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venerdì 22 maggio 2015

DRAGHI inneggia alla flessibilità e vede prospettive economiche positive

SINTRA (Portogallo) - “Il fatto che ogni economia nazionale sia abbastanza flessibile dovrebbe essere accettato come parte del nostro comune dna". Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi parlando a Sintra, Portogallo. "Vi sono forti argomentazioni perché la governance sulle riforme strutturali sia esercitata congiuntamente a livello dell'Eurozona", ha aggiunto Draghi, definendo le riforme nazionali "un legittimo interesse dell'intera Unione". Il numero uno dell'Eurotower ha detto inoltre che l'Eurozona ha fatto progressi importanti sulle riforme strutturali, aggiungendo che Spagna e Italia hanno "riformato i loro mercati dei prodotti e del lavoro". 
Affrontando poi il tema lavoro e salari, ha spiegato che la contrattazione aziendale delle retribuzioni è da preferire a quella nazionale, citando dati della Bce secondo i quali le imprese con la flessibilità data dalla contrattazione aziendale, agendo sui salari durante la crisi, "hanno tagliato i posti meno di quelle vincolate da accordi di negoziazione salariale centralizzate".

"Prospettive economiche finalmente positive"
Finalmente, dice ancora Draghi, ora "le prospettive economiche dell'Eurozona" sono buone. "Non erano così positive da sette, lunghi anni".

Industria, in ripresa il fatturato a marzo 
E anche i dati Istat danno qualche segnale di speranza: dicono infatti che il fatturato dell'industria a marzo cresce dell'1,3% rispetto a febbraio e torna ad aumentare anche rispetto allo stesso mese del 2014 con un +0,9% (dato corretto per gli effetti di calendario). Negativo invece il risultato del trimestre, che segna una flessione dello 0,2% rispetto ai 3 mesi precedenti. A trainare la ripresa è soprattutto il mercato estero.
Sono i fatturati esteri infatti a segnare una crescita dell'1,9% a marzo rispetto al mese precedente e del 4,5% rispetto a marzo 2014, mentre quelli interni guadagnano l'1% su base mensile e lo 0,9% su base annuale.  Incrementi congiunturali per tutti i raggruppamenti di industrie: l'energia (+5,2%), i beni strumentali (+2,1%), i beni intermedi (+0,7%) e i beni di consumo (+0,5%). L'incremento tendenziale più rilevante si vede nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+9,8%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-14,8%). 
Il calo trimestrale e' dovuto alla flessione di gennaio (-1,7% sul mese), che gli aumenti dei due mesi successivi non sono riusciti a compensare.

Ordinativi, dati in chiaroscuro 
Gli ordinativi dell'industria scendono a marzo dello 0,3% rispetto al mese precedente, ma aumentano del 2,7% rispetto a marzo 2014, sempre secondo l'Istat. In particolare c'è una flessione congiunturale dello 0,5% per gli ordinativi esteri mentre sono stabili quelli interni. L'incremento più rilevante su base annua si registra nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica e apparecchi elettromedicali (+10,6%), mentre la flessione maggiore si segnala nel tessile, abbigliamento, pelli e accessori (-5,9%).

venerdì 1 febbraio 2013

Disoccupazione, record dal 1999: 11,2%


ROMA - Il tasso di disoccupazione a dicembre è all'11,2%, in rialzo di 0,1 punti percentuali su novembre e di 1,8 punti su base annua. Lo rileva l'Istat. Il tasso resta ai massimi da gennaio 2004, inizio delle serie mensili, e dal primo trimestre '99, guardando alle trimestrali. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a dicembre è pari al 36,6%, in calo di 0,2 punti percentuali su novembre, ma in aumento di 4,9 punti percentuali su base annua.
A dicembre 2012 il numero di disoccupati risulta pari a 2 milioni 875 mila, in lieve aumento (+4mila) rispetto a novembre. Su base annua la disoccupazione cresce del 19,7%, ovvero di 474mila unità. Sempre a dicembre 2012, gli occupati sono 22 milioni 723mila, in diminuzione dello 0,5% rispetto a novembre, ovvero di 104 mila unità, e dell'1,2% su base annua, pari a un calo di 278mila persone.

venerdì 30 novembre 2012

Disoccupazione giovanile al 36,5%. Tre milioni di disoccupati


ROMA - Il tasso di disoccupazione a ottobre supera la soglia dell'11%, raggiungendo l'11,1%, in rialzo di 0,3 punti percentuali su settembre e di 2,3 punti su base annua. Lo rileva l'Istat (dati destagionalizzati e provvisori). E' il tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie mensili). Guardando alle serie trimestrali è il maggiore dal primo trimestre '99. Il numero dei disoccupati a ottobre è di 2 milioni e 870 mila, anche qui, dato record.
 100mila disoccupati in più
A ottobre il numero record di disoccupati, mette in luce l'Istat, deriva da un aumento del 3,3% su base mensile, con quasi 100mila persone in più alla ricerca di un impiego rispetto a settembre (+95 mila), mentre su base annua si contano 644mila disoccupati in più, con un rialzo del 28,9%. La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile.

Altissima disoccupazione giovanile
Brutte notizie anche per gli under-24. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a ottobre è al 36,5%: si tratta del livello più alto sia dall'inizio delle serie mensili (gennaio 2004) sia dall'inizio delle serie trimestrali (IV trimestre 1992). Lo rileva l'Istat (dati destagionalizzati e provvisori) aggiungendo che tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 639mila.

I lavoratori precari sono 2,9 milioni
Nel terzo trimestre i dipendenti a termine sono 2 milioni 447mila, a cui si aggiungono 430mila collaboratori. Sommando le due categorie si arriva così alla cifra record di 2 milioni 877mila lavoratori precari, il massimo dall'inizio delle serie trimestrali relative, dal III trimestre 2004. Se si guarda solo ai dipendenti a tempo il record è dal III trimestre 1993.

martedì 7 agosto 2012

Il prodotto interno lordo è diminuito del 2,5% nel secondo trimestre 2012. Crollo dell’auto (-22%)


ROMA - Il prodotto interno lordo nel secondo trimestre del 2012 è diminuito dello 0,7% sul trimestre precedente e del 2,5% rispetto al secondo trimestre del 2011. Lo comunica l'Istat nella stima preliminare. Il Pil italiano registra nel secondo trimestre del 2012 la quarta variazione trimestrale negativa su base congiunturale, ovvero sul trimestre precedente. 
I dati Istat che confermano dunque la fase di recessione per l'economia del Paese. Il calo del Pil nel secondo trimestre del 2012 è, su base tendenziale (-2,5%), ovvero rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, il peggiore dal quarto trimestre del 2009, quando la diminuzione era stata del 3,5%. 
La variazione del Pil acquisita per il 2012 è pari all'1,9%. Si tratta della variazione annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno. 
Nei primi sei mesi del 2012 il Prodotto interno lordo è diminuito, rispetto al secondo semestre del 2011, dell'1,6%
Crolla la produzione nel settore dell'auto. A giugno il calo è stato del 22,5% rispetto a giugno 2011, mentre nel semestre la diminuzione tendenziale è del 20,1%. 
La produzione industriale nella media dei primi sei mesi del 2012 è diminuita del 7% rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre nel trimestre aprile-giugno il calo tendenziale è stato dell'1,7%. La produzione industriale a giugno di quest'anno registra, su base tendenziale, il decimo calo consecutivo.

lunedì 27 febbraio 2012

L'Istat precisa: i salari italiani nettamente superiori a quelli di Spagna e Grecia


ROA - Sui salari "il posizionamento relativo dell'Italia risulta in linea con la media europea, e il valore assoluto nazionale supera ampiamente quello della Spagna e ancor piu' il valore della Grecia". E' quanto si legge in una nota tecnica dell'Istat, per il Presidente del Consiglio dei Ministri, precisando alcune informazioni sui dati Eurostat riguardo a retribuzioni e costo del lavoro.
"All'interno della pubblicazione, - si legge nella nota - fra le tante informazioni sul mercato del lavoro, nella tavola 7.1 intitolata "Average gross annual earnings by sex, business economy, 2005 and 2009, le retribuzioni lorde annuali per l'Italia indicate per il 2009 risultano essere pari a 23.406 euro, ponendo il nostro paese nella graduatoria al di sotto della Grecia (29.160 euro) e della Spagna (26.316 euro). In realta' nella tabella c'e' la nota 2 posta sopra il 2009 che segnala, purtroppo in modo poco chiaro, che il dato relativo all'Italia si riferisce al 2006 e non al 2009. Di conseguenza i dati pubblicati non sono comparabili".
Per realizzare un confronto corretto "si puo' considerare la stessa pubblicazione Eurostat alla sezione "Labour costs" (tabelle 8.1, 8.2 e 8.3), dove i dati derivano dall'ultima edizione della Rilevazione sulla struttura del Costo del lavoro del 2008. La tabella A (nella pagina seguente), contenente i dati estratti in data odierna dalla banca dati Eurostat, consente di confrontare correttamente le retribuzioni e il costo del lavoro all'interno dell'Ue: da tale confronto, il posizionamento relativo dell'Italia risulta in linea con la media europea, e il valore assoluto nazionale supera ampiamente quello della Spagna e ancor piu' il valore della Grecia".

martedì 31 gennaio 2012

A dicembre disoccupati a quota 8,4%. Tasso record dal 2004

ROMA Il tasso di disoccupazione maschile a dicembre 2011 ha raggiunto quota 8,4%. Lo rileva l'Istat in base a dati destagionalizzati e stime provvisorie. Si tratta di un tasso record, il più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili) e se si torna ancora indietro, alle serie storiche trimestrali, diventa il valore massimo dal primo trimestre del 1999. 
l numero dei disoccupati a dicembre e' di 2,243 milioni, in aumento dello 0,9% su novembreSu base annua il rialzo e' del 10,9%. 

lunedì 31 ottobre 2011

Aumentata a settembre la disoccupazione. Tre giovani su dieci sono senza lavoro


ROMA - Il tasso di disoccupazione a settembre è balzato all'8,3% dall'8% di agosto, riportandosi così, secondo i dati Istat, ai livelli del novembre 2010. In aumento anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), salito a settembre al 29,3% dal 28% di agosto. Si tratta del dato più alto dal gennaio 2004, cioè dall'inizio delle serie storiche.
Il tasso risulta così in aumento di 0,3 punti percentuali sia rispetto ad agosto sia rispetto all'anno precedente. In particolare, il tasso di disoccupazione maschile aumenta di 0,3 punti percentuali nell'ultimo mese, portandosi al 7,4%; anche quello femminile mostra un aumento della stessa entità e si attesta al 9,7%. Rispetto all'anno precedente il tasso di disoccupazione maschile sale di 0,2 punti percentuali e quello femminile di 0,3 punti percentuali. Dai dati dell’Istituto nazionale di Statistica emerge che quasi una donna su due in Italia né lavora né è in cerca di un posto, ovvero non rientra né nella fascia degli occupati né in quella dei disoccupati. Infatti, l'Istat, nelle stime provvisorie, rileva che a settembre il tasso di inattività femminile è pari al 48,9%, mentre quello maschile si attesta a 26,9%. In generale, spiega l'Istituto, il tasso di inattività si attesta al 37,9%, registrando un aumento congiunturale di 0,1 punti percentuali. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni crescono dello 0,1% (21 mila unità) rispetto al mese precedente. Su base annua gli uomini diminuiscono dello 0,2%, mentre le donne inattive aumentano dello 0,5%.Sul fronte opposto, il tasso di occupazione si attesta al 56,9%, in diminuzione sia nel confronto congiunturale (-0,2 punti percentuali) sia in termini tendenziali (-0,1 punti percentuali).