KUALA LUMPUR - Le ricerche del volo MH370 della Malaysian Airlines scomparso la scorsa settimana sono entrate in una "fase nuova". Così il ministro dei Trasporti malese in una conferenza stampa a Kuala Lumpur, implicitamente ammettendo il fallimento delle operazioni portate avanti sinora. Al momento il velivolo viene cercato "in 11 paesi e nelle profondità dell'oceano", ha precisato il ministro, e alle operazioni partecipano 15 paesi, tra questi il Kazakhstan, il Pakistan, il Bangladesh, la Cina, il Vietnam, l'Australia e la Francia. ln particolare il ministro della Difesa australiano David Johnston ha detto Lunedi il suo paese avrebbe fatto quello che poteva per aiutare la Malaysia.
La vera novità, in tutto questo, è che oltre al pilota, al co-pilota e ai passeggeri, le indagini si stanno concentrando ora anche sul personale di terra, tecnici e ingegneri in contatto con il velivolo.
L'opinione pubblica in Cina torna infatti a criticare le autorità malesi per "il tempo sprecato". Dall'agenzia ufficiale Nuova Cina ai social network, tutti sottolineano che "le informazioni sono arrivate troppo tardi e le ricerche svolte finora sono state totalmente inutili".
Hanno anche ripreso peso le domande sul perché i militari malesi non si accorsero subito di che cosa stava accadendo, denunciando così le lacune delle difese aeree militari in una regione delicata.
E’ infatti emerso che il principale radar militare malese aveva rintracciato un contatto non identificato di un aeromobile che volava a destra attraverso lo spazio aereo del paese e si trattava proprio del MH370. Ma nessuna azione, a quanto pare, venne presa. «Dove era la forza aerea malese in tutto questo?" dice l'ex pilota della RAF e analista aerospaziale Andrew Brookes. "Dopo l'11/9, le difese aeree di tutto il mondo entrano immediatamente in allerta per un aereo dirottato che potrebbe mirare ad un target di prestigio. Ed alcuni obiettivi potevano essere le torri gemelle Petronas nel centro di Kuala Lumpur."
Secondo Brookes, quando MH370 apparentemente deviò dalla rotta senza preavviso salendo di quota, campanelli d'allarme dovevano squillare nelle menti dei responsabili politici e militari malesi.
Il ministro dei Trasporti della Malesia, Hishammuddin Hussein, che è anche ministro della difesa del paese, ha respinto l'idea che le procedure operative standard delle forze aeree siano stati violati.
"Questo è un caso senza precedenti," ha detto. "Può cambiare la storia dell'aviazione. Penso che sia una lezione da imparare per tutti."
Naturalmente, è una cosa investire in capacità, un’ altra avere formazione, procedure e risorse da utilizzare in modo efficace.
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