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lunedì 3 novembre 2014

L’ISIS annuncia: istituiremo il Califfato nel Sinai e invaderemo Gerusalemme


IL CAIRO - L'Isis annuncia che il Califfato islamico sarà istituito in Sinai e che questa mossa sarà "il primo passo sulla strada dell'invasione di Gerusalemme". Lo Stato islamico torna poi a minacciare le forze dell'ordine egiziane, vittime della strage del 24 ottobre, invitando i jihadisti della regione a "distruggere i check-point e i commissariati di polizia", ad aggredire "le loro adunate e a dimostrare al mondo che bisogna imporre la legge di Dio". Intanto non si fermano le violenze compiute dall'Isis. Otto miliziani siriani anti-regime sono stati decapitati dai jihadisti nell'est del Paese. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) precisando che il crimine è avvenuto ad Albukamal, al confine con l'Iraq. I cadaveri degli otto sono stati poi crocifissi.

Nei giorni scorsi, i jihadisti avevano ucciso e decapitato tre uomini, accusati di collaborare col regime di Damasco, a Dayr az Zor, capoluogo della regione orientale ricca di risorse energetiche. I loro corpi erano stati poi esposti vicino a un giardino pubblico.

sabato 25 ottobre 2014

STATO D’EMERGENZA per 3 mesi nel Sinai, dopo il sanguinoso attentato di ieri (31 soldati morti)



IL CAIRO - L'Egitto ha dichiarato lo stato di tre mesi di emergenza in alcune parti della penisola del Sinai dopo l’uccisione in due attacchi di 31 soldati.
Il presidente Abdul Fattah al-Sisi ha dichiarato tre giorni di lutto in seguito agli attacchi sospetti jihadisti. Il valico di Rafah verso la  Striscia di Gaza è stato chiuso.
E 'stata la più grande perdita della vite degli ultimi decenni per l'esercito egiziano, che sta portando avanti un'offensiva contro i jihadisti nel nord del Sinai..
Non c'è stata alcuna rivendicazione per l’attentato suicida di ieri ad un posto di blocco dell'esercito che ha ucciso 28 soldati vicino a El Arish, la città principale del nord della penisola: ventosso militari sono rimasti feriti Altri tre soldati sono morti in una sparatoria a parte, a un checkpoint nella stessa città.
Lo stato di emergenza è stato dichiarato nel nord e nel centro della penisola  a partire dalle 05 ora italiana di oggi. La decisione è stata presa dopo dal  presidente egiziano Abdul Fattah al-Sisi in una riunione del Consiglio nazionale della difesa. "L'esercito e la polizia prenderanno tutte le misure necessarie per affrontare i pericoli del terrorismo e il suo finanziamento, per preservare la sicurezza della regione e proteggere la vita dei cittadini", dice una nota.

giovedì 28 agosto 2014

Jihadisti, altri 4 decapitati ripresi in un video sul web nel SINAI

SINAI - Un nuovo video shock dei jihadisti filo al Qaida: quattro persone vengono decapitate con un coltello dal loro boia a volto coperto. Poi le teste vengono appoggiate sui cadaveri, mentre la sabbia del deserto si tinge di sangue. E' il filmato pubblicato sul web dai jihadisti del Sinai che accusavano i quattro di essere spie del Mossad. Il video, di oltre 29 minuti, si apre con una minaccia alle "spie": "La porta del pentimento è aperta. Il nostro obiettivo non è tagliare teste ma impedire i danni ai musulmani", recita una scritta. Poi, dopo una lunga parte dedicata ai "martiri" tra le file dei jihadisti - 4 miliziani uccisi da un missile mentre si trovavano a bordo di un'auto - la scena cambia. Nove jihadisti armati, con i pickup in bella mostra, a volto coperto. Uno inizia a sciorinare le accuse contro le presunte spie, poi il 'capo' del gruppo afferra un coltello. Spinge a terra con il piede il primo sventurato. Gli mozza la testa. Così con gli altri. Il sangue cola ovunque, le teste vengono appoggiate sui cadaveri. Il video si chiude, porta la firma delle "forze di sicurezza" di Ansar, che nel Sinai si considera alla guida di uno Stato autonomo.

domenica 16 febbraio 2014

Kamikaze si fa esplodere su un bus turistico nel Sinai, a Taba, 5 morti (4 turisti coreani e l'autista)

Il valico di frontiera di Taba, dove è avvenuto l'attentato
TABA - Tutta l'esplosione


IL CAIRO - Un'esplosione su un bus turistico nel egiziana del Sinai, vicino al confine israeliano ha ucciso almeno 5 persone e feriti molti altri.  I morti sarebbero quattro turisti sudcoreani e l'autista egiziano del mezzo. I feriti sarebbero una ventina. L'attentato è stato rivendicato dal gruppo terroristico "Ansar Bait al-Maqdis".
Sul bus viaggiavano 33 turisti sudcoreani, reduci da una visita al monastero greco ortodosso di Santa Caterina. Il mezzo potrebbe essere saltato in aria per una bomba sulla strada azionata con un telecomando o per un'autobomba o un kamikaze.
L'esercito egiziano, all'indomani della deposizione del presidente Mohammed Morsi a luglio, ha lanciato una campagna militare nel Sinai contro i gruppi islamisti che imperversano nell'area. Da allora vi sono stati numerosi attacchi contro le pattuglie dell'esercito, molti dei quali rivendicati da Ansar Beit al-Maqdis, un gruppo collegato ad Al Qaeda.
Secondo fonti di sicurezza egiziane nell'autobus sarebbero stati trovati resti umani riconducibili ad un kamikaze. Il bus tornava dal monastero di Santa Caterina e stava rientrando in Israele. L'Unità di crisi della Farnesina sta effettuando controlli per verificare l'eventuale coinvolgimento di connazionali nell'esplosione. Lo si apprende da fonti del ministero degli esteri interpellate sulla vicenda.
In realtà continuano a susseguirsi notizie contrastanti sia sulle modalità dell'attentato sia sulla direzione dell'autobus sul quale sono morti i turisti. Divergenti  le versioni di come sia avvenuta l'esplosione. Per alcune fonti il mezzo potrebbe essere stato oggetto di un attentatore suicida che si è fatto esplodere. Altra ipotesi è quella di un missile sparato non si sa da quale direzione oppure una bomba posta sulla strada, fatta esplodere con un comando a distanza. Sul posto si trovano tecnici della sicurezza e dell'esercito per accertare questi dati. Per rimarcare la gravità dell'incidente, per la prima volta dalla firma del trattato di pace tra Egitto ed Israele, nel 1978, i due governi hanno deciso di chiudere la frontiera di Taba dopo il grave attentato di oggi contro l'autobus di turisti. La polizia israeliana ha intanto confermato che l'esplosione è stata dovuta a un "attacco terroristico". Taba è una zona di villeggiatura del Mar Rosso popolare per turisti stranieri e israeliani. L'area è stata già teatro di attacchi, soprattutto nel 2004, quando l'hotel Hilton di Taba venne fatto saltare, lasciando 34 morti, per lo più egiziani e israeliani. Il Sinai è stato scosso da diversi attacchi dalla rimozione del presidente islamista Mohammed Morsi lo scorso luglio. 


domenica 26 gennaio 2014

Sono ormai 50 in morti negli scontri in Egitto. Quattro soldati uccisi nel Sinai

IL CAIRO - E' di una cinquantina di morti il bilancio degli scontri delle ultime 24 ore in Egitto.Almeno 1.079 persone sono state arrestateDa 3 luglio scorso uccisi oltre mille pro-Morsi.E' questo il drammatico bilancio, mentre si continua a morire.Quattro soldati egiziani sono stati uccisi e nove altri risultano feriti in una serie di attacchi contro l'esercito nel nord Sinai. Lo hanno detto alla France Presse responsabili dei servizi di sicurezza egiziani. Gli assalitori hanno sparato contro un autobus che trasportava i soldati, nei pressi di una postazione militare, che hanno tentato di colpire sparando un razzo.

mercoledì 20 novembre 2013

Bomba contro camion di militari nel Sinai: almeno 10 morti


La spiaggia di El-Arish
IL CAIRO - Almeno 10 soldati egiziani sono stati uccisi e molti altri feriti in un attentato con autobomba nei pressi d di El-Arish, città di 114mila abitanti nel nord del Sinai che è anche una nota meta turistica affacciata sul mare con spiagge orlate da palme e alberghi di lusso e un aeroporto internazionale
Un convoglio di autobus che trasportavano soldati di fanteria è stato colpito da una bomba mentre si muoveva attraverso l'area di Kharouba.
Il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare, secondo una fonte della sicurezza.
L’attacco, che è accaduto intorno alle 07:45 ora locale (06:45 in Italia) sulla strada che da Rafah va el-Arish, è il più sanguinoso contro i militari da quando Morsi è stato deposto. Ventisei soldati sono rimasti feriti.
L'attentato ha preso di mira soldati schierati nel Sinai e  coinvolti in una operazione tesa a distruggere tunnel lungo il confine tra Egitto e Gaza.
I soldati erano sulla via del ritorno al Cairo, dove avrebbero usufruito di una licenza. Alcune delle vittime feriti più gravi venivano trasportato in elicottero in ospedale della capitale.

lunedì 19 agosto 2013

Egitto: 24 poliziotti uccisi in un agguato nel Sinai


IL CAIRO - Almeno 24 poliziotti egiziani sono stati uccisi in un attacco nella penisola del Sinai. Stavano viaggiando in due autobus che sono stati attaccato da uomini armati vicino alla città di Rafah, al confine di Gaza, hanno detto le forze di sicurezza. Altri poliziotti sono rimasti feriti nell’esplosione degli ordigni azionati dagli assalitori. Il Sinai ha visto un rapido aumento di violenze commesse da presunti militanti islamici da quando Mohammed Morsi è stato estromesso dalla carica di  presidente nel mese di luglio.

mercoledì 10 luglio 2013

Egitto: 2 morti e 6 feriti nell’attacco a un checkpoint delle forze di sicurezza in Sinai

IL CAIRO - Due egiziani sono morti e altri sei sono rimasti feriti nell'attacco sferrato ieri sera da alcuni militanti islamisti ad un checkpoint delle forze di sicurezza nel Sinai. Lo si apprende da fonti della stessa sicurezza, e lo confermano fonti mediche. Non e' chiaro se si tratti di civili o di personale della base.

L'attacco e' avvenuto per mezzo di granate sparate con i razzi e mitragliatrici pesanti nel nord del Sinai, turbolento territorio al confine con Israele.

sabato 6 luglio 2013

Sacerdote cristiano ucciso nel Sinai. Bonino: siamo sull'orlo del non ritorno


IL CAIRO - Nel pomeriggio un sacerdote cristiano copto è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella provincia egiziana del Sinai, nella città di El Arish. Il sacerdote copto è stato ucciso da uomini armati nel Sinai del Nord. Mina Abud Sharobim è stato colpito da uomini in moto mentre si trovava in macchina davanti alla sua chiesa a el Massaid, nei pressi di al Arish. Almeno 37 morti e più di mille feriti è il bilancio degli scontri delle ultime 24 ore in Egitto secondo il ministero della Salute e la sicurezza. "Trentasette persone hanno perso la vita e altre 1.079 sono rimaste ferite", ha indicato il ministero. Il bilancio comprende le 30 persone morte ieri negli scontri fra sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi e i suoi oppositori e i cinque poliziotti e un soldato uccisi nel Sina. L'esercito egiziano ha bloccato al Cairo le principali arterie che conducono alla moschea di Rabaa el Adaweya, incluse le strade che portano al ministero della Difesa e alla Guardia repubblicana. Arrestato il numero due dei Fratelli Musulmani ed ex candidato presidenziale Khairat El-Shater. L'accusa è di incitamento alla violenza. El-Shater,ricco imprenditore, si era presentato come candidato lo scorso anno ma era stato bocciato dalla Commissione elettorale prima delle elezioni per i suoi precedenti penali, aprendo la strada alla candidatura di Morsi al suo posto.
Siamo sull'orlo di un non ritorno'. Ed e' questo il messaggio ''da far passare''. Lo ha detto il ministro Emma Bonino precisando che ''il movimento molto composito sceso in piazza e' un movimento abbastanza acefalo e comunque con moltissime componenti''. Secondo Bonino la "controreazione" dei fratelli musulmani è stata scatenata dagli arresti e in particolare da quello dell'ex presidente Morsi.

mercoledì 8 agosto 2012

Missili egiziani contro terroristi islamici in Sinai: 20 morti


AL-ARISH (Egitto)- Le truppe militari egiziane, supportate dall'aviazione, hanno ucciso oggi 20 presunti terroristi islamici in Sinai, vicino al confine con Israele.
"Le operazioni sono ancora in corso nel villaggio di al-Toumah", spiega l'esercito egiziano. La risposta militare del Cairo segue l'uccisione domenica scorsa da parte di presunti miliziani palestinesi di 16 guardie di frontiera egiziane e gli scontri di stanotte nella città di El-Arish.
Gli elicotteri militari hanno sparato missili sui presunti militanti islamici, dopo che i controlli di sicurezza sarebbero stati attaccati da uomini armati a el-Arish, lasciando un certo numero di feriti.
Questa è la prima volta che  l'Egitto spara missili nel Sinai dopo la guerra con Israele del 1973, quando tentò di riconquistare la penisola del Sina.
Un comandante dell'esercito ha detto che l'esercito aveva ricevuto informazioni che c'erano molti militanti nel villaggio di Toumah.
"Siamo riusciti ad entrare nel villaggio, a uccidere 20 terroristi e a distruggere tre carri armati appartenenti ai terroristi. Le operazioni sono ancora in corso", ha dspiegato L'esercito egiziano ha anche effettuato attacchi separati in elicottero intorno a una zona denominata Sheikh Zuwayed, appena ad est di al-Arish.

lunedì 6 agosto 2012

Miliziani palestinesi si impossessano di blindati egiziani e tentano di entrare in Israele. Distrutti

Uno dei blindati distrutti dagli israeliani

TEL AVIV - L'aviazione israeliana ha colpito e distrutto un mezzo blindato egiziano penetrato in territorio israeliano. Il tank era stato stato catturato da miliziani islamici. Un secondo blindato egiziano è esploso poco prima di varcare il confine. Nella zona del Neghev vicina alla striscia di Gaza è stato proclamato lo stato di massima allerta dopo il lancio di decine di razzi palestinesi contro insediamenti civili israeliani.
Tre miliziani sono rimasti uccisi nel blindato egiziano. Lo riferisce radio Gerusalemme. I miliziani si erano impossessati dei blindati in un attacco ad un posto di blocco nel Sinai in cui 15 agenti del Cairo sono rimasti uccisi. Il veicolo stava tentando di infiltrarsi nel Paese dall'Egitto nelle vicinanze del valico di Kerem Shalom. 
Gli abitanti della zona hanno avuto ordine severo di restare nelle loro abitazioni nella sensazione che possa essersi verificata una infiltrazione in Israele di miliziani palestinesi armati. All'origine della fiammata di violenze l'uccisione, a sud di Gaza, di un miliziano membro di un gruppo vicino ad Al Qaida da parte di un velivolo militare israeliano. 
Ricorrendo alle sue prerogative presidenziali Mohammed Morsi ha convocato una riunione urgente al Cairo del Supremo Consiglio Militare egiziano (Scaf) dopo l'attacco contro un posto di frontiera in Sinai in cui hanno per la vita I 15 agenti. Lo Scaf, guidato dal ministro della Difesa, il maresciallo Mohamed Hussein Tantawi, e l'organizzazione che di fatto controlla l'Egitto si dalla caduta di Honsi Mubarak nel febbraio del 2011. 
E' stato decretato lo stato di allerta nella zona di Rafah in seguito all'attacco contro un posto di frontiera. Lo riferiscono fonti della sicurezza egiziana spiegando che il resposabile della sicurezza del Sinai, il governatore e il resposabile del controllo alla frontiera sono accorsi sul posto. La zona è stata chiusa a tempo indeterminato. 

venerdì 13 luglio 2012

Sinai: ci risiamo, beduini sequestrano due americani


IL CAIRO -Un gruppo di beduini ha preso in ostaggio questa mattina due turisti americani e la loro guida egiziana nella penisola del Sinai: gli ostaggi saranno liberati in cambio di un beduino attualmente in arresto, hanno riferito i rapitori.
I due americani, un uomo e una donna, sono stati prelevati con la forza mentre erano a bordo del loro veicolo. I sequestratori reclamano la liberazione di un membro della loro tribù ora in prigione, ha detto un responsabile locale.

venerdì 1 giugno 2012

Sinai: liberati i due turisti americani rapiti dai beduini

DAHAB (Mar Rosso) - I due turisti americani che erano stati rapiti ieri nella regione del Sinai in Egitto sono stati rilasciati illesi, ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha detto, citando funzionari egiziani.
L'Ambasciata degli Stati Uniti ha contattato i parenti dei rapiti e sta fornendo assistenza consolare.
I rapitori avevano chiesto la liberazione di un uomo arrestato il giorno prima per possesso di droga. Non è chiaro se l'uomo sia stato rilasciato come parte di un accordo per rimettere in libertà i due statunitensi.
I turisti, entrambi di 31, erano in una vettura ieri mattina diretti verso un albergo della città di Dahab, quando erano stati fermati da uomini armati che li avevano costretti a scendere dalla macchina e li avevano portati via, chiedendo la liberazione di un uomo di nome Suleiman Etaiwy Eid, arrestato mercoledì perché in possesso di "una grande quantità di droga"
Marwan Mustapha, un portavoce del ministero dell'Interno, ha detto che funzionari del governo e l'intelligence hanno negoziato con i rapitori .
Rapimenti e rapine a mano armata sono aumentati nel corso dell'anno dopo che il regime di Hosni Mubarak, è stato rovesciato.
A parte le strutture turistiche sulla costa, il Sinai è una delle aree più arretrate del paese e i beduini hanno a lungo lamentato il fatto che i servizi pubblici sono inesistenti.
Nel mese di febbraio, due altri turisti americani erani stati brevemente rapiti nella regione. I rapitori avevano chiesto che alcuni detenuti fossero rilasciati, ma non è chiaro se le richieste sono state soddisfatte.
Nel mese di gennaio, 24 lavoratori cinesi e un traduttore erano stati rapiti mentre si recavano a unafabbrica di cemento di proprietà delle Forze Armate. Un gruppo di beduini armati avevano bloccato la strada su cui stavano viaggiando e anche stavolta era stata chiesta la liberazione di prigionieri.
Gli ostaggi erano stati rilasciati il giorno dopo

venerdì 10 febbraio 2012

Un altro assalto a turisti nel sud del Sinai: stavolta a tre sudcoreane, nello stesso luogo del rapimento di due americane, rilasciate dopo alcune ore

IL CAIRO - Tre turiste sudcoreane che erano a bordo di un autobus con altri 26 turisti sono state rapite oggi nel sud del Sinai, a circa 30 chilometri dal monastero di Santa Caterina, che avevano appena visitato. Il rapimento avviene ad una settimana esatta di distanza da quello delle due americane, e nello stesso luogo. Venerdi' scorso le turiste americane furono rilasciate dopo qualche ora.

venerdì 3 febbraio 2012

Sequestrate (e poi liberate) due turiste statunitensi che stavano viaggiando verso il monastero di Santa Caterina, nel Sinai egiziano

Il monastero di Santa Caterina, nel Sinai
IL CAIRO - Due turiste statunitensi di 65 e 60 sono state sequestrate (e dopo alcune ore liberate) dai beduini nel Sinai, in Egitto. Lo hanno fatto sapere fonti delle forze di sicurezza. Secondo la ricostruzione, sono state rapite insieme alla loro guida egiziana mentre si recavano al monastero di Santa Caterina nel Sinai, j a delle mete turistiche più famose e frequentate della zona. 
Un gruppo di uomini con il volto coperto ha bloccato l'autobus turistico presso Wadi al Soal, nel Sud del Sinai, e ha costretto i tre ostaggi a seguirlo. 
Fonti beduine hanno detto  che i rapitori sono pronti a rilasciare gli ostaggi se le autorità egiziane rimetteranno in libertà i loro parenti detenuti.
in serata un canale tv governativo ha annunciato che le due turiste erano state liberate, non si sa in cambio di che cosa: i beduini avevano chiesto la liberazione di alcuni detenuti.

Il rapimento in peino giorno lungo una strada molto trafficata è un nuovo colpo per l'industria del turismo, vitale in Egitto, e pesantemente colpita dai disordini in seguito alla rivolta dello scorso anno, che spodestò l'ex presidente Hosni Mubarak.Venerdì scorso quattro uomini armati e mascherati avevano fermato il veicolo di due italiani che lavorano per una fabbrica di cibo locale nella vicina città di Suez, avevano preso la loro auto, più di 10.000 euro  ed i loro computer portatili e se ne erano andati lasciandoli liberi.
Dalla cacciata del presidente egiziano Hosni Mubarak, l'industria del turismo del paese ha preso un colpo, con un fatturato che è precipitato quasi il 30 per cento nell'ultimo anno. Il Ministro del Turismo Mounir Abdel-Nour ha detto il mese scorso che il numero di turisti venuti in Egitto nel 2011 è sceso a 9,8 milioni da 14,7 milioni dell'anno precedente. I ricavi per l'anno sono scesi a 8,8 miliardi dollari rispetto ai $ 12,5 miliardi del 2010. 

lunedì 12 settembre 2011

Scoppia oloedotto a Nairobi: un centinaio di morti


La gente della baraccopoli lungo la fogna a cielo a perto che si è incendiata

NAIROBI - Decine di persone sono morte PER l'esplosione di una conduttura di petrolio nei sobborhi della capitale del Kenya, Nairobi.
L'esplosione ha avuto luogo lungo la strada Lunga-Lunga nella zona industriale e la polizia e le truppe hanno isolato l'area, mentre i vigili del fuoco lottano contro le fiamme che hanno invaso la baraccopoli circostante, Sinai.
Un funzionario della Croce Rossa, Pamela Indiaka, ha detto che almeno 75 corpi erano stati recuperati. Alcuni report ritengono che i morti siano più di 100. Più di 110 persone sono rimaste ferite.
 I rapporti suggeriscono che l'esplosione potrebbe essere stata innescata da un mozzicone di sigaretta gettato in una fogna a cielo aperto che si stava riempiendo di carburante.
Il carburante era trapelato in un tombino dal gasdotto Nairobi-Mombasa gestito dalla Kenya Pipeline Company.
Molti residenti hanno riferito che la perdita aveva spinto molte persone a correre e per raccogliere in taniche il carburante.
Alcune delle baracche sono state costruite addosso al gasdotto.  "C'è stata una forte esplosione,  e fumo e fuoco dappetutto" ha raccontato un residente Giuseppe Mwego.
Corpi sono stati visti galleggiare in un fiume vicino, in cui le vittime di ustioni si erano gettati  per sfuggire all'incendio.
Le immagini televisive hanno mostrato sopravvissuti barcollare in stato confusionale, con la pelle vher si staccava dalla faccia e dalle braccia.
Uno dei sopravvissuti, Jane Mumbua, ha detto che molte persone erano nei pressi del gasdotto al momento dell'esplosione.
"Ho appena sentito una grande esplosione ed è stato allora che ho cominciato a vedere la gente in fiamme. Intorno a me c'era il fuoco," ha detto.

venerdì 19 agosto 2011

Due guardie di frontiera egiziane uccise da aereo israeliano

IL CAIRO - Due guardie di frontiera egiziane sono state uccise ieri nel Sinai dopo essere state colpite, secondo le autorita' del Cairo, da un aereo israeliano che stava dando la caccia agli autori degli attacchi che ieri hanno provocato sette morti nella regione del Neghev. L'aereo stava inseguendo alcuni miliziani lungo la frontiera tra le citta' di Taba e Eliat, sul Mar Rosso. "I due agenti egiziani si sono venuti a trovare sulla linea del fuoco", hanno riferito fonti militari egiziane.