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mercoledì 8 ottobre 2014

GALAN chiede il patteggiamento. La Procura favorevole ai domiciliari



VENEZIA - I legali di Giancarlo Galan, arrestato il 22 luglio nell'ambito dell'inchiesta sul Mose, hanno chiesto il patteggiamento a 2 anni e 10 mesi di reclusione e una confisca per 2,6 milioni di euro. L'istanza è stata presentata alla procura di Venezia. I difensori hanno inoltre chiesto i domiciliari per l'ex governatore veneto. La proposta è stata accolta dalla procura e inviata al Gip per la decisione.

martedì 22 luglio 2014

Notificata a Galan l'ordinanza di custodia in CARCERE (a Opera)

PADOVA - E' stata notificata dalla Guardia di Finanza a Giancarlo Galan l'ordinanza di custodia in carcere emessa dal Gip di Venezia il 4 giugno scorso. Lo si apprende da fonti investigative. Galan, secondo quanto si apprende, sarà portato in un carcere con una struttura infermieristica adeguata alle cure di cui necessita, fuori dal Veneto: si è poi appreso che è quello di Opera, in Lombardia. Davanti alla casa di Galan, a Cinto Euganeo, sono giunti con i finanzieri anche i carabinieri e un'autoambulanza.

La Camera ha detto sì all’arresto di GALAN. Lui: Sono incazzato

ROMA -  L'aula della Camera ha votato a favore dell'arresto del deputato di Forza Italia Giancarlo Galan, coinvolto nell'inchiesta Mose. I "sì" sono stati 395, 138 i contrari e 2 gli astenuti. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto. Intanto l'ex governatore del Veneto è uscito dall'ospedale di Este, dove era ricoverato. Imbestialito per essere stato dimesso, ha detto: "Sono incazzato". L'ex governatore ha lasciato in carrozzina il nosocomio, dove era rimasto per una decina di giorni. E' poi salito su un'ambulanza che lo ha portato nella sua casa di Cinto Euganeo, da dove ha chiamato i carabinieri per capire cosa succederà dopo il sì al suo arresto. Galan, si apprende da fonti a lui vicine, è "imbestialito e incredulo" di fronte alla decisione dei medici dell'ospedale di dimetterlo, provvedimento, assicurano le stesse fonti, che non aveva in alcun modo preventivato. Al momento non risulta notificato alcun provvedimento nei suoi confronti.
Gli avvocati di Galan, Nicolò Ghedini e Antonio Franchini, hanno deciso di chiedere per il deputato gli arresti domiciliari. "Eseguita l'ordinanza di custodia cautelare, una volta concluso il voto - aveva detto Franchini, poco prima del pronunciamento della Camera -, noi depositeremo via fax al gip una istanza, appena finita la votazione, con tutte la documentazione medica, chiedendo i domiciliari, di cui è comunque già in possesso il gip e la Procura. Il pm darà il parere e si deciderà cosa succede". "Può succedere - prosegue - che vada in un centro clinico carcerario a Parma, Opera o Bologna, può darsi che resti qui o che vada in carcere in infermeria. Non credo in una cella". Cosa farà Galan? "Ormai lo arrestano - ha risposto Franchini -, volontariamente non può fare più nulla. Verrà piantonato, stiamo a vedere. Comunque è reattivo, battagliero e ha detto che ci batteremo nelle sedi opportune". 


Berlusconi: "Sono profondamente addolorato" -  Silvio Berlusconi ha espresso la sua solidarietà nei confronti dell'ex governatore del Veneto: "Sono profondamente addolorato per il voto parlamentare che ha dato il via libera all'arresto di Galan. Trovo particolarmente ingiusto che, non accettando il rinvio del voto proposto da Forza Italia, sia stato impedito a Galan di essere presente in aula per potersi difendere dalle accuse che gli sono state rivolte. Sono vicino a Giancarlo, della cui correttezza dopo trent'anni di collaborazione e amicizia sono assolutamente certo, in questo momento così drammatico e difficile".

lunedì 23 giugno 2014

Galan: io, innocente, investito da un ciclone. I pm: Presi 50 milioni

Giancarlo Galan
ROMA - "Sono stato investito da un ciclone umano, mediatico, giudiziario che mai avrei pensato. Io non ho le colpe che mi vengono attribuite". Lo dice il deputato di Fi Giancarlo Galan illustrando la memoria difensiva depositata in Giunta per le autorizzazioni alla Camera relativamente all'inchiesta Mose e alla richiesta di arresto. "Sulle mie condizioni patrimoniali e sulla casa sono state dette fesserie colossali. Non esiste una parola sul fatto che io abbia avuto soldi". 
"Finalmente dopo 20 giorni posso parlare. Finora non ho parlato con nessuno per rispetto nei confronti della magistratura: volevo che i magistrati fossero i primi a ascoltare. Non hanno voluto farlo e ora io sono qui. Nel frattempo non è che non abbiate scritto le peggiori infamie. Io so che il politico è un mostro, ma mi aspettavo più rispetto nei confronti miei e della mia famiglia. La casa l'ho comprata da un dentista di Pantelleria, già restaurata. Quante balle".  "L'ingegner Mazzacurati sostiene che il Consorzio Venezia Nuova mi avrebbe corrisposto ben 1 milione di euro all'anno dal 2005 al 2011. Un'accusa fantasiosa e infamante. E' semplicemente assurdo" scrive Galan nella sua memoria difensiva sull'inchiesta Mose aggiungendo come "da diverse fonti processuali emerga che molti denari consegnati a Mazzacurati servivano a scopi personali dello stesso per milioni di euro. Il che - sottolinea Galan - fa pensare che costui abbia usato la fantasiosa storia del milione di euro all'anno quale 'copertura' di proprie ingenti appropriazioni". Difendendo la sua vita privata, aggiunge: "Mia moglie non faceva la cubista, non ha neppure il fisico anche se è una bellissima donna a cui voglio bene. Quando mi ha conosciuto lavorava nel volontariato ed è stato licenziata. Almeno questo".

"Io, fino a prova contraria, credo sempre nella buona fede delle persone. Voglio sperare si leggano bene la carte", dice poi Galan replicando a chi sottolinea che sarà la Giunta per le autorizzazioni della Camera a decidere se portare in Aula la richiesta di arresto nei sui confronti. "Non c'è uno che dica che mi ha messo in mano mille euro. Non esiste una parola sul fatto che io abbia avuto soldi", si difende. 

"Nel procedimento penale si è manifestato nei miei confronti un fumus persecutionis evidentissimo", afferma pur dicendo di non sentirsi "perseguitato dai magistrati né tradito dagli amici". "Io non mi sento perseguitato da nessuno", chiarisce. Tuttavia, ribadisce, "ritengo che i magistrati siano stati indotti in errore da una falsa rappresentazione preparata dalla guardia di finanza su basi presuntive e non documentali. Io sento che la Gdf ha fatto un lavoro modesto e scadente tale da indurre in errore".
A carico di Gianfranco Galan emergono delle intercettazioni ambientali che gli attribuiscono fondi non ben precisati portati all'estero. Lo ha reso noto, davanti ai giudici del riesame, il pm Stefano Ancillotto che con i colleghi Paola Tonini e Stefano Buccini sta gestendo l'inchiesta. Secondo quanto riferito da Ancillotto, le intercettazioni ambientali riguardano dialoghi tra il commercialista di Galan, Paolo Venuti - anch'egli indagato - e sua moglie. Dal dialogo tra Venuti e la donna si capisce che il commercialista fungeva da prestanome per Galan e che proprio per conto del parlamentare di Forza Italia del denaro sarebbe stato portato all'estero e che, proprio mentre esplodeva l'inchiesta, Venuti avrebbe detto alla moglie che solo l'ex governatore del Veneto avrebbe potuto decidere il da farsi. Nel corso del riesame il legale di Venuti, Emanuele Fragasso, ha minimizzato l'intercettazione ricordando che il commercialista era amico da sempre di Galan (quindi i fondi potrebbero essere antecedenti la vicenda Mose) e che tutta la contabilità della famiglia dell'ex governatore era in mano al commercialista. Fragasso ha anche sottolineato che nella vicenda Venuti-Galan "ci sono aspetti paradossali, perché quando il commercialista si occupa di un altro cliente, che non è Galan, viene perquisito proprio per delle carte che fanno riferimento a investimenti all'estero, documenti risultati in regola che però nell'inchiesta 'diventano' di Galan".  Nelle carte dell'inchiesta Mose si parla di "cospicue operazioni commerciali nel Sud Est asiatico" nell'ordine di 50 milioni di dollari, trovate in documenti in possesso del 'prestanome' Paolo Venuti, per le quali emergerebbe "la riconducibilità alla famiglia Galan". Lo affermano i pm nella richiesta al gip degli arresti del 4 giugno scorso

mercoledì 11 giugno 2014

Entro l'estate il voto della Camera sull'arresto di Galan

Giancarlo Galan
ROMA - Il voto dell'Aula della Camera sul deputato Giancarlo Galan in merito alla richiesta di arresto inoltrata nell'ambito dell'inchiesta Mose potrebbe giungere entro l'estate. Ad affermarlo è il presidente della giunta delle Autorizzazioni a Procedere, Ignazio La Russa, al termine della prima seduta della Giunta, che si aggiornerà per mercoledì prossimo. Tra 15 giorni, rileva invece il relatore Mariano Rabino Galan potrebbe essere ascoltato dalla Giunta, a meno che il deputato non chieda che ciò avvenga prima. Il fascicolo arrivato in Giunta sul caso Galan, consta di 18 faldoni e migliaia di pagine. Fra sette giorni quindi, la Giunta si riunirà nuovamente per esaminare gli atti con una decisione - con voto - che dovrebbe arrivare entro un mese. A tal proposito il presidente La Russa ha suggerito che si faccia decorrere il mese di tempo a disposizione della Giunta a partire da oggi e non dall'arrivo dell'ordinanza, il 4 giugno. Sulla richiesta la Giunta si dovrà pronunciare, fermo restando - rileva il relatore Rabino - che stando al regolamento i lavori si dovrebbero concludere il 4 luglio prossimo. Probabile, in ognuno dei due casi, che il voto dell'Aula sulla richiesta di arresto di Galan avvenga comunque entro l'estate. "Da quando finiamo per il voto dell'Aula bastano anche 24 ore", fa notare La Russa.

mercoledì 4 giugno 2014

I Pm di Venezia: a Galan uno stipendio annuo di un milione dal Consorzio del Mose

Giancarlo Galan
VENEZIA - L'ex ministro Giancarlo Galan è indagato dalla Procura di Venezia con l'accusa di aver ricevuto fondi illeciti per almeno 800 mila euro dal Consorzio Venezia Nuova (Cvn) nell'ambito delle opere del Mose. Le dazioni, da fondi neri realizzati dal Consorzio e dalle società che agivano in esso, risalirebbero agli anni tra il 2005 e il 2008 e il 2012. Galan, ora parlamentare di Fi, avrebbe ricevuto dal 2005 al 2011 da Giancarlo Mazzacurati presidente del Cnv, anche tramite l'assessore Renato Chisso, uno stipendio annuo di un milione di euro. Lo si legge nell'ordinanza firmata dal gip di Venezia nell'inchiesta sul caso Mose che ha portato all'arresto di 35 persone. 
"Mi riprometto, di difendermi a tutto campo nelle sedi opportunecon la serenità ed il convincimento che la mia posizione sarà interamente chiarita". Lo afferma Giancarlo Galan in merito all'inchiesta sul Mose. "Dalle prime informazioni che ho assunto e da quanto leggo sui mezzi d'informazione - spiega in una nota Galan - nel dichiararmi totalmente estraneo alle accuse che mi sono mosse, accuse che si appalesano del tutto generiche e inverosimili, per di più, provenienti da persone che hanno già goduto di miti trattamenti giudiziari e che hanno chiaramente evitato una nuova custodia cautelare, mi riprometto, dopo approfondita disamina degli atti con il mio Collegio di Difesa, di difendermi a tutto campo nelle sedi opportune, con la serenità ed il convincimento che la mia posizione sarà interamente chiarita". "Spiace - sottolinea ancora - non essere stato ascoltato prima, dato che sono molti mesi che si indaga intorno a questa vicenda e mi sono sempre dichiarato più che disponibile a fornire le informazioni necessarie nella trasparenza più assoluta. Chiederò di essere ascoltato il prima possibile con la certezza di poter fornire prove inoppugnabili della mia estraneità".

mercoledì 17 luglio 2013

I renziani: Alfano si dimetta. Il Pdl: e allora a casa anche il governo

Alma Shalabayeva
ROMA - Pd in fibrillazione sul caso Shalabayeva. "La posizione del ministro Alfano è oggettivamente indifendibile. Chiederemo al Pd, nella riunione dei gruppi domani, di sostenere la richiesta di dimissioni del ministro", affermano, in una nota, il vicecapogruppo del Pd a Palazzo Madama Stefano Lepri e 12 senatori renziani. "Il passo indietro di Alfano serve per restituire al governo, la necessaria credibilità sul piano internazionale e nazionale", si legge nella nota.
"La leggerezza che ha portato alla consegna della signora Shalabayeva e di sua figlia alle autorità di un Paese autoritario - dicono i parlamentari - non è ammissibile. Siamo preoccupati per la loro sorte e per l'immagine che abbiamo dato al mondo, ovvero quella di uno Stato dove si possono calpestare i diritti umani, ad insaputa del governo. Inoltre il precedente che ha portato al passo indietro diJosefa Idem rende le dimissioni di Alfano scontate. Il Pd le chieda ufficialmente, senza incomprensibili timori reverenziali". La nota è firmata dal vicecapogruppo del Pd a Palazzo Madama, Stefano Lepri, e dai senatori Roberto Cociancich, Andrea Marcucci, Rosa Maria Di Giorgi, Laura Cantini, Stefano Collina, Vincenzo Cuomo, Isabella De Monte, Mauro Del Barba, Nicoletta Favero, Nadia Ginetti, Mario Morgoni e Venera Padua.
"Penso che potrebbe essere un atto di grande sensibilità istituzionale e politica e di grande responsabilità se, a fronte degli eventi di questi giorni, il ministro Alfano rimettesse le sue deleghe e il suo mandato nelle mani del Presidente del Consiglio". Così il candidato alla segreteria del Pd, Gianni Cuperlo, ad Agorà Estate su Rai Tre.
Immediata la replica del deputato Pdl, Giancarlo Galan, presente in trasmissione: "Se Alfano va a casa, 10 minuti dopo va a casa anche il governo".

giovedì 25 ottobre 2012

Pdl, Galan annuncia che si presenterà alle primarie (per l’area liberale)

Giancarlo Galan

VENEZIA - "Mi presento per rappresentare l'area liberale. Vedremo come saranno le regole, nella mia Regione ho avuto buoni appoggi in passato, credo di averne ancora". Così l'ex-governatore del Veneto Giancarlo Galan conferma la propria presentazione alle primarie del Pdl, fissate per dicembre. "Mi auguro - ha aggiunto - che ci siano candidature rappresentative di un'area, per aprire un dibattito all'interno di un grande partito".