| NAIROBI - Una delle vittime della sparatoria |
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sabato 21 settembre 2013
Nairobi, ferito e arrestato uno degli aggressori
domenica 8 settembre 2013
Arkansas: squadra SWAT della polizia contro uomo di 107 anni. Lo uccidono
| PINE BLUFF - La polizia all'esterno della casa nella quale si era barricato l'uomo di 107 anni |
Il Dipartimento di Polizia di Pine Bluff ha detto che l’incidente - viene definito così - si è verificato dopo che gli ufficiali hanno risposto a una chiamata d’allarme da un residence alle 16.45 di sabato.
Al suo arrivo, la polizia ha riscontrato che si era verificata un "aggressione aggravata" nei confronti di due persone da parte di Monroe Isadore, appunto di 107 anni, che aveva subito puntato la pistola contro i poliziotti c e ad un certo punto si era barricato nella camera da letto, mentre i due aggrediti venivano psti in salvo.
La polizia ha sostenuto che quando gli agenti si sono avvicinati alla camera da letto dove Isadore era nascosto e hanno annunciato la loro presenza, lui aveva sparato contro di loro. A quel punto è intervenuta una squadra SWAT e ulteriori negoziati non sono riusciti a riportare Isadore alla ragione.
Una piccola telecamera ha chiarito che il vecchio era armato di una pistola dentro la camera da letto.
Poi, la dichiarazione della polizia afferma: "Gli SWAT hanno inserito gas nella stanza, dopo che era evidente negoziati non avevano avuto successo, nella speranza che Isadore si sarebbe arreso pacificamente. Quando il gas è stato inserito nella stanza, Isadore ha sparato ancora. Poco tempo dopo, una squadra SWAT ha abbattuto la porta della camera. Isadore ha cominciato a sparare sulla squadra e il team ha risposto, uccidendolo." Erano le 19 (ore 2 di oggi in Italia)
Non è chiaro che cosa fosse il dispositivo che è stato buttato nella stanza dell’anziano in cui era rintanato in, né il suo ruolo nella presunta aggressione. La polizia non ha anche chiarito come esattamente si siano svolti i negoziati con Isadore, che era presumibilmente solo in camera da letto e perché non siano riusciti.
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lunedì 8 aprile 2013
Udine, le due ragazzine raccontano: abbiamo strangolato l’aggressore. Ma restano molti dubbi
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| UDINE - La polizia compie rilievi sul corpo dell'uomo che sarebbe stato ucciso dalle due quindicenni |
UDINE - "L'abbiamo strangolato", hanno detto le due ragazzine di 15 anni che si sono presentate ai carabinieri accusandosi dell’uccisione di un sessantenne, amico di famiglia, spiegando di aver reagito così a un tentativo di violenza sessuale. Le ragazze si sarebbero allontanate poi a bordo dell'automobile dell'uomo, che avrebbero abbandonata per andare a costituirsi. Secondo il loro racconto, le due giovani avevano contattato l'uomo, Mirco Sacher, 66 anni, celibe, residente a Udine in via Strassoldo, ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, per chiedergli un passaggio per andare in centro città; a un certo momento pero' ci sarebbe stato il tentativo di violenza da cui la loro reazione culminata con l'omicidio per strangolamento. Poi, le due ragazze, spaventate, si sarebbero allontanate a bordo dell'auto della vittima, una Fiat Punto bianca, guidando in autostrada fino a una stazione di servizio nei pressi di Padova, dove si sarebbero fatte venire a prendere da alcuni amici di Pordenone. Gli inquirenti stanno cercando di capire dalla telecamere dell'autostrada se al volante ci fosse una delle due o, se per caso, non fossero assieme ad altre persone maggiorenni. Ma per gli investigatori la ricostruzione dei fatti ha bisogno di molti altri accertamenti. A cominciare dal fatto che sul corpo dell'uomo non sono stati trovati al momento segni di violenza. La morte per Mirco Sacher, trovato con i pantaloni abbassati e con addosso solo la camicia, potrebbe anche essere stata non provocata: o cioè per una improvvisa caduta o anche per un arresto cardiocircolatorio.
Il procuratore Capo di Udine, Antonio Biancardi, ha annunciato che sulla morte di Mirco Sacher verrà aperto un fascicolo a carico di ignoti e non ha escluso la presenza di altre persone. "Bisogna valutare ancora tutti gli elementi della vicenda. Nulla esclude che vi siano coinvolgimenti di maggiorenni, quindi prima di spogliarci degli atti faremo ulteriori accertamenti". Biancardi ha aggiunto: "Non credo nella morte naturale, ma di fronte a un'aggressione può' essere che abbia accusato un malore", ha aggiunto il magistrato, spiegando che le ragazze, nelle loro spontanee dichiarazioni, hanno parlato di "legittima difesa".
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