare gli annunci nelle diverse lingue. Un'emergenza in piena regola, ma eravamo ben addestrati a gestire un disastro del genere".Dopo l'impatto "la nave opero' una manovra di 60 gradi sul fianco, e le sirene indicavano la presenza di una falla. Sapevo a quel punto che avrei avuto bisogno di vestiti caldi".
  A questo punto lei torna in cabina e si mette un paio di pantaloni, un maglione ed un giubbotto, prendendo la valigetta."Tornata sul ponte vidi il capitano, che sembrava assolutamente avere la situazione sotto controllo. Vidi la nave inclinarsi.
  Il capitano mi chiese di restare perchèparlo quattro lingue, mentre i miei colleghi furono mandati nei punti di raccolta.
Alla fine vidi il capitano con due soli ufficiali. Stav  coordinando l'evacuazione della nave. “Mi vide e mi disse che avrei dovuto andare sul ponte numero tre. Dove la gente si stava imbarcando sulle lance. 'Mettiti in salvo', mi disse”.
  Sembrava assolutamente calmo, e mi fece sentire fiduciosa del fatto che tutto sarebbe andato bene. Guardai l'orologio, era circa le 23,50 quando lo lasciai sulla plancia. Ora la gente dice che è un vigliacco e che non ha fatto nulla per salvare i passeggeri, ma non è vero. Ha portato la nave in acque sicure, rendendo piu' facile a tutti nuotare fino a terra o essere tratta in salvo. Ha salvato molte vite quella notte, e' stato molto coraggioso".
Sono i minuti immediatamente dopo l'impatto contro lo scoglio del Giglio, "Faceva freddo e sentivo gente che gridava e cose che cadevano. Terribile. Penso che diversi passeggeri siano rimastio confusi e non abbiano saputo esattamente capire dove andare".
  Dopo un quarto d'ora Cemortan riesce a salire su una lancia. Alle cinque del mattino rivede Schettino. "Sembrava molto scosso". Pare sia l'ultimo contatto tra i due.
  

giovedì 23 febbraio 2012

Nuova accusa a Schettino: nascose la gravità dell’incidente


Francesco Schettino

GROSSETO - Omessa comunicazione alle autorità marittime dell'incidente contro gli scogli del Giglio: questa la nuova accusa per cui e' indagato il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. Gli e' stata notificata contestualmente con gli avvisi di garanzia ai 7 nuovi indagati ieri.
Per gli inquirenti Schettino deve rispondere nello specifico anche di non aver comunicato alla Capitaneria di porto di Livorno l'effettiva gravita' della situazione,ritardando le procedure di emergenza e soccorso.

mercoledì 22 febbraio 2012

Sette nuovi indagati per la Costa Concordia. Trovati altri quattro corpi, oltre a quelli individuati stamattina


GROSSETO - Sono sette i nuovi indagati dell'inchiesta per il naufragio della Costa Concordia. Si tratta di quattro ufficiali della nave e di tre dipendenti della Costa Crociere. I reati contestati sono omicidio colposo, naufragio e omessa comunicazione alle autorità marittime. Tra gli indagati per il naufragio  c'è il vicepresidente esecutivo della compagnia Manfred Ursprunger, responsabile fleet operation. Gli altri due indagati tra il personale di terra sono, secondo quanto si apprende, Roberto Ferrarini, capo dell'unità di crisi, e Paolo Parodi, fleet superintendent della nave.
Altri quattro cadaveri sono stati individuati nel pomeriggio nella parte sommersa, sul ponte quattro dopve stamattina erano stati individuati primi 4, comPreso quello della piccola Dayana, della Costa Concordia. Si apprende da fonti vicine ai soccorritori. I corpi sarebbe stati trovati non distanti dagli altri quattro ritrovati questa mattina.

Individuati 4 corpi all'interno della Costa Concordia. C'è anche quello della bimba morta con il padre



ISOLA DEL GIGLIO -  I vigili del fuoco hanno individuato quattro corpi nella parte sommersa della nave Concordia naufragata davanti all'Isola del Giglio. Lo si apprende da fonti dei soccorritori. Dal naufragio del 13 gennaio, mancavano all'appello 15 persone. Tra i corpi individuati sul ponte 4 c'é anche quello di Dayana Arlotti, 5 anni, di Rimini. La piccola si trovava in crociera con il padre. Lo riferiscono fonti vicine ai soccorritori.
Dayana Arlotti
I corpi, rende noto la struttura del commissario per l'emergenza, sono stati individuati all'interno del Ponte 4 della nave dove oggi erano iniziate le attività di ricerca in seguito ad uno screening fatto nei giorni scorsi attraverso le testimonianze dei sopravvissuti che avevano indicato i punti dove si sarebbero potuti trovare l'ultima volta che erano stati visti alcuni dei dispersi. 
Le operazioni di recupero saranno lunghe a cause delle difficili condizioni per operare. Due sono stati comunque già recuperati: uno è di una donna, l'altro è quello della bimba