Visualizzazione post con etichetta franceschini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta franceschini. Mostra tutti i post

lunedì 25 novembre 2013

Legge stabilità, il governo porrà la fiducia

ROMA - Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha annunciato che il governo porrà la fiducia sulla legge di stabilità. "Rispetteremo il lavoro del Parlamento ponendola sul testo che la Commissione bilancio sta ultimando - ha spiegato -. La fiducia è però necessaria anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare".
ISOLA DI BUDELLI: L'isola di Budelli potrà tornare pubblica. La commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento trasversale alla Legge di Stabilità che prevede una deroga alla normativa che vieta acquisti da parte di enti pubblici e che consente allo Stato di esercitare il diritto di prelazione stanziando i 3 milioni necessari. L'isola di Budelli è stata comprata all'asta da un banchiere neozelandese per poco meno di 3 milioni di euro e ora potrà dunque tornare nelle mani dello Stato, che fino all'8 gennaio potrà esercitare il diritto di prelazione. A renderlo possibile la deroga alla legge che impediva gli acquisti da parte degli enti pubblici e lo stanziamento delle risorse pari alla cifra battuta all'asta, così come previsto dall'emendamento approvato in commissione, firmato da quasi tutti i gruppi parlamentari e a prima firma del senatore di Sel Luciano Uras.
DETRAZIONI FISCALI: Riformulazione delle detrazioni fiscali per massimizzare gli ''sconti'' sui redditi medio-bassi, arrivo delle detrazioni per le tasse sulla casa. Ma anche trasferibilità dei conti bancari e vendita dei veicoli sequestrati. E poi tante micro norme, come il finanziamento contro la Xylella Fastidiosa, che provoca la sindrome del disseccamento degli olivi nel Salento, e i fondi per i luoghi della memoria della prima guerra mondiale. Prendono corpo le modifiche alla Legge di Stabilita' con i lavori in corso nella commissione finanze del Senato. Eccole.
NUOVE DETRAZIONI LAVORO PER CALO CUNEO: Via libera alla riformulazione degli sconti sui redditi da lavoro previsti dalla Legge di Stabilita' nell'alleggerimento del cosiddetto 'cuneo fiscale'. La detrazione massima arriva ora a 225 euro e i benefici si concentrano fino a 32.000 euro.
TASSE CASA, DETRAZIONE SU TASI: L'emendamento non è ancora arrivato ma l'orientamento è chiaro. ''Si paghera' di meno'', annuncia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini. Sono cosi' in arrivo detrazioni fisse per la 'Tasi', la componente della nuova Service Tax che si paga sui servizi indivisibili. A questo scopo potrebbe servire anche il fondo taglia tasse che e' stato rimpinguato di 602 milioni per il 2014-15.
FONDO NUOVI STADI: Il ''nodo'' al momento sembra rinviato dopo le proteste per la costruzione di altri edifici previsto dalla proposta. Se ne potrebbe parlare alla Camera.
TRASFERIBILITA' CONTI BANCARI: I conti correnti si potranno trasferire "senza spese aggiuntive purché le banche coinvolte aderiscano ai comuni protocolli tecnici interbancari". La norma, prevista da una bozza di provvedimento, rispunta come emendamento dei relatori.
RIVALUTAZIONE BENI AZIENDALI: Sara' possibile anche nel 2013. Viene proposto di prorogare dal primo gennaio 2013 al gennaio 2014 il termine entro il quale debbono essere posseduti i beni. Le imposte sostitutive possono essere rateizzate fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo, a decorrere dalla data dal 30 giugno 2014 e non più dal 30 giugno 2013
AAA. VENDESI VEICOLI SEQUESTRATI: Un emendamento dei relatori punta a fare cassa liberando dagli appositi depositi i veicoli custoditi da oltre 2 anni, indipendente dallo stato di conservazione. Per la vendita non importa che l'autovettura sia stata confiscata, basterà il sequestro o il fermo amministrativo (le cosiddette Ganasce Fiscali). In ogni caso, i veicoli che non riusciranno ad essere venduti saranno rottamati. L'emendamento fissa tempi precisi per la vendita e per i ricorsi dei proprietari
ELEZIONI, MENO BUROCRAZIA E SCHEDE PICCOLE: Schede elettorali più piccole e taglio agli spazi gratuiti messi a disposizione dai comuni ai partiti per i manifesti elettorali. L'emendamento prevede risparmi di 44,5 milioni grazie a queste ed altre misure che tagliano una serie di incombenze amministrative nei seggi elettorali.
ATTIVITA' FINANZIARIE: Sale dall'1,5% al 2% dal 2014 l'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dagli italiani.
ANAGRAFE ASSISTITI PER TAGLI SPESA SANITA': Arriva l'anagrafe degli assistiti, l'Ana, che sarà istituita presso il ministero del Tesoro e il cui obiettivo è rafforzare gli interventi in tema di monitoraggio della spesa. L'azienda sanitaria locale non dovrà più fornire ai cittadini il libretto sanitario personale
NORME EQUITALIA: Le società del gruppo Equitalia dovranno effettuare la riscossione spontanea e coattiva delle entrate tributarie dei comuni fino a tutto il 2014. In pratica la norma che liberava il concessionario della riscossione dall'obbligo viene prorogata di un anno. Sull'attività degli agenti della riscossione, comunque, ci sarà anche l'occhio vigile della Ragioneria che potrà chiedere interventi per migliorare l'efficienza.
GDF, 85 MLN PER FLOTTA E IMMIGRAZIONE: Per la Guardia di Finanza arrivano 85 milioni in tre anni, per ''l'ammodernamento e la razionalizzazione della flotta, anche veicolare'', con lo scopo di aumentare la capacità di contrasto ''dell'evasione fiscale, delle frodi fiscali e dell'immigrazione clandestina''.
BANCHE, CREDITO D'IMPOSTA IRAP: Aiuto fiscale per le banche che hanno rivalutato beni o subito perdite sui crediti. Arriva per loro un credito d'imposta Irap ad hoc che consentirà di scontare dai tributi dovuti quanto anticipato se dalla dichiarazione Irap, a partire dal 2013, emerga un valore della produzione negativo.
GARANTE CONTRIBUENTE, COMPENSO A META': Torna il garante del contribuente ma con il compenso dimezzato.
FONDI CONTRO BATTERIO OLIVI SALENTO: Cinque milioni di euro nel 2014 per la cura degli ulivi del Salento contro la Xylella fastidiosa, che provoca la sindrome del disseccamento.
GUERRA MONDIALE: Vengono stanziati 8 milioni nel 2014 e 5 milioni all'anno dal 2015 al 2018 per "interventi urgenti per la messa in sicurezza, il restauro e il ripristino del decoro del Luoghi della memoria" relativi alla prima guerra mondiale.
ALTRE MISURE: Tante le micro misure che stanziano fondi. 10,2 milioni in tre anni alla minoranza slovena, 150 milioni all'Anas (gia' approvato), finanziamenti agevolati per le imprese ittiche, 200 milioni a sostegno dell'export 10 milioni agli Lsu calabresi e 90 per Napoli e Palermo, l'assunzione presso tribunali di civili prima impiegati per più di 12 mesi in basi militari (anche della Nato) ora dismessi.

mercoledì 9 ottobre 2013

“Maxi aumento di 6,5 centesimi al litro della benzina”. Fioccano smentite

ROMA -  Verso un maxi aumento immediato delle accise sui carburanti: dalla data di entrata in vigore della manovra la benzina salirà di 6,5 centesimi al litro. L'aumento dal primo gennaio 2014 e fino al 31 gennaio 2015 sarà di 3,3 centesimi al litro. Lo prevede la bozza della manovra per la correzione del deficit.
Il governo, tuttavia, smentisce: Nel decreto per la correzione del deficit che sarà questa sera sul tavolo del Consiglio dei Ministri non ci sarà alcun aumento di accise. E' quanto affermano fonti del ministero dell'Economia.
 Il "dl manovrina" in arrivo al cdm di oggi pomeriggio destina 330 milioni di euro per il rifinanziamento della cig in deroga per il 2013 e 35 milioni di euro al rifinanziamento della carta acquisti, la cosiddetta social card. Lo si legge nella bozza del provvedimento.

"Oggi in Consiglio dei ministri ci sarà il provvedimento per il rientro del 3% e alcune misure urgentissime per l'emergenza immigrazione e sbarchi. Nessun aumento di accisa o altre tasse". Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini risponde, in Transatlantico, a chi gli chiede della manovra.

mercoledì 2 ottobre 2013

Franceschini: c’è una nuova maggioranza. Formigoni: la scissione ci sarà


ROMA - Il ministro Franceschini ha detto a La 7: “ Mi pare evidente che la mozione firmata anche da 23 esponenti del Pdl dà vita a una nuova maggioranza e che il governo può andare avanti”. E Formigoni ha ribadito che, anche se il Pdl votasse la fiducia, i 25 senatori che hanno firmato la mozione  formeranno una compagine politica autonoma. E ai 25 si aggiungono i 10 di Gal, quindi la maggioranza c'è".

lunedì 30 settembre 2013

Crisi: 20 senatori del Pdl pronti a lasciare?

ROMA -  Giornata di schermaglie tra le forze politiche, in attesa di mercoledì, quando Letta, andrà in Parlamento per ufficializzare la crisi di governo e cercare i numeri che gli garantiscano una nuova maggioranza. Epifani boccia "un esecutivo sorretto da transfughi" e D'Alema a Tgcom24 ribadisce: "Non si governa con i dissidenti". Frattura nel Pdl: ci sarebbero 20 senatori pronti a lasciare se Silvio Berlusconi non abbandonerà il progetto di far saltare il governo di larghe intese di Enrico Letta. Lo riferisce una fonte del Pdl mentre è in corso a palazzo Grazioli un incontro tra l'ex premier e i vertici del partito in vista del voto di fiducia di mercoledì.

Il premier Enrico Letta interverrà in Senato mercoledì alle 9:30 per vedere se il suo governo ha ancora la fiducia del Parlamento. Il suo discorso e la seduta nel complesso verranno trasmessi in diretta tv, così come richiesto in Conferenza dei capigruppo dal ministro Franceschini. "Ci sono delle formalità da rispettare. La questione di fiducia si pone su risoluzioni che devono presentare i gruppi. Ma la volontà del governo è di andare al chiarimento e porre quindi la questione di fiducia". Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, al termine della conferenza dei Capigruppo del Senato.

venerdì 27 settembre 2013

Epifani: le decisioni del pdl sono “un colpo alla schiena per l’Italia che lavora”

ROMA - "Letta ha parlato di umiliazione, io aggiungerei che è stato anche un colpo alla schiena per l'Italia che lavora, che cerca di uscire dalla crisi". Lo ha detto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, commentando le fibrillazioni che agitano la maggioranza. "Si sta scherzando col fuoco", ha aggiunto il leder del Pd dando il suo sostegno a "Napolitano di fronte agli attacchi volgari che si sono registrati in queste ore".
Alla direzione del Pd, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, sulla situazione politica Epifani ha detto che "nell'idea di pacificazione del centrodestra c'era, in nuce, l'esito di questi giorni. Perché in quell'idea c'era la volontà di condizionare il quadro politico e le istituzioni". 
Il segretario ha poi sottolineato che quanto sta avvenendo "va preso sul serio" e quindi "tocca al premier, dopo aver riferito a Napolitano, aprire in Parlamento un chiarimento che deve essere chiaro e risolutivo, e in questo il partito è con me. Non ne possiamo uscire con un nuovo giro di valzer, sotterrare oggi l'ascia di guerra per dissotterrarla domani". E per il dopo "io non faccio scenari", ha aggiunto, proponendo tra l'altro la convocazione permanente della direzione del partito vista la delicatezza delle circostanze. 
Il segretario del Pd è poi tornato sulla legge elettorale, dicendo che "per noi è fondamentale averne una nuova". Avrebbe inoltre sottolineato che dal Pdl è stato possibile avere "l'atteggiamento da caserma di questi giorni" proprio grazie all'attuale normativa.

Anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha usato parole dure sul Pdl e, a proposito dell'annuncio di Renato Brunetta, secondo cui il Pdl voterebbe la fiducia sul governo, ha replicato: "E' il momento della chiarezza, non c'è più tempo per ipocrisie e furbizie: abbiamo visto parole e gesti che stanno facendo un danno enorme al Paese e a ogni singolo individuo. Nei prossimi giorni, già dalle prossime ore, il chiarimento non dovrà essere un modo per prendere tempo".
La direzione del Partito democratico ha poi votato le regole per il congresso nazionale, dando il suo via libera all'unanimità, con un solo astenuto. Confermata per l'8 dicembre la data per l'elezione del segretario nazionale. 
"Forse abbiamo parlato troppo di regole - ha commentato il segretario -. Ma le regole sono sostanza, ce lo insegnano anche le vicende politiche di questi giorni". Epifani avrebbe poi detto di essere "soddisfatto del percorso dal basso ma, avrebbe aggiunto, "avrei preferito meno sospetti tra di noi". Alla direzione ha partecipato anche Matteo Renzi: il sindaco di Firenze ha seguito l'incontro seduto tra le ultime file, vicino al deputato Francesco Bonifazi e a Lorenzo Guerini, che ha seguito per i renziani il dibattito sulle regole nella commissione Congresso.
Il regolamento dice poi che "possono partecipare al voto per l'elezione del segretario e dell'assemblea nazionale" gli elettori al momento del voto iscritti al Pd e quelli che "dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del partito, sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrati nell'albo pubblico delle elettrici e degli elettori".
Il regolamento approvato prevede che le spese della campagna elettorale di ciascun candidato non possano superare i 200mila euro per i candidati alla segreteria nazionale e gli 8mila per i provinciali. Sempre per contenere le uscite è previsto che non siano ammesse da parte dei candidati o delle liste che li sostengano la pubblicazione a pagamento di messaggi pubblicitari o propaganda personale su radio, tv e giornali. Consentiti volantini e manifesti. 

sabato 27 luglio 2013

Pd spaccato sulle regole per le primarie. Epifani: voto non solo agli iscritti

ROMA - Solo il rinvio del voto ha evitato al Pd la rottura sulle regole del congresso con ricadute inevitabili sulla stabilità del governo. L'unico punto certo, ad ora, è che l'assise finirà entro novembre ma è battaglia sulla platea che eleggerà il nuovo segretario e sulla data per presentare le candidature. A forzare la mano è Dario Franceschini che propone che ''il segretario venga eletto dagli iscritti'' e non con primarie aperte, scatenando l'ira dei renziani e una saldatura con Gianni Cuperlo, Rosy Bindi, i giovani turchi e Pippo Civati. 
Guglielmo Epifani arriva in direzione con un unico punto di accordo: la data del congresso che finirà il 24 novembre. ''Serve una figura di segretario rivolta all'impegno prevalente del partito'', è la distinzione tra segretario e candidato premier proposta da Epifani e condivisa da Franceschini, Bersani, Fassino e da Cuperlo con dalemiani e 'giovani turchi'. Anche Letta, pur non entrando nel merito della separazione, è chiaro quando sostiene, intervenendo in chiusura di direzione, che ''serve un segretario che faccia il segretario per preparare il partito a vincere la prossima volta''. Ma se i renziani arrivavano a digerire una separazione che comunque non impedirebbe a Renzi di candidarsi alle primarie per la premiership, la chiusura del congresso agli iscritti li fa infuriare. E stavolta non sono isolati. 
Andrea Marcucci avverte che così ''il Pd si prepara ad una nuova batosta elettorale'' e un altro renziano Paolo Gentiloni fa presente come ''una direzione eletta 4 anni fa sta discutendo come cambiare faccia e natura al Pd''.

Ma contro la chiusura del congresso si schierano in molti: Cuperlo chiede ''un congresso aperto e inclusivo'' e fa sapere, insieme ai 'turchi', che voterà contro; Rosy Bindi ricorda che, quando nacque il Pd ''finì il governo Prodi, non vorrei ora che sia nato un governo di necessita' e finisca il Pd''. Matteo Renzi, fedele alla promessa di 'silenzio stampa', non interviene ma li applaude. Per evitare la conta, si rinvia alla direzione di mercoledì prossimo, aprendo giorni di trattative frenetiche per evitare la rottura. 

In serata c’è un’importante presa di posizione del segretario. La platea per la scelta del segretario del Pd "non può essere solo di iscritti perché sono troppo pochi". Saranno "per esempio gli iscritti e tutti quelli che riterrano di andare a votare scrivendo una carta di sostegno" al partito dice Epifani alla festa del Pd a Roma dove ha spiegato che oltre al Congresso, il PD cerchera' "di concludere le primarie per la scelta del segretario entro novembre". "Nessuno può impedire a nessuno di candidarsi alla guida del partito, se lo vuole. Non c'e' obiezione per la guida di nessuno", ha poi detto Epifani sottolineando, in merito alla scelta del nuovo segretario, che non occorre "nessun favoritismo ma anche nessun ostacolo a chi guida oggi il Governo".  E su Berlusconi e il processo Mediaset, il segretario del Pd ha spiegato che nel caso di condanna definitiva all'interdizione dei pubblici poteri da parte della Corte di Cassazione "il Parlamento non potrà fare altro che rendere applicabile la sentenza. Vale per chiunque. Ciò che ne consegue non è un problema nostro, toccherà a qualcun altro dimostrarsi leale verso la divisioni dei poteri in uno Stato di diritto". 

giovedì 11 luglio 2013

Schifani: se Berlusconi condannato e interdetto, Pdl via dal governo

ROMA - Dai microfoni di Radio Anch'io il capogruppo sal Senato del Pdl Renato Schifani afferma che in caso di una condanna a Berlusconi con interdizione ai pubblici uffici, la soluzione può essere una sola. "Se Berlusconi fosse condannato alla interdizione dai pubblici uffici, sarebbe molto difficile che un Pdl acefalo del suo leader possa proseguire l'esperienza del governo Letta - dice cercando però di smorzare i toni - Sulla vicenda giudiziaria di Berlusconi intendiamo avere un atteggiamento soft. Non cè nessuna rivolta contro altri poteri dello Stato, ma abbiamo il diritto di informare i nostri elettori delle dinamiche politiche e processuali di fronte alle quali ci troviamo. Il nostro popolo deve avere la certezza di quello che stanno facendo a Berlusconi".
Riferendosi infine all'assemblea dei parlamentari di ieri sera, l'ex presidente di palazzo Madama ha sottolineato che "non c'erano falchi e colombe, ma solo sensibilità diverse nella difesa del nostro leader, cosa che Berlusconi ha molto apprezzato".
 Anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento ed ex segretario del Pd, Dario franceschini, è intervenuto nel dibattito che infiamma le sorti di Palazzo Chigi. Parlando a Radio Città Futura è intervenuto smorzando i toni del dibattito: "Non si può impedire ad un partito che ha il suo leader coinvolto in una vicenda giudiziaria di dire delle parole o assumere atteggiamenti che non condividiamo, però non c'è nessuna ripercussione né ci sarà sull'attività legislativa il Governo va avanti finché ha la fiducia del Parlamento. Le vicende giudiziarie di Berlusconi non c'entrano con questo percorso, e quindi non ci sarà nessuna interferenza per quello che riguarda la vita del Governo; se poi un partito decidesse di sottrarre il sostegno al Governo, per via di una vicenda giudiziaria, lo registreremo".

Tornando alla questione della sospensione dei lavori, che ieri ha causato qualche frizione all'interno del Pd, ha aggiunto: "E' stata una sospensione di tre ore dell'aula nel pomeriggio per consentire al Pdl di fare una riunione di gruppo. Ma noi siamo capaci a fare dramma di ogni cosa e spaccature del Pd di ogni cosa, gestiremo anche questa. Siamo noi del Pd - ha continuato - a sostenere da tempo che le vicende giudiziarie vanno tenute distinte dalla vicende politiche ed è esattamente quello che sta succedendo"

domenica 31 marzo 2013

Pd e Pdl: i dieci saggi? Utili ma non risolutivi


ROMA - I cosiddetti 'saggi' individuati ieri da Napolitano per uscire dall'impasse politica "sono una soluzione utile, che può aiutare, ma che non può essere sostitutiva del luogo in cui certe decisioni si devono prendere, ovvero il Parlamento". Lo ha affermato a "In Mezz'ora" su Rai Tre Dario Franceschini del Pd aggiungendo che "non mi pare siano una soluzione risolutiva".
"Il prolungarsi della crisi politica, apertasi con le dimissioni del governo Monti l'8 dicembre 2012, mette a rischio gli interessi dell'Italia. Le elezioni hanno indicato l'accordo fra Pdl e Pd come unico governo possibile. A questo non si è giunti per esplicito rifiuto di Pierluigi Bersani e per silente acquiescenza del resto del suo partito". Lo afferma in una nota il presidente dei deputati del Pdl, Renato Brunetta. "Ora - prosegue Brunetta - il presidente della Repubblica prova a prendere altro tempo, chiedendo a dieci soggetti di indicare un programma e un percorso. Tale iniziativa, credo non cambierà i dati del problema. E, del resto, occorre rimediare a un grave guasto costituzionale: il governo in carica per il disbrigo degli affari correnti non ha mai ricevuto la fiducia, in questa legislatura. E', a tutti gli effetti, un non governo. Era ragionevole - conclude - tale condizione durasse il tempo necessario per superare la crisi. Non lo è che si protragga oltre".
 ''Al momento è la miglior soluzione possibile in un Paese che ha visto Parlamenti svuotati di ogni autorità e significato''. Così il sito di Beppe Grillo commenta la soluzione individuata ieri da Napolitano che, secondo il post non firmato, puo' in qualche modo rispondere alla necessita' di ''ridare al Parlamento la sua centralità''. Per farlo, pero' ''e' urgente istituire le Commissioni'' perche' ''il Paese ha bisogno di un parlamento funzionante'' e non di ''fantomatici negoziatori'' o di "badanti della democrazia"."Il presidente Napolitano - si legge sul blog del leader a Cinque Stelle - ha confermato ieri le nostre posizioni su Parlamento e Governo. In sostanza ha affermato che un governo (mai sfiduciato...) è in carica, sebbene limitato agli affari correnti, e sta operando in collaborazione con il Parlamento, anzi solo previo consenso del Parlamento".