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domenica 2 agosto 2015

Fatti della Vita/ SICILIA, bimbo di 5 anni sfugge ai genitori in spiaggia e annega


Marina di Cottone
FIUMEFREDDO DI SICILIA (Catania), 2 agosto - Un bimbo di cinque anni è morto annegato nella acque di Marina di Cottone, a Fiumefreddo di Sicilia. Il corpo del piccolo, che era sfuggito al controllo dei genitori, è stato trovato da un canoista che lo ha riportato a riva. Era scomparso mentre giocava con un secchiello con la sabbia sulla spiaggia e i familiari lo avevano cercato pensando che si fosse smarrito. Dopo 15 minuti il tragico ritrovamento.

martedì 16 giugno 2015

CATANIA, la polizia disarticola il clan mafioso MAZZEI



CATANIA, 16 giugno - La polizia di Stato di Catania, su delega della Dda della locale Procura, sta eseguendo un' operazione che sta disarticolando il clan Mazzei. La squadra mobile sta eseguendo un' ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 30 persone indagate, a vario titolo, di associazione mafiosa, spaccio di droga, estorsioni, rapina e armi. Durante le indagini sono stati arrestati in flagranza di reato alcuni presunti affiliati mentre ritiravano il 'pizzo' da attività commerciali e sono stati sequestrati sostanze stupefacenti e armi da fuoco. Tra i destinatari dell' ordinanza, emessa dal Gip, ci sono diversi imprenditori e commercianti ai quali è stato contestato il reato di concorso in estorsione attuata con modalità mafiose: sono accusati di essersi rivolti ad esponenti dell' organizzazione Mazzei per recuperare propri crediti. La cosca dei 'Carcagnusi' è inserita in Cosa nostra e legata alla 'famiglia' palermitana: il suo storico boss, Santo Mazzei, detenuto in regime di 41 bis divenne 'uomo d'onore' su decisione del boss corleonese Leoluca Bagarella. Tra i destinatari della misura cautelare figura l' attuale reggente del clan, Sebastiano Mazzei, figlio del capomafia, era rimasto latitante fino al 10 aprile scorso quando fu arrestato dalla polizia di Stato in una villetta di Ragalna.

sabato 16 maggio 2015

CATANIA, pensionato di 76 anni litiga con la moglie, poi si suicida dandosi fuoco

CATANIA, 16 maggio - Un pensionato di 76 anni, dopo avere litigato con la moglie, si è suicidato facendo esplodere una bombola di gas nella sua abitazione nel rione Monte Po a Catania. L'uomo, rimasto solo in casa, si è chiuso in uno stanzino con una bombola, l'ha aperta e ha appiccato il fuoco. C'è stata una deflagrazione seguita da un incendio. Il corpo è stato trovato carbonizzato. Non ci sono stati altri feriti. 

lunedì 11 maggio 2015

CATANIA, arrestato: aveva 40 kg di droga sulla sua Mercedes


CATANIA, 11 maggio - Trasportava 40 chili di droga Francesco Reitano, 38 anni, arrestato dalla polizia a Catania. A bordo della sua Mercedes classe B nascondeva 300 panetti di hashish per complessivi 40 chili. L'uomo e' stato bloccato nel quartiere di Zia Lisa alla periferia della città. In una successiva perquisizione in un garage di pertinenza dell'indagato, nello stesso quartiere, i poliziotti hanno sequestrato anche 11 chili di marijuana. Reitano è stato trasferito nel carcere di piazza Lanza a Catania.

giovedì 23 aprile 2015

Sbarcati a CATANIA 22O MIGRANTI

CATANIA, 23 marco - Continuano gli sbarchi in Sicilia: nel porto di Catania è arrivato il pattugliatore Denaro della Guardia di finanza con 220 migranti, comprese 5 donne. Erano stati soccorsi a 40 miglia a nord della Libia su due gommoni di 14 metri che erano anche carichi di taniche di benzina. Intanto la Procura di Siracusa ha disposto il fermo di sei egiziani, di età compresa tra i 21 e i 33 anni, ritenuti gli scafisti dello sbarco di 447 migranti a Augusta intercettati ieri al largo delle coste elleniche.   

martedì 31 marzo 2015

CATANIA, ucciso sotto casa con un colpo di pistola "per futili motivi"

CATANIA, 31 marzo - Un quarantaseienne incensurato, Giovanni Di Bella, è stato ferito mortalmente sotto casa con un colpo di pistola al torace al culmine di una lite avvenuta nella notte nel popoloso rione Librino di Catania al civico 2 del viale Castagnola. Soccorso, l'uomo è deceduto durante il trasporto in ospedale. Stando a quanto emerso, la lite sarebbe avvenuta per futili motivi: l'assassino avrebbe poi esploso più colpi contro la vittima, ma centrandolo una volta sola al torace, procurandogli un'emorragia letaleGià dalle prime ore gli inquirenti hanno escluso che l'omicidio possa essere riconducibile alla criminalità organizzata. Il movente è da ricercare secondo gli investigatori nella sfera personale.

lunedì 16 febbraio 2015

CATANIA, 9 gli indagati per la morte della piccola Nicole

CATANIA -16 febbraio - Sono nove gli indagati dalla Procura di Catania nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della piccola Nicole, deceduta su un'ambulanza verso Ragusa per mancanza di posti letto negli ospedali della città. Tra loro medici della clinica Gibiino e personale Utin. Il reato ipotizzato è omicidio colposo.
"Avremmo dovuto organizzare una festa, invece stiamo per organizzare un funerale: dovevano uscire in tre dalla casa di cure, invece usciranno in due", ha detto il nonno di Nicole, la neonata morta in ospedale, entrando nella clinica Gibiino di Catania per fare visita alla madre della piccola. Il nonno di Nicole ribadisce che "la nostra famiglia non accusa alcuno, ma vogliamo soltanto chiarezza, verità e giustizia". "Ci affidiamo - aggiunge - alla magistratura, in cui abbiamo piena fiducia". 
Sono state firmate, dunque, le dimissioni di Tania Laura Egitto, la mamma di Nicole.  Il provvedimento è stato preso dai medici della clinica, secondo le procedure post partum. Le sue condizioni di salute sono state considerate infatti idonee alle dimissioni.

Sulla morte di Nicole la Procura di Catania ha effettuato "le valutazioni necessarie per ipotizzare responsabilità penali, ai fini del compimento di atti urgenti irripetibili". La Procura di Catania, dunque, vuole chiarire la "complessa serie di concause" che hanno causato il decesso. "Dal parto e dalle terapie effettuate nelle primissime fasi di vita della bambina", ma anche "modalità di reazione delle strutture centrali, a partire dal 118, nonché i tempi e le modalità di utilizzo dell'autoambulanza e la adeguatezza del personale del mezzo rispetto all'emergenza che si prospettava"

giovedì 12 febbraio 2015

Neonata muore in ambulanza, la portavano a RAGUSA perché a CATANIA non c’era posto

CATANIA, 12 febbraio - Una neonata è morta in ambulanza mentre veniva trasferita a Ragusa in quanto all'ospedale di Catania non c'erano posti disponibili. La piccola, nata in una clinica privata catanese, ha avuto problemi respiratori, ma è morta prima di poter essere ricoverata. La Procura di Ragusa ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e sulla disponibilità di strutture cliniche non adeguate a Catania.
La neonata sarebbe entrata in crisi respiratoria dopo il parto, avvenuto regolarmente nella clinica privata "Casa di cura Gibiino" di Catania. Nella sala erano presenti, tra gli altri, il ginecologo di fiducia della donna, un anestesista, un rianimatore e un neonatologo. 
I medici si sono accorti subito della gravità del quadro clinico della piccola e hanno contattato le Unità di trattamento intensivo neonatale di Catania per trasferire d'urgenza la neonata; tutte però erano piene, senza disponibilità di posti. E' stato così contattato il 118 che ha cercato e trovato una Utin disponibile all'ospedale Paternò-Arezzo di Ragusa. 
La clinica ha quindi provveduto, con un'ambulanza privata, al trasporto della neonata a Ragusa, con al seguito i medici specialisti della struttura privata. Durante il tragitto, quando l'ambulanza era già in territorio della provincia di Ragusa, la piccola ha avuto una violenta crisi: i medici a bordo dell'ambulanza hanno tentato di rianimarla, ma la neonata è morta.

I medici presenti sull'ambulanza sono stati sentiti dalla polizia come persone informate sui fatti; il magistrato deciderà in seguito se disporre l'autopsia. Intanto a Catania, dopo la denuncia di familiari della piccola deceduta ai carabinieri, la Procura ha aperto un'altra inchiesta disponendo il sequestro della cartella clinica nella casa di cura.

giovedì 22 gennaio 2015

CATANIA, albanese con documenti falsi e foto con kalashnikov arrestato all'aeroporto


CATANIA, 21 gennaio - Un albanese di 30 anni, in possesso di documenti falsi, è stato arrestato dalla polizia all'aeroporto di Catania. Durante la perquisizione è stata trovata una pen drive in cui erano salvate alcune foto di lui con un'altra persona mentre tenevano dei kalashnikov. Trovati anche altri file con documenti di varie nazionalità. Dai controlli è emerso che era già stato denunciato il 13 gennaio a Malpensa perché trovato anche in quell'occasione in possesso di documenti falsi con i quali voleva salire a bordo di un aereo per Londra.
L'uomo aveva anche oggi un biglietto per Londra comprato su internet con documenti falsi: si è presentato al check in di un volo per Bucarest con il suo documento originale e ha avuto la carta d'imbarco. Passati i controlli, però, l'uomo invece di andare al gate da dove partiva il volo per la Romania, si è diretto verso il gate per Londra: aveva un'altra carta d'imbarco stampata online dopo avere acquistato in rete un biglietto per la capitale della Gran Bretagna.
Quando gli agenti di polizia, insospettiti dall'atteggiamento insofferente dell'albanese lo hanno pedinato e successivamente perquisito, gli hanno trovato una carta d'identità intestata ad un cittadino italiano che era contraffatta in alcuni dati personali e riportava una fotografia dell'albanese coperta da una pellicola trasparente di sicurezza. Nella pen drive sono poi stati trovati altri file contenenti documenti d'identità di altre nazionalità alcune dei quali avevano già la foto dell'albanese, che sono ora al vaglio degli investigatori dell'antiterrorismo per capire la provenienza.
I controlli che hanno portato all'arresto del cittadino albanese rientrano nelle misure disposte negli ultimi giorni per rafforzare i dispositivi di controllo alla frontiera. Proprio due giorni fa, tra l'altro, il Dipartimento di pubblica sicurezza aveva inviato a tutti gli uffici di frontiera un nuova circolare nella quale si chiedeva il potenziamento delle misure di sicurezza sia in entrata che in uscita dal Paese attraverso un "sistematico accesso" alle banche dati e a un controllo più accurato delle liste dei passeggeri dei voli a rischio.
Espulso kosovaro che viveva nel Cremonese - Un kosovaro di 22 anni che viveva a Pozzaglio, nel Cremonese, lunedì è stato espulso dall'Italia. A quanto riferisce 'La provincia di Cremona', aveva esultato sui social network per la strage di Charlie Hebdo, dicendosi pronto lui stesso ad ''atti estremi'' per difendere l'onore del profeta ed era intenzionato a partire per la Siria per unirsi all'Isis. Per Resim Kastrati, nome di battaglia Obeidullah, venerdì scorso il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha firmato il decreto di espulsione, convalidato lunedì dal giudice di pace. Un provvedimento secondo cui il macellaio disoccupato era ''in condizione di reperire personalmente documenti contraffatti, armi da fuoco e materiali hi-tech di vario genere, di provenienza illecita, pur di raggiungere gli scenari di combattimento''. Kastrati in udienza ha respinto le accuse, ma il giudice ha convalidato il decreto di espulsione con accompagnamento alla frontiera del kosovaro.

mercoledì 5 novembre 2014

Tornado su Catania, alberi divelti, tetti spazzati via, auto rovesciate



CATANIA - Nella mattinata di oggi,  verso le 11, un violento temporale ha colpito la Sicilia orientale, con gravi danni tra Catania ed Acireale per via di una tromba d’aria, quasi un tornado, che ha colpito la periferia nord  della città, al confine con il territorio del comune di Aci Castello, precisamente tra Ognina e Cannizzaro, in via Messina, all’ingresso nord/orientale della città. La tromba d’aria è arrivata dal mare, in tanti hanno visto il cono e si sono rifugiati in tempo utile. Sono stati divelti molti tetti in via Villini a Mare, sono stati sradicati molti alberi e distrutti tanti giardini. L’episodio più grave è successo nella palestra “Virgin”, dove il tornado ha staccato l’impianto per la climatizzazione e l’ha scaraventato sulle auto in sosta provocando danni ingenti. Fortunatamente non ci sono stati feriti. Perfino interi tetti asportati e scaraventati a decine di metri di distanza.

lunedì 27 ottobre 2014

CATANIA, l’ex fidanzato senegalese ha ucciso Veronica. Preso

Gora Mbengue
CATANIA - E' stato l'ex fidanzato a uccidere domenica sera, a Catania, la 30enne Veronica Valenti, originaria di Belpasso, con una serie di coltellate sferrate alla donna nella sua auto. Gora Mbengue, senegalese di 27 anni, è stato arrestato dalla Squadra mobile della Questura. Ha confessato di averla assassinata al culmine di una lite perché lei si rifiutava di riprendere la relazione con lui. "Sono sceso di casa con un coltello in mano e ho pensato: se mi dice no l'ammazzo". E' questa la confessione resa spontaneamente alla polizia dal senegalese. L'aggressione era dunque prevista e per questo l'uomo è stato arrestato per omicidio volontario premeditato. 
L'omicidio è avvenuto nei pressi della stazione centrale di Catania: il corpo di Veronica è stato rinvenuto nella sua auto, una Peugeot 106 nera, in via Tezzano. 
L'ex fidanzato, dopo aver ucciso la donna, è fuggito a piedi correndo tra le stradine del centro storico di Catania. 

La polizia è stata avvertita da segnalazioni al 113 in cui si parlava di una violenta lite all'interno di un'automobile tra un uomo e una donna.

sabato 23 agosto 2014

CATANIA: appello, si cerca sangue zero negativo per la ragazza accoltellata dal padre

Roberto Russo
CATANIA - Ha un gruppo sanguigno raro, Zero negativo, la 14enne accoltellata venerdì a Catania dal padre, Roberto Russo, che ha ucciso l'altra figlia di 12 anni e poi ha tentato il suicidio. Le due ferite che il genitore le ha procurato, all'arteria mammaria e all'addome, le hanno fatto perdere circa tre litri di sangue. Nonostante tutto al momento i medici esprimono un "cauto ottimismo": la paziente è infatti stabile anche se la prognosi resta riservata.

Data la rarità del gruppo sanguigno della 14enne i medici del reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi di Catania, diretto dal dottor Sergio Pintaudi, lanciano un "appello affinché volontari che presentino lo stesso gruppo Zero negativo vogliano donare contattando il Centro Trasfusionale dello stesso nosocomio, al numero 0957592022".

venerdì 22 agosto 2014

CATANIA: uomo accoltella le figlie di 14 e 12 anni, uccide la più piccola, l’altra gravissima: E tenta il suicidio



CATANIA - Un uomo di 47 anni ha accoltellato due delle sue figlie, di 14 e 12 anni, mentre dormivano nella loro casa a San Giovanni La Punta. La piùpiccola è morta. L'uomo ha tentato il suicidio.
In casa al momento dell'aggressione non era presente la moglie, una donna di 43 anni, ma altri due figli della coppia che sono intervenuti a difendere le sorelle bloccando il genitore e chiedendo aiuto.
Il 47enne ha una profonda ferita all'addome, per un tentativo di suicidio. L'episodio è avvenuto poco dopo le 7 di stamattina. Un momento di crisi del rapporto matrimoniale, testimoniata anche dall'assenza della moglie da casa da alcuni giorni. Sarebbe questo il movente che ha spinto l'uomo a infierire sulle figlie.
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, che indagano, l'uomo, le cui generalità non sono state ancora rese note, ha colpito le ragazzine utilizzando almeno due coltelli da cucina. A bloccarlo sono stati gli altri due figli, entrambi maschi, della coppia, di 17 e 20 anni, che lo hanno disarmato e chiamato aiuto. Subito dopo l'accaduto l'uomo ha tentato il suicidio ferendosi gravemente all'addome. La 12enne e il padre sono stati trasferiti nell'ospedale Cannizzaro di Catania, dove lei è morta poco dopo il ricovero. L'uomo è sottoposto a un delicato intervento chirurgico. L'altra ragazza è ricoverata in condizioni gravissime nell'ospedale Garibaldi di Catania.

martedì 8 luglio 2014

Catania, arrestato il boss e 8 componenti del clan dei Carcagnusi


CATANIA -  Il capo e otto esponenti del clan mafioso Mazzei, noto come clan dei Carcagnusi, sono stati arrestati a Catania nel corso di un'operazione della Dia e dei carabinieri. Oltre all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Dda, gli investigatori hanno eseguito il sequestro di un patrimonio comprendente societa', esercizi commerciali, immobili e conti correnti. La cosca dei Carcagnusi fu affiliata Cosa nostra quando il suo capo storico Santo Mazzei, fu "tenuto a battesimo" dal boss corleonese Leoluca Bagarella, cognato di Toto' Riina, venuto appositamente a Catania nel 1992. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori e intestazione fittizia di beni. Nell'affare della droga secondo gli inquirenti il clan era in collegamento con organizzazioni criminali calabresi della Piana di Gioia Tauro. I beni sequestrati ammontano a un milione e mezzo di euro.
Secondo l'accusa ditte individuali e società cooperative operanti nel campo della logistica e del trasporto merci erano state fittiziamente intestate a prestanome ma erano di fatto riconducibili ai nove arrestati, che in quelle attivita' avrebbero reimpiegato denaro di origine illecita. Il sequestro ha colpito tra l'altro un bar.

venerdì 27 giugno 2014

Paternò. agguato di mafia, ucciso ex ergastolano


CATANIA - Un ex ergastolano, Salvatore Leanza, di 65 anni, è stato ucciso in un agguato di mafia avvenuto a Paternò, nel Catanese. L'uomo era a bordo della propria auto guidata dalla moglie, quando alcuni sicari col volto coperto hanno sparato numerosi colpi di pistola in direzione della vettura. La donna è rimasta ferita, ma non in maniera grave. Sull'episodio indagano i carabinieri.

lunedì 9 giugno 2014

Catania: ragazzo di 14 anni si butta dal balcone e si uccide per una delusione sentimentale


CATANIA - Tragedia nel catanese. Ad Adrano, nella tarda serata di ieri, un 14enne si è suicidato lanciandosi dal balcone di casa, al secondo piano di uno stabile del paese etneo. Dalla ricostruzione della polizia, sembrerebbe che l’estremo gesto sia riconducibile a una delusione sentimentale del ragazzo, deceduto subito dopo il violento impatto con la strada.

I suoi genitori erano in casa e non si sono accorti delle intenzioni del figlio, che non ha lasciato messaggi per spiegare il suo gesto. 

sabato 7 giugno 2014

Misterbianco (Catania): marocchino uccide la moglie italiana e si impicca


CATANIA - Un marocchino di 40 anni ha ucciso la moglie, un'italiana di 38 anni, e poi si è tolto la vita impiccandosi. La tragedia è avvenuta a Misterbianco, nel Catanese. I due avevano avuto un violento litigio per motivi ancora non chiari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Fontanarossa e del reparto operativo del capoluogo etneo. La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta.

domenica 6 aprile 2014

Femminicidio a Catania: strangola la moglie a mani nude e tenta il suicidio

CATANIA - Via Barbagallo Pittà, dove è avvenuto l'uxoricidio
CATANIA - Una donna di 36 anni, Giovanna Frosina, è stata uccisa, molto probabilmente strangolata, nella sua abitazione in via Barbagallo Pittà a Catania. Nell'appartamento la polizia ha trovato il marito, l'isegnante 59enne Salvatore Russo, riverso sul letto dopo avere ingerito farmaci: l'uomo è ora ricoverato in ospedale. Secondo la Squadra mobile della Questura potrebbe trattarsi di un uxoricidio con successivo tentativo di suicidio legato a uno stato di depressione acuta.

Il corpo della donna è stato trovato in cucina dai soccorritori del 118: sul cadavere evidenti ecchimosi al collo, segno, secondo la polizia, che la vittima è stata strangolata a mani nude. Il marito, che a quanto pare soffre di una grave forma di depressione, è stato soccorso e stato ricoverato d'urgenza all'ospedale Vittorio Emanuele, ma non sarebbe in pericolo di vita.
L'uomo, secondo gli investigatori, avrebbe strangolato la moglie al culmine di una lite, e poi avrebbe tentato di togliersi la vita ingerendo i farmaci e aspettando la morte steso sul letto della camera. Sull'episodio la Procura di Catania ha aperto un'inchiesta.

giovedì 13 marzo 2014

Catania, si costituisce il fratello assassino del gelataio

MISTERBIANCO - La scena del delitto
CATANIA - Luigi Consoli, l'uomo accusato di aver ucciso ieri sera con 5 colpi di pistola il fratello, Giuseppe, 57 anni, venditore ambulante di gelati e granite, e ferito sua cognata, la 52enne Giuseppa Pappalardo, si è consegnato ai carabinieri di Misterbianco, nel Catanese. Ad accusarlo era stata anche la figlia della vittima, che aveva indicato lo zio come autore. L'uomo ha consegnato anche l'arma del delitto, una pistola calibro 7.65.

giovedì 6 marzo 2014

Market della droga sgominato a Catania (in carcere anche 6 donne)


CATANIA- Lo spaccio della droga per strada registrato da una telecamera dei carabinieri
CATANIA - I carabinieri del comando provinciale di Catania hanno smantellato un market della droga a conduzione familiare nel quartiere di San Giovanni Galermo. Madre, padre e figlio gestivano dalla loro abitazione un cospicuo traffico di sostanze stupefacenti per un giro di affari di circa 10-15 mila euro al giorno. I tre avevano messo in piedi una vera e propria associazione finalizzata allo spaccio dove ognuno aveva il suo ruolo: dai pusher con il volto coperto alle custodi della droga incaricate di nascondere cocaina e marijuana nelle rispettive abitazioni all'interno dello stesso palazzo. Pronti a tutto pur di rifornire l'intera piazza, spacciavano addirittura in mezzo ai bambini. Tra gli arresti, sono finite in manette anche sei donne.