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lunedì 26 gennaio 2015

SIRIA, i combattenti curdi cacciano l’Isis da Kobane

                                                                                                                                                                                     Da Twitter
KOBANE (Siria) - I combattenti curdi hanno ripreso la città di Kobane dopo 4 mesi di scontri con i miliziani dell'Isis. A dare la notizia è l'Osservatorio siriano per i diritti umani, che segnala sporadici combattimenti in due sobborghi, dove c'è una residua presenza dei jihadisti. Gli attivisti pubblicano su Twitter le foto della bandiera curda sulla collina di Kobane.  combattenti curdi, guidati da Mahmoud Barkhadan, sono avanzati sin nei sobborghi di Kani Erban e Maqtalah. 
Le forze anti-Isis hanno conquistato il "90% di Kobane", precisa l'Osservatorio, mentre i miliziani jihadisti ancora asserragliati in città - tra i quali ci sarebbero molti minorenni - si trovano in due aree, nella periferia orientale.

Da metà settembre a oggi, si stima vi siano stati oltre 1.600 morti nei combattimenti, mentre circa l'80% dei raid della Coalizione si sono concentrati proprio sull'area di Kobane.

martedì 28 ottobre 2014

UCCISO il numero 2 dell’Isis dalle forze irachene


BAGHDAD - Le forze irachene hanno ucciso uno dei leader dello Stato islamico in Iraq, Salah al Zobaie, considerato il "numero due" dell'Isis nella provincia di Al Anbar. Lo riferisce l'agenzia Mena citando fonti della sicurezza irachena.
Intanto forze curde irachene sono in viaggio verso la Turchia, da dove hanno in programma di entrare in Siria per combattere i militanti dell’Isis che assediano la città di Kobane. Un aereo che trasporta 150 Peshmerga ha lasciato Erbil. Le loro armi pesanti saranno trasportati via terra.
La Turchia ha accettato di  concedere il passaggio la scorsa settimana dopo aver rifiutato a liungo di permettere ai turchi curdi di attraversare il confine per combattere.

lunedì 13 ottobre 2014

KOBANE, gli scontri tra jihadisti e curdi sono ormai sul confine turco

Soldato turchi assistono agli scontri dal valico di Mursitpinar
KOBANE - Sono ormai vicinissimi al confine turco gli scontri tra i combattenti curdi e i jihadisti dello Stato Islamico impegnati nell'offensiva su Kobane: accade da stamane  in prossimità del valico di Mursitpinar, proprio a ridosso del confine turco, appena a nord di Kobane. Sono scontri che rischiano di tagliare completamente le vie di accesso alla città curda e il valico attraverso il quale finora sono fuggiti in Turchia oltre 200mila rifugiati. Gli scontri, con armi automatiche e colpi di mortaio, avvengono in un'area a meno di chilometro dal filo spinato che separa la frontiera tra Turchia e Siria, ha precisato una fonte giornalistica sul posto. L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha aggiunto che il gruppo jihadista ha anche lanciato due razzi contro la zona, senza che si registrassero vittime; e che c'e' stato un attentato-kamikaze: un'autobomba condotta da un terrorista dell'Isis e che era diretta al valico di frontiera è esplosa proprio nord di Kobane. Non è chiaro se ci siano stati morti. Negli ultimi giorni, l'Isis ha tentato di accerchiare completamente Kobane e di prendere il controllo dell'area, il che ha scatenato violenti scontri al nord-est della città. La Turchia finora si e' ben guardata dall'intervenire sul terreno, ma ha aumentato la sua presenza militare al confine; e nelle ultime ventiquattro ore nella zona sono arrivati altri blindati ed altri mezzi di artiglieria.

DONNE E BAMBINI YAZIDI BOTTINO DI GUERRA - Donne e bambini della minoranza degli yazidi catturati nel nord dell'Iraq sono il bottino di guerra degli jihadisti dell'Isis che li sfruttano come schiavi. Per la prima volta, sono stati gli stessi miliziani sunniti ad averlo ammesso sul magazine 'Dabiq', uno dei loro strumenti di propaganda. "Dopo la cattura, le donne e i bambini yazidi sono stati distribuiti secondo la sharia tra i miliziani dello Stato islamico che hanno partecipato alle operazioni di Sinjar", il monte su cui ad agosto si rifugiarono gli yazidi per fuggire dai miliziani islamici, si legge nell'articolo. "Questa riduzione in schiavitù delle famiglie mushrik (politeiste) è probabilmente la prima dall'abbandono della legge islamica. L'unico altro caso, sebbene minore, è quello dell'asservimento di donne e bambini cristiani nelle Filippine e in Nigeria da parte dei mujahedeen locali". Secondo la rivista dell'Isis, mentre le persone che seguono religioni monoteiste, come i cristiani o gli ebrei, possono pagare la "jizya" (una tassa) oppure convertirsi all'Islam, ciò non è possibile con gli yazidi.

venerdì 15 agosto 2014

Ok della UE alle armi ai curdi iracheni contro l’Isis


BRUXELLES- Il consiglio dei ministri degli esteri dell'Ue accoglie "con favore" la decisione di alcuni stati membri di consegnare armi ai curdi iracheni, che combattono l'Isis. Lo si legge nelle conclusioni sull'Iraq della riunione di Bruxelles.

domenica 28 luglio 2013

Otto poliziotti uccisi da kamikaze nel nord dell’Iraq


BAGHDAD - Almeno otto poliziotti sono stati uccisi in un attentato suicida nel nord dell'Iraq, secondo la polizia locale. Un kamikaze a bordo di un'autobomba ha attaccato un convoglio di tre auto di poliziotti curdi a Tuz Khurmatu, a circa 70 chilometri da Kirkuk, non lontano dalla regione autonoma del Kurdistan. Altri nove poliziotti risultano feriti. Quello odierno è il primo attacco contro un obiettivo curdo in questi ultimi tre mesi, secondo il sindaco della città, Shahal Abdul. La città è in una zona che è  fonte di controversia tra il governo iracheno e la minoranza curda.