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venerdì 12 settembre 2014

BLOCCATO in Argentina il boss della ‘ndrangheta Pantaleone Mancuso


Pantaleone Mancuso
VIBO VALENTIA - E' stato bloccato in Argentina il boss della 'ndrangheta Pantaleone Mancuso, fermato mentre cercava di entrare in Brasile con un documento falso e 100mila euro in tasca. Saranno avviati tutti i passi necessari "per la sua estradizione in Italia", afferma la gendarmeria argentina. Mancuso, nato a Limbadi (Vibo Valentia) 53 anni fa e detto 'L'ingegnere', è accusato di "associazione mafiosa e duplice tentato omicidio".
 "E' stato bloccato il 29 agosto nella città di frontiera con il Brasile di Puerto Iguazù, mentre cercava di entrare nel paese a bordo di un bus turistico con un documento argentino falso intestato a 'Luca de Bortolo'", aggiunge la polizia. La sua vera identità è emersa "a seguito dei controlli fatti con le impronte digitali. L'Interpol argentina - concludono le fonti - lo ha messo "sotto arresto lo scorso lunedì".

giovedì 31 luglio 2014

L'Argentina è in default.


Il ministro argentino dell'eco0n0mia Kiciloff durante la conferenza stampa a New York
BUENOS AIRES - L'Argentina è in default, per la seconda volta in 13 anni. Nessun accordo con gli hedge fund è' stato raggiunto e la scadenza scadenza per il pagamento dei titolari di bond che hanno accettato il concambio è stato superata senza che sia stato effettuato. ''L'Argentina ha scelto il default. Il mediatore ha proposto numerose soluzioni creative ma l'Argentina ha rifiutato di considerarle'' afferma Elliot Management, l'hedge fund che insieme ad altri fondi ha fatto causa all'Argentina e l'ha vinta. 
Buenos Aires pero' nega il default, che si ha quando non si paga: l'Argentina ha pagato ma i fondi - afferma il ministro dell'Economia, Axel Kicillof - sono stati bloccati. E la ''responsbailita''' e' del giudice Thomas Griesa, che non ha capito la complessità del caso ed e' andato al di la' della sua giurisdizione. 
Accantonata per il momento anche la speranza di un accordo fra le banche argentine e gli hedge fund: la proposta degli istituti di credito di acquistare i bond e rimborsare interamente i fondi non è andata a buon fine. Le trattative delle banche si sono svolte in modo parallelo a quelle fra Buenos Aires e i fondi, e si sarebbero interrotte poco dopo con Sebastian Palla, il responsabile dell'investment banking di Banco Macro, in rientro in Argentina senza altri appuntamenti in programma. 
Che le trattative non sarebbero state facili fra gli hedge fund e l'Argentina si è capito da subito ma l'arrivo a New York del ministro dell'Economia, Axel Kicillof, ha fatto sperare. Annunciando che non c'era un accordo, Kicillof ha ribadito che non si puo' parlare di default perche' default vuol dire non pagare.Kicillof attacca le agenzie di rating, definite ''non credibili''. Standard & Poor's gia' prima della rottura delle trattative ha tagliato la propria valutazione su Buenos Aires a 'selective default' da 'CCC-'. 
Kicillof rassicura gli argentini: ''State calmi, domani e' un altro giorno e il mondo continua a girare. La vita va avanti anche senza un accordo sul debito''. Buenos Aires - spiega Kicillof - ''non puo' rispettare'' la sentenza americana: gli hedge fund ''hanno cercato di imporci qualcosa di illegale'', ''hanno respinto la nostra proposta''. Kicillof attacca i fondi speculativi: ''vogliono di piu' e lo vogliono subito, ''non possiamo firmare accordi sotto estorsione''. A chiarire le cose mentre Kicillof spiegava la posizione di Buenos Aires in conferenza stampa è stato Daniel Pollack, il mediatore incaricato di facilitare un accordo fra Buenos Aires e gli hedge fund, con un comunicato secco. ''Nessun accordo e' stato raggiunto e un default dell'Argentina e' imminente''. ''Deafult non e' una mera condizione tecnica - mette in evidenza Pollack -, è un evento reale e doloroso che avra' un impatto sulla gente normale: i cittadini argentini, i titolari di bond che hanno aderito al concambio (che non riceveranno il pagamento degli interessi) e gli hedge fund (che non riceveranno il pagamento che la Corte aveva garantito). Le conseguenze del default non sono prevedibili ma di certo non sono positive''.

sabato 28 giugno 2014

Argentina, il vicepresidente incriminato per corruzione

Amado Boudou
BUENOS AIRES -  Nuova tegola sull'Argentina. Il vice presidente Amado Boudou, 51 anni, è stato incriminato dal giudice Lijo per "corruzione". Lo riferiscono fonti giudiziarie. Boudou è sospettato di essere intervenuto, nel 2010 quando era ministro dell'Economia, a favore di un'azienda sull'orlo del fallimento, la tipografia Ciccone, che detiene il monopolio della emissione di banconote in Argentina, e di aver acquisito partecipazioni nella società.
La decisione è stata ufficializzata attraverso il sito web del Centro per l'informazione giudiziaria. Il provvedimento si estende anche a José María Nuñez Carmona, Alejandro Vandenbroele, Resnick Rafael Brenner, William e Nicola Ciccone Reinwick .
Nel frattempo, Lijo ha fissato una nuova data per  una dichiarazione giurata del vice presidente il 16 luglio, dopo una richiesta avanzata da Boudou proprio per una testimonianza supplementare .
Sia Carmona che Nunez, Boudou e Vanderbroele sono accusati di"corruzione passiva in concorrenza perfetta" e Ciccone e Reinwick  di "corruzione attiva". Resnick Per Brenner, la imputazione è di "trattative incomoatibili".

venerdì 10 gennaio 2014

Un centauro belga muore nel rally Dakar in Argentina

Eric Palante, alla partenza della prima tappa


SAN MIGUEL DE TUCUMAN - Eric Palante, centauro belga, è deceduto nella quinta tappa del Rally Dakar. Il pilota, che era a bordo di una Honda, ha perso la vita durante la frazione argentina tra Chilecito e San Miguel de Tucuman, come ha reso noto l'organizzazione della prova. Pallas, 49 anni, padre di 5 figli e alla sua undicesima Dakar, è stato trovato morto alle 8:30 per motivi in esame, al chilometro 143 di una prova speciale.  Il corpo del pilota 50enne è stato ritrovato senza vita dal "camion scopa" durante l'ispezione del percorso a fine gara: il mezzo cercava la moto n.122 che non era arrivata al traguardo. Era proprio quella di Palante.

Fulmine uccide tre persone su una spiaggia in Argentina


BUENOS AIRES - Un fulmine ha ucciso tre persone e ne ha ferte più di 20 in una città costiera di Argentina a Villa Gesell, a sud-est della capitale argentina, Buenos Aires. Le vittime avevano trovato rifugio da una tempesta sulla spiaggia quando il fulmine ha colpito. Testimoni oculari hanno parlato di un "rumore terribile" e hanno detto che alcune persone sono stati gettate in aria. Molti dei feriti hanno subito ustioni, due dei quali in modo grave. "La maggior parte sono fuori pericolo, ma ci sono due donne adulte in terapia intensiva", ha detto Juan Chamorro, il capo di un ospedale locale. I morti avevano 17, 19 e 21 anni. La località balneare di Villa Gesell si trova a circa 300 km (200 miglia) da Buenos Aires.

sabato 12 ottobre 2013

L'Argentina non accettera di ricevere il corpo del "criminale Priebke"

BUENOS AIRES - Il ministro degli esteri dell' Argentina Hector Timerman "ha dato dato ordine di respingere ogni procedura che possa permettere l'ingresso nel paese del corpo del criminale Erich Priebke". Lo ha reso noto il ministero, precisando che "gli argentini non accettano questo tipo di offese alla dignità dell'uomo". L'avvocato di Priebke, Paolo Giachini, aveva riferito che l'ex SS sarebbe stato sepolto accanto alla moglie a Bariloche.
La Daia, organismo che riunisce le differenti associazioni della comunità ebrea argentina, ha detto che il fatto che Erich Priebke "abbia scontato la sua condanna nella comodita' del suo appartamento, invece di stare nella cella di una prigione" costituisce "una offesa ai familiari delle sue vittime e ai milioni sterminati dal sinistro regime nazista".
In un comunicato diffuso dopo l'arrivo della notizia della morte di Priebke, la Daia ha sottolineato che l'ex ufficiale SS era "un criminale razzista che non ha mai espresso nessun pentimento per i cuoi crimini".
"Il fatto che Priebke sia vissuto impunemente durante decenni nel nostro paese, nella città di Bariloche, godendo della vita che aveva tolto a tanti civili innocenti, costituisce una offesa ai principi della Repubblica per i quali combattiamo gli argentini", aggiunge il testo, che si conclude con un appello "alle forze vive del nostro paese, perché riflettano e si esprimano al riguardo".

martedì 10 settembre 2013

L’uruguaiano salvato dal rifugio argentino è ricercato per abusi sessuali su un minore in Cile

SAN JUAN - Raul Gomez Cincunegui in ospedale dopo il salvataggio
SAN JUAN (Argentina) - L’uomo uruguaiano salvato da un rifugio di montagna nelle Ande dove si trovava da 4 mesi dopo il tentativo fallito di passare dal Cile all'Argentina sta affrontando una accusa di abusi sessuali su minori in Cile, dicono i funzionari.
Raul Gomez Cincunegui, 58 anni, è stato trovato nel rifugio di montagna Sardina da parte di funzionari argentini domenica scorsa. Secondo i media, Gomez avrebbe ammesso di essere fuggito in montagna per sfuggire al processo.
Ora un pubblico ministero ha chiesto la sua estradizione in Cile. Gomez era sotto processo in Cile con l'accusa di aver abusato di un bambino di 8 anno e gli era stato ordinato di non lasciare il Paese.
I funzionari cileni hanno detto che un mandato di arresto per Gomez è stato emesso nel mese di luglio, dopo che non si era presentato in tribunale.
"L'ufficio del Pubblico Ministero della regione settentrionale centrale cilena ha chiesto l'estradizione del motociclista uruguaiano salvato nella fascia andina, Raúl Gómez Cincunegui, accusato di abusi sessuali sui minori", ha detto l'ufficio in una dichiarazione rilasciata alla stampa cilena .
L'accusa è stata fatta da un ragazzo di otto anni del comune di Cerro Navia , a nord della capitale cilena Santiago.

"Pensiamo che abbia lasciato il Cile attraverso un valico di frontiera non autorizzato, dato che la polizia di frontiera sapeva che gli era proibito di lasciare il Paese", ha detto la dichiarazione del procuratore.

mercoledì 7 agosto 2013

Esplode per una fuga di gas palazzo a Rosario (Argentina): 12 morti, 15 dispersi


ROSARIO (Argentina) - Dodici morti, 15 dispersi e 63 feriti: è pesante il bilancio dell'esplosione che martedì ha distrutto un palazzo di nove piani e 18 appartamenti nel centro di Rosario in Salta 2141, circa 300 km a nordovest di Buenos Aires. L'esplosione, avvertita a diversi chilometri di distanza, è stata provocata a quanto pare da una fuga di gas nel sottosuolo del palazzo. In totale, gli appartamenti coinvolti nel crollo sono quasi sessanta.
L'onda d'urto è stata molto violenta e ha provocato ingenti danni in un raggio di 300 metri. Le operazioni di soccorso sono proseguite nel corso della notte: i pompieri e gli uomini delle forze della sicurezza locale stanno cercando i dispersi sotto le macerie dello stabile. 
Secondo quanto ha precisato alla stampa il procuratore responsabile delle indagini, Graciela Arugells, i vicini avevano nei giorni scorsi denunciato una fuga di gas. Tanto che il 24 luglio, la società responsabile del servizio di gas nella zona aveva inviato un impiegato a fare delle verifiche. L'uomo - ha precisato la Arugells - è stato fermato. Secondo altre fonti, un altro impiegato della società che nei momenti precedenti all'esplosione stava lavorando nel palazzo si è consegnato alla polizia. I feriti sono stati portati in diversi ospedali della città.

La fondazione del campione argentino Leo Messi, originario proprio di Rosario, si è "a disposizione delle autorità" cittadine per fornire un aiuto.

martedì 28 maggio 2013

Allarme rosso in Cile e Argentina per il vulcano Copahue: 3000 sfollati

Il vulcano Copahue in eruzione

SANTIAGO DEL CILE - Cile e Argentina hanno ordinato l'evacuazione di circa 3.000 persone che vivono vicino al vulcano Copahue nel sud del loro confine comune.Le autorità di entrambi i paesi ha emesso un allarme rosso - il più alto possibile - accertAndo che il vulcano cileno potrebbe scoppiare.
Il vulcano, alto 2965 metri,  che si trova nella cordigliera delle Ande  ha finora solo vomitato gas.
Migliaia di scosse telluriche minori sono state registrate nella zona.
"Questo allarme rosso è stato rilasciato dopo il monitoraggio dell'attività del vulcano e vedendo che è aumentata l'attività sismica," ha detto il ministro dell'Interno cileno Andres Chadwick in una conferenza stampa.
In Argentina, le autorità avevano dichiarato un primo "allarme giallo", in seguito rivisto al livello più alto.

Ora hanno ordinato l'evacuazione di circa 600 persone dalla città di Caviahue alla vicina città di Loncopue. I residenti nelle vicinanze sono stati temporaneamente evacuati, e gli aerei che sorvolano le Ande meridionali avvertiti di evitare la zona.

mercoledì 3 aprile 2013

Sette ore di nubifragio su Buenos Aires, otto morti



BUENOS AIRES - Almeno otto persone sono morte nelle ultime ore in Argentina a causa delle forti piogge e dei venti violenti che hanno sferzato la capitale Buenos Aires, provocando danni soprattutto in periferia. Il maltempo e le inondazioni avrebbero creato problemi ad almeno 350.000 argentini residenti nell'area, secondo quanto riferito da alcuni media locali.
Il servizio di pronto soccorso locale ha dato conto di sei vittime, alle quali si sono aggiunti due morti annunciati dalla polizia. Il sindaco di Buenos Aires, Mauricio Macri, ha precisato che "circa 350.000 persone sono state colpite" dalle inondazioni e 300 di loro sono state evacuate dalle loro abitazioni.
Le piogge di ieri hanno fatto segnare "un record storico con oltre 155 millimetri" di acqua tra mezzanotte e le sette del mattino, ha riferito l'Osservatorio centrale di Buenos Aires.

venerdì 15 marzo 2013

Il Papa incontra per caso il cardinale che coprì i preti pedofili e lo allontana


ROMA - Incontro imbarazzante, ieri, per papa Francesco durante la visita a Santa Maria Maggiore. Il nuovo pontefice ha incrociato il cardinale Bernard Law, in pensione, accusato di aver coperto i preti pedofili nella diocesi di Boston, non prendendo le adeguate misure. "Non voglio che frequenti questa basilica", avrebbe detto il Papa. Il portavoce della Santa Sede ha cercato di minimizzare l'accaduto.
Secondo quanto racconta Il Fatto quotidiano, infatti, la presenza del cardinale 82enne è stata discreta e sarebbe stata una sua volontà incontrare il nuovo Pontefice. Che però non avrebbe gradito più di tanto. Papa Francesco avrebbe intenzione di allontanare l'alto prelato, coinvolto nello scandalo pedofilia in Nord America, costringendolo a una vita di clausura. Bernard Law divenne arciprete della basilica romana, nonostante accuse pesanti. Il porporato, infatti, pur essendo venuto a conoscenza di preti pedofili, avrebbe trasferiti quest'ultimi in altre parrocchie e sempre a contatto con altri ragazzi. A Law fu prospettata una vita in clausura, cosa mai avvenuta ma che potrebbe realizzarsi proprio con papa Francesco.
In una nota diffusa dalla nunziatura apostolica a Buenos Aires, il Papa in serata ha chiesto ai suoi connazionali argentini di non recarsi a Roma per il suo insediamento, ma "di fare un gesto di carità verso i più bisognosi", donando il denaro necessario per il viaggio.

domenica 10 marzo 2013

Le Falkland al voto per ribadire la volontà di restare britanniche



PORT STANLEY (Isole Falkland) - La popolazione delle isole Falkland sta andando alle urne oggi e domani in un referendum per decidere se rimanere un territorio britannico d'oltremare. L'Argentina ha costantemente ribadito la sua sovranità sulle  isole, 30 anni dopo essere stata  stata respinta da una Task Force britannica in 74 giorni di conflitto.
Gli isolani hanno deciso di procedere alla votazione, in risposta alle pressioni argentina per aprire i negoziati sulla sovranità. Si prevede che la piccola comunità esprimerà una schiacciante volontà di rimanere  britannica.
Ma questo "sì" a sostenere lo status quo è improbabile che possa risolvere la controversia. Il Presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner ha detto che i desideri degli abitanti non sono rilevanti in quello che è un problema territoriale.
La maggior parte argentini considerano le isole, che chiamano Las Malvinas, come Argentina e il loro recupero è sancito dalla costituzione nazionale.
Sull’isola 1.672 persone hanno diritto di voto su una popolazione totale delle isole 'di circa 2.900. Ci sono seggi elettorali mobili, alcuni dei quali dovranno essere portati in aereo  da e per le isole esterne, dovei il voto si svolgerà nell'arco di due giorni.
Non possono votare le persone di di età inferiore ai 18 anni e coloro che non sono isolani Falkland. 
Le forze argentine avevano invaso le Falkland il 2 aprile 1982 entrando nel capitale Port Stanley nelle prime ore del mattino. La guarnigione dEi Royal Marines era stata sopraffatta e altri territori britannici del Sud Atlantico tra cui la Georgia del Sud erano stati invasi. In due mesi di combattimenti, 255 britannici e circa 650 militari argentini morirono, insieme a tre civili prima che le forze argentine si arrendessero a quelle inglesi.

sabato 2 febbraio 2013

Il Fondo monetario “avverte” l’Argentina: basta dati errati sull’inflazione


PARIGI - Il Fondo Monetario Internazionale ha deciso oggi un' iniziativa senza precedenti storici contro l'Argentina approvando una 'dichiarazione di censura' alle autorità di Buenos Aires a causa dei dati ufficiali forniti dal paese sudamericano, ed esigendo un che siano corrette le loro "inesattezze" entro la fine del 2013. Una procedura che, se portata alle estreme conseguenze, potrebbe significare anche l'uscita del paese dall'organizzazione. Nel mirino del fondo ci sono i dati trasmessi dall'Istituto Nazionale di Statistiche e Censimenti (Indec) sul tasso di inflazione dell'area di Buenos Aires (non esiste un dato a livello nazionale) e l'evoluzione del Pil.  E' da due anni che il Fondo avverte le autorità argentine sulle loro statistiche, giacché le cifre dell'Indec sono considerate inaffidabili anche dentro al paese sudamericano: secondo i dati ufficiali l'inflazione nel 2012 è stata del 10,8%, mentre per gli analisti privati supera di poco il 25%. Finora non vi è stata alcuna reazione ufficiale alla dura presa di posizione dell'Fmi.

venerdì 11 gennaio 2013

Dramma alla Dakar 2013 in Argentina: morto motociclista di 25 anni

Thomas Bourgin poco prima della partenza dell'ultima tappa

BUENOS AIRES - Nuovo dramma alla Dakar. Il motociclista francese Thomas Bourgin è deceduto in un incidente durante una tappa di trasferimento nel Nord dell'Argentina. Lo ha reso noto la televisione C5N.
La vittima, Thomas Bourgin, nato 25 anni fa a Saint Etienne, partecipava al rally con una Ktm. Secondo il sito della Dakar, l'incidente è avvenuto alle 8,23 ora locale in Cile nei pressi della posto di frontiera con l' Argentina di Paso de Jama.
La moto di Bourgin, diretto alla partenza della prova speciale odierna, si è schiantata contro una autopattuglia della polizia cilena che procedeva in senso opposto. Bourgin, che era 68/o in classifica, è stato subito soccorso da medici dello staff del rally, che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso, probabilmente immediato in seguito all'impatto.

venerdì 28 dicembre 2012

La Thatcher non pensava che l’Argentina “fosse così stupida” da invadere le Falkland



LONDRA - L'invasione delle isole Falkland da parte dell'Argentina il 2 aprile 1982 colse di sorpresa Margaret Thatcher, convinta che le autorita' di Buenos Aires non avrebbero mai ''neanche pensato di fare una cosa cosi' stupida''. E' quanto emerge dai documenti resi pubblici dal governo britannico dopo 30 anni, tra cui l'audizione a porte chiuse dell'allora primo ministro davanti alla Commissione Franks nell'ottobre 1982, di cui la Bbc online pubblica oggi degli estratti.


sabato 22 dicembre 2012

L’Inghilterra chiama un pezzo d’Antartide con il nome della regina. L’Argentina si infuria



BUENOS AIRES - L'ambasciatore del Regno Unito in Argentina è stato convocato per spiegare ai funzionari a Buenos Aires perché parte dell'Antartide sia stata rinominata in onore della Regina.
A John Freeman è stata consegnata una nota di protesta formale "respingendo con forza" la domanda del Regno Unito per un pezzo di terra conosciuto come il British Antarctic Territory.
La sezione meridionale è stata denominata Queen Elizabeth Land dal ministro degli Esteri William Hague.
La nota argentina  ha sempre sostenuto che la zona era parte del settore antartico argentino. Essa ha affermato che il governo argentino ha "respinto con forza" il diritto della Gran Bretagna di rinominare l'area.
La Queen Elizabeth Land - che con le sue 169,000 miglia quadrate è quasi il doppio del Regno Unito - in precedenza era senza nome, secondo il Foreign Office britannico.
Il Regno Unito aveva picchettato il British Antarctic Territory nel 1908. Tuttavia, l'Argentina e il Cile hanno insistono per i diritti di prelazione su vaste aree della stessa terra.

Il British Antarctic Survey ha tre basi di ricerca scientifica nel territorio e il rompighiaccio  della Royal Navy HMS Endurance  è di stanza nella zona per una parte dell'anno.
Il Trattato Antartico del 1959 tra le 12 nazioni tra cui la Gran Bretagna e l'Argentina, ha messo fuori legge l'istituzione di nuove rivendicazioni territoriali in Antartide, ma ha dichiarato di non respingere le richieste esistenti.
Il Foreign Office ha detto che  c'è stato un precedente di nominare le parti del continente con i nomi dei membri della famiglia reale britannica.
Nell’ Antartide orientale c’è la Princess Elizabeth Land, dal nome della prima regina che salì al trono, e nel 2006 una catena montuosa senza nome nella penisola antartica è stata chiamata Princess Royal Range in omaggio alla sorella della regina.

venerdì 2 novembre 2012

Il voto ai sedicenni in Argentina



BUENOS AIRES- Tutti i cittadini argentini con almeno 16 anni di eta' potranno partecipare alle elezioni.
Il Parlamento ha dato il via libera alla riforma promessa dalla presidente peronista Cristina Fernandez de Kirchner. Per gli oppositori, la riforma ha l'unico scopo di portarle nuovi elettori, visto che i sondaggi la danno ben piazzata fra gli adolescenti. Per i peronisti, il provvedimento mette l'Argentina al livello di Brasile, Ecuador e Nicaragua, che già prevedono il voto ai sedicenni.

lunedì 10 settembre 2012

A un’argentina il titolo di Miss Italia nel Mondo

Aylen Nail Maranges, miss Italia nel Mondo

MONTECATINI TERME (Pistoia). - L'argentina Aylen Nail Maranges ha vinto il titolo di Miss Italia nel Mondo Edizione Speciale. Nata 25 anni fa a Rosario Santa Fe, in Argentina e residente a Ispica, nel Ragusano, e' alta 1,70, occhi verdi e capelli castani. Aylen Nail Maranges ha il diploma di Scuola superiore ed ha studiato da stilista, ma solo nel primo dei tre anni previsti ed ora lavora come commessa.
E' arrivata in Italia tre anni fa, da sola, in vacanza; si e' fidanzata con Alessandro ed e' quindi rimasta in Sicilia. "Questa edizione di Miss Italia nel Mondo - dice - e' un bel gioco, ma anche un riconoscimento alle ragazze straniere che qui si sono ambientate e lavorano con serieta'". A lei e' andata ieri a tarda ora, oltre la mezzanotte, la corona realizzata da Miluna.
Per quanto riguarda l’elezione di Miss Italia, definito il quadro delle 21 miss promosse, con il voto della giuria tecnica e il televoto, a proseguire la corsa verso il titolo di Miss Italia. Le 21 entrano in gara questa sera insieme alle 21 Miss Regione che gia' di diritto erano in finale. Stasera quindi il gruppo sara' di 42 ragazze in gara. Al termine della serata ne resteranno in 15, per la finale di domani, cui se ne aggiungeranno altre cinque tra i 4 ripescaggi attraverso il televoto e quello di una concorrente attraverso il voto del popolo della 'rete', dal momento della chiusura della puntata di stasera e fino alle 20,30 di domani, sul sito www.missitalia.rai.it.

sabato 23 giugno 2012

Paraguay, destituito il presidente di sinistra Lugo. I paesi sudamericani: è un golpe


Fernando Lugo, il presidente destituito del Paraguay

ASUNCION (Paraguay) - La maggior parte dei paesi latino-americani ha denunciato ieri sera la destituzione del presidente paraguayano Fernando Lugo, sostituito dal Parlamento con il suo vice Federico Franco, quasi unanimemente giudicato "illegittimo". Lugo, ex vescovo diventato il primo presidente di sinistra in 62 anni, ha dovuto lasciare il potere al termine di un procedimento di impeachment durato alcune ore in Senato. I parlamentari accusano Lugo di "non aver svolto correttamente le proprie funzioni" in occasione dei recenti scontri fra polizia e manifestanti: nel corso di uno sgombero forzato di una proprietà agricola erano rimasti uccisi sei agenti e undici contadini senza terra.

La sinistra latino-americana ha immediatamente denunciato ciò che la presidente argentina Cristina Kirchner ha definito "un colpo di Stato illegittimo". Il suo collega boliviano Evo Morales ha usato toni analoghi, parlando di "colpo di stato parlamentare". Il presidente del Venezuela Hugo Chavez, da parte sua, ha definito "illegittimo" l'insediamento di Federico Franco, dichiarando di non riconoscerlo. Anche il Costa Rica ha contestato la decisione del parlamento paraguaianop.

Trentanove senatori sui 43 presenti hanno votato a favore della destituzione di Lugo, portando a compimento un processo iniziato la scorsa settimana alla Camera dei deputati. "Mi piego alla decisione del Congresso", ha detto Lugo dopo essere venuto a conoscenza dell'esito del voto, affermando che "la storia del Paraguay, la sua democrazia, sono profondamente colpite". "Oggi mi ritiro da presidente, non da cittadino paraguayano", ha aggiunto.

giovedì 26 aprile 2012

Argentina: il Senato dice sì alla nazionalizzazione della compagnia petrolifera YPF, togliendola alla spagnola Repsol




BUENOS AIRES - Il Senato argentino ha approvato la controversa decisione di nazionalizzare la compagnia petrolifera  YPF con 63 sì, 3 no e 4 astensioni con l’esporrio del 51% delle azioni in mano al privato.
Il piano di togliere alla società spagnola Repsol la propria partecipazione di controllo in YPF è stata annunciata la scorsa settimana dal presidente Cristina Fernandez de Kirchner. La mossa è stata condannata dalla Spagna e l'UE ha detto che potrebbe portare il caso alla World Trade Organization. Il piano si è però rivelato popolare in Argentina. La proposta sarà ora trasmessa alla Camera per l'approvazione. La Fernandez e gli alleati controllano entrambi i rami del Congresso e persino alcuni legislatori dell'opposizione hanno sostenuto la nazionalizzazione.
"Il Disegno di legge del governo non riflette una decisione capricciosa o casuale", ha detto il senatore della maggioranza Marcelo Fuentes  - E 'un risultato logico derivante dalla necessità di invertire il pensiero del libero mercato nella politica energetica."
Alcuni osservatori hanno avvertito che la nazionalizzazione potrebbe avere conseguenze negative per gli investimenti stranieri in Argentina, ma la presidenteFernandez insiste che la mossa si è resa necessaria per ridurre la bolletta energetica dello Stato.
 YPF, la più grande compagnia petrolifera Argentina, è stata privatizzata nei primi anni 1990. Cristina Fernandez accusa Repsol di aver drenato gli utili di YPF non investendo abbastanza per far fronte alla crescente domanda interna. Repsol nega con forza questa affermazione.